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da: cocomeraio1

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Quel Momento

Extreme Wishful Thinking

Extreme Wishful Thinking

Succede in tutti i giri di prove.

A volte succede prima, a volte succede disperatamente tardi, a volte a mezza strada.

È il momento in cui, fra il caos, le arrabbiature, i colpi a vuoto, il nonsense, le risate, gli errori, le cose che non funzionano, i dubbi irrisolti, i litigi, le follie,le sedie che non sono mai dove dovrebbero essere e il cioccolato alla menta – il momento in cui, per la prima volta, qualcosa prende finalmente la forma giusta.

Emerge da tutti i pezzetti e pezzettini come da una crisalide e…

Yes, well. Non è come se, per magia, da quel momento tutto andasse bene – sia chiaro. In realtà poisi ritorna al caos, alle arrabbiature, ai colpi a vuoto e a tutto il resto, ma ci si torna con un senso di direzione nuovo e la benedetta impressione di sapere dove si sta andando.

O almeno di averne un’idea – e questo è tanto bello quanto istruttivo.

A volte succede quasi da sé, più spesso per deflagrazione. La Sfuriata del Regista è un metodo classico. Ho ricordi dell’anno in cui, a scuola di teatro, preparavamo l’Importanza di Chiamarsi Ernesto, e non funzionava. Era molliccio, era blando, era sbiaditello… Una sera andammo tutti a vedere un meraviglioso Marivaux fatto da allievi già diplomati. Favoloso sotto tutti gli aspetti – e, incidentalmente, l’occasione in cui decisi che prima o poi mi sarei occupata di disegno luci. L’indomani arrivammo a lezione galvanizzatissimi… e sempre mollicci, blandi e sbiaditelli.

E la regista ci fece un’urlata epica, e poi, approfittando del fatto che eravamo scossi, ci passò tutti alla griglia – insieme e separatamente.

Uh.

Sono passati vent’anni, e me ne ricordo con dettagliata vividezza. Ogni tanto me lo sogno ancora…

Ebbene, quello fu Il Momento.

Si sbloccò qualcosa che non ci eravamo nemmeno accorti che fosse bloccato. La commedia cominciò ad avere un abbozzo di forma – e poi servì ancora un sacco di duro lavoro. Ma la soddisfazione… non vi fate un’idea. O forse ve la fate. È come fare il gioco del quindici – e, tutto d’un tratto, si capisce il meccanismo.

Poi non sempre succede in maniera così tellurica. Per fortuna, credo. A volte basta provare in un posto diverso, a un’ora diversa. A volte basta cambiare la musica di scena. A volte il miracolo succede con qualche prop aggiunto, o un esercizio, o una chiacchierata a notte fonda … A volte sembra che succeda, poi invece l’indomani ci si ritrova al punto di prima, e bisogna ricominciare daccapo.

Non c’è modo di saperlo, e ogni volta è diverso – ma succede ogni volta, e ogni volta è una gioia.

Anche quando succede spaventosamente tardi. Perché poi domani si ricomincia – e non è affatto meno faticoso di prima. Anzi.

Però adesso sappiamo dove stiamo andando.

 

 

 

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da: cocomeraio1

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Piccolo Bollettino Soddisfatto

guildedmonumentFinito!

E la faccenda è abbastanza buffa – ma ho finito esattamente a 7501 parole…

Oh well, succede.

E – dopo averci messo molto più del previsto per varie ragioni – la prima stesura è a posto. That is – a posto per una prima stesura. Ci sarà da lavorarci su, ma per il momento potrebbe andare peggio.

Adesso… Oh, adesso. Oggi si decide what next, e poi via. E poi non è vero nemmeno questo. Due cose e mezza contemporaneamente, e farò bene a darmi una mossa.

Per cui, sì: in sella e hop! Ma intanto, ho finito.

Ecco.

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da: acquaementa

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Storie al cucchiaio e la mia mousse al cioccolato senza latticini

Questa mousse al cioccolato nasce dall’intersezione di diversi fattori astrali: la voglia di preparare dolci al cucchiaio che ci ha infuso Clelia d’Onofrio a Food Joy; la sperimentazione di una

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da: cocomeraio1

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Shakeloviana: Marlowe – Dramma in Cinque Atti

English: American poet and playwright Josephin...Oh well – prima o poi doveva succedere, giusto?

Sono secoli che vi dò il tormento a intervalli con il Marlowe di Josephine Preston Peabody, giusto?

Si tratta di un play del 1914, e ci sono inciampata per la prima volta su Questia, of all places, mentre facevo ricerche per un romanzo che non ho mai finito. Come forse poteva esservi venuto in mente di sospettare, adoro questo arnesetto vecchia maniera, scritto in pentametri giambici sciolti e provvisto di un Kit particolarmente simpatico. JPP ha un inequivocabile debole per il suo protagonista*, ma si ferma un passo prima di renderlo insopportabilmente perfetto. Se vogliamo, si tratta di un Kit idealizzato e tardo-vittorianizzato – ma ricordiamoci che siamo in epoca pre-Hotson, quando la maggior parte di ciò che sappiamo di controverso era ancora ben lungi dall’essere scoperta. Niente di troppo strano che il Kit della zia Josephine sia tutto sommato quello di Tennyson: un giovanotto fiammeggiante, temperamentale, ambizioso, pieno di aspirazioni e visioni, vittima della sua stessa donchisciottesca imprudenza, ma ancor più dell’altrui meschinità e bassezza.

E poi c’è una manciata  di altri allegri poeti, c’è una dama di corte del tutto sprovvista di cuore, c’è una tenera fanciulla di Canterbury con due corteggiatori – uno dei quali è Richard Bame/Baines. Così Kit si mette in guai progressivamente peggiori, ammira la dolce Alisoun in via del tutto platonica, dispera di se stesso e del mondo in generale, fa ingelosire Bame/Baines senza nemmeno provarci e, alla fine, riesce a farsi uccidere dal Francis Archer del registro di Saint Nicholas… verrebbe da dire per caso o per conformità ai documenti, se JPP non fosse riuscita a infondere al suo arco narrativo un’ineluttabilità quasi tragica.

Un’ineluttabilità che aggiunge una luce diversa all’insieme.

Perché a prima vista Marlowe potrebbe sembrare una delle tante fantasie elisabettiane del suo genere, in versi più fluidi della media, in colori da scatola degli acquarelli – il genere di play che si mette in scena con costumi period, scene dipinte, luci color miele… E però poi sotto la grazia vecchia-maniera c’è la desolata costatazione che il mondo è sempre troppo piccolo per Prometeo, e Prometeo (in questo caso un Kit più sognatore e malinconico della media) non può fare altro che bruciarsi alla sua stessa fiamma.

A suo tempo il play ebbe un buon successo, e lanciò la carriera di JPP come autrice teatrale. Mi piacerebbe molto trovare qualche immagine in proposito, ma finora le mie ricerche non hanno prodotto risultato alcuno. Poi, naturalmente, venne Leslie Hotson, e tutto quel che c’era stato prima invecchiò male. Se, nonostante questo, siete curiosi, il play si trova, come spesso accade, su Internet Archive, in una varietà di formati.

 

 

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* Sì, be’ – non è come se non la capissi…

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da: cucinatollerante

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Finger-food di trota salmonata e pescegatto per Natale

Tutti gli anni per il pranzo di Natale dai parenti di LUI, siamo incaricati della preparazione degli antipasti. Come nostro solito, ci piace preparare tanti piccoli stuzzichini, finger food che

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da: cocomeraio1

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Cose Feline ♫

Perché sì. Con un filo di predilezione per tutti i soriani.

Più che un filo.

Buona domenica.

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da: acquaementa

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La cucina naturale della chef Elena d’Alto e Pentole Moneta

Una domenica dedicata alla cucina naturale con la chef Elena d’Alto, che ha cucinato con le pentole Moneta Induction e Artech Stone nella cucina del Toscano. Elena d’alto è una

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da: cocomeraio1

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Attenzione – Romanzo in Corso

novelistRomanzo.

Nuovo.

Credo.

O meglio, no – non è che lo creda. Lo so con ragionevole certezza.

Non la storia di fantasmi. Sarebbe troppo ragionevole. Quella è là, irrisolta. Prima o poi…

Adesso Londra Elisabettiana – so to change – ma, udite udite, il protagonista non è Marlowe. Questa volta no. Questa volta Marlowe è solo parte dei guai  (nel bene e nel male) del protagonista. Che non è nemmeno Shakespeare. Shakespeare sarà un personaggio di contorno.

Credo.

È presto per dire. Sono quasi pronta per cominciare la prescrittura. Ho già buttato giù un paio di scene e l’occasionale scampolo di dialogo, una lista preliminare di cose che voglio metterci dentro – ma son quelle cose che si fanno a penna, sul taccuino. E naturalmente ho avviato una bacheca su Pinterest, perché è così che si procrastina. E, con somma soddisfazione, ho ritrovato qualcosa di singolarmente utile. Vi avevo mai detto che tra i miei hard disk e le mie chiavi USB fluttua il fantasma di un romanzo mai finito su Marlowe? Cinquantamila parole in Italiano – abbandonate quando mi sono resa conto che, dopo 50000 parole, ero ancora nel 1587. A un passo del genere, per arrivare al maggio 1593, ne sarebbero servite altre 300000 o giù di lì…

Yes, well.

Ma non è una storia particolarmente triste: da quelle 50000 parole ho setacciato i pezzetti luccicanti e ne ho tirato fuori il Credo – per cui possiamo considerarlo un lieto fine. E ancora di più adesso, perché ho scoperto/mi sono ricordata che, all’epoca, avevo preparato una cronologia dal 1587 al ’93. Una cronologia piuttosto seria. Così l’ho riesumata, e… pittikins!

Avevo fatto davvero un discreto lavoro. La cronologia è dettagliatissima, piena di utili informazioni come le date di chiusura e riapertura dei teatri per peste, instabilità sociale e altre magagne, redatta in colori diversi per ciò che è provato, ciò che è speculazione diffusa e ciò che è mia invenzione, e persino completa di riferimenti bibliografici. nanowrimo-1

Si sta rivelando utilissima in questa fase molto preliminare, e sono certa che lo sarà ancora di più quando inizierò a far progetti per davvero. E naturalmente, dicembre è alle porte – e dicembre non è mai un buon mese per scrivere…* Tuttavia, conto di mettere insieme una outline praticabile prima della fine dell’anno, e magari anche di fare qualche esperimento in vista di alcune decisioni narrative.

Finora, le scene che ho scritto sono in prima persona. Mi piace, la prima persona. Però sto considerando. Forse mi farebbero comodo un altro paio di punti di vista, oltre a quello del protagonista… Terza persona alternata? Anche quella è una possibilità. Bisogna fare esperimenti di varia natura, e vedere che cosa funziona meglio.

Il tutto mentre finisco una commissione, ne scrivo un’altra – e non è detto che una terza non piombi su di me.

Ma d’altra parte, ho nostalgia di un romanzo. E ho un argomento che mi piace, e un protagonista promettente, e qualche idea che potrebbe funzionare, e persino una scadenza anniversariale che potrebbe solleticare qualche editore Oltremanica…

Insomma, romanzo.

Nuovo.

Stiamo a vedere.

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* Questo dicembre lo sarà ancor meno della media. Ci sono cose belle all’orizzonte. Vi farò sapere.

 

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da: acquaementa

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Tagliatelle nero di seppia e zafferano con capesante

L’occasione per preparare queste tagliatelle con capesante ci è stata data dal Consorzio della Denominazione di San Gimignano, che ci ha invitato a partecipare a un food-contest all’insegna della Vernaccia di San

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da: u velto

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20 novembre 2014