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Oggi in piazza!

Piazza Unit?.
Prime ore del mattino, la Piazza ? a mare ? pi? bella del mondo si tinge di azzurro, i colori dell’acqua e di Next, di Waterwise; i gabbiani taciturni ne sorvolano il rettangolo bianco e grigio. Sono ancora le prime ore di luce.

Questa ? la giornata inaugurale, ma per certi versi anche focale per la kermesse triestina: gli incontri sull’acqua e la ricerca scientifica si dividono la piazza con i laboratori della Notte Europea dei Ricercatori, ?NEAR ? Nordestnight?, che metteranno per tutta la giornata di fronte esperti e visitatori In realt? sono comunque numerosi gli studenti di discipline scientifiche, di pi? alta formazione cos? come alle prime armi nei loro studi. Ma soprattutto, questa ? la giornata delle scuole: bimbe e bimbi delle elementari cittadine, ma anche liceali: molti, tra loro, si presentano in Piazza per informarsi proprio sulle possibilit? per il loro avvenire accademico. Ecco che le studentesse dei corsi di Biotecnologie o le biologhe del Dipartimento s’improvvisano a ufficio orientamento dell’Ateneo. Il risultato ? un ambiente piuttosto animato, quel che ? certo ? che, al termine della lunga mattinata, ricercatrici e studentesse (forse in maggioranza sui loro colleghi maschi?) sono esauste. Ma non esaurite: con tutta franchezza, Luisa, del Life Learning Center (biologa), ci dice che adora le attivit? con i pi? piccoli, i quali si dimostrano molto spesso (quasi sempre, ammettiamolo) pi? volenterosi dei loro colleghi delle scuole superiori. Per il momento non aggiungiamo alcun giudizio sui ?grandi?, per davvero, forse non ne siamo in grado.

Ci muoviamo. Altrove. Esposizione dei Musei civici sulle scienze naturali. Ecco che ci viene incontro il volto brizzolato dell’entomologo Andrea Colla. Scopriamo che un museo di Storia Naturale ? ?attualissimo?: le tecniche si evolvono (DNA, 3D, ci? che ? virtuale, ?), ma queste non si affinerebbero tanto se gli scienziati e i ricercatori non potessero osservare gli esemplari in carne e ossa (nel caso del Museo in questione, spesso soltanto le ossa) esposte nella collezione. Inoltre, il museo fa ricerca (sostiene e accompagna giovani ricercatori, spesso esteri); edita una rivista scientifica, monitora, nella sua visione a lungo periodo, il territorio nel tempo.
Altro passo, alla corte della splendida Vanessa, ricercatrice e insegnante nel corso di laurea di scienze e tecnologie biologiche da quest’anno. Dopo aver tenuto il corso di istologia ha assoldato alcune studentesse alla corte del suo laboratorio e sono proprio loro che aiutano i bambini a colorare e visualizzare sezioni di tessuti e reni. Francesca, Michela, Ginevra e Valentina sono entusiaste dell’esperienza e colgono l’opportunit? per appassionarsi anche al lavoro degli altri partecipanti dietro ai banconi. Non solo universit? ma anche ICGEB, W?rtsil?, AREA science park e musei cittadini.
Interessante l’idea del Centro Internazionale di Ingegneria Genetica e Biotecnologie che per una settimana, tutte le mattine, ha ospitato alcuni bambini di elementari e medie nei suoi laboratori facendogli vivere un’esperienza a tutto tondo. Cos? sono proprio loro a spiegare ai piccoli ?colleghi? come caricare gel, fare piastre di batteri e visualizzare cellule al microscopio.

Dunque al centro bambini e studenti ospiti delle iniziative di questa mattina. L’intento (e la speranza) ? quella di far nascere e crescere un interesse duraturo per la cultura scientifica nelle nuove generazioni. Mostrare come, giocando, sia possibile imparare e chiss?, magari anche scoprire nuove cose.

Petra Mocellin & Dario Cavalieri

27 settembre 2013

Questo post è stato scritto da: triestenext

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