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da: Anna F

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withof duchesse lace sampler-work in progress 3

il tempo passa e mi accorgo di trascurare questo blog, rimedio pubblicando qualche lavoro tratti dal 2° "Manual for sluis and withof duchesse laces" di Anneke Reijs.
Disegni di Sister Judith de Kreijger.









da: Debora Troni

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Esperimenti di Velocità – La Zuppa di Pesce Veloce di Jamie Oliver or Jamie Oliver Super-fast Fish Stew

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Ora che ho trovato il modo per eliminare l'odore del pesce cucinato con la mia pozione magica ho provato a fare anche la zuppa. Non sono una gran cuoca di pesce visto che in casa non è apprezzato e così ho pensato di partire da una ricetta semplice semplice che ho visto cucinare a Jamie Oliver nel suo programma "Jamie 15 minute meal". Ora, io non mi sono cronometrata, non avevo bisogno di cucinare tanto in fretta, ho fatto con calma amando ogni momento della preparazione di questo piatto e alla fine non ci avrò messo 15 minuti però il risultato è stato ottimo.
Ho preferito abbondare con i molluschi che mi piacciono moltissimo e ho usato solo un tipo di pesce, magari la prossima volta sarò più avventurosa.
Questa zuppa ha un sapore molto fresco reso più intenso dal finocchio, è piccante e polposa, il sughetto è ricco e perfetto per essere raccolto con del buon pane rustico.
Sarà il mio nuovo cavallo di battaglia in materia di zuppe di pesce...forse anche perché è l'unica zuppa di questo genere che abbia mai fatto!
Ecco a voi la mia versione di questa zuppa per 2-3 persone  come piatto unico.
  • 3 cipollotti
  • 1 peperoncino fresco
  • 1 finocchio con i ciuffetti verdi
  • 2 acciughe
  • 2 cucchiai di olio extravergine d'oliva
  • 1 spicchio d'aglio
  • ½ bicchiere vino bianco secco
  • 700 ml passata di pomodoro
  • 1 manciata di basilico
  • 1 kg misto di vongole, cozze e fasolari ben puliti
  • 300 g di filetti di pesce persico, o altri filetti a vostro piacere
  • sale
  • pepe
Tagliate i cipollotti a pezzi da 1 cm, tagliate il peperoncino e il finocchio a fettine sottili. Tenete da parte i ciuffetti verdi del finocchio, mettete tutto in una pentola con 2 cucchiai di olio e le acciughe, fate soffriggere per qualche minuto poi condite con sale e pepe. Aggiungete l'aglio tritato, fate cuocere per un paio di minuti facendo attenzione a non farlo bruciare poi sfumate con il vino. Dopo che l'alcool sarà evaporato, aggiungete la passata e poca acqua per risciacquare il barattolo. Tagliate i filetti di pesce in pezzi da circa 1 cm di larghezza. Mettete i molluschi nella pentola, mescolate e disponete sopra i pezzi di pesce e alla fine le foglie di basilico spezzettate con le mani. Mettete il coperchio e fate cuocere a fuoco vivace fino a che i molluschi si sono aperti. Cospargete con le barbette di finocchio prima di servire.
 
English Version

 
Now that I've found a way to get rid of the smell of cooked fish with my magic potion I ventured into the realm of fish soup. I'm not a great fish cook because fish is not appreciated at home and so I thought of starting with a simple recipe by Jamie Oliver. I saw him making this very soup in his program “Jamie 15 minute meal”. I dind’t check the timing as I was in no hurry. I made this dish at an easy pace, loving every moment of the preparation and in the end, even if it took more than 15 minute, the result was excellent.
I changed the recipe a little as I preferred to use more shellfish and used only one type of fish fillet, maybe next time I'll be more adventurous.
The flavour is very fresh and it’s intensified by the fennel, also spicy and meaty, the sauce is rich and perfect to be mopped with a good rustic bread.
It will be my new staple in matters of fish soup ... maybe because it's the only soup of this kind I've ever done!
Here's to you my version of this soup for 2-3 servings as a main dish.
  • 3 spring onions
  • 1 fresh chilli
  • 1 fennel bulb with green leaves
  • 2 anchovies
  • 2 tablespoons extra virgin olive oil
  • 1 clove of garlic
  • ½ glass dry white wine
  • 700 ml tomato passata, or you can use canned chopped tomato and blitz it with a hand blender
  • 1 handful of basil leaves
  • 1 kg between clams, mussels and cockles thoroughly clean
  • 300 g white fish fillets of your choice
  • salt
  • pepper
Cut the spring onions into 1 cm pieces, cut the red pepper and fennel into thin slices. Keep the green fennel leaves on a side. Put the prepared vegetables in a pot with 2 tablespoons of olive oil and the anchovies. Sauté for a few minutes then season with salt and pepper. Add the minced garlic and cook for a few minutes being careful not to burn the garlic, then add the wine. After the alcohol has evaporated, add the tomato passata and a little water you used to rinse the tomato jar. Cut the fish fillets into 1 cm wide pieces. Put the shellfish into the pot, stir, add the fish fillets, and eventually the basil leaves torn with your hands. Put the lid on and cook on high heat until the shellfish have opened. Sprinkle with fennel leaves just before serving.

da: acquaementa

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Cucina e salute con gusto: quiche e biscottoni con Elisabetta e Giada

Eccoci giunti al primo appuntamento di Cucina e salute con gusto al Centro Casalinghi dal Toscano. Non so voi, ma la mia stanza preferita dove chiacchierare è la cucina: un luogo

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da: Sergio Marcheselli

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Parma Street View

Tre giorni di arte urbana a Parma con l’evento Parma Street View.

Luce inclemente, che non è riuscita però a spegnere i vibranti colori degli artisti che si sono alternati nelle varie attività.

Per il fotografo (anzi: fotoamatore, sennò alcuni fra quelli con la partita iva si adombrano) piccola scimmia per la street in risalita sulle spalle, ma credo proprio che verrà presto scacciata dai primi foliage autunnali, con conseguente ritorno al primo amore paesaggistico.

da: cocomeraio1

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Shakeloviana: Christoferus – or Tom Kyd’s Revenge

KydQuesto romanzo ha una premessa inconsueta, una favolosa e individualissima voce narrante, un punto di vista diverso dal solito e un finale così così.

Ora non so voi, ma personalmente non ho mai considerato Thomas Kyd il più interessante tra i drammaturghi elisabettiani: l’idea diffusa è quella dell’Autore Di Un Solo Titolo (The Spanish Tragedy, molto truculenta), una brava e lamentosa persona ai margini del suo ambiente per mancanza di titolo accademico e personalità fiammeggiante, implicato suo malgrado nei guai di Marlowe, indotto ad incriminare il suo più celebre e brillante collega a forza di tortura… non precisamente un eroe da romanzo, vero? E infatti, ammesso che compaia in narrativa o a teatro, tende a comparirci nelle vesti di comprimario dimesso, bilioso e sfortunato. Quello che ha i complessi perché non è andato all’università, quello che ha scritto una singola tragedia di enorme successo e poi più nulla, quello che paga un’amicizia sbagliata con la tortura e poi sparisce nell’oblio.

E invece Robin Chapman cambia le carte in tavola, facendo di Tom Kyd un uomo fascinoso e brillante, un autore di successo, mentore, amico, amante e sodale artistico di Marlowe, traditore involontario sotto i terribili ferri di Topcliffe, e per questo intento a vendicare sé stesso e il defunto Kit. Gli scrittori sono una genia di perfidi manipolatori: la storia di Christoferus non è sempre  del tutto credibile – alla luce delle fonti – ma è così ben raccontata che si chiude volentieri un occhio e ci si lascia trascinare. Fino al finale, un po’ blando, un po’ irrisolto e con qualche libertà storica di troppo. Ecco, magari il finale non è il più piacevole dei risvegli, ma a maggior ragione ci si dispiace di avere finito il libro, dopo trecento e tante pagine trascorse in una magnifica Inghilterra elisabettiana, intensa, dorata e pericolosa, popolata di gente affascinante e infida, retta su una combinazione di menzogne, paura e splendore…

E poi la scrittura… ah, la scrittura. La scrittura è meravigliosa: vivida, piena di luce e ombra, ricca, appagante – miele, velluto e filigrana, per dare un’idea. Ma miele di castagno, quello amarognolo… E sì, d’accordo – mi fermo qui, ma che posso farci se il giusto tipo di scrittura mi manda in visibilio e mi mette i brividini giù per la schiena?

Ma torniamo a noi. In tutto questo, Marlowe? Presente nel lungo flashback che costituisce due buoni terzi del romanzo, è il ragazzo di genio che nasconde l’insicurezza di fondo dietro una maschera di arroganza irriverente. Fiammeggiante, irragionevole e ingenuo, Kit si metterebbe nei guai molto più spesso e molto prima, se non ci fosse Tom a badare a lui… poi naturalmente ci riesce benissimo lo stesso – ma parte dell’interesse della storia sta nel vedere in che modo non sia tutta colpa sua…

Ah, peccato, peccato, cento volte peccato per quel finale che si affloscia – ma anche così, la lettura vale del tutto la pena. E poi si può sempre giocare a “Come L’Avrei Finito Io”…

E se a questo punto siete incuriositi, Christoferus si trova su Amazon.

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da: acquaementa

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Gli indispensabili in cucina. Vademecum sui coltelli

I coltelli sono probabilmente gli strumenti più affascinanti tra gli indispensabili da avere in cucina. Il tempo e le diverse culture hanno portato a una vasta gamma di forme e materiali

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22 settembre 2014

da: cocomeraio1

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La Ragazza Del Dipinto

English: Dido Elizabeth Belle (1761-1804), det...Ieri sera, con F. e M., siamo andate al cinema.

La Ragazza del Dipinto, per l’appunto, di Amma Asante. La sceneggiatura prende la storia di Dido Elizabeth Belle, figlia illegittima e mulatta di un ufficiale inglese e di una schiava, cresciuta ed educata in Inghilterra, e la trasforma in una denuncia della schiavitù con storia d’amore incorporata. Il tutto è furbo e storicamente disinvolto, per dir così, ma ha dalla sua la fotografia strepitosa di Ben Smithard, la musica gradevole di Rachel Portman e la magnifica interpretazione di Tom Wilkinson nel ruolo di Lord Mansfield – doppiato in modo eccellente da Franco Zucca.

Alla fin fine, una gioia per gli occhi, una limitata quantità di anacronismi, una di quelle storie in cui tutto finisce per il meglio – più che un tantino a scapito della veridicità storica, ma questo è un film, giusto? È narrativa. È una storia – ed è raccontata bene.

Buona domenica e buon autunno a tutti.

 

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da: cocomeraio1

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The Good Wife

good wife logoNon so come non mi sia mai venuto in mente di parlare di The Good Wife.

The Good Wife è una serie americana creata dai coniugi King e prodotta, tra gli altri, da Ridley Scott.

La storia è quella di Alicia Florrick, un’agiata quarantenne il cui marito, procuratore di stato dell’Illinois, finisce in carcere per corruzione con scandalo sessuale incluso.

Ouch…

All’improvviso, Alicia si ritrova sola con due figli adolescenti cui provvedere… E lei sarà anche un brillante avvocato, ma non esercita da un decennio, presa com’era a fare la brava moglie e la brava madre. A darle un’occasione è la vecchia fiamma dell’università, Will Gardner, ora co-titolare di uno studio affermatissimo. E così Alicia si ributta nella mischia – e che mischia!

Quel che segue è una favolosa storia che combina la procedura legale con un’esplorazione lucida e senza sconti del sistema legale e politico americano, e nel farlo affronta ogni genere di dilemmi etici e morali e temi scomodi, senza mai concedersi un briciolo di zucchero.

La scrittura è superlativa. Ogni episodio è un arco teso alla perfezione, il tono sa coniugare molto bene dramma e commedia sofisticata, i dialoghi sono una gioia, i personaggi cambiano, imparano o non imparano (e ne pagano il prezzo), commettono errori e poi ne affrontano o subiscono le conseguenze – organizzate in meccanismi narrativi perfetti e spesso inattesi. Insieme a una notevole abilità nel ribaltare ripetutamente i giochi, questo fa sì che alla quinta stagione, ben lungi dal mostrare segni di stanchezza, TGW sia ancora in grado di dispensare sorprese.The Good Wife

Aggiungete una squadra di attori da bravi a ottimi (su tutti la protagonista Julianna Margulies e Christine Baranski), una regia elegante ed efficace e una colonna sonora che, senza mai prendere il sopravvento, valorizza magnificamente la varietà ritmica di ogni puntata – e viene da dire che questa serie abbia proprio tutto.

Vogliamo proprio trovarci un neo? A volte il personaggio dell’investigatrice Kalinda segue un po’ troppo da vicino il cliché della Donna Tosta Ed Enigmatica Il Cui Passato Torna A Morderla… Ma tutto sommato, e in vista della qualità complessivamente stellare della scrittura, della regia e delle interpretazioni, sono disposta a considerarlo un peccato veniale.

In Italia TGW arriva con una traduzione ben curata e il consueto magnifico doppiaggio – ma arriva penalizzata da una programmazione di seconda serata*. Se fossi malvagia, sospetterei la tivvù di stato di ritenere l’assoluta mancanza di buonismo inadatta alle menti impressionabili – ma in realtà è molto possibile che il problema sia una certa tendenza alle complicazioni tecniche in fatto di diritto americano…

Ma non lasciatevi scoraggiare: l’aspetto giuridico, oltre ad essere affrontato in modo ammirevolmente chiaro pur senza la minima ombra di spirito didattico, è integrale alle storie e alla storia – e il modo in cui King&King e Co. riescono a renderlo avvincente è una delle gioie di questa serie intelligente e ben confezionata.

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* Fino alla settimana scorsa su Rai 2, martedì sera, attorno alle 11 – e raramente puntuale. Adesso… mah.

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da: acquaementa

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Polline crudo. Un potente integratore naturale

Lo scorso novembre, al BioLfie/NutriSan di Bolzano abbiamo potuto assaggiare per la prima volta il polline crudo allo stand dell’azienda Ape Felice. Il polline è un prodotto dell’apicoltura che ha

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19 settembre 2014

da: paola

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CORSO ALLE TAMERICI "IL PANE GOLOSO" DI ILIO BERSELLI E GIANFRANCO ALLARI




C’era una volta un maestro fantastico di nome Ilio che, in questi anni, mi ha donato tanto del suo sapere con preparazioni sempre entusiasmanti….se a questo maestro fantastico se ne aggiunge un altro altrettanto meraviglioso per un lavoro  a quattro mani…beh…non si può che rimanerne incantanti, per bravura, simpatia e divertimento.

Sono passati tanti mesi da questo corso….4 per la precisione….eppure mi sembra di averli ancora davanti agli occhi mentre, con incredibile maestria, lavorano importanti impasti rigorosamente a mano e sfornano ghiottonerie farcite in modo davvero ghiotto.


 















Questo il “pane goloso”:

Pasta lievita per pesche dolci e salate:

- con ganache al cioccolato bianco e lime per chi, come me, del dolce non può farne a meno

- con crema al gorgonzola e confettura di fichi  per chi propende più al salato



Entrambi così soffici, così golosi…

 
Focaccia romana

- con pancetta, radicchio rosso e chiodini….










- con salmone, finocchio e robiola…una piacevole scoperta….non amo particolarmente il finocchio (come la maggior parte delle verdure J) eppure ritengo sia un abbinamento davvero azzeccato….ottimo direi…
 
















Gnocco in pala con lievito madre

- con sgombro, zucchine alla griglia e stracchino

- con asparagi, speck e fontina

























Pane per tramezzini

Con diverse farciture, tutte interessanti : coppa, ricotta e mostarda di albicocche; grana, mortadella e aceto balsamico di Modena; gorgonzola, noci e sedano




Pane brioche per panettone gastronomico

Con prosciutto cotto e crema di piselli; con crema di zucca e porchetta; con pistacchio, mozzarella e pomodoro…..uno più gustoso dell’altro….




Panino speciale


 
Con crema fredda al grana e con crema di mortadella e cialda alle arachidi




perché speciale lo è davvero







Focaccia all’acqua di rose
Con una leggera mousse alle fragole per chiudere nel modo più goloso





Ti aspettiamo zio Ilio….prestissimo con bignè, eclaire & co certa che ancora una volta riuscirai a stupirci….





18 settembre 2014