post icon

“Serve un rinascimento culturale”

Il fondatore della casa discografica Fon? spiega quali sono le sue idee per il futuro di Livorno

Questo post è stato scritto da: La redazione

4 commenti

Lascia un commento
  1. Alberto
    16 luglio 2012 a 10:21 #

    Mi e’ piaciuto molto l’intervento di Ricci. Intelligente, ben espresso e ricco di contenuti.

    Sicuramente non si puo’ prescindere dal porto, il cui sviluppo deve essere priorita’ assoluta. Siamo molto indietro su questo punto e per riconquistare la posizione che ci compete occorre subito una risposta politica (i lavori necessari e improcrastinabili) ma anche economica (iniziativa imprenditoriale e visione strategica che latita da ormai decenni nella classe imprenditoriale locale, anche per colpa della situazione contingente).
    Il contenitore e’ il business a piu’ valore aggiunto ma anche per le crociere si puo’ e si deve fare di piu’.
    Entrambi questi aspetti del mondo portuale sono pericolosamente a rischio senza interventi urgentissimi su fondale, accesso, spazi e rispetto delle regole anti-monopolistiche.

    Va rinvigorita anche l’anima commerciale, con un progetto serio e moderno per la rinascita del centro storico, che faccia risaltare le caratteristiche originali della pianta della citta’.
    Il turismo che si deve attrarre non e’ quello becero delle notti “bianche” o dei concerti alla rotonda ma quello culturale e religioso che piu’ si adatta alle nostre caratteristiche di citta’ tranquilla, senza dimenticare il progressivo invecchiamento della popolazione che fa del segmento “anziani” quello piu’ numeroso e piu’ culturalmente ricettivo a itinerari “diversi” da quelli tradizionali.

    Infine va privilegiata l’educazione civica: Siamo noi livornesi che dobbiamo migliorare e se vogliamo una citta’ migliore. La nostra citta’ e’ sporca, mal tenuta, disorganizzata, inospitale e non e’ tutta colpa degli “altri”: e’ soprattutto colpa di ognuno di noi. E’ curioso come i livornesi si professino grandi amanti della citta’, dei suoi simboli e vessilli ma non facciano niente per difenderne le sue bellezze.
    Su questo bisognerebbe impostare una campagna di sensibilizzazione e di educazione per la cittadinanza.

    Venti anni passano svelti, purtroppo…mi sono diplomato 25 anni fa e sembra ieri…eppure la citta’ aveva senz’altro un’altra verve a quei tempi e il futuro appariva molto piu’ roseo di oggi. Non vorrei ritrovare la mia citta’ nel 2032 ancora piu’ desolata di quello che e’ adesso.
    Le potenzialita’ per ripartire ci sono, occorre la volonta’ di cambiare e di migliorarsi.

    Un bacio alla mia Livorno da Hong Kong!

  2. fabrizio filippi
    16 agosto 2012 a 06:12 #

    Caro Alberto,concordo con la Tua lettera in gran parte,ma sono in disaccordo, quando vuoi confinare la ricettivita’ turistica solo per la specificita’ culturale o religiosa. ,Livorno non ? una citta’ d’arte,mica siamo Pisa, Siena o Firenze. E poi non vedo niente di becero,con le rappresentazioni teatrali ed operistiche ,che potrebbero essere messe in scena alla rotonda, o alla terrazza Mascagni. Spesso vado all’Arena di Verona, o alla Scala,o a Torre del Lago a vedere queste rappresentazioni, e Ti posso assicurare ,che il pubblico ? civile e ordinato.Poi che Tu preferisca,il turista religioso e incolonnato che (presumo) ,si rechi a visitare la Madonna di Montenero, puo’ andare bene lo stesso.Anche se (Io sono di Montenero), e Ti posso assicurare,che quando arrivavano gli “Zii”,lasciavano poi il “sacro colle”,come fosse stato un bivacco della peggiore specie.Ma io penso invece ad un turismo,come quello che c’? sulla costa Azzurra, per esempio a Nizza.O per non andare tanto lontano a Forte dei Marmi. Un turismo cioe’ ,non giovane , ma in eta’, facoltoso ed educato ,che possa portare valore aggiunto alla nostra citta’,con alberghi di livello,ristoranti, boutique,centri commerciali,stabilimenti balneari.etc.etc.Solo in questo modo possiamo creare economia,e dare lavoro ai giovani livornesi,affinche’ invece di andarsene, possano trovare lavoro nella loro citta’.

  3. fabrizio filippi
    16 agosto 2012 a 06:53 #

    Concordo con Ricci,quando dice che bisogna ripartire dal nostro retaggio storico. Pero’ si dimentica di dire che nel nostro DNA, abbiamo anche una specifica cultura ricettivo turistica, che faceva nell’800 ,di Livorno una citta’ all’avanguardia. Con i famosi Casini di Ardenza, dove i signori dell’epoca andavano a giocare Con lo stabilimento balneare Pancaldi e i primi bagni di mare allo Scoglio della Regina. Senza contare la villeggiatura di molti Inglesi sulle colline di Montenero ( dove soggiorno’ Byron), citate anche dal commediografo Goldoni. che gia’ nel 700, erano meta di turisti.Vanno bene poi anche gli extracomunitari,citati da Ricci,(meglio pero’ ,non quelli disperati che vengono a Livorno, per trovare lavoro,sconfinando spesso nell’illecito)ma quelli che portano valore aggiunto. Come gli extracomunitari turisti,tipo quelli delle navi da crociera…

  4. Disincantato
    3 settembre 2012 a 22:25 #

    Il livornese ?: egocentrico (e per la “famiglia”, i “figlioli” e la stretta cerchia venderebbe la citt? intera), sciattone con il bene comune (vedi le condizioni di sporcizia e ordine della citt?)e poco incline a lavorare per sei mesi l’anno, quelli estivo/primaverili ovviamente! Se ci aggiungiamo un pizzico d’ignoranza il gioco ? fatto! I cittadini si meritano questa Livorno e questi amministratori, portuali o comunali che siano! Che fine abbiamo fatto dalle leggi Livornine ad oggi!!!!