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Dennis Berti, il fotografo delle emozioni

Dennis Berti

Incontrare Dennis Berti, ti lascia addosso una scia di gioia e di energia, la stessa che traspare dalle sue fotografie. Non c?? da stupirsi se cos? tante coppie, da tutto il mondo raggiungano lui e e alla sua compagna di vita, di viaggi e di lavoro, Chio, in Messico?o lo invitino a mettersi in viaggio, per affidarli , il giorno pi? importante della loro vita. O almeno i ricordi che lo renderanno indimenticabile.

Dennis, livornese purosangue, scopre la fotografia a diciannove anni, per sbaglio. ?Mi resi conto che avevo poche foto della mia famiglia cos? comprai una vecchia macchina fotografica, una Pentax 738, e decisi di iniziare a scattare fotografie di quello che c?era intorno a me ? spiega Dennis ? non ne capivo molto, ma quando sviluppai il primo rullino ebbi uno shock, capii la potenza della fotografia.? Dopo arrivarono le sperimentazioni e un corso di fotografia gratuito, quello del dopo lavoro ferroviario, fino a che arriv? una chiamata. ?A bordo dei traghetti Moby Lines cercavo un fotografo ? mi racconta Dennis ? mi buttai senza pensarci e cos? iniziai, da l? poi arriv? il lavoro sulle navi da crociera Costa, e i villaggi turistici.? Quando la vita itinerante inizia a stancarlo, Dennis riceve un?altra proposta da un ex capo ?Mi disse ?Vieni in Mexico, ho aperto un negozietto di fotografie dentro un hotel. Ritratti alle famiglie ogni tanto qualche matrimonio. Tre mesi. Poi vedi?. I mesi alla fine divennero sei e poi otto e alla fine tornai a Livorno solo per prendere le valige pi? grosse e ripartire per il Messico!? (altro…)

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Toiano, il paese fantasmaToiano, the ghost town

Toiano, il paese fantasma Toiano, the ghost town
7 ottobre 2013
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Lo sbarco degli allievi ufficiali dopo mesi di navigazione

lo sbarco degli allievi ufficiali dopo mesi di navigazione - Livorno settembre 2013 the landing of the cadets after months of sailing
28 settembre 2013
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Federico Tovoli: un fotografo all’avventura. Da Livorno a Lima, e tutto intorno. Sempre con la macchina fotografica al collo.

Federico Tovoli.

Dai corsi di fotografia dell’ARCI all’avventura da fotografo documentarista in America Latina.

Federico Tovoli, livornese, classe 1963, a Livorno ha iniziato a lavorare come fotografo negli anni 80′. Da qui ? partito con la macchina fotografica al collo alla volta del sud America tre anni fa dopo che nel 2004 ?i suoi lavori sono diventatati “sociali” e ?per questo decide di trasferirsi a Lima, in Per?, dove tutt’ora risiede e da dove ci racconta la sua storia di fotografo.

-Quando, come e perch? hai iniziato a fotografare?

La fotografia era l?hobby del mio defunto pap?, negli anni sessanta non era cosa comune vivere con un padre con sempre la macchina fotografica al collo, io poi son sempre stato curioso e quindi per me ? la fotografia ? cominciata con l?infanzia, dapprima vedendo le foto di babbo e i libri fotografici che si comprava, poi aiutandolo in camera oscura (a otto anni !!!) e dall?et? di tredici scattando in proprio con una Kodak Retina che lui mi pass?.

?-Perch? hai deciso di vivere in America Latina??

Nella primavera del 2011 ho scelto di trasferire la base della mia vita in un paese in forte sviluppo e non ancora affetto ( forse non lo sar? mai) dalle paranoie europee, Ho scelto?Lima, la capitale del Per?, e pi? precisamente a Barranco il quartiere storico lungo il pacifico perch??qui un fotoreporter lavora meglio, ?come ho potuto capire negli anni in cui l’ho frequentata. Come lavoro in zona principalmente insegno fotografia in varie scuole, poi ci sono le ONG ed i clienti locali che stanno cominciando a farsi sentire.??

? Federico Tovoli

-La foto che hai scattato a cui sei pi? legato?

Quella dei bambini laotiani al tramonto, principalmente perch? ? una delle poche immagini in cui ho interagito energicamente coi soggetti (stavamo giocando ad un botta e risposta da un terrapieno all?altro ai due bordi di una strada, dietro di loro c?? il Mekong, il mio scopo era anche quello di nascondere il sole dietro i loro corpi) poi perch? la composizione e la sostanziale caldissima monocromia ha conferito a quest?immagine un impalpabile qualcosa in pi?.

-Di che tipo di fotografia ti occupi?

Sono fotoreporter, ?le tematiche che prediligo sono sociali, scientifiche, turistiche, ambientali. Faccio quel tipo di fotografia ?geografica? che son storie di luoghi abitati da persone. Non corro dietro alla notizia perch? non rende, non son mai andato in guerra perch? per farlo ci vuol la testa dei vent?anni ed io solo col fotoreportage ho cominciato a 27 ed erano solo itinerari turistci all?epoca. Robert Capa copr? la guerra civile spagnola dai 23 ai 26 anni d?et?, sbarc? a Omaha Beach a 31.

 

? Federico Tovoli

?-Primo lavoro fatto? Ultimo lavoro fatto?

Il primo non ricordo se era un saggio teatrale del Grattacielo dove c?era un mio amico o uno di culturismo nella palestra dove andava mio fratello; stiamo parlando del giugno ’84!

Sono appena rientrato dalla Selva Central (facente parte dell?enorme? zona amazzonica del Per?) dove ho portato a termine un reportage sulle antiche colonie austro-tedesche. In quella zona detta Oxapampa, si pu? scoprire un bel melting pot culturale andino, nativo ed europeo ha creato negli anni una bella civilizzazione.

?-Il lavoro che hai realizzato di cui sei pi? orgoglioso?

La cover Ottobre 2001 della Rivista Altair, la rivista di viaggi pi? importante di Spagna, quando nel 2008 entrai nell?omonima libreria di Madrid e vidi che quella copertina era diventata un poster sulla porta d?ingresso pensai che era venuto proprio un bel lavoro. In questi giorni sulla tele nazionale peruviana sta girando uno spot istituzionale dove ci sono anche otto mie foto, una puntina d?orgoglio c???

-Qual ? il fotografo, pittore, scrittore, regista, altro che pi? ha influito sul tuo lavoro? I fotografi che ti piacciono di pi?? Quelli ai quali ti ispiri?

I fotografi che mi piacciono di pi? e che hanno influenzato il mio lavoro sono Henri Cartier Bresson, Ansel Adams, Steve Mc Curry, David Alan Harvey, Carlos Lujan ed anche ?I Terraproject?.

Mi son formato? con scrittori come Kerouac, Hesse, Norman Mailer e Tiziano Terzani, la pittura ? una cosa che mi piace perch? vede pi? in la del visibile, se un fotografo scopre Hopper non pu? non restarne affascinato. I registi??..John Ford e Wim Wenders.

(altro…)

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Instagramers al festival della fotogrfia di Cortona in provincia di Arezzo.

@igerslivorno "Una edizione ?extra large? dell?Instagramers Academy si terr? il fine settimana del 6, 7 e 8 settembre a Cortona in provincia di Arezzo. Nel ricco programma che il festival della fotografia Cortona on the move, dedicato quest?anno alla ?fotografia in viaggio?, l?organizzazione di questo evento ha ben tenuto conto dell?importanza del fenomeno crescente della mobile photography e di come sta cambiando rapidamente l?uso e consumo della fotografia sia nel contesto personale che professionale, pertanto per un intero fine settimana saremo i protagonisti di una serie di eventi dedicati alla formazione e all?approfondimento di Instagram. Ecco il programma delle tre giornate: Venerdi 6 [DINNER] h 20,30 ? Cena con gli Instagramers alla ?Chiesa di San Niccol?? Sabato 7 [WORKSHOP] h 10.00 ? ?L?editing avanzato? a cura di Gianpiero Riva (@giariv) presso Palazzo la Moderna - costo ?5 h 15.30-18.00 - ?Storia, funzioni, curiosit? e case history di Instagram? a cura di Antonio Ficai (@c4antonio ? @igerstoscana), Nicola Carmignani (@nicolacarmignani ? @igerspisa) e Antonio Cinotti (@antoncino ? @igerssiena) ? presso Palazzo la Moderna - costo ?5 Domenica 8 [INSTAWALK] h 10.00 ? dal centro di Cortona alla Fortezza di Girifalco, attraverso la visita delle esposizioni del festival ? costo ?8 Per informazioni ed iscrizioni scrivere a info@cortonaonthemove.com" via @InstaReposts LIKES: 16 ?COMMENTS:1 tags#toscana,#instatuscany,#igerslivorno,#livorno,#instaitalia,#italia,#leghorn,#tuscany,#shareyourtuscany,#beitalian,#tuscanygram,#italy,#igersitalia,#boiad?,#instaitaly,#57100,#0586,#igerstoscana,

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27 agosto 2013
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Non son pi? il giaguaro di una volta

Non son pi? il giaguaro di una volta

..stamani me l?hanno detto gi? due persone, proprio cos?, non son pi? il giaguaro di una volta, anche se giaguaro non mi ci son mai sentito.. thx to Zac per il Kinesio Tape (foto Pietro)
31 luglio 2013
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Andrea Dani: “LIVORNOT” una vetrina sempre aggiornata sui nostri tramonti migliori e non solo

Andrea Dani aka LivOrNot

Il suo blog Livornot.tumblr.com ha compiuto da pochi giorni due anni, eppure conta pi? di 400 “followers” ? nato perch??”Volevo trasmettere agli altri quello che provo quando faccio una?fotografia”,?l’ispirazione gliel’ha data il fotografo nostrano Paolo Ciriello.

?Andrea Dani, ?livornese, classe 1969, geometra appassionato di fotografia, mi spiega “Se fossi nato cento anni fa sarei stato un pittore”. ?Sul suo blog intanto si definisce “spettatore di vita”, fotografo no, per rispetto a chi questa scelta l’ha fatta come professione

Appassionato di fotografia, fotoritocco e fotomontaggi (popolarissimo il suo fotomontaggio di Igor Protti sulla locandina di Braveheart nel 2002) oggi?con i suoi scatti, ad oggi quasi un migliaio, racconta ai 400 “followers” del suo blog una Livorno quotidiana fatta di dettagli, tramonti, scorci inediti e naturalmente il mare. Gli scatti sono sempre puliti, spesso con rimandi alla fotografia d’architettura, e raccontano l’amore per la fotografia e per la citt? dell’autore che ci regala ogni giorno la possibilit? di avere a portata di mano le bellezze nascoste o no che il posto dove viviamo ci offre.

-Ciao Andrea, quando, come e perch? hai iniziato a fotografare?

E? una passione nata quando ero poco pi? che bambino, ovvero fin da quando mia sorella che frequentava l?istituto per designer a Firenze (si parla dei primi anni 80) compr? la prima reflex, una vecchia Praktica a focale fissa, con la quale, quando me lo permetteva, ho iniziato a fare i primi scatti e a imparare i primi rudimenti della fotografia. Essendo appassionato di tecnologia con l?avvento del digitale la passione ? cresciuta ancor di pi?, il diffondersi di internet mi ha permesso di documentarmi e apprendere nozioni e con alcuni viaggi (Stati Uniti, Messico, Inghilterra, Grecia ecc.) fatti in questi ultimi anni tale passione ? esplosa? guardando il mondo da un obbiettivo mi sono reso conto ?che?la vita, nel bene e nel male, ? piena di momenti indimenticabili e posti stupendi, che siano il Gran Canyon o Piazza Cavallotti, basta saper guardare .

-Dove vivi attualmente?

Livorno, nato nel quartiere ?ovosodo”cresciuto per le strade del quartiere Fabbricotti e dal 2010 ovvero da quando sono sposato vivo all?Ardenza

-La foto che hai scattato a cui sei pi? legato?

Beh ce ne sono molte a dire il vero a cui sono maggiormente legato? mi viene in mente ?colonne e infradito? scattata durante un Palio Marinaro con il particolare di persone in piedi sulla spalletta della Terrazza Mascagni (ai pi? dir? poco, a mio avviso invece in questa foto si riassume lo spirito libertino e guascone dei livornesi) ? stata una delle prime foto pubblicate sul mio blog che ha riscontrato molti consensi ed ? quella che mi ha dato il la per iniziare questa esperienza, ma la foto a cui sono pi? legato anche se banale, ? ovviamente la foto che ho fatto in sala parto a mia moglie con in grembo mio figlio appena nato nel giugno del 2012, il loro primo sguardo, ma questa me la tengo per me.

-Di che tipo di fotografia ti occupi?

Principalmente paesaggi, scorci, scene di vita quotidiana, nonch? foto sportive nella fattispecie sono appassionato di foto di surf, sport che dalle nostre parti ? molto popolare

?ANDREA DANI

 

– La soddisfazione pi? importante legata a questa tua passione?

Il primo concorso fotografico a cui partecipai una decina di anni fa al Circolo della pesca di Antignano, tema ?io e il mare”, arrivai secondo con una foto del Castel Boccale durante una mareggiata. Per me fu come vincere il premio Pulitzer. Ho ancora la targa nel mio studio che custodisco gelosamente.

-I fotografi che ti piacciono di pi?? Quelli ai quali ti ispiri?

Su tutti ammiro estasiato gli scatti di Steve McCurry. Ho diversi suoi libri che mi piace sfogliare quando ho tempo? mi incantano i ritratti, le atmosfere e le situazioni riprodotte nelle sue fotografie. Il ?ritratto della ragazza afgana? ? come per la musica ?Like a rolling stone? di Bob Dylan sono capolavori?inarrivabili.

Al tempo stesso per? mi piace sbirciare nei vari blog di fotografi famosi a partire da quello di Terry Richardson o quello di Chico De Luigi fino al nostrano Paolo Ciriello,?e quello di Paolo ?? quello che prediligo di pi?.

– LIVorNOT ? il tuo blog fotografico. Come ? nata l?idea e cosa ti ha spinto a crearlo?

Essendo un appassionato di fotografia da diversi anni avevo un archivio di scatti che ho sempre desiderato pubblicare, rendere disponibile a tutti. Volevo trasmettere agli altri quello che provo quando faccio una fotografia? un paio di anni fa navigando su internet e grazie al Tirreno mi sono imbattuto appunto sul blog di Paolo Ciriello (tonymartorelli.tumblr.com) che a quei tempi stava seguendo le riprese del film ?I pi? grandi di tutti? (e che poi ho avuto il piacere di conoscere).?Ho cominciato a seguirlo giornalmente, appassionato e divertito finch? anch?io ho deciso di creare un blog tutto mio dove ogni giorno pubblico una foto fatta da me.

Ad oggi ho pubblicato pi? di 800 scatti, sono arrivato ad avere 440 ?followers? che mi seguono costantemente sulla piattaforma di Tumblr, pi? altre 30 che mediamente visitano da ogni parte del mondo il mio blog al giorno da esterni, arrivando cos? a quasi 500 persone al giorno che vedono le mie foto molto spesso complimentandosi con me, il che ? indubbiamente gratificante (alcune mie foto sono arrivate ad avere pi? di 1.700 ?Like?)

Il fatto poi di avere l?obiettivo di pubblicare una foto al giorno ? una motivazione eccezionale che ti da lo stimolo per osservare con molta pi? attenzione quel che hai dintorno in ogni momento e in ogni situazione, pronto eventualmente a cogliere l?attimo giusto.

Per il nome volevo qualcosa che ricordasse la nostra citt? ma dato che le fotografie non riguardano esclusivamente Livorno ho optato per condensare un ipotetico ?Livorno e non solo? in un unica parola da me inventata ovvero ??livornot? (interpretabile anche come uno storpiato ?Live or not?? ovvero ?Vivere o non vivere?? ognuno la veda come pi? gli piace).

?

? ANDREA DANI

-E le storie che ti piace di pi? raccontare?

Pi? che storie, la situazione in cui?mi piace di pi? scattare ? ovviamente all?ora del tramonto,?l?ora d?oro quando tutto si colora e si infiamma, specialmente in primavera e estate con mia moglie e mio figlio (compagni inseparabili delle mie uscite fotografiche) cerchiamo sempre di non rincasare mai prima che il sole sia tramontato, ? uno spettacolo che per molti pu? sembrare sempre uguale, per me assolutamente no, ed ? quella l?ora che pi? prediligo per scattare anche perch? abbiamo la fortuna di vivere in un posto dove i tramonti sono unici.

Tempo fa eravamo alla terrazza Mascagni e per caso ho assistito ad un dialogo tra due turisti, suppongo di Milano o gi? di l?, in cui il marito diceva alla moglie con chiaro accento del nord ?u? cara? hai visto che spettacolo??i tramonti che vediamo a Livorno non li abbiamo visti nemmeno a Bora Bora?? ah che soddisfazione!? gli avrei stretto la mano!

-Quali sono i luoghi di Livorno che si trovano di pi? nelle tue fotografie?

Chi ti risponde ? uno che non pu? stare pi? di qualche giorno senza vedere il mare, senza fare un tuffo anche di inverno? ? proprio un bisogno fisico? ovviamente quindi il mare, il nostro mare, ? uno soggetto dominante nei miei scatti?. Che sia calmo, che sia in tempesta? E? fonte di ispirazione, rifugio e cibo per la mente.

-Qual ? il tuo rapporto con la tua citt??

Mi sento come il bambino che, anche se con mille difetti, vede sua madre una bellissima mamma? la pi? bella di tutte.

Ecco io mi sento cos?, come quel bambino.?Mi rendo conto dei mille difetti che ha questa citt?, ma non riesco a non amarla.

?-?E i progetti che vorresti realizzare?

Essendo un semplice appassionato non ho progetti pianificati ma un paio di desideri che vorrei poter realizzare si? uno tra questi sarebbe quello di realizzare un servizio (con fotocamera e idonea attrezzatura subacquea) ai ragazzi che fanno surf nei vari spot della nostra costa riprendendoli da molto vicino? e poi il sogno nel cassetto sarebbe quello di riuscire ad esporre i miei scatti al pubblico magari in qualche manifestazione o evento ma non ho ne le conoscenze ne i mezzi? in pi? penso di essere ancora ?acerbo? per poter ambire a tanto? vediamo in futuro.?Se non sbaglio Cartier-Bresson diceva che i primi 10.000 scatti sono i pi? brutti. Beh?ne ho ancora qualcuno da fare.

 

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Baci rubati

il bacio rubato (porto di Livorno - luglio 2013) the stolen kiss
24 luglio 2013
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Cartolina dall?800

Cartolina dall?800 (porto di Livorno - luglio 2013)
22 luglio 2013
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Luca Dal Canto: tra cinema e fotografia, sognando la rinascita culturale “livornese”

Luca Dal Canto a lavoro al Goldoni

Luca Dal Canto ? un fotografo e regista livornese. La sua esperienza passa per il cinema con collaborazioni importanti con registi come?Daniele Luchetti, Sergio Rubini, Paolo Genovese e Luca Miniero e per la fotografia con progetti dedicati a Livorno.

Luca ? anche autore di documentari, spot, ?con il backstage del film “10 regole per fare innamorare”, di Cristiano Bortonecon si ? aggiudicato l’anno scorso il premio Backstage Film Festival e anche di cortometraggi. L’ultimo dei quali??”Il cappotto di lana”, ?ispirato ad una poesia del grande poeta livornese: Giorgio Caproni, ??ora in giro?per vari festival??in Italia e all’estero. Dopo aver vissuto a Roma ? tornato alla sua base Livorno, “la citt? che amo di pi? al mondo, ogni angolo qui ? perfetto per uno scatto, una citt? a misura di fotografo e di artista, e soprattutto nonostante quello che ormai pensa tristemente il livornese medio – spiega Luca – piena di risorse dal punto di vista culturale”.

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-Quando, come e perch? hai iniziato a fotografare?

A 9 anni circa. I miei genitori mi comprarono la mia prima macchina fotografica a Firenze, vicino al Ponte Vecchio. Mi ricordo ancora quel pomeriggio emozionante a provare vari scatti.?Poi, con il passare del tempo, mi sono innamorato del cinema e ho intrapreso gli studi in questo settore, che poi non ? altro che un’evoluzione della fotografia.?L’?ho riscoperta definitivamente una decina di anni fa, quando per lavoro ho iniziato a frequentare i set cinematografici e a conoscere meglio il gusto per l’ inquadratura e per la luce.

?-La foto che hai scattato a cui sei pi? legato?

E’ una foto della Terrazza Mascagni deserta, surreale, in una giornata nuvolosa, in cui le linee geometriche delle mattonelle e delle balaustre sembrano incrociarsi senza fine. L’ho scattata sei anni fa ed ? stata la prima foto che mi hanno acquistato per un’?importante pubblicazione, dicendomi che ricordava le atmosfere di Gregory Crewdson.?

?Luca Dal Canto

-Primo lavoro fatto? Ultimo lavoro fatto?

Primo vero lavoro fatto in fotografia un servizio per una famosa galleria d’arte toscana; ultimo lavoro un progetto fotografico dal titolo “I luoghi di Modigliani. Tra Livorno e Parigi“, un viaggio nei luoghi (circa 40), cos? come sono oggi, che hanno scandito la vita del grande artista, composto da fotografie e simpatici aneddoti. Un lavoro a cui da livornese sono molto legato.?Ripercorrere i luoghi in cui Dedo ha vissuto e lavorato ? stata veramente un’esperienza incredibile. A breve, spero, ci saranno importanti novit? su dove sar? esposto il progetto perch? recentemente il?progetto che ? stato “snobbato” da un’importante istituzione che lavora nell’ambito turistico locale poich?, paradossalmente, “alle prese con troppi turisti da gestire quest’anno”

Il mio ultimo lavoro fatto nel cinema, a cui tengo moltissimo, ? il cortometraggio “Il cappotto di lana”, http://www.streamoff.tv/streamshort/il-cappotto-di-lana,?una fiaba liberamente tratta dalla poesia Ultima preghiera di un altro grande livornese: Giorgio Caproni. Il film sta girando l’Italia, selezionato in decine di festival internazionali, e vincendo diversi premi

?-Quali sono gli artisti, i fotografi e gli scrittori che influiscono di pi? sul tuo lavoro?

Amo molto Henri Cartier Bresson, ma anche Gregory Crewdson, come artisti?Caravaggio, Amedeo Modigliani e poi gli Impressionisti in generale.?Per la scrittura Charles Dickens e per il cinema,?Dino Risi, Mario Monicelli, maestri della vera Commedia all’Italiana dai quali c’? ancora molto da imparare

?-Se c?’?, qual ? la foto, l?’immagine, il quadro che ha cambiato il tuo sguardo di fotografo?

Ti devo dire la verit?. Non c’? un’immagine precisa, ma piuttosto l’aver lavorato sul film “Colpo d’occhio” di Sergio Rubini, uno dei registi pi? pignoli, anche dal punto di vista dell’inquadratura, e appassionati del proprio lavoro che abbia mai conosciuto

?-Livorno, una citt? piena di pittori, musicisti e anche fotografi. Come si vive questa citt? da?fotografi?

Livorno -? e non lo dico perch? sono di parte – ? una delle citt? pi? fotogeniche e cinematografiche che abbia mai visto. Sar? per le atmosfere, per la luce, per i colori, per l’atipicit? architettonica e urbanistica, fatto sta che ogni scorcio ? perfetto per fare uno scatto. Quindi direi che ? una citt? a misura di fotografo e di artista…Nonostante quello che ormai pensa tristemente il livornese medio, qui si potrebbero fare tante, ma tante cose dal punto di vista culturale.

?– Qual ? il tuo rapporto con la tua citt??

Di amore e odio. O meglio di amore e delusione. Io adoro Livorno e soffro nel vedere che i livornesi non hanno pi? alcuna fiducia nelle proprie potenzialit?. Fino a neanche un secolo fa, la nostra citt? era uno dei centri culturali e turistici pi? importanti del Mediterraneo, ma di questo sembra non ricordare pi? niente nessuno. Lo spartiacque ? stata la Seconda Guerra Mondiale; psicologicamente si ? imposta l?idea che Livorno non conti niente e, soprattutto, che a Livorno non si possa fare niente. Questo disfattismo, spesso ironico, talvolta fin troppo pesante, fa s? che tutto quello che anche di buono viene fatto automaticamente perda valore. Io dico sempre che anche se venissero gli U2 a suonare a Livorno, il livornese doc direbbe: “d?, allora non contano veramente pi? niente nemmeno loro”. Questo atteggiamento ? autolesionista e ha creato intere generazioni convinte che Livorno sia l’equivalente di “ignoranza”, “boiad?” e “disoccupazione”. Bisogna trovare al pi? presto il modo di ribaltare la situazione.

?Luca Dal Canto

-Il ricordo pi? bello che hai legato alla tua esperienza di fotografo/a a Livorno??e in generale?

Respirare le atmosfere bohemienne di Parigi e lavorare mettendo a stretto contatto questa grande capitale europea e artistica con la nostra Livorno.

?-E i progetti che vorresti realizzare?

Attualmente mi piacerebbe realizzare un progetto sui luoghi del cinema a Livorno. Un viaggio fotografico attraverso le principali location dei film girati o ambientati nella nostra citt? che sono pi? di 100