1 0 Tag Archives: Fotogiornalismo
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Work4Youth, il photo contest che racconta i giovani e il lavoro

L’Organizzazione Internazionale del lavoro lancia Work4Youth, il concorso fotografico dedicato alle difficili sfide dei giovani per avere un lavoro e alla loro capacit? di superarle. Condizioni occupazionali, discriminazioni di genere, imprenditoria e precariet?. Questi alcuni dei temi su cui dovranno focalizzarsi i concorrenti. Al vincitore mille dollari. Candidature entro le 23 e 59 del 15 aprile 2013

Sempre pi? complesse sono le sfide che le nuove generazioni devono affrontare quando si devono misurare con il lavoro. Proprio a loro ? dedicato Work4Youth, il concorso fotografico organizzato dall’Organizzazione internazionale del lavoro, l’agenzia specializzata delle Nazioni Unite che promuove la giustizia sociali e i diritti umani con particolare riferimento al lavoro a a tutti i suoi aspetti.

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Da Livorno alla Chongqing, il lavoro del fotografo livornese che racconta l’Oriente

Daniele Dainelli, ? un fotografo livornese dell’agenzia Contrasto. Da anni vive e lavora tra il Giappone e la Cina.

Questo il ?video di presentazione, proiettato alla Biennale di Alessandria, in una sezione speciale dedicata alla Cina racconta il lavoro realizzato nel giugno 2009 insieme al fotografo Francesco Cocco, nella citt??di Chongqing, la megalopoli da 7 milioni di abitanti nel centro-sud della Cina.

Grazie alla disponibilit? degli autori, abbiamo la possibilit? di presentarvelo qui su ZOOM.

[vimeo]http://vimeo.com/23108283[/vimeo]

Ad alcuni non piacer??quanto vedranno. Si tratta di foto cupe, crepuscolari, per molti versi angoscianti. Quando una selezione degli scatti ? stata pubblicata in anteprima sul sito di Contrasto lo scorso anno, ci sono state?numerose polemiche.?Alcuni allora hanno sostenuto che rappresentare cos? Chongqing, una delle metropoli pi? affascinanti in Cina, significava farle un torto. Altri invece hanno accusato gli autori di aver commesso il pi? classico dei crimini per chi vuole raccontare la Cina di oggi, ovvero il?China bashing, l?essersi volutamente soffermati solo sugli aspetti pi? negativi di questo paese.

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Ines Della Valle: uno sguardo femminile nella fotografia del conflitto e della speranza

“L?alba delle votazioni per la secessione del Sud Sudan. ? ? ? ? ? ? ? ? ? ? ? ? ? ? ? ? ? ? ? ? ? ? ? ? ? ? ? ? ? ? ? Foto Ines Della Valle

-Quando, come e perch? hai iniziato a fotografare?

Classica storia, la vecchia macchina fotografica di mio padre e un corso al circolino arci. Poi la lezione di un professore all’Universit? nel Corso di Media e Giornalismo, Pino Bertelli, mi ha fatto iniziare a sognare di diventare fotogiornalista

?-Dove vivi attualmente? Al Cairo

?-La foto che hai scattato a cui sei pi? legata??

Domanda molto difficile, ancora non ho fatto LA foto. Ti allego una di quelle che mi piace di pi?, mi piacerebbe tanto vederla stampata grande. ? stata scattata all?alba delle votazioni per la secessione del Sud Sudan, mi ero appena alzata per andare a coprire la giornata. Mi sembra una fotografia che con la sua luce racchiude tutta la speranza di quelle persone, mi sembra rappresenti proprio una ?nascita?. ? anche stato il mio primo viaggio e il primo evento storicamente importante che ho avuto il piacere di testimoniare.

Ines fotografa al Cairo

?-Primo lavoro fatto? Ultimo lavoro fatto? Primo: la conferenza delle Grandi Logge Unite d?Europa (una immensa riunione di Massoni da tutto il mondo) per un privato. Ultimo: i tatuaggi e l?islam, per Rolling Stones.

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Fotogiornalisti livornesi. Dal Cairo: “Due anni fa ero in piazza Tahrir e gridavo ?Hurriya!?, libert?.”

Ines Della Valle al Cairo, foto da Patrick Tombola

 

A due anni dalla rivoluzione egiziana il racconto direttamente dal Cairo della fotogiornalista livornese Ines Della Valle.

“Sono passati due anni da quando le strade del Cairo si sono riempite, inaspettatamente, cambiando la storia dell?Egitto. Due anni da quando le persone che fino a quel momento vivevano in silenzio sotto l?ombra della dittatura, si sono riversate in strada chiedendo, urlando, la fine del regime di Mubarak.

Quando il 25 gennaio 2011 ? iniziata la rivoluzione in Egitto, stavo lavorando in Sud Sudan. Mentre il referendum di secessione a Juba si svolgeva in un?atmosfera festosa, io e gli altri giornalisti nei momenti di pausa ci radunavamo per guardare le notizie, attaccati alla tv: il Cairo era in fiamme e tutti noi sognavamo di essere a piazza Tahrir.

Pochi mesi dopo sono riuscita a trasferirmi in Egitto, perch? volevo vivere in un paese dove la forza di un popolo unito in una piazza aveva contribuito a far cadere un dittatore, e documentare il processo di ?democratizzazione? di un paese glorioso, che stava vivendo un momento di speranza e la possibilit? di riscrivere la propria storia.

Scontri tra popolazione e forze di polizia nei pressi di piazza Tahir durante la rivoluzione

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