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da: Forchettina Irriverente

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Fusilloni al FORNO con SUGO di MELANZANE, FUNGHI, zucchine & SALSICCIA

Fusilloni al forno con melanzane, funghi, zucchine e salsiccia

Fino a quando la stagione lo consente, faccio fare gli straordinari al forno.
Verranno i tempi del "ma che caldo fa" o del "se accendo quell'aggeggio infernale MUOIO".
Ma siamo indietro, e posso ancora concedermi paste al forno, polente pasticciate e sformati di ogni foggia - ESAGERATA.
E' uno dei pochi vantaggi dell'essere ancora lontani dalle ferie. Vedi ...i lati positivi si trovano, a ben guardare ... ma guardo lungo .....

Questa pasta al forno parte da uno "zoccolo" vegetale importante (così teniamo sopiti i sensi di colpa) : melanzane, funghi, zucchine e salsa di pomodoro.
Il lato goloso si sfoga con la salsiccia (salamella... sono pur sempre mantovana) e abbondante provolone. 
E infine un tocco di cremosa besciamella, che pasta al forno sarebbe senza .... 


Ingredienti per 2 persone : 200 gr. fusilloni – 70 gr. provolone piccante a scaglie – olio e.v.o. - sale
Per il sugo : 200 gr. polpa di pomodoro – 600 gr. melanzane – 300 gr. pioppini  – 200 gr. zucchine – 1 salamella – aglio – basilico – sale e pepe – peperoncino in fiocchi – zucchero – rosmarino, timo, salvia e prezzemolo
Per la besciamella : 250 gr. latte – 20 gr. burro – 18 gr. farina 00 – sale e pepe – noce moscata – 30 gr. provolone piccante
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da: Forchettina Irriverente

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TORTA di SEMOLINO e ricotta all’uvetta e pinoli

Certe giornate nascono movimentate .. o meglio... certe settimane ..
Ho iniziato con la perdita delle chiavi della macchina : dove le avrò mai messe ... nelle tasche ?? Nei cassetti ?? Sotto il tavolo o nelle pieghe del divano ?? La ricerca all'interno dei cuscini me la risparmio, c'è un limite anche per me.
Riprendo la caccia ........guardo nel frigorifero ... magari sotto la rucola ??? ... Nel congelatore o vicino al vaso di fiori ....
Le possibilità sono infinite, improvvisamente la casa che sembra sempre piccola è diventa un castello da ispezionare.  Tutto per poi poi scoprire che "si sono nascoste" dentro una borsa della spesa, buttate o scivolate, ormai non me lo domando neppure più ... L'importante è averle trovate. A posto.
Se poi il giorno dopo è la macchina stessa a rifiutarsi di mettersi in moto, allora capisco tante cose.
Povera .. anche lei ha una certa, come la sua proprietaria ....
Mettiamola così, a volte è il destino che parla : voleva dirmi che dovevo starmene a casa per preparare uno dei miei dolci preferiti ?  Bastava dirlo, non era necessario tutto questo scompiglio !

La torta che ho preparato oggi ha una consistenza morbida e cremosa, dolce ma non troppo, ricca di profumi e sfumature : la buccia di arancia, l'aroma di marsala nell'uvetta, il sapore tostato dei pinoli  e l'aroma di fiori di arancio. La adoro e assaporandola, ritorno in pace con il mondo. 


Ingredienti per uno stampo di circa 17 cm. di diametro : 125 gr. semolino – 130 gr. ricotta vaccina – 130 gr. latte – 370 gr. acqua – 20 gr. burro – 2 uova - 160 gr. zucchero semolato - scorza intera di ½ arancia - scorza grattugiata di ½ arancia – 40 gr. uvetta ammollata nel marsala secco la sera precedente – 20 gr. pinoli tostati e tritati al coltello - 1 cucchiaino di vaniglia in polvere – 4 cucchiai di aroma di fiori di arancio - zucchero a velo – un pizzico di sale

PREPARAZIONE


Portare a bollore il latte con l'acqua, il burro, un pizzico di sale e la scorza intera dell'arancia.
Eliminare la scorza e versare il semolino, mescolando con una frusta.
Cuocere per una decina di minuti, sino a quando si ottiene una polentina soda. Togliere dal fuoco e far intiepidire (o raffreddare completamente).
Montare le uova con lo zucchero e unirvi la ricotta setacciata, la scorza grattugiata, l'acqua di fiori di arancio e la vaniglia.  Versare il composto in un mixer ed unirvi il semolino. Frullare sino a ottenere un composto omogeneo.
Per ultimo aggiungere l'uvetta ben scolata e infarinata e i pinoli, mescolando per bene.
Versare il composto in una teglia imburrata ed infarinata e cuocere in forno caldo a 200°C per circa 40 minuti, sino a doratura della superficie.
Sfornare e far raffreddare completamente. Servire decorando con zucchero a velo setacciato

da: Forchettina Irriverente

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TORTA di SEMOLINO e ricotta all’uvetta e pinoli

Certe giornate nascono movimentate .. o meglio... certe settimane ..
Ho iniziato con la perdita delle chiavi della macchina : dove le avrò mai messe ... nelle tasche ?? Nei cassetti ?? Sotto il tavolo o nelle pieghe del divano ?? La ricerca all'interno dei cuscini me la risparmio, c'è un limite anche per me.
Riprendo la caccia ........guardo nel frigorifero ... magari sotto la rucola ??? ... Nel congelatore o vicino al vaso di fiori ....
Le possibilità sono infinite, improvvisamente la casa che sembra sempre piccola è diventa un castello da ispezionare.  Tutto per poi poi scoprire che "si sono nascoste" dentro una borsa della spesa, buttate o scivolate, ormai non me lo domando neppure più ... L'importante è averle trovate. A posto.
Se poi il giorno dopo è la macchina stessa a rifiutarsi di mettersi in moto, allora capisco tante cose.
Povera .. anche lei ha una certa, come la sua proprietaria ....
Mettiamola così, a volte è il destino che parla : voleva dirmi che dovevo starmene a casa per preparare uno dei miei dolci preferiti ?  Bastava dirlo, non era necessario tutto questo scompiglio !

La torta che ho preparato oggi ha una consistenza morbida e cremosa, dolce ma non troppo, ricca di profumi e sfumature : la buccia di arancia, l'aroma di marsala nell'uvetta, il sapore tostato dei pinoli  e l'aroma di fiori di arancio. La adoro e assaporandola, ritorno in pace con il mondo. 


Ingredienti per uno stampo di circa 17 cm. di diametro : 125 gr. semolino – 130 gr. ricotta vaccina – 130 gr. latte – 370 gr. acqua – 20 gr. burro – 2 uova - 160 gr. zucchero semolato - scorza intera di ½ arancia - scorza grattugiata di ½ arancia – 40 gr. uvetta ammollata nel marsala secco la sera precedente – 20 gr. pinoli tostati e tritati al coltello - 1 cucchiaino di vaniglia in polvere – 4 cucchiai di aroma di fiori di arancio - zucchero a velo – un pizzico di sale

PREPARAZIONE


Portare a bollore il latte con l'acqua, il burro, un pizzico di sale e la scorza intera dell'arancia.
Eliminare la scorza e versare il semolino, mescolando con una frusta.
Cuocere per una decina di minuti, sino a quando si ottiene una polentina soda. Togliere dal fuoco e far intiepidire (o raffreddare completamente).
Montare le uova con lo zucchero e unirvi la ricotta setacciata, la scorza grattugiata, l'acqua di fiori di arancio e la vaniglia.  Versare il composto in un mixer ed unirvi il semolino. Frullare sino a ottenere un composto omogeneo.
Per ultimo aggiungere l'uvetta ben scolata e infarinata e i pinoli, mescolando per bene.
Versare il composto in una teglia imburrata ed infarinata e cuocere in forno caldo a 200°C per circa 40 minuti, sino a doratura della superficie.
Sfornare e far raffreddare completamente. Servire decorando con zucchero a velo setacciato

da: laclarina

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Fantasmi e Spiriti

E ci siamo: venerdì 7 aprile debutta al Teatrino d’Arco il nuovo Fantasma di Canterville dell’Accademia Campogalliani*.

Il Fantasma Tormentato che si aggira per l’Antica Magione nella Campagna Inglese è un classico tra i classici, giusto? Ma che succede quando lo spettro, con le sue catene rugginose e macchie di sangue, si scontra con l’indomito (e più che un pochino stolido) positivismo americano?

Venite a scoprire che cosa ne pensa Oscar Wilde – adattato e tradotto per le scene dalla vostra affezionatissima:

CantGhost

Le date sono il 7, 8, 9, 21, 22 e 23 di aprile – un breve giro di repliche – ma Sir Simon, l’irrepressibile famiglia Otis e lo staff molto gotico di Canterville Chase torneranno quest’estate al Parco delle Bertone e poi di nuovo nella stagione 2017-2018.

Prenotazioni dal mercoledì al sabato, tra le 17 e le 18.30, al numero 0376 325363, oppure via mail all’indirizzo biglietteria@teatro-campogallian.it.

***

IMG-20170318-WA0001Oh – e per restare in tema di spiriti, questa sera c’è Inchiostro & Vino.

“I popoli del Mediterraneo cominciarono a uscire dalla barbarie con la coltivazione dell’ulivo e della vite,” diceva Tucidide – e diceva molto sul serio. Basta vedere quanto e come scrive di vino Omero. E basta pensare che Roma consumava 180 milioni di litri di vino l’anno – senza contare gli schiavi…

Ne parliamo questa sera all’Enoteca di Porto Catena.

______________________________

* Cui, tra l’altro, vanno i complimenti per il recentissimo Premio Maschera d’Oro a Vicenza…

da: Pensacuoca e Fotomangio

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Una farfalla in cucina

Una farfalla in cucina è l’evento organizzato lo scorso 19 marzo insieme a Davide e Daniela di Cose Buone al Centro Casalinghi dal Toscano. Per una volta il cibo e la cucina cedono il palcoscenico a una vicenda umana personale, ritagliandosi il ruolo di elemento di contatto tra il mondo dei bambini e quello degli […]

The post Una farfalla in cucina appeared first on Acqua e Menta.

29 marzo 2017

da: u velto

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Messaggio di pace

Cari fratelli e sorelle, vi voglio parlare di pace in quanto nel Mondo non c'è pace perché gli uomini sono cattivi. Perché tutte queste cattiverie tra gli uomini?

Diamoci la mano e assieme con l'aiuto di Dio facciamo una buca profonda e in essa buttiamoci le armi, la droga e gli spargimenti di sangue di gente innocente e sempre con l'aiuto di Dio copriamo tutto con della buona terra. E sopra di essa coltiviamo fiori, amore e pace!

Dobbiamo vedere i nostri figli e le nostre figlie e quelle degli altri popoli giocare insieme, sentire le loro parole che chiamano mamma e papà, perché le loro parole sono un simbolo di pace.

Tu uomo e tu donna quando fai del male non guardarti allo specchio perché non vedrai la tua immagine, ma quella delle persone a cui hai stroncato felicità e vita.

Pensaci su prima di fare del male, non una ma mille miliardi di volte. Quelli a cui fai del male sono i tuoi cari, i tuoi figli, la tua famiglia. Vergognati per il male che fai! E tu uomo che ami vedere il telegiornale dopo aver fatto del male, vergognati e credi in Dio che ti darà gioia, amore, felicità.
Grazie per avere ascoltato ciò che è buono per me e per tutti i popoli del Mondo.

Dal vostro amico e pittore naif, Angelo “Liga Vacche” Proietti
28 marzo 2017

da: u velto

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Rimini, il razzismo dilaga

L'Amministrazione comunale di Rimini da circa un anno sta progettando il superamento del cosiddetto “campo nomadi” di via Islanda, abitato da undici famiglie sinte. Il progetto è quello di realizzare delle micro-aree come prescritto dalla Legge regionale 16 luglio 2015, n. 11. Quello di via Islanda è un parcheggio dove sono state autorizzate a sostare con le case mobili le famiglie povere, appartenenti alla minoranza linguistica sinta. In sintesi a Rimini, da circa trent'anni, famiglie italiane povere che aspettano una sistemazione abitativa dignitosa.

Il progetto di superamento del “campo nomadi” di via Islanda non piace ad alcuni Comitati dei Quartieri dove potrebbero essere realizzate le micro-aree. Da alcuni mesi è scoppiata la polemica, ma nelle ultime settimane la polemica, in particolare sui quotidiani e su Facebook, si è trasformata in molti casi in incitamento all'odio e in un caso in un discorso sulla superiorità della razza.


Abbiamo selezionato alcuni post che dal mese di gennaio sono stati pubblicati sulla pagina Facebook “Gaiofanesi”, dove sono attivi alcuni cittadini residenti nel Quartiere Gaifana.Il primo post ha la foto di un quotidiano locale dal titolo virgolettato «i nomadi non li vogliamo» e in una delle foto pubblicate sul quotidiano si nota un uomo immortalato con in mano un forcone. Affermare «i nomadi non li vogliamo» è un'istigazione alla discriminazione.


Il secondo post ha la foto di un volantino inequivocabilmente razzista perché si può dire no ad un'autostrada, ma non si può dire no a delle persone perché appartengono ad una minoranza linguistica.


Il terzo post ha una sempre una foto di una pagina di giornale con un titolo inequivocabile «no alle case per i nomadi con i nostri soldi». In questo articolo si da notizia della nascita di un Supercomitato Civico Riminese.



Nel terzo e ultimo post la foto del volantino diffuso nei quartieri di Rimini nei giorni precedenti all'undici marzo. Il volantino non ha più il titolo «i nomadi non li vogliamo» come in febbraio, ma sposta il no dalle persone alle micro-aree. Nel testo però leggiamo: «Noi riteniamo che, con tutti i problemi che già imperversano nei nostri quartieri, questa decisione graverebbe oltremisura la nostra attuale situazione con un esborso di denaro pubblico iniquo a favore di chi, da decenni, ha già dimostrato di non meritare nulla». Questa frase spiega la ragione per il “no ai nomadi” delle settimane prima, affermando: i sinti poveri non possono esigere il diritto di un alloggio dignitoso come qualsiasi altro cittadino riminese povero. Questa frase presuppone l'idea che ci siano cittadini superiori con tutti i diritti mentre altri, i sinti, sono cittadini inferiori che possono accedere al diritto alla casa solo se lo meritano. Ed è quindi iniquo, secondo il sedicente Supercomitato Civico Riminese, spendere i denari pubblici per chi non ha meritato il diritto alla casa. Un discorso sulla superiorità della razza.


Il post con il volantino per la manifestazione di sabato 11 marzo è stato cancellato su tutte le pagine Facebook dove era apparso. Nelle stesse ore le famiglie residenti in via Islanda hanno espresso pubblicamente le loro paure e le minacce ricevute. E' stato reso pubblico un intervento di Articolo3 Osservatorio sulle discriminazioni e sono stati cancellati dalla pagina Facebook alcuni post e commenti e si sono fatti appelli per moderare i toni. Da alcuni giorni in più interventi si afferma che non si è contro le persone, ma contro le micro-aree. E ancora che le famiglie dovrebbero essere inserite negli alloggi popolari. Lo stesso Supercomitato Civico Riminese ha dopo alcuni giorni disconosciuto il volantino distribuito. Il clima di odio è però così alto che alcuni giorni fa c'è stata un'aggressione razzista contro un giovane ragazzo richiedente protezione in centro a Rimini. 

Questa sera la vicenda delle micro-aree a Rimini dovrebbe essere portata all'attenzione nazionale dal programma Quinta Colonna in onda su Rete 4, condotta da Paolo Del Debbio. Su Rete 4 era già in onda la questione delle micro-aree a Rimini nel programma Dalla vostra parte, condotto da Maurizio Belpietro. In quell'occasione erano stata contrapposta la situazione delle famiglie sinte di Rimini che da trent'anni attendono una casa con la situazione delle famiglie terremotate che da sette mesi attendono una casa.
27 marzo 2017

da: laclarina

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Post Versicolore, in cui si parla di Poesia e di Rilevanza

SeamusQuando mi si chiede chi sono i miei poeti preferiti*, in genere rispondo: Seamus Heaney, e poi Emily Dickinson, Kipling, Gozzano.**

E naturalmente Heaney è Heaney – ma oggi lasciate che ci concentriamo sugli altri tre, volete? Per un motivo che è solo tangenzialmente poetico. Emily Dickinson, Kipling e Gozzano – e l’ordine in cui si trovano è dovuto a un paio di ragioni. In primo luogo, in questa successione, i tre nomi suonano quasi come un endecasillabo, e se con questo pensate che io spinga la ricerca del bel suono al limite dell’eccentricità, probabilmente avete ragione. In secondo luogo, questa è la versione dell’elenchino che ha meno probabilità di creare reazioni bizzarre, e ciò si deve a Kipling in seconda posizione. Mi vergogno un po’ ad ammettere che non sempre ho voglia di dibattere sui pregiudizi cristallizzati attorno a Kipling e alla sua opera, ma resta il fatto che, in un elenco di tre elementi, quello in mezzo è destinato ad attrarre meno attenzione.

English: Daguerreotype of the poet Emily Dicki...

È una legge di rilevanza, e non vale soltanto per le serie di tre: il primo elemento colpisce l’attenzione proprio perché arriva per primo, e perché il lettore/interlocutore è portato ad attribuire questa posizione a una ragione specifica. Naturalmente, la ragione non deve necessariamente essere evidente: ci sono carrettate di ragioni legittime per aprire un elenco con un elemento piuttosto che con un altro, inclusa quella pura e semplice d’incuriosire il lettore. La posizione di coda è, semmai, ancora più efficace, perché l’ultimo elemento è quello che più facilmente resterà in mente al lettore, quello che gli sarà temporalmente più vicino una volta girata la pagina o cambiato l’argomento. E’ sempre possibile contrastare questo sbilanciamento ponendo in coda un elemento più debole di quello iniziale. In un certo senso la più celebre Emily Dickinson e il quasi ignoto Guido Gozzano funzionano così – a meno che il nome poco noto non stimoli più curiosità, o che all’altro capo della comunicazione ci sia qualcuno che ama poco ED.

387px-Rudyard_KiplingTutto quello che sta in mezzo a questi due picchi è, per forza di cose, vallata. E sì, lo ripeto, mi vergogno, perché adoro Kipling, e non voglio certo lasciarlo a fondovalle… recupero qualche punto se dico che è più un tentativo di proteggere la mia predilezione che di nasconderla? Parlando seriamente, tuttavia, se il mio pantheon poetico contenesse sei nomi anziché tre, la rilevanza si applicherebbe allo stesso modo, con il primo e l’ultimo poeta in evidenza e tutto ciò che è in mezzo a rischio di oblio. E questo è il motivo per cui inserire nella scrittura lunghi elenchi è sempre a tricky matter: se proprio lo si vuole fare, è meglio essere sicuri di saper bilanciare bene l’allascamento della rilevanza con il peso inerente di ogni singolo elemento.

Guido GozzanoAd ogni modo, certi giorni (o a certa gente) capita che dia risposte diverse. Kipling, Emily Dickinson e Gozzano è come il primo tiro di una forcella d’artiglieria, quando intendo invitare la discussione. Oppure Gozzano, Emily Dickinson e Kipling conta come un crescendo, con l’effetto di far sobbalzare gli interlocutori politically correct. Gozzano in mezzo non lo lascio quasi mai, confesso: sarebbe quasi come non nominarlo affatto, anche se devo ammettere che Emily Dickinson, Gozzano e Kipling ha una sua sonorità non disprezzabile.

Se poi il mio interlocutore se ne infischia dei miei giochini di rilevanza, evita di esclamare inorridito che Kipling era un Bieco Imperialista, Colonialista e Razzista, e si mette a discutere davvero di poeti e di poesia, questa è la reazione ideale.

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* Ebbene sì, c’è ancora gente che ti chiede di punto in bianco chi sono i tuoi poeti preferiti. D’altra parte, ho scoperto stasera che ci sono ancora cinema che replicano i film “a grande richiesta”… la vita è piena di sorprese.

** Yes, well – e Marlowe, e Shakespeare… ma diciamo in contesto non teatral-elisabettiano.

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da: laclarina

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Essere O Non Essere… per Pennello e Pianoforte

Chi ha detto che l’anno shakespeariano è finito? Ricordate Alessandro Sanna, Elisabetta Garilli e i loro meravigliosi concerti disegnati?

Ebbene, adesso Alessandro ed Elisabetta debuttano con una nuova meraviglia chiamata 400Shakespeare – un’incantevole meditazione per musica, immagini e testi su Shakespeare, l’immagine e l’immaginazione… E vado particolarmente orgogliosa del fatto che ho avuto una piccola, piccolissima parte in tutto ciò.

E già che ci siamo: grazie per avermi voluta in locandina, Alessandro! È stata una bellissima sorpresa…

400ShakespeareSanna

Ne riparleremo quando uscirà (prossimissimamente) Essere o non essere Shakespeare, il nuovo libro illustrato di Alessandro, da cui provengono le illustrazioni.

Intanto, però, domenica 26, alle ore 17, vi aspettiamo al Teatro Ristori di Verona per il debutto di questo splendido progetto.

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da: Forchettina Irriverente

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PIADA con burrata, Porchetta e friggione di cipolle rosse


Io sono un'amante della piada classica. Penso che non ci sia niente di meglio di crudo, squaque (solo per gli amici...) e rucola.  Poi pero' mi prende la noia, e mi dico... Emanuela ... sicura sicura ?? Non vuoi provare altro ????
A volte va bene, altre meno... Ma questa volta sono stata più che fortunata. L'illuminazione ha giustificato il cambiamento, e adesso posso dire di avere un'alternativa alla sempre-amata.
L'impasto della piadina mi piace farlo a casa. 
Amo quella sfogliata e la tecnica della chiocciolina e, a parte i muscoletti che richiede l'utilizzo del mattarello, è davvero semplice farla.
Per la cottura uso due padelle antiadetenti, che essendo di natura, sostanza ed età diverse, mi danno il loro bel da fare nel controllo della temperatura e dei tempi, a volte più croccanti, a volte più tostate .... ma è il bello della cucina casalinga   !! 
Comunque rimangono buonissime. 

Ingredienti per 4 piadine sfogliate
Per l'impasto : 150 gr. farina di grano tenero - 15 gr. strutto morbido - 20 gr. circa di uovo sbattuto - 25 gr. latte - 40 gr. acqua tiepida - 2 gr. circa di sale - pepe nero
Per sfogliare : 15 gr. strutto morbido
Per farcire : 100 gr. porchetta – 250 gr. burrata – 400 gr. cipolle rosse  – 100 gr. polpa di pomodoro – una nocina di strutto – sale e pepe - zucchero - olio e.v.o. - prezzemolo tritato - 200 gr. cuori di iceberg conditi con poco sale, pepe, olio e.v.o. e aceto (io ho usato quello di birra)

PREPARAZIONE
Per il friggione : affettare sottilmente le cipolle e brasarle con lo strutto e un filo di olio e.v.o..
Unire il pomodoro, un ciuffo di rosmarino e uno spicchio di aglio con la camicia schiacciato chiusi in una garza, sale, un pizzico di zucchero e poca acqua e far cuocere sino a quando le cipolle saranno morbide e dolci, bagnando quando occorre con altra acqua.
 Al termine regolare di sale e pepe ed eliminare la garza. Aggiungere poco prezzemolo tritato.
Per le piadine : impastare tutti gli ingredienti sino ad ottenere un composto liscio, morbido ma consistente. Fare una palla e metterla a riposare per circa 30 minuti avvolta con pellicola.
Dividere l'impasto in quattro porzioni e formare delle palline, rotolandole sull'asse, sotto il palmo della mano, sino a quando prendono consistenza. Metterle in una teglia. Coprire con pellicola e far riposare per 10 minuti.
Prendere una pallina e stenderla il più sottile possibile, tenendola infarinata e staccata dalla spianatoia.
Spalmarla con un quarto dello strutto. Arrotolate la piadina formando un rotolino lungo e stretto (tipo serpentello) e avvolgere a chiocciola, saldando l'estremità.
Mettere la chiocciola nella teglia e procedere allo stesso modo per le altre tre palline.
Coprire con pellicola e mettere in frigorifero per almeno un'ora (meglio mezza giornata).
Scaldare due padelle antiaderenti senza condimenti.
Stendere le piadine e cuocerle nelle padelle, da entrambi i lati, a fuoco medio-alto.
Farcire metà piadina con la burrata (precedentemente scolata, stracciata e condita con poco olio e.v.o., sale e pepe), l'altra metà con il friiggione e terminare con la porchetta e l'insalata. Richiudere e servire.