1 0

da: triestenext

post icon

Un affascinante pomeriggio all’insegna della scoperta

La grinta ? ci? che accomuna i presentatori dei vari progetti esposti questo pomeriggio, progetti che variano dall’ambito medico o neuroscientifico alla previsione dei terremoti, alla creazione di metodi per poter far apprezzare l’arte visiva ai non-vedenti , all’implementazione di software, alla produzione di energia pulita, al simpatico lancio di un pallone aereostatico “guidato” da un legoastronauta.
Il tutto ? stato condito dalla brillante conduzione di Beppe Servegnini che con diplomazia ha pi? volte sottolineato come gente utilissima per lo sviluppo del nostro Paese (e non solo) come quella incontrata oggi fatica, per motivi vari ma essenzialmente per una mancata attenzione da parte dello Stato, a far ricerca in Italia.

Arianna dell’Oglio

27 settembre 2013

da: triestenext

post icon

Oggi in piazza!

Piazza Unit?.
Prime ore del mattino, la Piazza ? a mare ? pi? bella del mondo si tinge di azzurro, i colori dell’acqua e di Next, di Waterwise; i gabbiani taciturni ne sorvolano il rettangolo bianco e grigio. Sono ancora le prime ore di luce.

Questa ? la giornata inaugurale, ma per certi versi anche focale per la kermesse triestina: gli incontri sull’acqua e la ricerca scientifica si dividono la piazza con i laboratori della Notte Europea dei Ricercatori, ?NEAR ? Nordestnight?, che metteranno per tutta la giornata di fronte esperti e visitatori In realt? sono comunque numerosi gli studenti di discipline scientifiche, di pi? alta formazione cos? come alle prime armi nei loro studi. Ma soprattutto, questa ? la giornata delle scuole: bimbe e bimbi delle elementari cittadine, ma anche liceali: molti, tra loro, si presentano in Piazza per informarsi proprio sulle possibilit? per il loro avvenire accademico. Ecco che le studentesse dei corsi di Biotecnologie o le biologhe del Dipartimento s’improvvisano a ufficio orientamento dell’Ateneo. Il risultato ? un ambiente piuttosto animato, quel che ? certo ? che, al termine della lunga mattinata, ricercatrici e studentesse (forse in maggioranza sui loro colleghi maschi?) sono esauste. Ma non esaurite: con tutta franchezza, Luisa, del Life Learning Center (biologa), ci dice che adora le attivit? con i pi? piccoli, i quali si dimostrano molto spesso (quasi sempre, ammettiamolo) pi? volenterosi dei loro colleghi delle scuole superiori. Per il momento non aggiungiamo alcun giudizio sui ?grandi?, per davvero, forse non ne siamo in grado.

Ci muoviamo. Altrove. Esposizione dei Musei civici sulle scienze naturali. Ecco che ci viene incontro il volto brizzolato dell’entomologo Andrea Colla. Scopriamo che un museo di Storia Naturale ? ?attualissimo?: le tecniche si evolvono (DNA, 3D, ci? che ? virtuale, ?), ma queste non si affinerebbero tanto se gli scienziati e i ricercatori non potessero osservare gli esemplari in carne e ossa (nel caso del Museo in questione, spesso soltanto le ossa) esposte nella collezione. Inoltre, il museo fa ricerca (sostiene e accompagna giovani ricercatori, spesso esteri); edita una rivista scientifica, monitora, nella sua visione a lungo periodo, il territorio nel tempo.
Altro passo, alla corte della splendida Vanessa, ricercatrice e insegnante nel corso di laurea di scienze e tecnologie biologiche da quest’anno. Dopo aver tenuto il corso di istologia ha assoldato alcune studentesse alla corte del suo laboratorio e sono proprio loro che aiutano i bambini a colorare e visualizzare sezioni di tessuti e reni. Francesca, Michela, Ginevra e Valentina sono entusiaste dell’esperienza e colgono l’opportunit? per appassionarsi anche al lavoro degli altri partecipanti dietro ai banconi. Non solo universit? ma anche ICGEB, W?rtsil?, AREA science park e musei cittadini.
Interessante l’idea del Centro Internazionale di Ingegneria Genetica e Biotecnologie che per una settimana, tutte le mattine, ha ospitato alcuni bambini di elementari e medie nei suoi laboratori facendogli vivere un’esperienza a tutto tondo. Cos? sono proprio loro a spiegare ai piccoli ?colleghi? come caricare gel, fare piastre di batteri e visualizzare cellule al microscopio.

Dunque al centro bambini e studenti ospiti delle iniziative di questa mattina. L’intento (e la speranza) ? quella di far nascere e crescere un interesse duraturo per la cultura scientifica nelle nuove generazioni. Mostrare come, giocando, sia possibile imparare e chiss?, magari anche scoprire nuove cose.

Petra Mocellin & Dario Cavalieri

27 settembre 2013

da: triestenext

post icon

Sinergia tra ricerca e produzione: il caso Green Boat Design

Presentato al Salone degli Incanti il progetto di ricerca industriale Green Boat Design, che ha realizzato un prototipo eco-compatibile di imbarcazione da diporto a motore cofinanziato dal Ragione Friuli Venezia Giulia grazie al Fondo Europeo di Sviluppo Regionale.

Ricerca e innovazione al servizio del settore nautico che si trova ad affrontare il problema dello smaltimento dei materiali delle imbarcazioni a fine vita, nonch? l’adeguamento a normative internazionali che richiederanno maggiore efficienza energetica e la riduzione delle emissioni nocive.

Il risultato finale, un’imbarcazione di 40 piedi a propulsione ibrida costruita in buona parte in basalto e lino – materiali di origine naturale -, comoda, sicura, che ridurr? i consumi energetici del 75% e quelli di carburante del 40% a una velocit? di 7 nodi, ? il prodotto di una collaborazione tra realt? operanti nel nostro territorio: Seaway Technologies, Alto Adriatico Tecnologia e Sviluppo, Area di Ricerca Science Park, Universit? di Trieste, SISSA, Consorzio per l’Alta Ricerca Navale, Centro Ricerche Plast-Optica.

Gli interventi, in particolare quelli del sindaco di Trieste Roberto Cosolini, del Magnifico Rettore dell’Universit? degli Studi di Trieste Maurizio Fermeglia e del direttore generale dell’Area di Ricerca Enzo Moi, hanno sottolineato l’importanza del trasferimento tecnologico attraverso efficaci sinergie tra enti di ricerca e aziende al fine di garantire innovazione e competitivit? sul mercato, con ricadute positive in per lo sviluppo economico e l’occupazione nel territorio.

Per Cosolini “nell’incontro tra ricerca e produzione ci sono le potenzialit? per il superamento della crisi economica che stiamo vivendo”.

A questa visione si ? riallacciato Fermeglia, rettore da poco pi? di un mese, che nei risultati scientifici messi al pi? presto a disposizione di chi produce vede un esempio della mission che si ? posto come guida dell’Ateneo giuliano: l’Universit? deve guardare costantemente alla citt? e al territorio e contribuire allo sviluppo dei settori produttivi, culturali e turistici. Abbattere insomma i 99 metri di dislivello tra il waterfront della vita cittadina e il colle in cui sorgono gli edifici di Piazzale Europa.

Anche Moi ha definito quella di Green Boat Design una felice interazione: competenze scientifiche, capacit? industriali e sensibilit? delle istituzioni sono elementi necessari per l’innovazione. Costituiscono inoltre la necessaria base per attrarre risorse e investimenti fondamentali per dare impulso allo sviluppo industriale.

Alessio Briganti

27 settembre 2013

da: triestenext

post icon

Hack, una certezza e un dubbio

Geniale e impegnata, dissacrante e spettinata, manageriale e anticonformista. ? il ritratto di Margherita Hack delineato attraverso il collage di ricordi e aneddoti ripercorsi nel corso della serata celebrativa al Teatro Verdi di Trieste. 

Per restare fedeli alla figura sopra le righe dell’illustre scienziata, i registri sono stati davvero eterogenei: dal rapporto tra scienza e fede al big bang rivelato come un grosso peto.
Al termine della serata si fanno largo una certezza e un dubbio.
Di sicuro Marghetita Hack ? stata una donna nata con vent’anni di anticipo sull’ emancipazione femminile, una sessantottina ante litteram che si ? fatta strada in una societ? italiana ancora tradizionale. Ha precorsoni tempi, li ha reinterpretati in base ai suoi codici.
Ma una personalit? cos? energica, vibrante e poco avezza ai formalismi avrebbe gradito la cerimoniosit? austera della cornice del Teatro Verdi e la passerella di tante figure istituzionali in platea?
Alessio Briganti
Leave a Comment
27 settembre 2013

da: triestenext

post icon

La signora delle stelle

Chi era Margherita Hack? Un?astrofisica certo, ma soprattutto una donna straordinaria e spiritosa, tanto che di s? stessa diceva ?Mi sento una scimmia evoluta, e nemmeno tanto evoluta?, infatti ricordarla in modo ironico era un obiettivo di ?Siamo fatti di stelle? un’anteprima di TriesteNext.

Il perch? di questo titolo ce lo spiega Francesca Matteucci, Presidente del Consiglio Scientifico INAF, ?Siamo fatti di stelle perch? hanno creato tutti gli elementi alla base della vita, noi siamo stelle!?

Sul palco si sono succedute diverse personalit? della politica, della scienza e della cultura a parlare di ?Marga?, come affettuosamente si faceva chiamare. A condurre la serata Marinella Chirico, giornalista Rai FVG, che ne ricorda soprattutto il sorriso e la battuta sempre pronta; parlando di lei Debora Serracchiani, presidente Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, dice ?Se vogliamo migliorare noi stessi partiamo dal sapere le cose? mentre il Sindaco di Trieste, Roberto Cosolini, anticipa la prossima intitolazione a lei del parco vicino all?Osservatorio Astronomico che ha diretto per 23 anni facendolo diventare un?eccellenza internazionale.
Iniziano i ricordi di chi ha personalmente conosciuto Margherita Hack, per esempio Federico Taddia, giornalista e scrittore, ricorda che Margherita ?voleva una vita spettinata e disordinata e infatti non andava dal parrucchiere?. Poi iniziano i video e le interviste di Margherita Hack e allora le risate in sala si fanno sempre pi? forti fino a esplodere in un boato in ?Dove passa le vacanze?? ?Alla spiaggia dei Topolini a Barcola!?, e l?ilarit? ? ormai incontenibile con ?Margherita cos?? il Big Bang?? ?Una scoreggia!?
Non mancano le rivelazioni su di lei, come il fatto che amasse ?Un posto al sole?, che fosse nata in Via Centostelle a Firenze, o che avesse fatto la comunione a dieci anni di nascosto.
Di lei inoltre dicono ?La vita di Margherita Hack non era solo dedicata alle stelle, ha fatto proprio cultura? (Francesca Matteucci) e ?Margherita ha contributo a costruire questa Italia, l?Italia bella, quella che vorremmo tornare ad avere.? (Stefano Borgiani, direttore INAF)
Insomma ?Siamo fatti di stelle? ? stato un affettuoso, commosso ma anche divertente e ironico ricordo della donna straordinaria che era Margherita Hack, scienziata sui generis, spiritosa e anticonformista, come traspare nel video di chiusura, girato quando aveva 88 anni.

Daniele De Marco

T?tes de Bois – Alfonsina e la bici
[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=LZSOx_a-VYM[/youtube]

27 settembre 2013

da: triestenext

post icon

Verso la fine della serata…

? finito questo incontro passato velocemente tra gli aneddoti? della vita di Margherita Hack, lei che racchiude in s? molteplici personaggi: ? stata la grande scienziata che tutti conosciamo, la timida costretta a diventare pubblica, la vecchia gattara, la vegetariana, la scrittrice, la sportiva e l’ambientalista, la femminista, l’atea, la donna senza istinto materno ma che rispetta i bambini e sa quanto siano importanti per la societ? del domani, lei che ha dato un enorme contributo alla scienza non solo con la sua riscerca e i suoi studi, ma sapendo stimolare l’interesse di tanti intorno ad argomenti spesso ostici senza sminuirli come spesso accade in questi casi, grazie ad una personalit? cos? particolare.

Arianna dell’Oglio

26 settembre 2013

da: triestenext

post icon

STRANA CENA DI FAMIGLIA

Sembra di stare in una riunione di famiglia, ma non di quelle barbose in cui ti trovi tra la vecchia zia Caterina e il sordo cugino Fred; il pubblico ride sinceramente ed affettuosamente, come se l’eclettica scienziata fosse davvero ancora tra noi. Di sicuro lei sarebbe contenta di vedere l’effetto che continua a fare sulla gente anche ora che, per usare una sua espressione, sar? rinata gatto o sasso.
La serata prosegue piacevole tra il saluto delle Istituzioni che sostengono l’importanza di far cultura per lo sviluppo di un popolo (cosa che dovrebbe essere ovvia ma cos? ovvia non ?), filmati che ricordano momenti della vita di Margherita Hack e sue interviste piene di parole che inducono al contempo al riso e alla riflessione e vari interventi dei relatori.

Arianna dell’Oglio

Leave a Comment
26 settembre 2013

da: triestenext

post icon

Al via TriesteNext. Tributo a madame Hack

Trieste Next parte stasera. L?evento dedicato a Margherita Hack nasce nel senso dell?emozione, prima di tutto. Per la vita, l?impegno, la passione e anche la devozione al ?pensiero libero ed anticonformista? della scienziata. L?astrofisica nasce a Firenze e viene adottata da Trieste, assumendo in s? la duplicit? delle due citt?, la bellezza, l?umanit? e il senso della rinascenza del pensiero unit? al rigore, alla disciplina, alla linearit?, all’imponenza della scienza. ?La Hack ? oggi un?icona, fu la prima donna a dirigere un osservatorio astronomico in Italia, assumendo una credibilit? internazionale, ma senza dimenticare l?importanza della divulgazione.

L?evento di aperture a lei intitolato, ?Siamo fatti di stelle?, era l?unico modo possibile per aprire la seconda edizione di Trieste Next (26-29 settembre 2013). L?evento, che verr? trasmesso?in live streaming su Rai Scuola?(www.scuola.rai.it), proporr? immagini, video e testimonianze per celebrare uno dei simboli della citt? di Trieste e promuovere la straordinaria avventura umana e intellettuale di Margherita Hack. Tra gli ospiti della serata, i sindaci delle sue due citt?, Firenze e Trieste, Matteo Renzi e Roberto Cosolini, ma anche di suoi colleghi, collaboratori e partner: Stefano Borgani direttore INAF sezione di Trieste, cui afferisce l?Osservatorio Astronomico che Margherita Hack diresse ? la prima donna italiana a farlo ? dal 1964 al 1987; Don Pierluigi Di Piazza, con cui l?astrofisica si confront? in Dialogo tra un?atea e un prete, Francesca Matteucci presidente Consiglio Scientifico INAF, e Federico Taddia, giornalista e co-autore di Nove vite come i gatti, in cui Margherita Hack, “un bestione tutto senso e stupore”, come la defin? scherzosamente un collega, raccont? i suoi primi 90 anni passati con lo sguardo rivolto verso un ignoto da indagare continuamente ma “con i piedi ben saldi per terra”. La serata ? realizzata con la collaborazione di Rai Scuola e INAF-Istituto Nazionale di Astrofisica Osservatorio Astronomico di Trieste.

26 settembre 2013