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da: cocomeraio1

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Shakeloviana: Musica!

galliardEssendosi oggi festa, Shakeloviana prende una piega musicale, con il gruppo Diabolus in Musica che suona una collezione di danze elisabettiane.

Il genere di musica che Will Shakespeare e Kit Marlowe avrebbero potuto danzare. Non posso fare a meno di pensare alle visite di Kit a Scadbury: è ragionevole pensare che Thomas Walsingham, dopo avere ereditato casa e titolo – e soprattutto dopo avere sposato l’ambiziosa Audrey Shelton, desse feste, intrattenimenti et caetera similia – il genere di occasioni in cui musica e danze non mancavano mai. E di sicuro non doveva dispiacergli di esibire agli ospiti il suo poeta, nientemeno che Christopher Marlowe, il Beniamino delle Muse in persona…

E mentre cercavo l’illustrazione qui sopra, come ha l’aria di divertirsi a succedere, è saltato fuori un altro titolo, un altro play chiamato Marlowe, di tale D. E. Lillie… Riuscirò a procurarmelo e leggerlo? Così a prima vista, la faccenda sembra un pochino complicata, ma stiamo a vedere.

Intanto, buona Pasquetta a tutti.

 

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da: cocomeraio1

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Buona Pasqua!

ElizabethanEggMusica, naturalmente – e , quasi altrettanto naturalmente, l’Isoletta: Stephen Cleobury dirige il coro di King’s College a Cambridge in Christ is Risen Today. ♫

E anche l’uovo, se devo proprio confessare, è vagamente elisabettiano in intento – o almeno nell’ispirazione della decorazione…

Ah, well, ormai lo sapete. È un anno così. È un blog così. È una Clarina così…

Per la cronaca, le mie uova decorate si sono rivelate un irrecuperabile disastro, per cui mi sa tanto che la tavola avrà decorazioni un nonnulla avventurose. Per fortuna ci sono i fiori…

Ma soprattutto, auguro una lieta Pasqua a tutti voi, o Lettori.

 

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da: m.e.r.lo.

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Scrolliamoci! (Auguri di Pasqua)

water bird 
La storia ritorna e ci immerge nel pantano, scrolliamoci! 
L’avanzata delle sinistre degli ultimi anni e la crisi monetaria stuzzica i nazionalismi dormienti, a guardia dei popoli. Per superare il caos e l’instabilità si invoca un’Europa più
forte e competente. La paura delle destre produrrà una nuovo compromesso che bypasserà le istanze federali di alleanza, sovranità e rispetto per la biodiversità dei popoli. In nome della pace si preferirà far tacere la gente immatura e pericolosa e il dominio globale, omologatore e uniformista, tornerà a premere per superare territori e stati, come fece coi Comuni, le Signorie e le Repubbliche dei secoli scorsi.

Gli imperi titanici si sono sgretolati grazie alla pressione e alla frantumazione locale. Da allora le brame dei potenti fomentano e ingannano gli spiriti per ricostruire il grande puzzle delle super-nazioni.
Azione-Reazione-Soluzione. Le false contrapposizioni fra partiti, religioni, classi e generi si rincorrono a pretesto per guerre e ribellioni. Il climax della battaglia poi decima i ribelli e lascia un vuoto di energie e di intenti. Si prepara dunque il tempo per l’arrivo dei presunti pacificatori e liberatori, che placano il caos e si impongono ai superstiti, stremati per la fatica e le perdite. Si stringono le maglie della protezione e del controllo, si riduce la rappresentatività reale, si complica la comprensione e la gestione della cosa pubblica: burocrazia, nepotismo, inefficienza. Si fanno affari sulle macerie della miseria.

Ma se l’unione è cosciente, fa la forza.  
eyesNoi viventi siamo dei trasformatori e dei costruttori.
Armati di immaginazione, percezione e sensibilità, possiamo seguire il soffio forte dello spirito che da sempre anela al bene e spinge il corpo a seguirlo.  La crisi e la sofferenza conducono al buio dell’agonia e della morte così come alla luce della resurrezione. Questo mondo è una scuola per affinare la tecnica e la manualità di noi artigiani. Sta a noi cogliere le temibili occasioni di sfida, di conoscenza e di esperienza sino a giungere a livello successivo del videogioco.
 
Fidatevi, la creazione comincia nel regno invisibile delle Idee. Non c’è forza e prepotenza che tenga, qui. Non è forse la fisica che ci spiega che la materia può essere contemporaneamente solida (ghiaccio), fluida (acqua) e area (vapore)? Perciò è chiaro che la materia esiste in tre stadi, e affonda le radici nel pensiero: l’oggetto solido viene dapprima pensato (idee – aria), desiderato (passioni – fluidi) e poi materialmente costruito.
La scienza sta già mettendo a punto dispositivi che funzionano tramite gli impulsi delle onde cerebrali. La fisica quantistica sta già andando alla scoperta di dimensioni multiple e parallele: dagli influssi lunari sulle maree, alle onde radio e wi-fi, tutto congiura per farci capire che l’impalpabile è reale e connesso alla materia.
 
E se il pensiero si fa reale, con la sua forza possiamo davvero trasformare le brutture del mondo in sogni bislacchi da scacciare al risveglio. Uniti si può. Il mondialismo e la scienza bruta, il tecnicismo estremo e la cecità tecnocratica ci risveglieranno a forza alla verità sul potere dell’uomo. I marchingegni riusciranno a misurare le immagini della fantasia e peseranno l’anima. Faremo cose con la sola tecnologia del pensiero. La nuda potenza di ogni singolo cuore sarà svelata e torneremo a inginocchiarci come bimbi di fronte alla maestà d’una margherita di campo. Scopriremo la nostra immagine negli occhi altrui.
 
Invio a tutti una cascata di auguri iridati e luminosi, come fontana di gioia cristallina.
Ognuno di noi può costruire un sentiero di luce spargendo speranza e fiori… dentro i fori dei cannoni! : ) 
A.Treskunov - fountain

new hippy m.e.r.lo.
 


















da: roversi

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Milano criminale

Esce oggi in allegato al Corriere della Sera un'edizione speciale del mio romanzo Milano Criminale. Lo potete ordinare qui se non lo trovate subito dal vostro edicolante (o potete chiedere a lui di farvelo arrivare se l'ha finito o non gli è stato recapitato). Ecco come lo presentano nella collana I maestri del giallo: «Quando […]

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19 aprile 2014

da: Simona Cremonini

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I misteri di Donna Verde in un libro

Arena di Verona, 6 aprile 2014


da: Sara Ferrari

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SUNVIBES SHOOTING AND SWEET LITTLE MARKET

Domenica siamo stati al mercatino Sweet Little Market, Organizzato da Tutto Qui e Dintorni+ Riqù L'Arte sul Filo presso Chantilly: si respirava un'atmosfera vintage e meltin'pot, deliziata dai gustosi prodotti di Greta e tanta spensieratezza.

Sweet Little Market è un pomeriggio dedicato alle famiglie dove i grandi potranno sbirciare il MERCATINO HANDMADE in collaborazione con Riqù L'Arte Sul Filo mentre i bimbi si faranno rapire dal TRUCCABIMBI e dalle BOLLE DI SAPONE di Lisa Del Fuoco.
PRESENTAZIONE Tutto Qui e dintorni zero8.


Avevo promesso alle ragazze di portare la macchina fotografica con me e ad Elisa di scattare qualche foto alla sua nuova collezione primaverile nella roulotte da sogno di Sunvibes.
Vi lascio un'anteprima, poiché a Sunvibes dedicherò un articolo nelle prossime settimane.





                                                  















 Sunvibes





Fils de Rêves                       &                     Sunvibes





Vintage by Bibi

Vintage by Cinzia

Silvia Ti
 





L'albero dei pois



Chantilly



Tutto Qui e Dintorni














Io e mio marito abbiamo anche vinto un premio :)






da: cocomeraio1

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L’Odissea Del Capitan Fracassa

"Le Capitaine Fracasse" by Théophile...Il Capitan Fracassa, Gautier cominciò a prometterlo ai lettori nel 1836 – quando non aveva ancora nemmeno cominciato a scriverlo.

Quel che voleva fare era scrivere una storia tra picaresca e barocca, ispirandosi a gente come Scarron e Scudery… Solo che forse non voleva poi troppo, perché quando nel 1845 firmò un contratto con un editore per una pubblicazione a puntate (e percepì un lauto anticipo), trascurò di spiegare che del romanzo non esisteva ancora una singola parola. E mentre Gautier tergiversava, l’editore Buloz cominciò a innervosirsi, e alla fin fine la faccenda approdò in tribunale nel 1851. Ci fu una conciliazione che Gautier mandò a monte – a quanto pare perché era un incoercibile procrastinatore – e sarebbe finita male se non fosse intervenuto un banchiere appassionato di letteratura, a risarcire l’anticipo e pagare le spese processuali.

Gautier era, si direbbe, di quelli che non imparano mai nulla: dal 1853 al 1856, seguitò a promettere e ripromettere le Capitaine Fracasse dalle pagine della Revue de Paris, di cui nel frattempo era diventato direttore… E in realtà il romanzo aveva cominciato anche a scriverlo, solo che – solo che…

Chissà come sarebbe andata a finire, se non fosse stato per un altro editore, Gervais Charpentier – uomo più energico e più accorto, che propose a Gautier di pubblicargli il romanzo, prima a puntate e poi in volume, pagandolo… be’, con l’equivalente editoriale del sistema a cottimo.

Magari sembra un po’ brutale, ma funzionò.  Finalmente il buon Gautier ci si mise di buzzo buono, ma i guai erano lungi dall’essere finiti. Mano a mano che si avvicinava alla fine, il nostro eroe si ritrovava di umore sempre più cupo, e fu con qualche esitazione che porse l’ultimo capitolo manoscritto alla sua lettrice sperimentale, la moglie Ernestina Grisi.

Théophile Gautier, his wife Ernestina Grisi-Ga...E Madame Grisi Gautier, che fino a quel punto il libro l’aveva adorato, rimase esterrefatta nel leggere il finale che suo marito aveva in mente: il povero Sigognac, dopo avere ucciso in duello Vallombrosa e rinunciato per sempre a Isabella, se ne tornava a casa, più rovinato e più infelice che mai, scendeva nella cripta e si lasciava morire tra le tombe degli avi. Fine.

Ora, Ernestina era la sorella di quell’altra Grisi, e sapeva come coniugare arte drammatica e ricatto morale: furon pianti e furono bronci a non finire perché, diceva, un libro come quello non poteva finire in maniera tanto tragica e cupa… Fa venire in mente Stevenson che, a proposito del suo (incompiuto) Weir of Hermiston, avrebbe scritto, di lì a un quarto di secolo, che un libro, per andare a finir male, deve cominciare a finir male fin dalla prima pagina.

Ecco, Ernestina era in inconsapevole accordo con Stevenson, in questo, e riteneva che LCF non fosse il libro giusto per un finale del genere. Un altro che la pensava così era Charpentier, certo che il pubblico non avrebbe gradito una repentina virata in tragedia e dotato di oratoria persuasiva – o forse di molta capacità d’insistere.

Andò a finire che Gautier cedette alle pressioni congiunte, ai pianti di Ernestina e alla market-savviness di Charpentier, e modificò il finale nel modo che sappiamo, senza duelli fatali e senza suicidi, e il giorno di Natale del 1861 i lettori della Revue Nationale et étrangère si ebbero come regalo la prima puntata di Le Capitaine Fracasse – che cominciava a finir bene fin dalla prima pagina.

Il finale roseo uscì sulla rivista nell’estate del Sessantatre, seguito di poco dalla prima edizione in volume. Il successo fu enorme, con quattro ristampe soltanto nel 1864, e nel 1866 Charpentier investì felicemente in un’edizione di lusso illustrata da Gustave Doré, nientemeno.

Poi ci furono gli adattamenti teatrali, i film…

E viene da chiederselo: se Gautier avesse tenuto duro, se Ernestina avesse pianto di meno, se Charpentier avesse ceduto al suo autore e gli avesse lasciato scrivere il suo finale “logico e triste e vero”, davvero il pubblico sarebbe rimasto deluso e disgustato? Se il finale fosse stato diverso, come sarebbe andata a finire la storia di questa storia?

 

 

 

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da: Sergio Marcheselli

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L’elemento di disturbo ha fatto danni

Oltre che elemento di disturbo, Vanilla ( http://www.sergiophoto.it/elemento-di-disturbo/ ) si è dimostrata essere anche un pochino… irrequieta, diciamo.

Il risultato sono cinque splendidi cuccioli (quattro femminucce ed un maschietto), che spero abbiano il carattere della mamma.

Purtroppo non rimarranno tutti, sono una vera mandria, ma, nel frattempo ho la ferma intenzione di spupazzarmeli a dovere.

Ovviamente facendo attenzione a dove metto i piedi.

da: cocomeraio1

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In Finale A Pisa

Domani.

Domani i piccoli mercanti, i connestabili, le balie, gli apprendisti, gli stallieri, le verduraie del mercato decidono il destino di Tamerlano. La gente che paga un penny, la gente mal lavata che viene a teatro con le salsicce nel cartoccio. Non è una beffa?

Non è questo che sognavo a Cambridge, mentre scrivevo – anche se il diavolo sa che cosa sognassi. Credevo a una gloria eterea, allora: vaga, fiammeggiante, ma da lontano, come stelle viste in sogno. Ero felice quando forgiavo i miei versi nuovi, versi sciolti, potenti come un galoppo, differenti da tutto quel che era stato scritto prima. Eppure, se avessi voluto solo quella gloria distante, non avrei scritto una tragedia. Un poema sì, per il mio Scita sanguinario, ma una tragedia? Gioco, capriccio, caso – non so neppure più chi mi abbia detto che niente cambia le parole in oro come il teatro, e il denaro mi è sempre piaciuto. Brutta faccenda essere povero e istruito, con un calzolaio indebitato per padre e gusti da gentiluomo. Qualunque estro del destino abbia fatto di me un poeta, sono stati i colletti alla moda e il vino del Reno a condurmi alle tragedie…

TomorrowÈ una notte di maggio del 1587, a Londra. Domani, nel cortile di una locanda dietro la Cattedrale di San Paolo, gli attori della Compagnia dell’Ammiraglio debutteranno con Tamerlano, la tragedia diversa da tutte le altre, destinata a cambiare per sempre la storia del teatro inglese.

Kit Marlowe, poeta, scavezzacollo e spia, ha solo ventire anni, è nei guai con le autorità universitarie a Cambridge (e forse anche con la Corona) e tutti continuano a dirgli che il capriccio del pubblico è imprevedibile. Kit sa che il suo Tamerlano è poesia senza precedenti – ma basterà a dargli la gloria che sogna e la sicurezza di cui avrebbe bisogno? Perché nella Londra elisabettiana un debutto teatrale può essere questione di vita o di morte…

Credo è un monologo che dà voce al più grande drammaturgo elisabettiano insieme a Shakespeare, alle sue visioni, alle sue paure, alla sua sete di arte, conoscenza e bellezza.

Ed è nella cinquina finalista (sezione Teatro) del Premio Colombre, indetto dall’Associazione e compagnia teatrale Quieta Movere di Pisa.

Il finale di questa storia si scoprirà a Pisa il 24 maggio.

Augurateci fortuna – a Kit e a me.

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da: acquaementa

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Matteo Tassi & Outdoorchef: tutto il barbecue che vuoi!

Questa domenica al Toscano non solo birra e salsiccia, ma tempi e metodi di cottura, preparazione della salse e tecniche di abbinamento. Matteo Tassi, il serial griller televisivo, ci ha

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16 aprile 2014