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SCADENZA TARI PIOMBINO, MONICA CAVALLINI (CGIL): “INACCETTABILE CHE L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE NON SI SIA CONFRONTATA CON NOI”

In questi giorni stanno arrivando ai cittadini di Piombino gli avvisi di pagamento della Tari in cui si ricorda che la tassa dev’essere saldata in un’unica soluzione entro il 16 novembre. La decisione dell’amministrazione comunale di non prevedere la possibilità della rateizzazione è inaccettabile e poco rispettosa nei confronti di un territorio già duramente colpito da una pesante crisi occupazionale. Senza contare che a causa della pandemia le condizioni economico-sociali della maggior parte delle famiglie si sono ulteriormente aggravate.

Riteniamo inoltre inaccettabile che l’amministrazione comunale di Piombino non si sia confrontata con la Cgil su una questione così importante come la Tari. Le modalità stabilite per il pagamento della tassa dei rifiuti e il termine fissato per la sua scadenza costituiscono infatti un aspetto rilevante per un tessuto sociale che sta attraversando un momento molto difficile.

Da parte dell’amministrazione comunale è mancata la volontà di un confronto preventivo con il sindacato su una questione che determina un forte impatto sociale: questo non può essere accettato. Come Cgil pretendiamo dunque da parte del Comune innanzitutto il rispetto delle corrette relazioni sindacali. Sulla questione Tari l’amministrazione comunale deve fare marcia indietro e rivedere i termini indicati per la scadenza e le modalità di pagamento. Ai cittadini – così come è stato stabilito in altri Comuni – dev’esser data la possibilità di rateizzare il pagamento e di far comunque slittare il termine ultimo della sua scadenza al 31 dicembre. Tutto questo ovviamente senza prevedere interessi o sanzioni. Al Comune inoltriamo quindi nuovamente l’invito per l’apertura di un confronto: le modalità di pagamento della Tari devono essere riviste.

Monica Cavallini,

vicesegretaria generale Cgil provincia di Livorno

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SCUOLA, PRECARIATO, AMMORTIZZATORI SOCIALI, RIFORMA DEL FISCO: FABRIZIO ZANNOTTI E MONICA CAVALLINI A GRANDUCATO TV

Scuola, precariato, servizi educativi del Comune di Livorno, ammortizzatori sociali, politiche attive, riforma del fisco e della previdenza: questo e molto altro al centro della trasmissione “Cgil sempre dalla tua parte” andata in onda stasera su Granducato Tv. Ospiti in studio Fabrizio Zannotti (segretario generale Cgil provincia di Livorno) e Monica Cavallini (vicesegretaria generale Cgil provincia di Livorno). La trasmissione è stata condotta dal giornalista Piero Giorgetti.

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VENERDÌ 25 SETTEMBRE, ORE 20: A GRANDUCATO TV FABRIZIO ZANNOTTI E MONICA CAVALLINI

➡️ Venerdì 25 settembre alle ore 20 su Granducato tv torna la trasmissione “Cgil sempre dalla tua parte”. Ospiti in studio Fabrizio Zannotti (segretario generale Cgil provincia di Livorno) e Monica Cavallini (vicesegretaria generale Cgil provincia di Livorno). La trasmissione sarà come sempre condotta da Piero Giorgetti.

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LIVORNO, SERVIZI EDUCATIVI DEL COMUNE: IL PRESIDIO DELLE LAVORATRICI SOMMINISTRATE E LE DICHIARAZIONI DI FILIPPO BELLANDI (VIDEO)

Stamani davanti a Palazzo civico si è svolto il presidio delle lavoratrici somministrate dei servizi educativi del Comune di Livorno. Nel video le dichiarazioni di Filippo Bellandi, segretario generale Nidil-Cgil provincia di Livorno.

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SERVIZI EDUCATIVI DEL COMUNE, BELLANDI (NIDIL-CGIL): “LE LAVORATRICI SOMMINISTRATE CHIEDONO GARANZIE”. GIOVEDI’ 24 SETTEMBRE PRESIDIO DAVANTI A PALAZZO CIVICO

Le lavoratrici somministrate dei servizi educativi del Comune di Livorno chiedono garanzie sul proprio futuro e per questo motivo effettueranno un presidio davanti a Palazzo civico. L’iniziativa, sostenuta con forza dal Nidil-Cgil, si terrà giovedì 24 settembre dalle 8 alle 10 .

Una storia che dev’esser raccontata

A marzo le scuole dell’infanzia sono costrette a chiudere a causa del lockdown. Il Comune non tarda un solo giorno a comunicare a Randstad – agenzia di somministrazione a cui si è rivolta per il reperimento di queste professionalità – che il personale somministrato non serve più e che quindi non saranno riconosciute le fatture relative a periodi successivi al 6 marzo. Un vero e proprio schiaffo nei confronti di queste 43 lavoratrici da anni impiegate nelle scuole del Comune. Per le educatrici si aprono dunque le porte della cosiddetta “Tis in deroga”, una sorta di cassa integrazione che comporta una retribuzione pari al 55% della busta paga. Tutto ciò per circa un mese, ossia fino alla prefissata scadenza del contratto a termine: a partire dall’8 aprile queste lavoratrici diventano infatti ufficialmente disoccupate.

Ad aprile parte però la didattica a distanza e il Nidil-Cgil chiede al Comune che anche le lavoratrici somministrate siano coinvolte: l’amministrazione comunale però risponde che ciò non è possibile, che le rette scolastiche sono state sospese e dunque che il pagare anche il personale somministrato avrebbe rappresentato un costo in più. Il Comune decide insomma di fare a meno delle lavoratrici somministrate.

A maggio si accende il contenzioso economico tra Comune e Randstad relativamente ai costi sostenuti dall’agenzia durante il periodo di ammortizzatore sociale: il Comune non ritiene di doverli riconoscere e tra le parti inizia la schermaglia legale.

A settembre riaprono i nidi e le materne del Comune. Le esigenze di personale, anche in conseguenza dei protocolli sanitari, risultano aumentate. L’amministrazione comunale chiede perciò a Randstad di mettere a disposizione ben 65 educatrici, ossia un numero che rappresenta oltre la metà del personale educativo complessivamente utilizzato dal Comune nei propri servizi educativi. Alla luce di come si è concluso lo scorso anno scolastico, il Nidil-Cgil chiede solide garanzie per le lavoratrici somministrate: contratti da settembre a giugno e inclusione nei progetti di didattica a distanza nel malaugurato caso di un nuovo lockdown o della chiusura di un plesso scolastico. Il Comune non si oppone a contratti da settembre a giugno ma Randstad fa presente che in caso di sospensione della didattica in presenza dovrebbe farsi carico degli stessi costi già sostenuti e non riconosciuti dal Comune a marzo. Il Comune si oppone invece al coinvolgimento di queste lavoratrici in eventuali progetti di didattica a distanza.

Ad oggi il contenzioso tra Comune e Randstad prosegue. A farne le spese sono ancora una volta queste lavoratrici che, dopo 13 anni di servizio presso i servizi educativi del Comune, si vedono costrette a firmare contratti che scadono il prossimo 30 settembre: pronte così, ancora una volta, a ritrovarsi disoccupate se ci fosse un problema di chiusura dei servizi. Tutto ciò è inaccettabile. L’auspicio del Nidil-Cgil è che l’amministrazione comunale attivi finalmente un nuovo concorso per il profilo 0 – 3 anni per favorire un’occupazione stabile e di qualità.

Quella delle lavoratrici in somministrazione dei servizi educativi del Comune – il Nidil-Cgil ne è consapevole – è una storia che nasce tanti anni fa. Una vicenda che nasce con il sindaco Alessandro Cosimi e prosegue con i suoi successori Filippo Nogarin e Luca Salvetti. Al Nidil-Cgil non interessa addossare responsabilità a questa o quella giunta: al Nidil-Cgil stanno invece a cuore i destini di queste lavoratrici che da anni, seppur dipendenti di un’agenzia di somministrazione, lavorano dentro le scuole del Comune, garantendo un servizio di qualità per i bambini e le famiglie livornesi.

A queste lavoratrici si deve rispetto per il lavoro che hanno svolto in questi anni e per la professionalità che hanno dimostrato anche nel corso di questo anno nefasto. Purtroppo stiamo invece assistendo a uno svilimento della loro professionalità e a una scarsa dimostrazione di sensibilità in relazione alle difficoltà economiche che si stanno creando. Auspichiamo dunque soluzioni concrete per poter finalmente risolvere questa problematica.

Le lavoratrici somministrate chiedono solo di continuare a lavorare con la certezza che almeno fino alla fine dell’anno scolastico potranno contare su un reddito, indipendentemente dall’andamento dell’epidemia. L’amministrazione e tutte le forze politiche che la sostengono mettano in campo soluzioni concrete e percorribili, perché è inaccettabile che proprio nell’anno della pandemia si lascino indietro i lavoratori precari, ossia quelli più deboli.

Filippo Bellandi,

segretario generale Nidil-Cgil provincia di Livorno

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“TEATRO GOLDONI DI LIVORNO, LE POLEMICHE NON RISOLVONO I PROBLEMI”. L’INTERVENTO DI SLC-CGIL, USB E RSU DI PALCO

Mentre in città tiene banco la polemica sulle nomine dei direttori del Goldoni, la situazione del teatro e del settore dello spettacolo è appesa ad un filo e quel filo si chiama Covid. Perché anche se qualcuno non se ne è accorto, il settore dello spettacolo (insieme a quello del turismo) è uno di quelli a maggior rischio di tenuta lavorativa come tutti quei settori dove la precarietà e la stagionalità la fanno da padrone.

Non fa differenza il teatro Goldoni il cui comparto tecnico è totalmente precario con contratti stagionali ed a chiamata. Ad agosto i sindacati ed i rappresentanti del comparto tecnico hanno incontrato l’amministrazione per avere garanzie contrattuali ma, oltre alla espressa volontà del sindaco di tutelare il lavoro, non si è potuto andare oltre proprio perché la questione doveva essere affrontata dal nuovo direttore amministrativo. Ci eravamo dati appuntamento al 7 settembre ma la data è saltata perché i direttori non erano ancora in carica (era il giorno delle selezioni). Oggi siamo sempre qui ad aspettare e ad assistere alle polemiche ma i direttori ci sono e non ci sono ed il tempo passa. A noi interessa che la situazione si sblocchi al più presto, attendiamo di conoscere quali soluzioni e quali idee porteranno i nuovi direttori e su quello giudicheremo e interverremo. Anche perché il Covid ha mostrato a tutti come la precarietà sia una malattia da debellare al più presto.

USB LIVORNO

SLC-CGIL LIVORNO

RSU DI PALCO GOLDONI

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da: CGIL

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ELEZIONI REGIONALI, FABRIZIO ZANNOTTI: “VAI A VOTARE, NEI VALORI DELL’ANTIFASCISMO, IL TUO VOTO PER UNO SVILUPPO DI QUALITA’ DELLA TOSCANA”

VAI A VOTARE. PER IL LAVORO PIU’ UNITI E FORTI
▶️ “Elezioni regionali settembre 2020. Nei valori dell’antifascismo, il tuo voto per uno sviluppo di qualità della Toscana”.
Fabrizio Zannotti, segretario generale Cgil provincia di Livorno

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da: LiberaLivorno

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150° DELLA BRECCIA DI PORTA PIA – INIZIATIVA A LIVORNO

Il 150° anniversario della Breccia di Porta coincide, quest'anno, con il Capodanno Ebraico e costituisce il 150° anniversario dell'abrogazione del ghetto di Roma nel quale, per secoli,gli ebrei erano stati chiusi.

A questo link una riflessione al riguardo :

https://moked.it/blog/2020/09/16/la-breccia-da-ricordare/?fbclid=IwAR1I83usgr-kDKzF65nmW5NbOckdOLzX8q5Qm8mzEkmdZ4Mkf3l4GOlqG1c


La celebrazione livornese dell'anniversario, come ormai da tradizione, avrà luogo in piazza XX Settembre ( locandina allegata).


Nel rispetto delle normative anti Covid, l'invito è aperto a tutti gli interessati.

17 settembre 2020

da: CGIL

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PRESENTAZIONE DEL PIANO INDUSTRIALE JSW, FIM FIOM E UILM ALL’ATTACCO: “SOLO PROPAGANDA: URGENTE UN INCONTRO AL MINISTERO”

Terminate le varie assemblee con i lavoratori Jsw, Piombino Logistics e Gsi che avevamo annunciato come Fim-Fiom-Uilm per illustrare il Piano Industriale Jsw. In realtà, dopo il confronto con i lavoratori, siamo sempre più convinti di non aver partecipato alla tanto attesa presentazione del Piano Industriale ma è apparso esclusivamente un evento di natura propagandistica.

Abbiamo assistito solo alla presentazione di alcune slide neppure visibili, tanto che come Fim-Fiom-Uilm le abbiamo richieste sotto forma cartacea, e successivamente ci sono state confermate delle idee, linee guida ed intese non vincolanti con vari gruppi industriali che erano ormai già pubbliche.

La sensazione è che per fini elettorali si sia voluto anticipare questa presentazione e questi annunci ma che sia l’Azienda che il Governo non fossero ancora adeguatamente preparati. Basta pensare che solo questo venerdì si dovrebbe concludere l’intesa che permetterebbe ad Invitalia ad entrare nel capitale sociale con 30 milioni. Un’entrata che come Fim-Fiom-Uilm giudichiamo, se sarà confermata, come la vera notizia positiva dell’evento di ieri insieme all’anticipazione, anche questa da capire meglio, che nel Decreto Semplificazioni dovrebbero avere garantito una percentuale significativa di produzione pluriennale di rotaie per Rfi.

Riteniamo che le dichiarazioni fatte da Carrai, in merito ai numeri occupazionali nell’ambito siderurgico, siano non solo inaccettabili, ma completamente al di fuori della realtà. L’annuncio che apprezziamo di voler salvaguardare tutta l’occupazione per tutta la durata del Piano, che arriva al 2025, non può comunque lasciarci tranquilli. Occorrono le garanzie di copertura di ammortizzatori sociali per una durata così lunga ed occorre iniziare a valutare con il Governo e con l’Azienda in che modo poter integrare tale ammortizzatori a migliaia di lavoratori che sono stati penalizzati dal mancato rispetto degli impegni firmati con la garanzia delle Istituzioni. Quei lavoratori e quelle famiglie, che hanno in questi anni dato fondo a tutte le loro esigue risorse, compreso il proprio Tfr, non sopporterebbero ulteriori 5 anni di ammortizzatori.

Occorre un piano che rilanci finalmente il Lavoro e non fatto ancora solo di sussidi economici. Per discutere davvero di un Piano Industriale quindi occorre un incontro urgente con il Ministero dello sviluppo economico e fin da subito ci attiviamo per richiedere tale riunione in cui tutti i dubbi e perplessità emerse dai lavoratori nelle assemblee, dovranno trovare opportune risposte.

FIM-FIOM-UILM

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JSW STEEL PIOMBINO, ROMAGNANI (FIOM): “LA SIDERURGIA NON PUO’ ESSERE LA CENERENTOLA DEL PIANO INDUSTRIALE”

Di seguito la dichiarazione del segretario generale Fiom provincia di Livorno David Romagnani contenuta all’interno dell’articolo in pagina oggi sul Telegrafo: «La presentazione del piano è stata al di sotto delle aspettative per il livello di informazioni e per la sostanza dell’informazione. La siderurgia rischia di perdere la sua centralità nell’ambito dello stabilimento e attività Jsw Steel. Su 1870 dipendenti il valore della siderurgia rischia di diventare minoritaria. Abbiamo chiesto incontri per capire i dettagli. Il supporto dello Stato è importante e lo salutiamo con favore, però sui numeri dobbiamo ancora capire, la siderurgia non può essere la cenerentola del piano industriale, lo scenario è complicato, ci sono ancora anni di attesa dopo 10 anni di crisi».

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