Mentre si gioca con le istituzioni in modo indecente, in un modo unico in Italia, non avendo nemmeno il senso del ridicolo, la città assiste ad altri scenari incredibili. Quelli per cui il poco lavoro che c’è diventa oggetto di dispute e conflitti – vedi porta a mare e concordia, ed ora crociere e portuali – che rischiano di far perdere le rare nuove occasioni che si presentano, o almeno di creare serie difficoltà.
Certo si può dare la colpa a Monti o ad Obama, ed occuparsi del sesso degli angeli, delle maggioranze metafisiche con indennità e degli strapuntini prossimi venturi e di quelli da conservare tenacemente, utili magari per qualche articoletto in più, ma la realtà è quella di una città spettatrice di teatrini indecenti e di vuoti assordanti sulle cose che contano davvero
La Concordia ed il dopo Rossignolo, Porta a Mare e gli spazi per le Crociere, la sanità in attesa di un Consiglio tematico preparato nemmeno fosse un conclave , ma ancora senza date e senza documenti, i conti di SPIL e di AAMPS possono aspettare, in attesa che si porti fino alle estreme conseguenze l’indecente scaricabarile per uno strapuntino in Consiglio Comunale. Non si possono lasciare marcire le istituzioni dietro le bizze di questo e le furbizie di quell’altro, lo diciamo ormai da tempo e non si può fare quattro passi per strada, che persone che meno immagini ti fermano per raccontarti la loro indignazione.
Non possiamo fare i finti tonti, quale che sia la parte da cui si legge il quadro desolante delle nostre istituzioni, e fare finta di niente lasciando, sereni e festanti, che ciascuno difenda l’attuale e trovi il suo strapuntino futuro sulla pelle di una città e dei tanti giovani che aspettano un posto di lavoro. Livorno non può non capire cosa sta succedendo e chiamare tutti alle proprie responsabilità, pretendere che facciano ciò che devono fino in fondo , senza scuse buone per i creduloni di turno.