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Federico Tovoli: un fotografo all’avventura. Da Livorno a Lima, e tutto intorno. Sempre con la macchina fotografica al collo.

Federico Tovoli.

Dai corsi di fotografia dell’ARCI all’avventura da fotografo documentarista in America Latina.

Federico Tovoli, livornese, classe 1963, a Livorno ha iniziato a lavorare come fotografo negli anni 80′. Da qui ? partito con la macchina fotografica al collo alla volta del sud America tre anni fa dopo che nel 2004 ?i suoi lavori sono diventatati “sociali” e ?per questo decide di trasferirsi a Lima, in Per?, dove tutt’ora risiede e da dove ci racconta la sua storia di fotografo.

-Quando, come e perch? hai iniziato a fotografare?

La fotografia era l?hobby del mio defunto pap?, negli anni sessanta non era cosa comune vivere con un padre con sempre la macchina fotografica al collo, io poi son sempre stato curioso e quindi per me ? la fotografia ? cominciata con l?infanzia, dapprima vedendo le foto di babbo e i libri fotografici che si comprava, poi aiutandolo in camera oscura (a otto anni !!!) e dall?et? di tredici scattando in proprio con una Kodak Retina che lui mi pass?.

?-Perch? hai deciso di vivere in America Latina??

Nella primavera del 2011 ho scelto di trasferire la base della mia vita in un paese in forte sviluppo e non ancora affetto ( forse non lo sar? mai) dalle paranoie europee, Ho scelto?Lima, la capitale del Per?, e pi? precisamente a Barranco il quartiere storico lungo il pacifico perch??qui un fotoreporter lavora meglio, ?come ho potuto capire negli anni in cui l’ho frequentata. Come lavoro in zona principalmente insegno fotografia in varie scuole, poi ci sono le ONG ed i clienti locali che stanno cominciando a farsi sentire.??

? Federico Tovoli

-La foto che hai scattato a cui sei pi? legato?

Quella dei bambini laotiani al tramonto, principalmente perch? ? una delle poche immagini in cui ho interagito energicamente coi soggetti (stavamo giocando ad un botta e risposta da un terrapieno all?altro ai due bordi di una strada, dietro di loro c?? il Mekong, il mio scopo era anche quello di nascondere il sole dietro i loro corpi) poi perch? la composizione e la sostanziale caldissima monocromia ha conferito a quest?immagine un impalpabile qualcosa in pi?.

-Di che tipo di fotografia ti occupi?

Sono fotoreporter, ?le tematiche che prediligo sono sociali, scientifiche, turistiche, ambientali. Faccio quel tipo di fotografia ?geografica? che son storie di luoghi abitati da persone. Non corro dietro alla notizia perch? non rende, non son mai andato in guerra perch? per farlo ci vuol la testa dei vent?anni ed io solo col fotoreportage ho cominciato a 27 ed erano solo itinerari turistci all?epoca. Robert Capa copr? la guerra civile spagnola dai 23 ai 26 anni d?et?, sbarc? a Omaha Beach a 31.

 

? Federico Tovoli

?-Primo lavoro fatto? Ultimo lavoro fatto?

Il primo non ricordo se era un saggio teatrale del Grattacielo dove c?era un mio amico o uno di culturismo nella palestra dove andava mio fratello; stiamo parlando del giugno ’84!

Sono appena rientrato dalla Selva Central (facente parte dell?enorme? zona amazzonica del Per?) dove ho portato a termine un reportage sulle antiche colonie austro-tedesche. In quella zona detta Oxapampa, si pu? scoprire un bel melting pot culturale andino, nativo ed europeo ha creato negli anni una bella civilizzazione.

?-Il lavoro che hai realizzato di cui sei pi? orgoglioso?

La cover Ottobre 2001 della Rivista Altair, la rivista di viaggi pi? importante di Spagna, quando nel 2008 entrai nell?omonima libreria di Madrid e vidi che quella copertina era diventata un poster sulla porta d?ingresso pensai che era venuto proprio un bel lavoro. In questi giorni sulla tele nazionale peruviana sta girando uno spot istituzionale dove ci sono anche otto mie foto, una puntina d?orgoglio c???

-Qual ? il fotografo, pittore, scrittore, regista, altro che pi? ha influito sul tuo lavoro? I fotografi che ti piacciono di pi?? Quelli ai quali ti ispiri?

I fotografi che mi piacciono di pi? e che hanno influenzato il mio lavoro sono Henri Cartier Bresson, Ansel Adams, Steve Mc Curry, David Alan Harvey, Carlos Lujan ed anche ?I Terraproject?.

Mi son formato? con scrittori come Kerouac, Hesse, Norman Mailer e Tiziano Terzani, la pittura ? una cosa che mi piace perch? vede pi? in la del visibile, se un fotografo scopre Hopper non pu? non restarne affascinato. I registi??..John Ford e Wim Wenders.

??-Livorno, una citt? piena di pittori, musicisti e anche fotografi. Come si vive questa citt? da fotografi?

Da fotografo professionista l?ho sempre vissuta male. Gi? trent?anni fa tutto era in mano a vecchie cariatidi che eran gi? vecchi da giovani.? Sia sul piano espositivo che su quello professionale non riuscivi a fare perch? c?eran gi? Tizio, Caio e Sempronio a dettar legge. Non mi riferisco solo ed esattamente a persone fisiche oppure a professionisti. Il fatto che questa gente, talvolta ottuagenaria, sia sempre attiva mi rattrista assai, non perch? un anziano debba esser messo da parte, ma perch? nel caso specifico ha poco da dire e ingombra?e pensare che ci son giovani che lavorano bene e che stimo molto, spero abbiano un po? di spazio.

 

-Quali sono i luoghi di Livorno che si trovano di pi? nelle tue fotografie?

Come tutti ho fotografato ?la Venezia e irlungomare? spazi obbiettivamente belli, fino al ?90, quando cominciai col fotoreportage di viaggio, stavo spesso in giro per la citt? con la fotocamera, specialmente nel mio tempo libero, per cui la parte della ?Livorno giovane anni ottanta? impegnata o no, appare parecchio in qualche chilo di mie diapositive e negativi che non vedo?dagli anni novanta.

 

-Il ricordo pi? bello che hai legato alla tua esperienza di fotografo/a a Livorno?

?E? stato bello fare i corsi di fotografia con l?ARCI per tutti gli anni zero, fare ?il fotografo delle scuole? negli anni novanta, ma forse il ricordo pi? bello ? legato ad un pomeriggio facendo una sessione di moda in mezzo alla gente nella Hall della stazione, il cliente era Barcas, il mio assistente Toto Barbato, quello mi pare fu il mio ultimissimo dei pochissimi miei lavori di moda.?

 

-Come sei arrivato al reportage?

Ho scoperto il reportage sociale qui in Sudamerica, otto anni fa. Arrivare al tramonto sulla spiaggia di Cape Comorin, la punta estrema dell?India, diciotto anni fa e perdersi nella brezza marina fra i mille colori dei vestiti indiani. Si tratta di una spiaggia sacra agli hindu, per cui c’? un pellegrinaggio da tutto il subcontinente ed oltre, questo si traduce, in facce, costumi, lingue, bagni rituali e poi sari e vesti d’ogni sfumatura di colore messi ad asciuguare al vento marino.

 

-E i progetti che vorresti realizzare?

Racchiudere tutti i mie lavori amazzonici in un PhotoBook elettronico studiato bene, esplorare posti come Giappone, Turchia e la parte Sud Ovest degli Stati Uniti, proseguire il mio lavoro sulle terme nel mondo.

-In quali progetti sei impegnato in questo momento, dove vedremo i tuoi prossimi lavori?

Ho appena concluso il reportage che dicevo, spero in un mese di mettermi a studiare alcuni temi relativi? alla zona ?cono sur? per ripartire in dicembre. Lavoro con Contacto e Focus Pictures, queste due agenzie vendono alla stampa dei vari paesi (Spagna, Russia) ovvio che essendo un lavoro ?freelance? , spero presto di dirti dove e come. Intanto ti allego due uscite carine, una in Spagna ed una In Argentina.

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Questo post è stato scritto da: a.biagi

Un commento

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  1. nadia
    26 ottobre 2013 a 09:07 #

    profondamente commossa Auguri!