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Cala il sipario sul “Grape Juice Free Music Festival”

C?era una volta il Grape Juice Free Music Festival. Per rimembrarlo basta affondare appena la memoria, quella di 7 edizioni durate dal 2004 al 2010. Organizzato dall?associazione culturale livornese Hypercube, l?evento ? nato come costola della Festa dell?Uva (da qui il nome del festival), che ogni anno si svolge a settembre a Collinaia, un quartiere dormitorio. Comune, Provincia e Regione hanno a pi? riprese dato il patrocinio a questa iniziativa, nata spontaneamente dalla passione di un gruppo di amici e musicisti (tutti volontari) intenti a valorizzare la scena locale, mischiandola con nomi di fama anche internazionale. Uno su tutti: Tonino Carotone. E poi Tolo Marton, Uzeda, Zen Circus, Bobo Rondelli, Uochi Toki. Sette edizioni organizzate con entusiasmo, ma anche tanta fatica per reperire risorse e autorizzazioni propedeutiche a mettere in piedi ogni anno la macchina di un evento che ha sempre seguito la via istituzionale, mai quella dell?autogestione, per rivendicare la necessit? di spazi per suonare e fare cultura a Livorno.
Dopo tanto lavoro e una certa credibilit? raggiunta non solo in ambito locale, il Grape si ? fermato e cos? quest?anno niente Festival settembrino. Alternative? In citt? non ce ne sono, ma a parte questo Arondeband ha incontrato Alessio Biondi, membro di Hypercube, per un?intervista utile a chiarire i motivi dell?assenza, nonch? l?esperienza maturata in 7 anni.

E’ appena terminata la Festa dell’Uva a Collinaia, ma dopo 7 edizioni il 2011 ha visto il sipario calato sul Grape Juice Free Music Festival. Quale la motivazione ufficiale?
?Non esiste una motivazione ufficiale, perch? molte sono le cause. All’inizio, tra il 2004 e il 2005, quando eravamo ancora inesperti su finanziamenti, programmazione eventi, logistica, pubblicit?, ma soprattutto quando il “Grape” era conosciuto solamente a Livorno e in Collinaia, le istituzioni e l’associazione Festa dell’Uva erano disponibili e trasparenti. Dal 2006 in poi, l’aria cambi?: e da 2 giorni si pass? a 3-4 giorni; l’associazione divent? pi? indipendente per quanto riguarda promozione, richieste istituzionali, responsabilit?, calendario eventi, fornitori, strutture, mezzi. Tutto ci? per aprirsi alla collaborazione di altre realt? labroniche e non solo. Siamo andati avanti investendo e comportandoci come vetrina “gratuita” sulle idee e sull’aiuto immenso che ci hanno dato persone, associazioni e attivit? per la realizzazione del Grape, in modo tale da coinvolgere e dare spazio a chiunque volesse, dato che Livorno sta morendo per i giovani e attualmente offre solamente alcool e veramente poco di culturalmente interessante. Gli aiuti finanziari, sar? questa “crisi” che tutti ne parlano, ogni anno diminuivano, anzi si “dimezzavano”, ma il motore del Grape ormai era partito e, soprattutto negli anni che ci siamo trasferiti in Villa Corridi, i cambiamenti che ci resero molto scettici furono relativi alle difficolt? incontrate con il Comune, per quanto riguarda permessi e disponibilit?. Ad esempio il Teatro Mascagni e Villa Corridi dove non abbiamo pi? potuto svolgere l’evento, ma la cosa strana ? che il Grape ? sempre stato
promosso e patrocinato da Comune, Provincia,
Circoscrizione e Regione. Noi ci facevamo veramente un mazzo tanto, nonostante avessimo il nostro lavoro, l?universit? e negli ultimi anni qualcuno anche famiglia, mentre l’evento cominciava ad avere una diffusione e una valenza oltre la Toscana, attraverso il coinvolgimento di realt? come l’Universit? di Roma (tramite un workshop
riconosciuto a livello europeo)?.

Avete provato a mettere in piedi la macchina del festival anche quest’anno o avete rinunciato a priori?
?Il motto dell?edizione 2010 era “Reload”, cio? ripartenza, e di vetrina dove poter far passare i numerosi messaggi e proposte che hanno i giovani a Livorno. A tal proposito, ringraziamo tutti i gruppi (ricordando che nel 2010 gli ? stato tolto lo spazio in citt? dove poter provare senza dar loro un?alternativa, ovviamente!) e i ragazzi venuti volontariamente a suonare e a “sudare”. Quest?anno ci abbiamo provato, ma a lungo andare, quando vedi che ti viene sempre concesso/proposto il minimo possibile (posto e permessi) dalle istituzioni e ci sono ritardi annuali per i finanziamenti dei progetti, non abbiamo avuto la possibilit? di tirare su il Grape2011?.

L?edizione 2010 ebbe una chiave prettamente livornese, per rivendicare ancora una volta la necessit? di spazi per suonare in citt?: ? una battaglia persa, oppure pensate si possa riproporre in altre forme?
?Possiamo lanciare noi una proposta? Effetto Venezia ha una programmazione che non coinvolge: perch? non dare uno
spazio interamente ad attivit? e gruppi livornesi? Cos? facendo si risparmierebbero un sacco di soldi e, con gli stessi finanziamenti, si potrebbe avere un?offerta da giugno a settembre, con eventi di un certo spessore ogni sera. Ma il problema ? che le istituzioni non si rendono nemmeno conto di quante realt? esistono in citt?, n? di quali capacit? possiedono?.

Il Grape si distingueva in citt? per essere un evento gratuito e gestito da personale volontario. Quanto costava in media l’organizzazione del festival?
?Il Grape ? nato a ingresso gratuito, come dovrebbe essere ogni evento che promuove forme d’arte. Noi dell’associazione non eravamo solamente volontari, ma anche i primi a dare ognuno il proprio contributo. I costi variavano ogni anno ed erano abbastanza elevati per la nostra esperienza, tanto che avevamo un alto rischio finanziario?.

Della vostra esperienza di 7 anni cosa vi resta? Che contributo ha dato secondo voi il Grape?
?Sentiamo un’immensa soddisfazione per aver dato vita al Grape, sperando che i livornesi (e non solo) non lo lascino spegnere o traslocare. Il contributo si vedeva ogni anno con la partecipazione di associazioni, attivit? e ragazzi che venivano a darci un aiuto, anche da fuori della Toscana?.

Hypercube ? un’associazione ad oggi ferma o svolge ancora attivit??
?Hypercube ? un’associazione al momento ferma. O meglio:
forse qualcuno ? nato, ha scoperto o approfondito una sua passione con il Grape e oggi magari ha un’altra associazione culturale o si ? messo in proprio, dopo aver avuto con noi l’opportunit? o quella spinta di curiosit? che gli mancava. C’? anche chi ha trovato l’amore durante il Grape!
Infine, lanciamo un ultimo messaggio: il Grape non ? fermo, non ? sparito! Perci? quando siete a fare l’aperitivo o in qualsiasi altra situazione e dite che ?a Livorno non c’? nulla!”, rimboccatevi le maniche e create o date una mano a chi lo fa e d? vita a un evento veramente culturale, ma soprattutto gratuito. Con la realt? di oggi ? un’impresa veramente difficile e degna del massimo rispetto. Ringraziamo veramente di cuore tutte le persone, nessuno escluso, che hanno reso magici questi 7 anni?.

Dario Serpan

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12 settembre 2011

Questo post è stato scritto da: La redazione

4 commenti

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  1. samoth year
    12 settembre 2011 a 23:40 #

    Diceva la mia veterinaria… Io non regalo nemmeno i gattini di strada, li vendo: perch? altrimenti la gente li abbandona. La risposta al “perch? chiude il grape” ? nei propositi descritti dal ragazzo intervistato. Alle istituzioni non interessa finanziare un’iniziativa che “NON MUOVE SOLDI”. Quindi non importa se siete una mandria o quattro gatti, se non volete finire in mezzo alla strada a farvi mettere sotto o a vivere di ricordi: rimboccatevi le maniche e ricominciate. Facendo pagare il biglietto anche agli amministratori che magari passavano a fare public relations nelle serate pi? affollate del grape…

  2. Ciccio Malatesta
    13 settembre 2011 a 12:51 #

    Siamo in Italia signori miei… Iniziative popolari che facevano solo del bene alla comunita’ ma che non rendono a chi di dovere vengono abbandonate a loro stesse e cosi’ finiscono… E’ proprio una tristezza! Quest’anno andro’ a Pisa, magari…

  3. Giacomo
    15 settembre 2011 a 09:46 #

    Mah. Io ricordo che le edizioni del grape sono state tutte belle. Quello che lo contraddistingueva era il vedere gli organizzatori VERAMENTE INTERESSATI E MOSSI DALLA PASSIONE VERSO LA CAUSA. Perch? ? una causa: fare cultura, proporre eventi che vadano oltre l’alcool e le scemenze dette con uno stuzzichino nei denti. Il Grape era bello perch? era bella la gente che lo realizzava. Pronti a faticare per il loro obiettivo. E non ? retorica del “? bello quel che c’era prima e ora non c’? pi?”. Era tangibile. Sapete perch?? Perch? ora le citt? sono invase dall’esatto contrario: da eventi pallidi dove in primis gli organizzatori se ne sbattono.

    la verit? ?: rimboccarsi le maniche noi cittadini se abbiamo qualcosa da proporre. Prima di lamentarsi e basta.. le difficolt? sono ernomi ? vero per avere finanziamenti che vedano realizzate le proprie idee, ma non ? una motivo per starsi solo a lamentare.

    W i ragazzi che hanno realizzato il Grape, W chi dimostra cos? un sentimento verso la cultura e verso le persone.

  4. Andrea Colli
    15 settembre 2011 a 13:31 #

    Caro Alessio,
    mi dispiace che ti sei scontrato con l’indifferenza e le contraddizioni dell’Amministrazione. Con me sfondi una porta aperta perch? ? da una vita che mi ci scontro anche io. Purtroppo, anche se in passato si poteva con difficolt? raccimolare qualche piccolo finanziamento per la cultura giovanile, quel tempo ? finito. E’ finito perch? obiettivamente sono finiti i soldi per la cultura a causa della riduzione drastica dei trasferimenti dallo Stato agli Enti Locali anche se i nostri amministratori, per certi versi e in tempi meno sospetti, i soldi li hanno tirati fuori solo per iniziative proprie tipo il fallimentare Italia Wave, che doveva assurgere Livorno alla “Woodstock” del Mediterraneo e tutti noi, sappiamo come ? andata a finire. Con quello che si ? speso (ovviamente a carico nostro), sai quante iniziative in favore delle politiche giovanili potevano essere fatte!!! Nel mese di luglio ho organizzato con la Fortezza Vecchia una rassegna jazz ovviamente a pagamento per i fruitori, perch? altrimenti non sarebbe stato possibile nemmeno fare la prima serata. Questo ? stato possibile anche perch? noi musicisti ci siamo ridotto il gi? scarso cachet e questo per l’amore e la passione per la musica. L’unica strada percorribile per mantenere in vita anche dei piccoli ma importanti eventi ? quella di riuscire a coinvolgere la cittadinanza che grazie al loro piccolo contributo, garantirebbero una vitale continuit? delle iniziative. So anche per? che di questi tempi di crisi profonda, sar? sempre pi? difficile.