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Demo&Dischi: Matteo Rainieri, l?amore per il jazz

Matteo Rainieri

di Alessio Santacroce

Matteo Rainieri ? un musicista innamorato del pianoforte. Nel 1997 incontra per caso il jazz: un vero colpo di fulmine che gli cambier? la vita. Inizia il percorso formativo sotto la guida del noto pianista jazz livornese Andrea Pellegrini, prima da privato e subito dopo presso la Scuola di Musica Giuseppe Bonamici di Pisa. Qui viene a contatto con le tante possibilit? che la scuola mette a disposizione, una su tutte quella di suonare in gruppi proponendo musica originale. Nel frattempo partecipa a due concorsi musicali (Glen Gould e Jazz Contest), ottenendo due secondi posti. In occasione del primo saggio di fine anno, Andrea Pellegrini lo presenta come “…giovanissima promessa del Jazz italiano”.

Nel 2002 forma il Matteo Rainieri Group, coronando un antico sogno. Lo affiancano Francesco Copped? e Matteo Bernini, a cui si ? poi aggiunto successivamente il chitarrista Francesco Catalucci. Nel 2004, suona in compagnia di professionisti del calibro di Nino Pellegrini (contrabbasso), Filippo Todaro (batteria) e Stefano Franceschini (sax), docenti presso la scuola Bonamici. Nel 2005 forma il Matteo Rainieri Quintet, con Francesco Catalucci (chitarra), Elisa Azzar? (flauto), Stefano Puri (contrabbasso) e Riccardo Butelli(batteria). Il quintetto si esibisce in diverse occasioni come la Festa Europea della Musica nella citt? di Lucca, ottenendo molti consensi. L’esperienza si ripeter? negli anni 2007-2008 e nel 2009 col Matteo Rainieri Trio, fondato nello stesso anno, con Giulio Boschi al contrabbasso e Matteo Bernini alla batteria. Nel2008 incide il primo album del Matteo Rainieri Group, con brani propri, intitolato “Personal World”. Nel 2010 inizia a muoversi nei dintorni di Pozzuoli suonando in duo con Enzo Amazio, e successivamente con Francesco Catalucci, in alcuni locali della zona, tra cui il ?Gran caf? Cannavacciuolo?. Qui viene ascoltato da diversi musicisti locali che ne apprezzano il talento. Nel 2011 partecipa al Pozzuoli Jazz Festival in duo con Francesco Catalucci, aprendo il concerto di Antonello Salis e infine suonando con il maestro in conclusione dell?evento. La performance, totalmente estemporanea, viene accolta dal pubblico con grande interesse e apprezzamento. L’esperienza del Festival si ripete nel 2012 e nel 2013 quando il duo apre il concerto alla cantante Roberta Gambarini e al trombettista Roy Hargrove. E? da poco uscito il secondo album dell?artista intitolato “Heavens”, inciso nel luglio del 2012 e rimasto fino ad ora inedito. L’ambizioso progetto, a cavallo tra fusion e jazz, ? stato registrato e prodotto al Poderino Recording Studio da Francesco Landucci, ecoinvolge nove musicisti impegnati nel descrivere “un viaggio immaginario oltre il cielo”. Ascoltare per credere.

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Questo post è stato scritto da: dserpan

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