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Acqua… acqua.. acqua… Viva! Livorno story presenta I Bagni Pancaldi.

?@igerslivorno "Qui ? un gran bello stare" cos? li descrisse Carducci per esaltare bellezza e serenit? di quel luogo. I bagni Acquaviva, ricordati come i primi stabilimenti balneari in muratura, vennero edificati nel 1840 da Giuseppe Santi Palmieri che dot? il suo stabilimento delle migliori comodit? costruendovi una famosa rotonda per la libera e utile respirazione dell'aria marina, poi resa celebre da un noto dipinto di Giovanni Fattori. 1846, poco distanti dagli Acquaviva, sorsero i Bagni Pancaldi, edificati da Vincenzo Pancaldi sulla punta estrema della antica Cala, dei Cavalleggeri, dove il Granduca Leopoldo II di Lorena, detto Canapone per la sua barba bionda, si era fatto costruire un baldacchino in ferro per le. bagnature estive. Nel 1870 i Pancaldi ottenero il titolo di Bagni Regi per le frequenti visite del Principe Amedeo di Savoia e della consorte Maria Vittoria, divenendo un ambiente esclusivo e raffinato, descritto dalle riviste estive dell?epoca come stabilimento balneare di prim?ordine impiantato con criteri di modernit? e d?igiene e corrispondente a tutte le esigenze della comodit? e del conforto. (Cit. pancaldiacquaviva.it)
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Il nettare dei livornesi, il ponce e il Civili

?@igerslivorno   Tutto il mondo ce li invidia: il PONCE e il CIVILI.? Dunque, il ponce (popolarmente detto anche "torpedine") ? una bevanda alcolica nata a Livorno tra i secoli XVII e XVIII e derivata dal punch, diffuso in citt? dalla numerosa comunit? britannica. Gli inglesi ci mettevano il t? e il Rum delle Antille, ma ? qui che entriamo in scena noi: i livornesi hanno sostituito il t? con il caff? concentrato e il rum con il RUMME, un'invenzione locale costituita da alcol, zucchero e caramello di colore scuro, a volte aromatizzato con un'essenza di rum (ricetta originale del rag. Gastone Biondi della ditta Vittori). Veniva bevuto soprattutto dai pescatori dopo notti passate all' "addiaccio". Oggi lo si beve a tutte le ore. Il Ponce ? diventato un "luogo d'incontro" proprio come il bar pi? famoso in citt? per berlo: il Civili. Il Civili nasce come fiaschetteria dove vanno i lavoratori nella pausa pranzo. Pi? avanti diventa trattoria fino a diventare oggi l'unico e il solo dove poter gustare questa bevanda miracolosa! Il Civili vanta una clientela molto variegati anziani, giovani e giovanissimi che, soprattutto il venerd? sera, si trovano per giocare a briscola e scopa. Questo bar ? folclore, e storia.. a partire dall'arredamento: vecchio bancone, tavoli in formica, vecchie sedie, gagliardetti di tutte le squadre possibili, foto ingiallite di personaggi famosi passati a bere un ponce, foto storiche, souvenir e ninnoli di ogni tipo.  
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Tuffi nel passato: Bagni Pancaldi

?@sergiocovelli  

Bagni Pancaldi

Aprirono nel 1846, lo stesso anno in cui apr? ?anche?lo stabilimento dello Scoglio della Regina - conosciuto anche come bagnetti Squarci - ?dove nel 1806, Maria Luisa Borbone aveva amato fare lunghi bagni?in una piccola piscina coperta solo da tendaggi, e solo un anno dopo gli attigui ?Bagni Palmieri (attuali Acquaviva). Ma era sulla spianata dei Cavalleggeri (attuale Terrazza Mascagni), che durante l'estate veniva eretto un padiglione in ferro, dove la famiglia granducale veniva a fare i bagni.
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La foto di oggi: Barriera Margherita

Foto Igers Livorno

 

Barriera Margherita ? una barriera che originariamente delimitava l’area soggetta a dazio comunale di Livorno. Nel 1834 il granduca Leopoldo II di Toscana decret? l’ampliamento dell’area del porto franco di Livorno. Tramontata questa idea (1868), le Mura Leopoldine restarono a delimitare la zona soggetta dazio comunale, ma, a causa dell’espansione della citt?, la cinta fu ampliata verso sud con l’edificazione della nuova Barriera Roma (oggi scomparsa).

La Barriera Margherita fu costruita intorno al 1890 tuttavia, nel 1912 il confine della cinta daziaria fu spostato lungo la ferrovia Livorno-Roma e, tra il 1915 ed il 1920, le mura furono in gran parte demolite per lasciar spazio ad ampi viali di circonvallazione. Pertanto, il fabbricato orientale di Barriera Margherita fu destinato ad ospitare il capolinea della ferrovia Pisa-Tirrenia-Livorno (1935), funzione che mantenne fino al 1960, quando la linea fu chiusa.

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Tuffi nel passato: ancora uno scatto di Henri Cartier-Bresson a Livorno

 

Un’altro scatto realizzato da Henri Cartier-Bresson nel suo passaggio in citt? nell’estate del 1933.

Solo un anno prima comprava la sua prima macchina fotografica, una Leica 35mm con una lente 50,?che l’accompagner? per molti anni e con la quale scatter? molte delle sue fotografie in molti angoli del pianeta.

“Fotografare ? trattenere il respiro quando le nostre facolt? convergono per captare la realt? fugace; a questo punto l’immagine catturata diviene una grande gioia fisica e intellettuale. Fotografare ? riconoscere nello stesso istante e in una frazione di secondo un evento e il rigoroso assetto delle forme percepite con lo sguardo che esprimono e significano tale evento. ? porre sulla stessa linea di mira la mente, gli occhi e il cuore. ? un modo di vivere.”

E poi: ?”La mia Leica mi ha detto che la vita ? immediata e folgorante.”

(da?Henri Cartier-Bresson, Contrasto, 2004)

 

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Tuffi nel passato con la foto di Henri Cartier-Bresson scattata a Livorno

 

Henri Cartier-Bresson?detto anche “occhio del secolo”, ?? stato un?fotografo leggendario e? pioniere del foto-giornalismo. Nacque in una cittadina dal nome curioso Chanteloup – en – Brie un giorno d’agosto del 1908, e da l? part? con la sua leica per raccontare il mondo. Questa la foto che scatt? nel suo passaggio a Livorno, presumibilmente ?nel 1933.

?In realt? la fotografia di per s? non mi interessa proprio – dichiarava Henri – l’unica cosa che voglio ? fissare una frazione di secondo di realt

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Tuffi nel passato

Uno scorcio del mercato Centrale di Livorno. 1915.