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Daniele Porciani / Livorno “bella addormentata”, bisogna puntare in alto

In 20 anni si possono rivoluzionare i paesi, per cui la ‘vision’ di cui ha bisogno di Livorno per cambiare pagina e non essere pi? la “bella addormentata” del 2012 deve assolutamente puntare in alto:

– hub del Mediterraneo: Livorno ? al centro del nostro mare, vicina al nord dell’Europa?ed ? raggiungibile via nave, terra (autostrade e ferrovie) ed aria – non ci sono citt? al nostro pari come potenziale logistico. ? necessario quindi stimolare l’economia, rendendo vantaggiosa la presenza sul territorio alle imprese di tutto il mondo che vogliono fare business in questa area, che comprende tre continenti, e renderlo noto tramite “road show” soprattutto nei paesi in via di espansione e che potrebbero portare qua una loro sede.

– giovani: oggi Livorno ? una citt?-dormitorio. ? necessario accendere la miccia consentendo a chi ha meno di 35 anni e che ha delle idee imprenditoriali di riuscire. Agevolazioni per “start-up” ed incubatori imprenditoriali – eventualmente in collaborazione con universit? ed aziende – permetterebbero lo sviluppo di imprese locali tenendo dunque solido il tessuto sociale.

– cultura: Livorno non ? una citt? d’arte. Attualmente. Pensiamo ad un museo di arte moderna/contemporanea sullo stile del Mus?e d’Orsay a Parigi, recuperando spazi abbandonati – dando una casa visibile e nota a Modigliani, Macchiaioli ed ad artisti contemporanei – sia Italiani che?stranieri -?rendendo cos? Livorno una atttrazione turistica – e non un mero approdo per crociere.

Saluti, Daniele Porciani

Questo post è stato scritto da: La redazione

3 commenti

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  1. Toscano DOCG
    31 agosto 2012 a 11:53 #

    Daccordissimo col Sig. Porciani anche perch? Livorno ha la fortuna di essere ubicata nella nostra bellissima Toscana per cui, opportunamente valorizzata e attrezzata per il turismo da Crociera e da Diporto nautico, pu? senzaltro diventare meta ambita e trampolino di lancio per tutte le altre “impareggiabili” (che piacciono a tutti in tutto il Mondo)bellezze e caratteristiche territoriali, culinarie, museali, termali, ecc ecc della nostra Regione.
    Siamo stati fortunati, facciamolo fruttare con intelligenza e saggezza, non ci facciamo sempre sfruttare o passare avanti da chi viene da fuori e riesce a fare meglio di noi. Oggi come oggi se le cose non sono fatte bene e in grande, non
    funzionano !!!!!!!!!!!!!!!!!!
    Cordiali saluti
    Toscano DOCG

  2. fabrizio filippi
    9 settembre 2012 a 05:39 #

    Livorno ? cosi’ com’?, perche gestita per 50 anni da una cultura (sub cultura) comunista. Il comunismo dove ? stato applicato ha prodotto degrado ,involuzione,miseria spirituale ed economica . E ovviamente Livorno non ? venuto meno a questa regola.Occorrein primis spazzare via (Renzi dice rottamare ed io sono d’accordo con lui),coloro che sono impregnati ancora di questa malefica ideologia, e che purtroppo sono ancora alla guida della citta’.Per poi mettere persone che sappiano pensare in grande.E Livorno con le potenzialita’ che gli sono proprie,potrebbe diventare facilmente una citta’ all’avanguardia.

  3. Livornese
    15 settembre 2012 a 18:07 #

    Credo che prima di domandarsi su cosa deve puntare la citt? nei prossimi 20 anni sia doveroso guardarsi indietro e vedere cosa ? stato fatto negli ultimi 20 anni.
    Era il 1992 e ancora potevamo definire Livorno una citt? industriale dove erano ancora presenti importanti realt? che davano occupazione a molte fmiglie mantenendo in vita l?economia cittadina. Dal Cantiere Orlando all?epoca ancora ?Fincantieri? alla CMF, Motofides, Carbochimica, ecc.ecc. Sono passati 20 anni e tutte queste realt? non esistono pi? o stanno smobilitando. Si parla adesso ormai da anni specialmente dai nostri politici al governo cittadino, (comune, provincia) di trasformare la citt? in un luogo turistico, ma purtroppo dal Calambrone sino a Vada ci sono gli scogli, (molto amati dai livornesi) non adatti al turismo di massa e alle famiglie con bambini che preferiscono le spiagge con la sabbia possibilmente con la pensione il ristorante, il parco giochi, la discoteca a pochi passi (vedi riviera romagnola).
    Personalmente, detto questo, non vedo come sia possibile continuare a illudersi di trasformare Livorno in una citt? turistica, anche perch?, essendo stata ricostruita totalmente dopo l?ultima guerra non abbiamo nessun bene artistico o museo da mostrare salvo qualche quadro dei nostri illustri concittadini pittori oramai defunti.
    Vorrei sapere i ragazzi nati nel 92 che oggi hanno 20 anni e magari si affacciano al mondo del lavoro che cosa possono trovare a Livorno. Vi dico cosa hanno fatto i miei figli (tre) che sono ancora sotto i 30, sono andati a lavorare fuori citt? e all?estero, in modo da potersi garantire un futuro e poter mettere su famiglia con serenit??. Ma questa come dice Lucarelli in TV ? un?altra storia.
    Per ritornare alla domanda di partenza ?Su cosa deve puntare la citt? nei prossimi 20 anni?? Credo , spero e mi auguro che sempre loro il nostro amato Sindaco e il suo Collega Presidente della Provincia possano capire che devono essere agevolate le iniziative imprenditoriali specialmente quando si interessano ai ns. territori grosse imprese che vengono ad investire ingenti capitali sul sito, specialmente favorendo quelle aziende che si possono interfacciare col porto (non col la lobby della compagnia portuale con altri che hanno come unico interesse monopolizzare le banchine e la gestione del porto senza permettere la libera concorrenza).
    Favorire, poi, l?imprenditoria giovanile garantendo crediti agevolati o a fondo perduto e tutelando le micro imprese che sono il tessuto economico cittadino asfissiate dal sistema bancario che non ? in aiuto alle imprese ma le dissangua giorno per giorno. Fatto salvo la richiesta di rientro nei tre giorni che se non onorata innesca il pignoramento dei beni. E? un previlegio che hanno solo le banche. Chi garantisce il credito agli imprenditori?
    Per finire spero di vedere Livorno tra 20 anni una citt? risorta che sviluppa occupazione, vivibile, pulita, con persone cordiali che onestamente vivono con il proprio lavoro, indipendente da dove viene il lavoro, industria, turismo, terziario o altro.