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Fotogiornalisti livornesi. Dal Cairo: “Due anni fa ero in piazza Tahrir e gridavo ?Hurriya!?, libert?.”

Ines Della Valle al Cairo, foto da Patrick Tombola

 

A due anni dalla rivoluzione egiziana il racconto direttamente dal Cairo della fotogiornalista livornese Ines Della Valle.

“Sono passati due anni da quando le strade del Cairo si sono riempite, inaspettatamente, cambiando la storia dell?Egitto. Due anni da quando le persone che fino a quel momento vivevano in silenzio sotto l?ombra della dittatura, si sono riversate in strada chiedendo, urlando, la fine del regime di Mubarak.

Quando il 25 gennaio 2011 ? iniziata la rivoluzione in Egitto, stavo lavorando in Sud Sudan. Mentre il referendum di secessione a Juba si svolgeva in un?atmosfera festosa, io e gli altri giornalisti nei momenti di pausa ci radunavamo per guardare le notizie, attaccati alla tv: il Cairo era in fiamme e tutti noi sognavamo di essere a piazza Tahrir.

Pochi mesi dopo sono riuscita a trasferirmi in Egitto, perch? volevo vivere in un paese dove la forza di un popolo unito in una piazza aveva contribuito a far cadere un dittatore, e documentare il processo di ?democratizzazione? di un paese glorioso, che stava vivendo un momento di speranza e la possibilit? di riscrivere la propria storia.

Scontri tra popolazione e forze di polizia nei pressi di piazza Tahir durante la rivoluzione

Sono stati due anni duri, perch? ?imparare? la democrazia, per un paese che ha sempre vissuto sotto dittatura, ? tutt?altro che facile. Perch? la confusione ? tanta, e soprattutto perch?, alla fine, prevalgono gli interessi e non la giustizia sociale.

L?Egitto adesso ha un presidente, Mohammed Morsi, esponente dei Fratelli Musulmani, da sempre perseguitati da un Mubarak che sapeva cosa sarebbe potuto succedere se avessero avuto la possibilit? di prendere il potere. Ha anche una costituzione, che da molti ? stata definita una minaccia per la salvaguardia dei diritti umani, redatta malamente in un momento di instabilit? politica che ha peggiorato la situazione gi? critica del paese.

?La rivoluzione ? stata rubata?, dicono, e i giovani che quei 18 giorni li hanno vissuti tutti in piazza, perdendo amici e familiari, si disperdono, un po? sfiduciati da un sistema pi? grande di loro che non lascia spazio al progresso e alla giustizia, un po? ancora determinati a resistere.

La piazza questo venerd? sar? piena, nuovamente, di chi vuole ancora combattere e non accetta la piega che la politica egiziana sta prendendo, ma ci saranno anche esponenti di un?opposizione disorganizzata e poco concreta. Ci sar? anche chi semplicemente festeggia l?Indipendenza (non sono mai riuscita a non notare che ? il 25, come in Italia…l?ho sempre trovato molto ironico) con la famiglia e il bimbo piccolo con una bandierina di carta in mano, riponendo la propria fiducia in un governo che invece la ripone in Allah.

Nel giorno del secondo anniversario della rivoluzione c’era aria di una sfida, perch? ai ?festeggiamenti? dell?Indipendenza i Fratelli Musulmani non erano presenti, sanno che tutta la piazza sar? contro di loro.

L?Egitto sta imparando la propria democrazia ma nel frattempo deve anche affrontare la fame (il 40% della popolazione vive sotto la soglia della povert?), la mancanza di lavoro e di prospettive, le continue violazioni dei diritti e della dignit? delle donne, il pericoloso avanzare di un integralismo islamico ormai pienamente legittimato.

Il popolo di piazza Tahrir, per?, sta dando esempio di una resistenza che ho visto raramente, una costanza nella protesta che li porta ancora a manifestare, dopo due anni, a rialzarsi quando uno di loro viene colpito, ad aiutarsi e sostenersi.

La prima cosa che mi ricordo di piazza Tahrir ? il grido ?hurriya!?, libert?, urlato con tutto il fiato che avevano in petto, all?unisono. Lo scorso 25 gennaio ? stato un anniversario importante, un altro passo in avanti, anche se impercettibile, se non altro per il fatto che hanno ancora la libert?, per noi scontata, di scendere in strada a protestare.”

Ines Della Valle?

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Questo post è stato scritto da: a.biagi

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