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RSA AUTOLINEE TOSCANE: “NEI CONFRONTI DEGLI AUTISTI SEMPRE PIU’ FREQUENTI AGGRESSIONI VERBALI E FISICHE”

Le scriventi RSA di Autolinee Toscane sono a denunciare i sempre più frequenti atti di malcostume, aggressioni verbali e fisiche che gli Operatori di Esercizio devono subire durante lo svolgimento del proprio lavoro. Gia durante il periodo invernale erano state individuate e segnalate corse specifiche, sulle quali gruppi di giovani utenti tenevano comportamenti inqualificabili.
Negli ultimi mesi ci sono state frequenti segnalazioni sulle linee 102 (da Cecina per Livorno) e 104 (da Livorno per Collesalvetti) del tardo pomeriggio, in cui, gruppi di giovanissimi di ritorno dal mare, tengono comportamenti inaccettabili e che rendono di fatto impossibile per gli autisti lavorare in sicurezza. Per questo motivo, oltre ad aver segnalato le problematiche ai responsabili aziendali, siamo a richiedere controlli mirati da parte delle forze dell’ordine, per evitare che bus e capolinea diventino terra di nessuno, dove tutto è permesso.

Le RSA di Autolinee Toscane

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APPALTO BERTANI, SALTA IN EXTREMIS L’INTESA CON SINTRA. GUCCIARDO (FILT-CGIL): “BEFFA INACCETTABILE: I 25 LAVORATORI SIANO INTERNALIZZATI”

I 25 ex dipendenti della MT Logistica non saranno purtroppo riassunti da Sintra. L’intesa tra la committente Bertani Autotrasporti e l’azienda che avrebbe dovuto rilevare l’appalto (movimentazione auto) gestito fino allo scorso dicembre dalla MT Logistica è infatti saltata in extremis. Per i 25 lavoratori ex MT Logistica (in Naspi dallo scorso dicembre) si tratta di una vera e propria beffa. Sintra avrebbe infatti dovuto iniziare ad essere operativa presso i piazzali di via Firenze a partire dal prossimo 1 settembre.

La trattativa tra Bertani Autotrasporti e Sintra era in stato avanzato: a quanto ci risulta mancava solo la firma. Nei prossimi giorni avremmo dovuto siglare un accordo quadro con Sintra per la riassunzione degli ex dipendenti MT Logistica. Ieri è arrivata invece la doccia fredda: l’appaltatore ci ha infatti comunicato che non sussistono le condizioni per chiudere l’intesa con il committente. Secondo Sintra ci sarebbero infatti ancora troppe incongnite sulla sostenibilità dell’appalto. A peggiorare la situazione – sempre secondo l’azienda – ci sarebbe anche la pesante crisi del settore automotive. Il timore dei lavoratori però è che Bertani Autotrasporti non si sia impegnata fino in fondo per cercare di arrivare all’intesa e che si sia solo trattato di una strategia per placare proteste e polemiche.

La situazione adesso è tornata drammatica. Ai 25 ex dipendenti della MT Logistica la Naspi scadrà infatti a fine anno: il rischio concreto è che essi a fine 2022 si possano ritrovare senza reddito. Della delicatezza della questione abbiamo già informato anche il Prefetto. I lavoratori sono sempre più intenzionati a ricorrere alle aule giudiziarie per far valere i propri diritti nei confronti del committente.

Come Filt-Cgil ci appelliamo ancora una volta a Bertani Autotrasporti affinchè dimostri il proprio senso di responsabilità nei confronti del territorio e di chi ormai da molti anni lavora in appalto sui piazzali di via Firenze: i 25 ex dipendenti Mt Logistica devono essere internalizzati.

Giuseppe Gucciardo

segretario generale Filt-Cgil provincia di Livorno

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TERMOVALORIZZATORE AAMPS, GOLINO (FP-CGIL): “LA CLASSE OPERAIA NON ABBIA PAURA DI GOVERNARE LA COMPLESSITA’”

Noi lavoratori, nel nostro costante rivendicare migliori condizioni di lavoro o per difenderci da chi le vuole peggiorare, abbiamo molteplici difficoltà, tra queste la mancanza di informazione e una conoscenza limitata del contesto generale, sono tra le più ardue da superare e per questo tra le maggiori responsabili di sconfitte dei lavoratori.
 
Nella mia modesta esperienza di sindacalista, ho constatato che l’intelligenza dei lavoratori non è seconda a quella del “padrone”, e se messi a conoscenza delle stesse informazioni in mano al datore di lavoro, i lavoratori hanno più forza nella lotta e hanno più strumenti per conquistare salario e diritti.
 
Il ciclo integrato dei rifiuti, come tutti gli spazi lavorativi, è complesso, e per fare sindacato per questi lavoratori bisogna studiare, comprendere in profondità il lavoro che viene svolto e ogni aspetto del contesto industriale in cui è inserito, compresi gli effetti sull’ambiente.
 
Se non si fa questo si è costretti ad utilizzare, come in questo comunicato, vuoti slogan, e frasi ad effetto prive di contenuto, che ovviamente lasciano i lavoratori nell’ignoranza.
 
In questo comunicato di Le Radici del Sindacato (Democrazia e Lavoro Livorno), non c’è un dato sull’impatto ambientale del termovalorizzatore di Livorno, non c’è un’analisi del contesto industriale, di quali sono le alternative alla chiusura del ciclo dei rifiuti, se sono più o meno inquinanti dell’impianto pubblico del Picchianti, delle conseguenze sulla TARI che pagano i livornesi, e non dice nulla dei lavoratori, ma probabilmente i lavoratori sono una fissazione dei “romantici” del sindacato (io sicuramente lo sono).
 
Come detto innumerevoli volte, evidentemente non abbastanza bene, il TVR di Livorno è un’eccellenza italiana per le sue emissioni, tutte amplissisimamente sotto i limiti di Legge, e tutte dentro i valori indicati dalle BAT (best available technologies) , con misurazione dei dati 24 ore al giorno e 7 giorni su sette, e ancora di più, le centraline ARPAT di misurazione della qualità dell’aria certificano che nelle vicinanze del Picchianti l’aria è migliore di altre zone della città, e chi parla di tumori legati al TVR dovrebbe rivolgersi immediatamente alla magistratura e non abbandonarsi a slogan che procurano falsi allarmi fra la popolazione.
 
Ad oggi esiste una sola alternativa alla termovalorizzazione: la discarica, che è più inquinante perché maggiore produttrice di gas climalteranti, con l’aggravante che questo maggiore inquinamento comporterà anche un aggravio dei costi per i cittadini. Le cifre fatte circolare per convincere la città della necessità di chiudere l’impianto sono riferite ad un contesto passato e irripetibile.
 
Le future alternative al TVR saranno pronte non prima del 2026/2028, ecco perché come FPCGIL Livorno stiamo chiedendo di allungare la vita dell’impianto sino a questa data, perché così si difende l’ambiente, la città e i lavoratori (spero di non esagerare col romanticismo). Ovviamente, ripeto, siamo a disposizione per un confronto dettagliato su emissioni, impatto ambientale, costi dell’impianto e delle alternative, livelli occupazionali.
 
Infine, una domanda, chi scrive questo comunicato lo fa da sindacalista o no? Come può un sindacato dire che non si può cambiare un impegno elettorale? Io lo trovo un errore gravissimo!
Se Giorgia Meloni vincesse le prossime elezioni, la CGIL dovrebbe silenziarsi perché il voto ha sancito che Fratelli d’Italia deve governare per 5 anni e tutti zitti? Anche durante i Governi Berlusconi, cosa doveva fare la CGIL? Acconsentire a leggi sbagliate promulgate dalla maggioranza parlamentare?
Allo stesso modo, penso che il programma del PD di Livorno fosse sbagliato sul termovalorizzatore, e da sindacalisti, in FPCGIL Livorno stiamo lottando contro una scelta sbagliata e dannosa per l’ambiente, la città e i lavoratori (lo so sto esagerando col citare i lavoratori, ma questa è l’ultima volta).
 
Inutile dire che questo comunicato invece arreca gravissimo danno e disorientamento fra i lavoratori (ci sono ricascato, è più forte di me, scusate…) e a tutta Livorno, e prima esprimere certe posizioni sarebbe meglio studiare e confrontarsi, la categoria è a vostra disposizione.
 
Giovanni Golino
segretario generale Fp-Cgil provincia di Livorno

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“LA CONTINUITÀ DEL TERMOVALORIZZATORE È ASSOLUTAMENTE NECESSARIA PER IL BENE DI LIVORNO”. IL COMUNICATO CONGIUNTO DI FP-CGIL, FIT-CISL, UILTRASPORTI E FIADEL

COMUNICATO STAMPA FP-CGIL, FIT-CISL, UILTRASPORTI E FIADEL

La continuità del termovalorizzatore è assolutamente necessaria per il bene della città, i dati da analizzare sono quelli dei prossimi 5 anni, diciamo la verità ai livornesi, rischiano di rimetterci milioni di euro ogni anno

I numeri circolati in questi giorni sono totalmente inutili per decidere se il termovalorizzatore di Livorno deve proseguire la sua attività oppure spegnersi nel 2023. Diciamo la verità ai livornesi, che hanno il diritto di essere informati pienamente e sinceramente, perché le informazioni parziali circolate ad oggi non consentono una conoscenza piena e autonoma ai cittadini, che così rimarrebbero in balia di decisioni prese alle loro spalle.

La verità è che gli alti costi del passato sono dovuti a questi fattori :

1) I bassi costi di conferimento rifiuti al Picchianti, da parte delle altre aziende di ATO Costa, sono colpa di chi non ha garantito il rispetto della norma che impone la termovalorizzazione prima del conferimento in discarica, per motivi ambientali prima che economici, perché la termovalorizzazione non consuma territorio, non inquina come una discarica e produce meno gas serra, chi non ha difeso l’ambiente e ha costretto A.Am.P.S. ad accettare prezzi in concorrenza con le discariche non ha fatto il suo lavoro e non ha difeso Livorno, chiudere il TVR sarebbe una seconda colpa gravissima solo utile a coprire le prime responsabilità;

2) Come raccontato in prima persona da Federico Castelnuovo, il concordato di A.Am.P.S. è stato pagato grazie al termovalorizzatore, che quindi i soldi li ha fatti entrare nelle tasche dell’azienda non certo perdere, e che per questo motivo è stato costretto a marciare continuamente senza fare la necessaria manutenzione ordinaria e programmata, con conseguenti guasti e affaticamento della macchina che hanno prodotto maggiori costi di manutenzione straordinaria;

3) La raccolta porta a porta è stata progettata male, e oggi è rimasta molto simile alla sua prima edizione, ed è stata accoppiata all’errore di chiudere un impianto di pre-selezione che ha il compito di selezionare i rifiuti in ingresso all’impianto. Questi due fattori hanno peggiorato la qualità dei rifiuti in ingresso al TVR e soprattutto senza il pre-selezionatore l’impianto è costretto a fermarsi durante l’ingresso di rifiuti errati e mentre vengono rimossi, per mantenere le emissioni perfette come sempre, bisogna sopperire la combustione con l’uso del gas metano.

Tutte queste difficoltà oggi, ci sono ancora? Risposta: NO!

1) Grazie all’ingresso in RetiAmbiente, tardivo a causa di errate scelte politiche del passato, oggi chi porta i rifiuti a Livorno non può prendere al collo A.Am.P.S. col ricatto dei costi praticati dalle discariche, ma deve pagare € 139,50 a tonnellata;

2) Finalmente con la nuova direzione aziendale la manutenzione ordinaria è tornata in programmazione e i costi di manutenzione straordinaria si sono drasticamente ridotti;

3) Il pre-selezionatore è tornato in funzione e la qualità del rifiuto in ingresso è migliorata.

Quindi? Il mondo descritto per giustificare la chiusura del TVR del Picchianti NON ESISTE PIU’!!!

Tutto qua? No l’analisi di chi vuole chiudere l’impianto contiene altri errori:

I costi che teoricamente dal 2026 dovremmo sostenere per le emissioni climalteranti sono false, per due motivi. Il primo è che se dovessimo portare i rifiuti in discarica, attraverso i TMB, comunque dovremmo pagarla perché ci verrebbe addebitata dagli impianti a cui conferiamo. Secondo, grazie all’emendamento 422 approvato dal Parlamento Europeo il 22 giugno 2022, i termovalorizzatori sono stati esclusi dagli impianti che dovranno pagare per le emissioni climalteranti, quindi i fantomatici € 4.000.000 non li dovremo pagare dal 2026 in poi, mentre li dovremo scaricare in TARI senza il TVR.

Facciamo i conti utili a fare una scelta consapevole per tutti i cittadini e le imprese di Livorno:

1) Senza il TVR i costi di conferimento dei nostri rifiuti indifferenziati, pari a 36.000 tonnellate all’anno dati certi, le riduzioni dei quantitativi sono mere speranze, dovranno salire da € 139,50 a circa € 180,00 a tonnellata, per un aggravio dei costi pari a circa € 1.500.000;

2) senza il TVR il conferimento in discarica attraverso i TMB inquinerà enormemente di più, e costerà di più, grazie all’acquisto che le discariche dovranno fare di quote di gas climalteranti, stimati in € 4.000.000 all’anno, a partire dal 2026;

3) la perdita milionaria dei ricavi da energia elettrica venduta al sistema, oggi il nostro impianto sta fatturando cifre veramente importanti, a luglio il fatturato supererà il MILIONE di euro in un solo mese, dopo i € 640.000, del mese di giugno, quindi potenzialmente si potrebbe incassare un totale annuo sopra i 10 MILIONI, a cui i livornesi dovrebbero rinunciare. È chiaro che tutti ci auguriamo che la guerra in Ucraina finisca il prima possibile, e che i costi energetici si riducano drasticamente, ma è ovvio che non torneranno mai quelli della pandemia da COVID-19, dove il mondo intero, compreso le fabbriche, si è fermato, e dispiace constatare che chi ha scritto quel documento ha invece utilizzato i costi energetici irripetibili della pandemia per giustificare una scelta assurda come la chiusura del termovalorizzatore.

Per il bene di Livorno il termovalorizzatore deve andare avanti! Si avvii immediatamente il rinnovo dell’AIA .

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INFORTUNIO ALLA PIAGGIO DI PONTEDERA, 1 ORA DI SCIOPERO ALLA MAGNA. RSU FIOM: “SALUTE E SICUREZZA PIU’ IMPORTANTI DELLA PRODUZIONE”

La rsu Fiom dello stabilimento di componentistica auto Magna di Guasticce ha proclamato per la giornata di oggi, mercoledì 27 luglio, 1 ora di sciopero per tutti i turni lavorativi. Un segnale di solidarietà a tutti i lavoratori e le lavoratrici dello stabilimento Piaggio di Pontedera presso cui stamani si è verificato un grave infortunio. La salute e la sicurezza dei lavoratori sono più importanti delle produzioni.

rsu Fiom Magna

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Anniversario della caduta del fascismo

Il 25 luglio si celebra l’avversario della caduta del fascismo: una delegazione della segreteria di federazione livornese di Rifondazione Comunista stamane era alla commemorazione cittadina ufficiale, presso il Monumento ai Perseguitati Politici, nel “Parco Antifascisti e Perseguitati dal fascismo” di Livorno.

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25 LUGLIO 2022, 79° ANNIVERSARIO DELLA CADUTA DEL FASCISMO

Il 25 luglio 1943 il Gran consiglio del fascismo sconfessa il duce.

 

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OSPEDALE DI LIVORNO, FP-CGIL e UIL-FP: “A RISCHIO OPERAZIONI E DEGENZE PER DIFFICOLTA’ ENERGETICHE, SUBITO IL NUOVO OSPEDALE. CASI COVID IN AUMENTO, SERVONO ASSUNZIONI: RISPOSTE CONCRETE O SCATTERA’ LA MOBILITAZIONE”

La dirigenza dell’ospedale di Livorno è stata costretta a chiedere l’intervento del Prefetto per garantire l’approvigionamento energetico ai reparti e alle sale operatorie: è un fatto di gravità assoluta e che non può passare nel lungo elenco dei problemi da risolvere del nosocomio livornese. Il campanello d’allarme che è suonato non può rimanere un eco superato dalla prossima emergenza, se non ci sono state gravi ripercussioni per l’abbassamento della tensione elettrica è merito del pronto intervento del personale Asl Toscana nordovest e dell’immediata risposta di istituzioni e Enel, che Fp-Cgil e Uil-Fp ringraziano.

Le parole dei responsabili tecnici e sanitari sono chiarissime, quanto accaduto potrebbe ripetersi, e alla base di queste difficoltà c’è la vetustà del presidio ospedaliero di viale Alfieri.

La costruzione del nuovo ospedale di Livorno non è più rinviabile, i livornesi, e tutto il territorio provinciale, hanno diritto alla salute e all’interno di un ospedale devono avere la certezza che riceveranno le necessarie cure e la garanzia della propria sicurezza. Si inizi urgentemente la costruzione del nuovo ospedale!

Parallelamente all’emergenza strutturale c’è anche l’emergenza pandemica: a oltre due anni dall’inizio della diffusione del Covid-19 le difficoltà del presidio ospedaliero di Livorno purtroppo non solo permangono, ma crescono. I contraccolpi negativi sul personale e sulla cittadinanza sono sempre più evidenti, soprattutto in questi giorni in cui stiamo assistendo ad una ulteriore impennata di casi di coronavirus.

I cittadini non riescono ad avere risposte in tempi utili alle loro esigenze e sempre più spesso sono costretti a rivolgersi al privato. Tutto ciò è dovuto alla carenza di personale infermieristico, tecnico sanitario ed OSS e un adeguato numero di medici in pianta organica.

Da più di due anni i lavoratori e le lavoratrici della sanità stanno combattendo in prima fila questa durissima battaglia per poter garantire alla comunità le prestazioni di cui i cittadini hanno bisogno.

Purtroppo sempre più personale si sta infettando e su questo stiamo conducendo degli approfondimenti per determinare eventuali responsabilità della direzione aziendale e/o della Regione.

La situazione sta diventando insostenibile, si rischia un’implosione. Non è certo sfruttando le prestazioni aggiuntive che si risolvono le criticità attuali: servono nuove assunzioni, e al più presto. I lavoratori sono stanchi, hanno fatto e stanno facendo il massimo, hanno i loro diritti, ferie, part time per accudire i figli ed altro, ed invece sempre più spesso questi vengono loro negati.

Riteniamo sia grave che in questi due anni la direzione aziendale non sia stata in grado di prevedere ed organizzare i servizi in relazione alla nuova ondata pandemica. Sono sempre a correre dietro all’emergenza. Sono abituati a pensare all’assistenza come a un costo, non valutando le ripercussioni che una risposta tardiva ha in primis sul soggetto e contestualmente sulla collettività. Sicuramente non è la soluzione migliore creare delle bolle Covid all’interno dei reparti: a nostro avviso serve infatti solo a risparmiare sul personale. Senza contare i lavoratori che devono continuamente entrare ed uscire dalle bolle rischiando di contagiarsi. Occorrerebbe invece investire in personale, anche in virtù dell’approssimarsi dell’autunno e del forte rischio di una impennata di accessi legati non solo al Covid ma a tutte quelle patologie che anche prima della pandemia vedevano interessate le nostre strutture ospedaliere, strutture che continuano a non essere supportate da una struttura territoriale in grado di decongestionare gli ingressi. Occorre assumere ed investire in personale per sanare le uscite di questi anni e per far fronte ai nuovi servizi previsti dalle recenti riforme nazionali.

Durante l’ultima confronto con le OO.SS. e la neo insediata rsu, a precisa domanda, la direzione aziendale ha confermato che di fronte ad aumentate richieste di sanità come lo smaltimento delle liste di attesa chirurgiche, liste di attesa ambulatoriali e riapertura degli hub vaccinali, non ci sarà nessun potenziamento di organico, il che significa richiesta di prestazioni aggiuntive al personale e dirottare parte delle prestazioni al privato.

Fino ad ora i servizi sono stati garantiti dalla professionalità ed abnegazione dei lavoratori che si sono sobbarcati, negli ultimi mesi, migliaia di ore di attività aggiuntiva per garantire i servizi all’utenza. Adesso basta! Siamo allo stremo! Per sopperire alla nuova ondata pandemica ed affrontare le nuove richieste di salute e di servizi aggiuntivi occorre assumere immediatamente personale dalle graduatorie pubbliche. Una scelta diversa comporterà la riduzione dell’assistenza pubblica e un crescente ingresso del privato. Se è questo che la Regione vuole, lo dica apertamente

Fino ad oggi l’Azienda sanitaria ha fornito poche risposte al territorio. Siamo stufi: i cittadini e i lavoratori sono stanchi delle solite promesse, adesso si meritano i fatti.

E’ arrivato il momento di cambiare rotta. Noi non siamo più disposti ad aspettare. In mancanza di risposte concrete, ci mobiliteremo in tutti i modi possibili per provare a cambiare il sistema, ossia per garantire il mantenimento del Sistema sanitario pubblico e condizioni di lavoro piu accettabili che rispettino ritmi e carichi di lavoro.

La sanità pubblica non si paga sulle spalle degli operatori.

Simone Assirelli e Andrea Rizzini (Fp-Cgil)

Emilio Chierchia (Uil-Fp)

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PRONTO SOCCORSO, TERRENI (SPI-CGIL): “CALDO RECORD, ALLESTIRE UNA CORSIA PREFERENZIALE PER ANZIANI E DISABILI”

Considerato l’elevato numero di anziani e le alte temperature che si stanno registrando in queste settimane, proponiamo di istituire all’interno del pronto soccorso ospedaliero di Livorno un percorso d’intervento riservato alla terza età, alla quarta età e alle persone disabili. Una “Corsia argento”, ossia una corsia preferenziale di accesso al pronto soccorso per favorire in tempi rapidi la visita delle persone più deboli, di questi tempi sempre più in difficoltà a causa del caldo record. L’auspicio è che l’Asl valuti attentamente la nostra proposta e si renda disponibile per l’avvio di un confronto.

Roberto Terreni

delegato di comunità Spi-Cgil quartieri nord di Livorno

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Rifondazione Comunista per una coalizione e per un governo popolare per la pace, per la giustizia sociale e ambientale.

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Non c’è da spargere una sola lacrima sulle dimissioni di Draghi la cui agenda si è dimostrata impermeabile ai bisogni della maggioranza del paese e delle classi popolari e pericolosa prosecuzione dell’attacco ai diritti che va avanti da anni. Il governo Draghi e le modalità con cui è avvenuta la sua caduta testimoniano ancora una volta il fallimento di una classe dirigente neoliberista autoreferenziale che ha portato il paese in guerra, lo ha impoverito e reso più ingiusto.Per l’ennesima volta il Partito Democratico apre un’autostrada all’affermazione di una destra con cui ha condiviso e condivide tutte le scelte strategiche.
Consideriamo grave sul piano democratico la decisione di Mattarella di convocare le elezioni per una data così ravvicinata come il 25 settembre, non solo per la palese discriminazione per le liste che dovranno raccogliere le firme mentre i partiti presenti in parlamento si sono esentati per legge ma anche per l’impossibilità di svolgere una campagna elettorale partecipata.
Vogliono che le elezioni siano una competizione truccata tra i partiti guerrafondai e antipopolari. Noi lavoreremo per guastare la festa al partito unico della guerra, della precarizzazione del lavoro, delle privatizzazioni, della devastazione ambientale. Rifondazione Comunista lavorerà per evitare che il confronto politico-elettorale sia ridotto alla competizione tra partiti e schieramenti che portano avanti la guerra della NATO e le politiche neoliberiste.
Poniamo apertamente alle formazioni che si dicono di sinistra e ambientaliste e si sono dichiarate all’opposizione del governo Draghi con quale credibilità ripropongano logiche di alleanza con un Partito Democratico che si presenta come il più coerente sostenitore dell’agenda Draghi. Lo stesso tema riguarda il Movimento 5 Stelle che si trova a un bivio dopo una legislatura che ha deluso le speranze di cambiamento e rottura che aveva rappresentato per milioni di persone.
Rifondazione Comunista mette a disposizione tutte le sue energie militanti per rendere possibile la costruzione di una coalizione di alternativa contro la guerra per un governo popolare con un programma sociale e ecologico, per la democrazia e l’attuazione della Costituzione.Rifondazione ritiene fondamentale per le classi popolari di questo Paese proseguire col progetto Verso l’Unione Popolare avviato il 9 luglio con Luigi De Magistris, le parlamentari di Manifesta e Pap e aprirlo al dialogo con tutte le forze alternative al sistema delle due destre: quella postfascista e quella draghiana.
La precipitazione elettorale richiede uno slancio e uno sforzo straordinari di partecipazione politica e programmatica e di impegno a partire dalla raccolta delle firme. Lavoriamo con determinazione per la presentazione della lista di Unione Popolare e anche alla determinazione di possibili allargamenti di uno schieramento antifascista e antidraghiano sapendo che la costruzione di una nuova soggettività unitaria e plurale richiede tempi più lunghi.
Riteniamo indispensabile che l’Unione Popolare chiami a raccolta tutte le energie e le intelligenze disponibili per un progetto che risponda ai bisogni delle classi popolari e lavoratrici e che si proietti oltre il passaggio elettorale.La direzione nazionale, data la situazione determinata dallo scioglimento delle Camere, propone al CPN il rinvio della Conferenza nazionale d’organizzazione al periodo successivo alle elezioni mentre le conferenze già convocate sui territori possono diventare utili momenti di discussione sulla fase politica preparatorie per una campagna elettorale straordinaria.
La Direzione nazionale dà mandato alla segreteria di concordare in tempi necessariamente ristrettissimi con altre soggettività interessate le modalità di presentazione e la proposta programmatica entro la convocazione del Cpn a fine mese.

Documento approvato all’unanimità dalla direzione nazionale del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea, 21 luglio 2022