1 0

da: u velto

post icon

Milano, la scuola politica per giovani rom e sinti


A Milano dal 25 al 27 Ottobre 2019, presso la Casa dei diritti del Comune di Milano, si tiene il primo dei due workshops della Scuola politica per giovani appartenenti alla minoranza linguistica rom e sinta 2019 promossa dal Consiglio d’Europa e organizzata da Upre Roma in collaborazione con il Movimento Kethane rom e sinti per l’Italia.

La scuola, al suo secondo appuntamento dopo quello del 2018, offre un percorso formativo, articolato in due workshops di tre giornate ciascuno – il secondo si svolgerà a Milano dal 15 al 17 Novembre 2019 - che mette a disposizione di giovani attivisti strumenti, conoscenze e capacità per sviluppare consapevolezza e favorire la partecipazione della comunità rom e sinta alla vita civile e sociale del Paese.

In foto il programma del primo workshop. Per informazioni, chiamare il 3397608728

21 ottobre 2019

da: Sergio Marcheselli

post icon

Tutti gli anni, un giorno

Quando l’Autunno colora i boschi

C’è un periodo dell’anno che attendo con trepidazione ed insieme a me, suppongo, tantissimi altri appassionati di fotografia: l’Autunno. Uno potrà anche non amare in modo particolare questa stagione, un po’ perché significa meno ore di luce, la fine delle giornate calde, l’arrivo delle prime nebbie e delle prime piogge insistenti, eccetera ed io non faccio testo perché sono nato in questo periodo dell’anno e perché non amo in modo particolare il caldo estivo, ma dal punto di vista della gratificazione visiva – e, di conseguenza, fotografica – sfido chiunque a pescare alle nostre latitudini una stagione più spettacolare.

I boschi si colorano del foliage autunnale

In particolare sono le zone boschive di colline e montagne che indossano la loro veste migliore: le foglie dei vari tipi di piante assumono colori vivaci e quelle che non cambiano mai livrea, tipo gli abeti, collaborano con il loro sempreverde a formare un forte contrasto con i gialli, gli arancioni, i rossi delle altre specie. Senza dimenticare il tappeto color bronzo delle foglie cadute, su cui camminare è un piacere atavico; oppure lo scorrere dei torrenti rivitalizzati dalle piogge, con il loro sussurro nelle zone piane o il fragore dei salti d’acqua; e i profumi della terra bagnata, del legno, delle foglie stesse, dei funghi che spuntano ovunque.

Fotografare l’Autunno

E’ perfino superfluo dirlo, ma gli spunti fotografici legati a questi mesi sono innumerevoli: c’è materiale a volontà per il paesaggista, ovviamente; ma anche chi ama fotografare scorci più intimi o, addirittura, il micromondo che popola i boschi, trova occasioni in abbondanza; senza scordare i fotografi naturalisti, che possono sbizzarrirsi a fotografare i grandi mammiferi così come l’avifauna stanziale o di passo.

Basta indovinare il periodo giusto

Ecco, mentre per gli altri generi fotografici, una settimana in più o una settimana in meno nel corso del periodo autunnale non fa molta differenza, chi desidera fotografare i paesaggi con il foliage nella sua veste migliore, deve essere bravo e fortunato. Bravo a programmare le sessioni di scatto nei giorni giusti, nei quali la colorazione delle piante raggiunge il suo apice  e non è ancora “troppo verde” e fortunato, soprattutto fortunato, perché basta un temporale particolarmente forte o alcune ore di raffiche di vento freddo e potente per far cadere la maggior parte delle foglie dagli alberi. E allora è tutto un consultare le previsioni meteorologiche, rapportandole alle altitudini dei luoghi in cui si prevede di scattare le foto e sperando che siano sufficientemente precise nel medio periodo di una settimana; si ritorna con la memoria alla stagione estiva appena trascorsa, facendo mente locale sulle precipitazioni che ci sono state e sulla loro abbondanza, per stabilire se le piante possano o meno aver sofferto della siccità e quindi essere più avanti con il periodo in cui le foglie cambiano colore o cadono; si consultano in continuazione le webcam dei rifugi montani per cercare di capire a che punto è la colorazione del bosco; si contrattano giorni di ferie con l’ambiente lavorativo cercando di ottenere un paio di giorni nelle settimane “strategiche” del periodo, ed avere qualche ora in più da dedicare alla trasferta fotografica; si  controlla minuziosamente l’attrezzatura, sia quella fotografica che quella da trekking, per essere pronti ad ogni evenienza. E si fanno anche parecchi chilometri a vuoto, recandosi in un luogo che si ritiene pronto per essere fotografato per poi scoprire che no, è troppo presto, occorre tornare la prossima settimana, quando la colorazione sarà all’apice del suo splendore. Sempre meglio, in ogni caso, di arrivare da qualche parte per constatare che il vento della sera precedente ha fatto piazza pulita del fogliame e sono rimasti solo tronchi e rami scheletrici. E capita, eccome: non più tardi di due anni fa avevo solo un giorno a disposizione per la trasferta fotografica e mi sono fatto un paio di ore di auto, più un’ora abbondante di salita a piedi, carico di attrezzatura fotografica, solo per scoprire che avrei potuto solo fotografare la silhouette degli alberi, perché il fogliame era tutto a terra. E allora niente: si esclama qualche “accipicchia”, ci si trasforma di colpo in fotografi macro e si cerca di portare a casa lo scatto di qualche bella castagna o di un fungo particolarmente espressivo e ci si ripromette di essere più previdenti il prossimo anno, di trovare un giorno giusto.

Cosa portare nello zaino

Bel dilemma, come sempre. Si vorrebbe avere con sé tutto l’arsenale, per poter avere la possibilità di fotografare il paesaggio con l’obiettivo grandangolare, ma anche sfruttare la compressione dei piani utilizzando il teleobiettivo, oppure un obiettivo macro per i preziosi particolari del bosco. Ma tutto ciò si scontra fatalmente con le camminate impegnative che bisogna spesso affrontare per raggiungere i luoghi di scatto. E allora, a meno di avere un mulo per amico, conviene operare delle scelte, dolorose ma necessarie. Ovviamente mi guarderò bene dal consigliare una configurazione di obiettivi piuttosto che un’altra: tutto dipende dai gusti e dalla sensibilità personale. Per quel che mi riguarda ho imparato, a mie spese, a “limare” sempre di più il contenuto dello zaino: in genere porto con me la reflex o, visti i recenti sviluppi, la mirrorless; come obiettivo principale scelgo spesso lo zoom 16-35mm, spesso affiancato dal 24-70mm; mi riservo di portare il 70-200mm solo se prevedo di raggiungere un punto elevato o, comunque, panoramico. Anche se un poco ingombranti, non posso fare a meno di infilare nello zaino i filtri, soprattutto il polarizzatore ed un filtro ND per le lunghe esposizioni; cavo di scatto remoto, batterie e schede di memoria di riserva e, naturalmente, il treppiede, croce e delizia dei fotografi ma, a mio parere, oggetto pressoché indispensabile.

 

 

 

 

 

 

 

da: laclarina

post icon

Promemoria…

Ve lo ricordate, vero, che SEdS ha un nuovo indirizzo?

Il nuovo SEdS non cambia poi molto, ma è più facile a commentarsi più stabile e ragionevole, e vi si posta il lunedì.

Lo raggiungete con il link qui sopra o cliccando sull’immagine qui sotto. Mi raccomando: una volta là, non dimenticatevi di iscrivervi per ricevere le notifiche dei nuovi post!

NEWSEdS

Ci vediamo dall’altra parte?

da: laclarina

post icon

Trasloco!

Vi avevo promesso novità, vero?

O forse non ve le avevo promesse affatto – ma le novità ci sono! Senza Errori di Stumpa si è trasferito… La nuova casa è…

senzaerroridistumpa.com

9 settembre 2019

da: laclarina

post icon

Chi Si Rivede…?

All’aprisi del sipario, Senza Errori di Stumpa sonnecchia placidamente… eh, son otto mesi che sonnecchia e si annoia. E quando la Clarina entra dal fondo in punta di piedi…

maxresdefaultC – Blogo!

SEdS (sobbalza ad altezze himalayane) – Eeeeeek!

C – Blogo, non fare così – sono io…

SEdS – Chi va là? Chi è? Fermi dove siete!

C – Bloghetto, sono io, la Clarina–

SEdS – Inventane un’altra! La Clarina emigrò a St. Helena!

C – Ma sono tornata… That is, non emigrai a St. Helena affatto, ma sono tornata.

SEdS (la squadra per bene) – Ma… ma sì, sei proprio tu…

C (a braccia aperte, con un luccichio negli occhi) – Oh, Blogo!

SEdS – Sta indietro, sciagurata. Dove sei stata per tutto questo tempo? Sparire così, senza una parola, una cartolina, un piccione, un messaggero a cavallo!

C – I know…

SEdS – St. Helena me la sono inventata io, perché dovevo pur dire qualcosa quando me lo chiedevano.

C – Uh. E l’hai detto a molta gente?

SEdS – Non è questo il punto! Sei sparita!

C – Vero, vero, vero. Scusa, scusa, scusa…

SEdS – Scusa un bottone! Dov’eri, sciagurata donna?

C – Er… storia lunga. Diciamo… periodo sabbatico? Ma adesso sono tornata.

SEdS – Tornata tornata?

C – Mi sei mancato, sai? Tu, i Lettori…

SEdS – Non girarci attorno: tornata per restare?

C – Sì! Magari… er, magari non al ritmo di prima – ma…

SEdS – Ah! Eccola lì! Che vuol dire, non al ritmo di prima?

C – Ecco, pensavo… per cominciare…

SEdS – Sputa il rospo, donna!

C – Che ne dici, per cominciare, di un post la settimana?

SEdS – Un post la settimana?

C – Il lunedì. Per ora. Poi… poi si vedrà.

SEdS (la squadra sospettosamente) – …

C (con i suoi migliori occhi da cocker) – Eh? Eh? Eh? Blogo… Bloguccio? Bloghettino?

SEdS – …

C – Senza Errori di Stumpa, ti prego! Mi rivuoi?

SEdS (cede d’un colpo e singhiozza senza ritegno) – Clarinaaaaaaa!

C (singhiozzando del pari) – Blooooooogo!

Abbracci, lacrime, passi di danza. Sipario.

No, sul serio. Perdonate la lunga assenza, o Lettori. Sono tornata. Mi siete mancati. Se vi va, riprenderemo a bagolare di storia, storie, libri e teatro – con l’occasionale divagazioncella – a cadenza settimanale. Ci vediamo lunedì? pngtree-little-night-come-back-home-reunion-home-image_11385

da: ILDeborino

post icon

Il Forno Estivo – Rotolini di zucchini, prosciutto e Scamorza or Courgette, Parma Ham and Scamorza Cheese Skewers


Scroll Down for English Version

 Proprio in questi giorni parlavo dell'uso del forno in estate e di come ogni tipo di cottura che lo richieda venga evitata come la peste nei mesi più caldi. Il mio forno poi sta dando segni di cedimento, ma proprio non è il momento per cambiarlo. Certo in questi 10 anni di vita a stretto contatto - più altri 5 usato solo nel weekend, l'ho fatto lavorare veramente tanto, un po' c'era da aspettarselo che prima o poi cominciasse a perdere qualche colpo, così cerco di non affaticarlo. A volte però, anche in estate, si ha voglia di qualche piatto sfizioso e così ecco che ho provato a fare questa ricetta letta non ricordo più dove, se girando in internet o sfogliando qualche rivista, mi sono cimentata con degli zucchini che avevo in frigo e ancora mi sembravano belli. Senza altra ispirazione e sapendo che Andrea non li ama particolarmente, ho pensato che questa cottura avrebbe prodotto un piatto gradito. Ispirata anche da Sara che chiedeva in giro se avremmo preferito accendere il forno per cuocere verdure ripiene o gratinate ho pensato di fare un mix delle due cose, ripiene e gratinate, per non scontentare nessuno! Devo dire che questi rotolini mi sono piaciuti molto, gustosi e sfiziosi, un ottimo secondo leggero e, se preceduti da una minestra di verdure tiepida, sono una valida alternativa al pezzo di formaggio, tofu saltato, fettina di carne, scatoletta di tonno e insalata che spesso sono i secondi di chi va di fretta o ha poca voglia di cucinare in estate. Qui c'è veramente poco da fare eh, il forno fa il grosso del lavoro e mentre scaldate la zuppa non dovrete far altro che arrotolare i vostri involtini, infornate, apparecchiate e la cena è bell'è e pronta!

Per due persone
  • 1 zucchino verde grande
  • qualche fetta di prosciutto crudo dolce
  • provola grattugiata
  • olio extravergine d'oliva
  • pangrattato 
  • pepe nero macinato fresco

Accendete il forno a 200°C.
Con la mandolina o il pelapatate tagliate lo zucchino per il lungo e ricavate tante fette sottili.
A questo punto potete grigliarle leggermente, se volete, oppure procedete a spennellarle con dell'olio e poi mettete la parte oliata a contatto con il pangrattato sistemato su un piatto e fate aderire bene.
Mettete lo zucchino su un tagliere con la parte impanata di sotto e adagiate su di esso una fetta sottile di prosciutto, cospargete con la provola grattugiata e arrotolate a formare un involtino. Usate uno stecchino di legno per non far aprire il rotolino e sistematelo in una teglia.
Procedete allo stesso modo fino a esaurimento delle fette di zucchino e infornate per circa 15 minuti o fino a che gli zucchini sono dorati e il formaggio inizia a fondere.

English Version


For two people

  • 1 large green courgette 
  • a few slices of sweet Parm ham 
  • some grated provola cheese 
  • extra virgin olive oil 
  • breadcrumbs 
  • freshly ground black pepper


Heat the oven to 200C. 
Thinly slice the courgette lengthwise using a mandolin or a potato peeler. 
Now you can lightly grill the courgette slices, if you wish, or just brush them with a little oil and then put the oiled side into the breadcrumbs, placed in a plate, and pat to make them adhere well. 
Put the courgette on a cutting board, breaded side down and lay a thin slice of ham on it, sprinkle with some grated provola cheese and wrap the slice to form a roll. Use a wooden toothpick to keep the roll from opening and place it in a baking dish. 
Proceed in the same way using all the courgette slices then bake for about 15 minutes or until the courgettes are golden and the cheese starts to melt. 

da: unmomentostopensando

post icon

La Lezione dei Nostri Figli: mai smettere di imparare

Non smettere di #imparare. Con #curiosità e #creatività. La #scuola deve premiare con una #valutazione adeguata chi esce dagli schemi fissi, con originali ragionamenti. Nel futuro il quoziente emotivo conterà  come quello cognitivo. 
Interessante articolo 
buona lettura 
come quello intellettivo.i
27 agosto 2019

da: unmomentostopensando

post icon

A pesca di emozioni: la rabbia

A pesca di emozioni🎣...rabbia
Quando compare rabbia, l'autocontrollo spesso scappa via in un baleno! Ma farlo ritornare si può...e giocando anche! 
Tutto questo è possibile con le bolle dell’autocontrollo!!! 
Nulla di strano, si tratta semplicemente delle classiche bolle di sapone, che possiamo etichettare come “dell’autocontrollo”. 
Ma nel gioco viene il bello! I bambini non devono giocarci normalmente, ma devono vincere "una sfida con se stessi": riescono a lasciare scoppiare da sole le bolle, senza toccarle e prenderle con le mani o il corpo?
L'autocontrollo sta proprio qui! Nel corso del gioco, il bambino, infatti, riuscirà sempre di più a vincere la sfida, controllando la propria rabbia!
Lo avete già provato?
Fateci sapere come vi è riuscito😉
#unmomentostopensando #identificaleemozioni #educazioneemotiva#educare #eduquote



pubblicato da Maria Luisa Boninelli
27 agosto 2019

da: unmomentostopensando

post icon

Roma, Corso PAS BASIC 1 Modalità intensiva


Gentili Lettori 
partirà a Marino (Roma) il corso P.A.S. BASIC I organizzato dalla Fondazione Giorgina Borgiani. 

Il corso si terrà in modalità intensiva dal 26 al 30 Agosto 2019 

Luogo: Viale degli Scozzezi, 14 Marino (ROMA) 

Evento ECM: sono previsti 50 crediti cm 

Per info e iscrizioni potete contattare la Dr. Raffaella Bocci al seguente indirizzo mail: istitutogiorginaborgiani@gmail.com 







16 agosto 2019

da: ILDeborino

post icon

Quel Tocco in Più – Cipolla Rossa Sott’Aceto Veloce or Quick Sweet and Sour Red Onion


Scroll Down for English Version

Una delle cose che volevo fare durante quest'estate era imparare a scrivere bene sulle etichette dei barattoli. Ma siamo sinceri, sono mancina e troppo frettolosa, scrivo sulle etichette già attaccate sui barattoli e non ce la farò mai a scrivere delle etichette graziose, neanche se dovessi mettermi a scrivere pagine intere di "a", "b", "c"...
Lo so che è la sostanza che conta, ma anche la forma ha un suo perchè e allora stavolta mi arrendo e faccio la foto a un barattolo con un'etichetta molto approssimativa, ma la prossima volta sarà più bella, mi impegnerò: lo prometto!
Giustificata la pessima etichetta ecco che parliamo dei contenuto. Cipolla rossa in agrodolce facile e veloce.
Questa cipolla gustosa e dal sapore deciso è ottima come accompagnamento a carni grigliate, in un sandwich di tonno e maionese, oppure con salumi e insalata o verdure grigliate, noi la mettiamo anche sulla pizza.
Ho preso la ricetta da un libro di cucina che si chiama "Alla Piastra" ed. Ippocampo e ho modificato le proporzioni, usato aceto di mele invece di aceto bianco, per un sapore più profumato, aumentando la quantità di zucchero perchè la ricetta originale era un po' troppo acida per i miei gusti.
Ecco come si fa.
  • 500 g circa di cipolla rossa di Tropea
  • 350 ml aceto di mele bio
  • 6 cucchiai abbondanti di zucchero di canna chiaro
  • un mazzetto di timo
 Lavate bene un barattolo di vetro da 1 litro.
In una pentola di acciaio mettete l'aceto, lo zucchero e il timo, portate a ebollizione, sciogliendo tutto lo zucchero e poi togliete dal fuoco.
Tagliate finemente la cipolla ad anelli e mettetela nel barattolo, dovreste riempirlo quasi completamente.
Versate il mix di aceto nel barattolo, insieme ai rametti di timo, chiudete con un coperchio ermetico, scuotete il barattolo per mescolare bene tutti gli ingredienti.
Fate freddare e conservate in frigo.

English Version

This tasty onion with its strong flavour is excellent with barbecued meats, great in a tuna and mayo sandwich, or with cold cuts and some salad or grilled vegetables, we even put it on our pizzas.
I changed the original recipe from a cookbook called "Alla Piastra" ed. Hippocampus using apple vinegar instead of white vinegar, for a more fragrant taste, I also increased the amount of sugar because the original recipe was a bit too tart for my taste.
Here's how it's done.
  • 500 g red Tropea onion
  • 350 ml organic apple vinegar
  • 6 heaped tablespoons of light brown sugar
  • a small bunch of thyme
Wash a one-litre glass jar.
Put the vinegar, sugar and thyme in a steel pan, bring to a boil, allow the sugar to dissolve and then remove from the heat.
Finely cut the onion into rings and place them in the jar, it should be filled almost to the rim.
Pour the vinegar mix into the jar, together with the thyme sprigs, close with an airtight lid, shake the jar in order to mix all the ingredients.
Let it cool and keep it in the fridge.