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da: u velto

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Roma, Casal Bruciato 8 maggio 2019

In queste riprese guardate i volti delle donne e degli uomini che vogliono impedire ad una famiglia di entrare in casa. E poi cercate l'attimo in cui la telecamera inquadra lo sguardo perso di una donna, una mamma che abbracciando i figli cerca di entrare nella sua casa. E infine guardate gli occhi di quei poliziotti che aprono la strada e proteggono una mamma e i suoi bambini dalla violenza razzista. Sono gli sguardi e i gesti di quei poliziotti che hanno salvato ognuna ed ognuno di noi. Grazie!! 



10 maggio 2019

da: Pensacuoca e Fotomangio

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Totano scottato su crema di ceci, pomodori secchi e olive

Il totano scottato su crema di ceci è una delle ricette viste fare a un evento che abbiamo replicato più volte una volta a casa. Una combinazione di sapori geniale. Simone Rugiati è un grande amante dei piatti semplici, ma ben eseguiti e con materie prime di alta qualità. Questo antipasto ha una preparazione veloce […]

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10 maggio 2019

da: ILDeborino

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La Primavera è qui! – Cake Salato di Fave e Chorizo or Chorizo and Broad Beans Savoury Cake


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E nell'ultimo giorno utile di aprile ehm... eccomi alla carica con questo cake salato che tanto mi piace! 
È la stagione delle fave fresche e ne ho comprate un po' appositamente per fare questa torta salata. Una fetta tira l'altra, molto molto golosa. Il fomaggio all'interno dell'impasto la mantiene umida e squisita fino all'ultima fetta, dovesse durare qualche giorno. 

Ho preparato spesso questa torta preparazione per arricchire dei buffet, tagliata a fette un po' spesse e poi a cubotti è ottima per accompagnare un aperitivo. Ottima idea anche per ingannare l'attesa durante una grigliata che si sa, i tempi morti durante la cotturura sulla griglia vanno pur riempiti con qualcosa no?
È anche una soluzione perfetta per un pranzo in ufficio: un paio di fette di torta salata di fave e chorizo, una bella insalatina di valeriana e una macedonia di frutta. Colore e sapore a tutto tondo!Per non parlare del cestino del picnic, senza questa torta salata non sarebbe super goloso...
La ricetta è francese, me l'ha passata il mio "francese" di fiducia, Luigi, tanti anni fa, chissà se se lo ricorda, e da allora ecco che viene riproposta in primavera, ma anche in altre stagioni a dire il vero, utilizzando le fave in barattolo. 
La preparazione è molto semplice, ecco come si fa.
  • 4 cipollotti piccoli
    200 g di fave (fresche, sbollentate o in barattolo)
    100 g di chorizo oppure pancetta, salame piccante, o speck tagliati a cubetti
    3 uova
  • 100 ml latte
  • 180 g di farina
  • 1 bustina di lievito per torte salate (non lievito di birra)
  • 75 g parmigiano grattugiato
  • 75 g di formaggio grattugiato tipo Emmentaler o Gouda
  • 100 ml di olio di girasole
  • 1 filo d’olio extravergine d’oliva
  • sale e pepe
Riscaldate il forno a 180°.
Tagliate i cipollotti sottili e soffriggeteli per qualche minuto nell’olio d’oliva poi toglieteli dal fuoco.
In una ciotola mettete le uova, sbattete e aggiungete il latte, sale e pepe. 
Aggiungete la farina e il lievito e incorporateli al composto, aggiungete poi il parmigiano, l’olio di girasole e mescolate dapprima lentamente poi con energia per amalgamare bene il tutto. 
Aggiungete il formaggio e il chorizo, mescolare con una spatola, poi aggiungere il cipollotto e le fave. mettere in uno stampo da plumcake rivestito di carta da forno e mettere in forno per circa 45 minuti, o fino a che la torta salata è dorata in superficie e uno stecchino inserito al suo interno ne esce asciutto. Fate freddare un po', toglietela dallo stampo e fate freddare completamente su un griglia da pasticcere. 

English Version

Ingredients

  • 4 small spring onions
  • 200 g broad beans (fresh, blanched or tinned)
  • 100 g of chorizo ​​or pancetta, spicy salami, or speck cut into small chunks
  • 3 eggs
  • 100 ml milk
  • 180 g all purpose flour
  • 2 ½ teaspoons baking powder
  • 75 g grated Parmesan cheese
  • 75 g of grated Emmentaler or Gouda cheese
  • 100 ml sunflower oil
  • 1 tablespoon extra virgin olive oil
  • fine sea salt
  • freshly ground black pepper
Heat the oven to 180C.
Cut the spring onions and fry them for a few minutes in the olive oil then remove them from the heat.
Put the eggs in a bowl, beat and add the milk, salt and pepper.
Add the flour and baking powder and incorporate them into the mixture, then add the Parmesan, the sunflower oil and stir slowly then with energy.
Add the cheese and chorizo, mix with a spatula, then add the spring onions and broad beans.
Put in a rectangular cake tin lined with parchment paper and bake for about 45 minutes, or until the cake is golden on the surface and a toothpick inserted in it comes out dry. Let it cool a little, remove it from the tin and let it cool completely on a pastry rack.

da: Anna's lace

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work in progress 4/8

un lavoro iniziato nel 2016, il primo post 

da: laclarina

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Il Palcoscenico di Carta: Coriolano

Rieccoci! Dopo essere stati costretti a cancellare Molière lo scorso settembre, torniamo alla ribalta con un titolo dello Shakespeare meno noto: Coriolano.
PdCCoriolanoLocSmall
Attraverso l’ascesa e caduta di un generale abrasivo e provvisto di scarsa pazienza nei confronti della democrazia, l’ultima delle Tragedie Romane esplora temi ancora sorprendente attuali: l’austerità in tempo di crisi, il peso della guerra, i compromessi della politica, la disconnessione tra governanti e governati… il tutto condito con un’abbondanza di battaglie, duelli, intrighi, tradimenti e mamme ingombranti.
Le date sono il 4, 11 e 18 aprile alle ore 18.00, e il luogo è, come di consueto, la nostra beneamata libreria IBS+Libraccio, an n. 50 di Via Verdi.
Se volete leggere con noi, fatevi sentire compilando il form che trovate qui.Vi assegneremo un ruolo e spediremo il testo.
Se invece volete soltanto assistere, tutto quel che dovete fare è unirvi a noi in libreria, a partire da giovedì 4 aprile alle 18.
Vi aspettiamo!

da: laclarina

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Il Palcoscenico di Carta: Coriolano

Rieccoci! Dopo essere stati costretti a cancellare Molière lo scorso settembre, torniamo alla ribalta con un titolo dello Shakespeare meno noto: Coriolano.
PdCCoriolanoLocSmall
Attraverso l’ascesa e caduta di un generale abrasivo e provvisto di scarsa pazienza nei confronti della democrazia, l’ultima delle Tragedie Romane esplora temi ancora sorprendente attuali: l’austerità in tempo di crisi, il peso della guerra, i compromessi della politica, la disconnessione tra governanti e governati… il tutto condito con un’abbondanza di battaglie, duelli, intrighi, tradimenti e mamme ingombranti.
Le date sono il 4, 11 e 18 aprile alle ore 18.00, e il luogo è, come di consueto, la nostra beneamata libreria IBS+Libraccio, an n. 50 di Via Verdi.
Se volete leggere con noi, fatevi sentire compilando il form che trovate qui.Vi assegneremo un ruolo e spediremo il testo.
Se invece volete soltanto assistere, tutto quel che dovete fare è unirvi a noi in libreria, a partire da giovedì 4 aprile alle 18.
Vi aspettiamo!

da: Sergio Marcheselli

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Lensgo – Custodia schede memoria e batterie

Sto usando con soddisfazione questa custodia protettiva per schede di memoria e batterie della fotocamera: il Lensgo mod. D850 (“Coincidenze? Io non credo” cit.). Esistono in commercio da tempo le custodie protettive per le schede di memoria, ma non ne avevo mai vista una – fino ad ora – che potesse conservare e proteggere sia le schede che le batterie, oggetti entrambi preziosi (in tutti i sensi) ma facilmente smarribili o danneggiabili.

Si tratta di una custodia rigida, in materiale plastico di buona qualità, con un bordo sigillante in silicone che impedisce la penetrazione di acqua o polvere e il cui interno in gomma morbida può alloggiare due batterie da 39x56x21 mm (le misure delle Nikon EN-EL15 che uso io) e fino a 14 schede di memoria fra CF, SD, TF e XQD, ovviamente in numero diverso a seconda del formato. Ci sono addirittura sul bordo due indicatori corrispondenti alle batterie alloggiate che ricordano lo stato di carica della batteria.

Pur essendo così capiente, la custodia è tutto sommato facile da riporre nello zaino, poiché misura esternamente solo 152x84x30 mm e non è pesantissima, perché vuota arriva solo a 180 gr.

Ho visto che ne esistono in commercio diverse tipologie e quindi esiste solo l’imbarazzo della scelta. Anche il prezzo, considerando l’utile servizio che svolge, non è esagerato. Si trova facilmente in vendita sui siti di e-commerce più noti.

da: Sergio Marcheselli

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Obiettivo AF-S NIKKOR 500mm f / 5.6E PF ED VR

Il Nikkor AF-S 500mm f/5.6E PF ED VR (da ora in poi, per brevità, scriverò 500PF) è uscito sul mercato verso la fine del 2018. Io possedevo lo zoom Nikkor 200-500mm f/5.6E ma, resomi conto che praticamente lo usavo sempre “inchiodato” a 500mm ed essendo invogliato dalle caratteristiche del nuovo nato, l’ho venduto ed ho acquistato il 500PF. Lo sto adoperando da un po’, sia con la DSLR D850 che con la mirrorless Z7 e credo di poter scrivere alcune considerazioni sulla mia esperienza, ricordandovi che non sono un tecnico e le mie sono opinioni assolutamente personali e derivanti dall’uso sul campo e non, assolutamente, da test scientifici, per i quali ci sono siti ultra-specializzati.

Qualità costruttiva – L’obiettivo è prodotto in Cina, a differenza della maggior parte degli altri obiettivi professionali Nikon, che sono realizzati in Giappone. In passato un esperto poteva immediatamente distinguere un obiettivo costruito in Giappone da un obiettivo costruito in Cina valutando la qualità costruttiva, ma direi che in questo caso avrebbe qualche tentennamento, perché la qualità e la finitura della costruzione sono assolutamente buoni. I materiali della struttura esterna sono “rassicuranti”. L’anello di messa a fuoco gira molto fluidamente così come il collare del treppiede. Gli interruttori a leva sono robusti e precisi. Inoltre, come dichiarato da Nikon, l’obiettivo è resistente alle intemperie e la lente anteriore è trattata al fluoro, per respingere le gocce d’acqua. Anche il paraluce in dotazione è valido e, cosa importantissima, con un blocco di aggancio che ne impedisce il distacco accidentale ed è sicuramente molto meglio del paraluce presente sull’obiettivo zoom Nikkor 200-500mm f/5.6E che, in alcune occasioni, mi è capitato che si staccasse, obbligandomi a difficoltosi recuperi in posti non proprio agevoli. Quindi direi sinteticamente buoni voti sulla qualità della costruzione.Lunghezza e peso – Non è possibile confrontare il 500PF con altri teleobiettivi da 500 mm, non ha molto senso, per il semplice motivo che l’obiettivo è quasi 1500 gr.  più leggero del Nikkor 500mm f/4E, per esempio, e non renderei giustizia a nessuno dei due. Quindi ritengo sia più corretto confrontarlo con il Nikkor 70-200mm f/2.8. Il peso del 500PF (senza copriobiettivo, senza piede del treppiede, ma con paraluce montato) è 1460 gr., mentre il peso del 70-200mm f2.8 è 850 gr.; questo significa che il 500PF è solamente 600 gr. più pesante del Nikkor 70-200 f/2.8. E per quanto concerne la lunghezza? Nuovamente l’unico paragone ragionevole è con il 70-200 f/2.8 e quindi: il 500PF arriva a 23,8 cm. e il 70-200 f/2.8 arriva a 20,4 cm., entrambi misurati senza il paraluce in posizione. Quindi il 500PF è solo di circa 3,4 cm. più lungo del 70-200 f/2.8. Da ciò di deduce che questo obiettivo è – se confrontato con altri obiettivi prime 500mm – assolutamente piccolo.

Caratteristiche fisiche – Mi viene da dire equilibrio. Trovo che il 500PF sia ben bilanciato sulle DSLR di fascia alta di Nikon, è come avere un 70-200 montato sulla fotocamera. Con una fotocamera più leggera come la mirrorless Z7, si avverte un leggero sbilanciamento frontale ma non tanto da costituire un problema, anche perché non bisogna scordare che quando si usa il 500PF con la Z7 è necessario montare l’adattatore di baionetta FTZ nel mezzo, che aggiunge circa altri 3 cm alla lunghezza totale della configurazione.

Ergonomia e controlli – L’ergonomia e le posizioni dei pulsanti sono simili a quelle della maggior parte dei teleobiettivi Nikon. Questo obiettivo viene fornito con un set di 4 pulsanti di attivazione AF e, almeno per me, sono posizionati esattamente dove la mia mano si appoggia istintivamente quando si tiene in mano l’obiettivo. Questi pulsanti possono essere utilizzati per mettere a fuoco, bloccare la messa a fuoco o per “richiamare la memoria” di un punto pre-focalizzato e precedentemente memorizzato utilizzando un altro pulsante sull’obiettivo, il Pulsante Imposta Memoria. Naturalmente, se si dispone di un corpo macchina che supporta la funzionalità, è possibile utilizzare il pulsante di attivazione AF per passare immediatamente a una diversa modalità Area AF. E qualcosa che ho appena imparato giocando con il 500PF sulla Nikon Z7: se si utilizza la funzione “richiamo memoria”, quando si preme l’attivazione AF il pulsante non solo mette a fuoco l’obiettivo sulla posizione memorizzata in precedenza, ma utilizza automaticamente il focus peaking per mostrare ciò che effettivamente è a fuoco.

Prestazioni VR e “impugnabilità” – Tenere in mano il 500PF è incredibilmente più facile che tenere in mano uno degli altri obiettivi da 500 mm (ma anche focali più corte) che abbia mai provato. Se ti trovi in ​​una situazione in cui sei costretto ad usare l’obiettivo a mano libera, le dimensioni contenute e il peso ridotto di questa lente gli conferiscono un enorme vantaggio rispetto ai “tradizionali” 500mm. A tale proposito, ho avuto proprio recentemente l’esperienza di una sessione fotografica di oltre quattro ore in Val Roseg (ne ho scritto qui: I tesori della Val Roseg); ebbene: ho di fatto rinunciato all’utilizzo del treppiede per essere più reattivo agli spostamenti veloci dei soggetti ed ho scattato a mano libera per oltre 3 ore senza interruzioni e riposandomi solo saltuariamente ed alla fine della sessione avevo solo un poco di indolenzimento delle braccia, dovuto più alla posture innaturali e alle condizioni climatiche proibitive che al peso dell’insieme obiettivo/fotocamera (sia D850 che Z7 alternate nell’accoppiamento con il 500PF). Per quanto riguarda il sistema VR di riduzione delle vibrazioni, Nikon dichiara un vantaggio di 4 stop quando si utilizza in modalità VR normale e personalmente non ho motivo di dubitare di questa affermazione, visto il sistema VR sembra molto efficace.

Prime impressioni – Viviamo in un’epoca di affermazioni esagerate – a volte persino palesemente false – legate al marketing. I prodotti con un aumento del 10% delle prestazioni sono etichettati come “rivoluzionari”. Non voglio assolutamente contribuire a tutto questo e avanzare affermazioni su ciò che questo obiettivo potrà rappresentare per altri fotografi. Quindi dirò tre cose riassumendo la mia prima impressione generale del 500PF: a) Urca! b)  Questo obiettivo ha già superato le mie aspettative. Per essere onesti, non erano alte: sapevo che l’obiettivo sarebbe stato piccolo, facile da trasportare e “conveniente” da usare. E mi aspettavo che sarebbe stato sufficientemente valido dal punto di vista ottico. Quindi immaginavo che il suo principale punto di forza sarebbe la sua dimensione relativamente ridotta e già solo per questo motivo sarei stato disposto ad accettare un leggero “degrado” della qualità dell’immagine rispetto ai “migliori” super-tele di Nikon. Ma sono stato completamente sorpeso da quanto sia valido questo obiettivo sia nelle prestazioni ottiche che in quelle di autofocus. È proprio lì “in zona” con i migliori super teleobiettivi Nikon, al netto, ovviamente, dell’apertura minima f/5.6. c) Non dico che questo obiettivo sarà un prodotto rivoluzionario per chiunque altro, ma lo è per me. Il mio uso di un obiettivo “impegnativo” da 500 mm non sarà più limitato alle aree in cui può essere facilmente trasportato, o facilmente impostato e utilizzato. Questa lente mi seguirà spesso nei luoghi che frequento per le foto naturalistiche ed in ogni occasione in cui sarebbe stato possibile portare il 70.200mm f/2.8, offrendomi la possibilità di scattare fotografie che, diversamente, non avrei potuto ottenere.

da: ILDeborino

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In Giro per il Mondo – Riso alla Cantonese con Quel che C’è or Cantonese Fried Rice from the Pantry

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Non so quali siano le vostre abitudini, ma noi cerchiamo di non mangiare la stessa cosa più di una volta a settimana. A pranzo ci arrangiamo con qualcosa di semplice, a seconda della stagione, ma la cena è il momento più importante della giornata. Ci sediamo davanti alla tavola apparecchiata e mentre mangiamo parliamo della giornata appena trascorsa, dei progetti per il futuro, di come stiamo. È un bel momento di confronto che non può essere rovinato da un pasto raffazzonato. Le nostre cene non sono momenti solenni, tutt'altro, ma sono pensate, anche se si tratta solo di mangiare del formaggio alla piastra con un'insalata. Apparecchiamo bene, con tutto quello che serve, e a volte anche di più, infatti ad esempio Andrea mi chiede cosa ci facciano forchetta e coltello sul tavolo se mangiamo solo una zuppa di verdura, ma proprio non riesco a vedere una tavola apparecchiata senza tutte le posate. Tutto deve essere armonioso e bello alla vista. La regolarità di una tavola ben apparecchiata per me è un qualcosa di bello e rilassante. Mi riconcilia con il mondo e favorisce il mio approccio al pasto. 
Magari son solo manierismi, però per me hanno un effetto positivo e quindi bisogna apparecchiare bene!
Per questo piatto semplice ho tirato fuori le mie salsiere individuali per la soia, le bacchette cinesi per il riso e il cucchiaio di legno per quando le dita un po' stanche non riusciranno più a tirare su i chicchi o i pisellini ribelli. 
Così per una cena bella da vedere e gustosa ho preparato questo piatto di riso, facendo mente locale e usando quello che era in casa. Il riso è Basmati, uno dei miei preferiti a chicco lungo. I piselli sono congelati, convenienti e versatilissimi. Le uova, sempre presenti, sono biologiche e fresche. Al posto del prosciutto cotto che di solito non teniamo in casa, ho usato della pancetta dolce a cubetti. Il procedimento è semplice, il piatto saporito e si riscalda divinamente facendone così un ottimo piatto da portare in ufficio e da preparare in un attimo al ritorno da scuola. Cosa volere di più?
Per 3/4 porzioni 
  • 250 g di riso Basmati
  • 3 manciate di pisellini congelati
  • 2 uova, leggermente sbattute
  • 3 cucchiaini di olio di semi
  • sale grosso
  • salsa di soia, per servire 
Per prima cosa mettete dell'acqua a bollire in due pentole, nella più piccola aggiungete una presa di sale grosso e fate cuocere i pisellini fino a che saranno teneri.
Lavate il riso in un colino sotto l'acqua corrente e sciacquatelo bene. Mettetelo nella seconda pentola con acqua bollente dopo aver aggiunto un cucchiaio di sale grosso, mescolate con un cucchiaio di legno e portate a bollore. Fate cuocere 5 minuti da quando l'acqua bolle poi scolate tenendo da parte un poco d'acqua bollente. 
Mentre il riso sta scolando rimettete due dita d'acqua bollente nella pentola, aggiungete il cestello di metallo per la cottura a vapore e versateci sopra il riso, coprite con un coperchio e fate cuocere per altri 8 minuti. Poi spegnete la fiamma sotto la pentola. 
Nel frattempo scaldate un cucchiaino d'olio in una piccola padella antiaderente, versateci poi le uova e con due bastoncini cinesi mescolate in continuazione ottenendo delle uova strapazzate. Mettetele in una ciotola e nella stessa padella cuocete la pancetta. 
Quando tutti gli ingredienti saranno pronti scaldate il rimanente olio in una padella antiaderente capiente, versateci il riso sgranato con una forchetta, poi i piselli, le uova e la pancetta. Mescolate bene e servite accompagnato da salsa di soia che può essere usata a piacere per insaporire il piatto.


English Version

For 3/4 portions

  • 250 g Basmati rice
  • 3 handfuls frozen peas
  • 2 eggs, lightly beaten
  • 3 teaspoons vegetable oil
  • coarse sea salt
  • soy sauce, to serve
First of all, boil some water in two pans, add a pinch of coarse sea salt to the smaller one and cook the peas until tender.
In a colander wash the rice under running water and rinse it well. Put it in the second pot with boiling water after having added a tablespoon of coarse sea salt, stir with a wooden spoon and bring to a boil. Cook for 5 minutes after the water starts boiling again and then drain, keeping aside a little boiling water.
While the rice is draining, put a little boiling water back in the pan, insert the stainless steel vegetable steamer and pour the rice over it, cover with a lid and cook for 8 more minutes. Then turn the heat off.
Meanwhile, heat a teaspoon of oil in a small non-stick frying pan, then pour the eggs and stir constantly with two chopsticks until you get well cooked scrambled eggs. Put them in a bowl and cook the bacon in the same pan.
When all the ingredients are ready, heat the remaining oil in a large non-stick pan, add the rice fluffed with a fork, then the peas, the eggs and the bacon. Mix well and serve with soy sauce.
 


da: Sergio Marcheselli

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