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RIGASSIFICATORE DI PIOMBINO, ZANNOTTI E PAGNI: “3 QUESTIONI VINCOLANTI. SERVONO MAGGIORI GARANZIE”. IL DOCUMENTO INTEGRALE

Operatività del porto, rischio incidenti gravi dovuti ad aerei, danni all’ecosistema causati dallo sversamento di cloro: senza garanzie chiare su questi tre aspetti la Cgil provincia di Livorno e la Cgil provincia di Grosseto esprimeranno parere contrario alla realizzazione del rigassificatore di Piombino, indipendentemente da qualsiasi proposta relativa ad opere compensative. È quanto abbiamo scritto nel documento che abbiamo inviato oggi al commissario Eugenio Giani.

Nei giorni scorsi abbiamo incontrato Giani e Snam, ed abbiamo così potuto conoscere i dettagli ufficiali del progetto. Sulla base delle informazioni apprese abbiamo pertanto elaborato un documento di 5 pagine contenenti le nostre osservazioni.

Ci dispiace comunque constatare come la norma giustificata dallo stato emergenziale non abbia visto un ripensamento delle strategie energetiche nazionali e un deciso cambio di passo che veda l’adozione di tecnologie sostitutive e fonti rinnovabili, anche in presenza di raccomandazioni precise da parte del Consiglio dell’Unione Europea.

A quando si apprende per le manovre della metaniera in ingresso e in uscita dal porto servirebbero circa 4 ore mentre per il suo scarico tra le 24 e le 48 ore. Se cosi fosse si genererebbero danni incalcolabili per i cittadini elbani per quanto riguarda la continuità territoriale, danni all’istruzione (pendolarismo insegnanti) e alla sanità (pendolarismo del personale sanitario e autoambulanze). Senza contare i contraccolpi negativi sul turismo (traffico passeggeri) e sul lavoro dei pescherecci. Se tutto ciò fosse confermato la nostra organizzazione sindacale sarebbe pronta ad esprimere già da ora parere negativo al progetto. Se il blocco fosse invece solo per le operazioni di manovra occorrerebbe comunque capire bene interferenze, orari e procedure di ingresso e uscita dal porto durante tali manovre e le procedure di sicurezza previste.

Da considerare inoltre che l’impegno della banchina per circa 3 anni potrebbe causare problemi alla siderurgia: la banchina viene infatti utilizzata dalla Compagnia lavoratori portuali di Piombino e da Piombino Logistic per l’approvvigionamento delle materie prime necessarie all’acciaieria. Importante inoltre capire i contraccolpi sulle attività della Pim.

Dalla documentazione che ci ha fornito Snam non risulta inoltre una valutazione su ipotetici incidenti gravi causati da aerei o elicotteri. Una mancanza inaccettabile: riteniamo fondamentale allestire un piano di evacuazione. Un’esplosione con raggio di 1,5 km potrebbe infatti mandare in tilt la viabilità del porto, isolandolo così dalla città e lasciando i cittadini e i lavoratori a gestire da soli l’emergenza.

Importante anche trovare una soluzione per gli sversamenti di cloro: essi non sono infatti del tutto trascurabili e nel medio periodo potrebbero compromettere l’immagine dell’industria ittica di tutta l’area.

In tema di opere compensative, ribadiamo che esse non dovrebbero essere già tra quelle che erano state inserite all’interno dei precedenti accordi di programma: tali opere sono infatti già dovute al territorio. In aggiunta a quanto già previsto dalle intese del passato, abbiamo pertanto proposto a Giani una serie di opere in grado di sostenere il rilancio del territorio dal punto di vista ambientale, economico e occupazionale.

Fabrizio Zannotti

segretario generale CGIL provincia di Livorno

 

Monica Pagni

segretaria generale CGIL provincia di Grosseto

 

Leggi il documento integrale

 

 

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RIGASSIFICATORE DI PIOMBINO, ZANNOTTI E PAGNI: “3 QUESTIONI VINCOLANTI. SERVONO MAGGIORI GARANZIE”. IL DOCUMENTO INTEGRALE

Operatività del porto, rischio incidenti gravi dovuti ad aerei, danni all’ecosistema causati dallo sversamento di cloro: senza garanzie chiare su questi tre aspetti la Cgil provincia di Livorno e la Cgil provincia di Grosseto esprimeranno parere contrario alla realizzazione del rigassificatore di Piombino, indipendentemente da qualsiasi proposta relativa ad opere compensative. È quanto abbiamo scritto nel documento che abbiamo inviato oggi al commissario Eugenio Giani.

Nei giorni scorsi abbiamo incontrato Giani e Snam, ed abbiamo così potuto conoscere i dettagli ufficiali del progetto. Sulla base delle informazioni apprese abbiamo pertanto elaborato un documento di 5 pagine contenenti le nostre osservazioni.

Ci dispiace comunque constatare come la norma giustificata dallo stato emergenziale non abbia visto un ripensamento delle strategie energetiche nazionali e un deciso cambio di passo che veda l’adozione di tecnologie sostitutive e fonti rinnovabili, anche in presenza di raccomandazioni precise da parte del Consiglio dell’Unione Europea.

A quando si apprende per le manovre della metaniera in ingresso e in uscita dal porto servirebbero circa 4 ore mentre per il suo scarico tra le 24 e le 48 ore. Se cosi fosse si genererebbero danni incalcolabili per i cittadini elbani per quanto riguarda la continuità territoriale, danni all’istruzione (pendolarismo insegnanti) e alla sanità (pendolarismo del personale sanitario e autoambulanze). Senza contare i contraccolpi negativi sul turismo (traffico passeggeri) e sul lavoro dei pescherecci. Se tutto ciò fosse confermato la nostra organizzazione sindacale sarebbe pronta ad esprimere già da ora parere negativo al progetto. Se il blocco fosse invece solo per le operazioni di manovra occorrerebbe comunque capire bene interferenze, orari e procedure di ingresso e uscita dal porto durante tali manovre e le procedure di sicurezza previste.

Da considerare inoltre che l’impegno della banchina per circa 3 anni potrebbe causare problemi alla siderurgia: la banchina viene infatti utilizzata dalla Compagnia lavoratori portuali di Piombino e da Piombino Logistic per l’approvvigionamento delle materie prime necessarie all’acciaieria. Importante inoltre capire i contraccolpi sulle attività della Pim.

Dalla documentazione che ci ha fornito Snam non risulta inoltre una valutazione su ipotetici incidenti gravi causati da aerei o elicotteri. Una mancanza inaccettabile: riteniamo fondamentale allestire un piano di evacuazione. Un’esplosione con raggio di 1,5 km potrebbe infatti mandare in tilt la viabilità del porto, isolandolo così dalla città e lasciando i cittadini e i lavoratori a gestire da soli l’emergenza.

Importante anche trovare una soluzione per gli sversamenti di cloro: essi non sono infatti del tutto trascurabili e nel medio periodo potrebbero compromettere l’immagine dell’industria ittica di tutta l’area.

In tema di opere compensative, ribadiamo che esse non dovrebbero essere già tra quelle che erano state inserite all’interno dei precedenti accordi di programma: tali opere sono infatti già dovute al territorio. In aggiunta a quanto già previsto dalle intese del passato, abbiamo pertanto proposto a Giani una serie di opere in grado di sostenere il rilancio del territorio dal punto di vista ambientale, economico e occupazionale.

Fabrizio Zannotti

segretario generale CGIL provincia di Livorno

 

Monica Pagni

segretaria generale CGIL provincia di Grosseto

 

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SUDELETTRA, GLI EX DIPENDENTI HANNO OTTENUTO LE LORO SPETTANZE. LONZI (FIOM): “RINGRAZIO TUTTI COLORO CHE HANNO PARTECIPATO ALLA LOTTA”

Dopo mesi di lotta i 35 ex dipendenti della Sudelettra sono riusciti ad ottenere quanto spettava loro.

Lo scorso dicembre Sudelettra (azienda operante in appalto all’interno della raffineria Eni di Stagno) apprese che a partire dal gennaio 2022 l’appalto sarebbe stato gestito da un’altra ditta e così si era rifiutata di pagare ai lavoratori le mensilità di novembre e di dicembre.

A seguito di questo gesto di arroganza padronale scattò una risposta forte da parte dei dipendenti e della segreteria Fiom provinciale: iniziò infatti una vertenza con scioperi e presidi davanti alla raffineria coinvolgendo tutti i lavoratori e le lavoratrici degli appalti.

Nei giorni scorsi i 35 ex dipendenti Sudelettra (dal gennaio 2022 operativi presso l’azienda subentrata nell’appalto) sono riusciti ad ottenere la loro vittoria: tutte le loro spettanze sono infatti state regolarizzate. Una vittoria importante, conseguita grazie anche al coinvolgimento dell’ufficio “politiche del lavoro” dell’Ispettorato del lavoro e del Prefetto.

Questa vicenda – afferma la rsu Fiom Luca Lonzi – dimostra ancora una volta che “l’unione dei lavoratori e delle lavoratrici contro chi vorrebbe farci tornare nell’800 è la risposta migliore”. Lo stesso Lonzi ringrazia tutti i lavoratori che hanno sostenuto e partecipato alla lotta.

Coordinamento Fiom Eni

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LAVORATORI PORTUALI DI LIVORNO, TRE GIORNI DI ASSEMBLEE. GUCCIARDO, KESZEI E VIANELLO: “SITUAZIONE CRITICA: PRONTI ALLA MOBILITAZIONE”

Dal 23 al 25 agosto i lavoratori portuali di tutte le aziende del porto di Livorno si riuniranno in assemblea per discutere di sicurezza sul lavoro, salute e salario. “Sicurezza, salute, salario: per il futuro dei lavoratori e del sistema portuale” il titolo del ciclo di assemblee.

Martedì 23 agosto i lavoratori si riuniranno davanti al varco Galvani. Mercoledì 24 agosto l’assemblea si terrà in Darsena Toscana mentre il giorno successivo davanti al varco Valessini. Ogni assemblea avrà la durata di 1 ora e si terrà dalle 13 alle 14.

Nei giorni successivi saranno organizzate analoghe assemblee anche nei porti di Piombino e dell’Isola d’Elba.

La situazione – soprattutto all’interno dello scalo livornese – è sempre più critica e delicata. In tema di sicurezza sul lavoro e salute si sono fatti dei piccoli passi avanti, ma c’è ancora tanto da fare. Qualsiasi attore in campo deve assumersi le proprie responsabilità: ognuno deve fare la propria parte. Anche in tema di salario i lavoratori si aspettano delle risposte chiare e concrete. La situazione sta diventando sempre più insostenibile.

Nel corso di questi tre giorni i lavoratori discuteranno e si confronteranno: starà a loro decidere quale percorso intraprendere per far finalmente rispettare i loro legittimi diritti. Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti come sempre saranno al loro fianco. Pronte alla mobilitazione.

Giuseppe Gucciardo (Filt-Cgil)

Dino Keszei (Fit-Cisl)

Gianluca Vianello (Uiltrasporti)

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TERMOVALORIZZATORE, GOLINO (FP-CGIL) REPLICA AL M5S: “LA MACCHINA E’ NUOVA. E COMUNQUE E’ SEMPRE MEGLIO DEL BARROCCIO”

Voglio ringraziare il M5S di Livorno, che con il suo recente post mi ha fatto ricordare la prima auto di mia madre, la 126, anche il colore è lo stesso: rosso, il mio preferito!
Ovviamente una macchina ed un termovalorizzatore non possono essere messi a confronto, sono tecnologie profondamente diverse, e la metafora automobilistica non è proprio calzante….
Ma la Sicurezza e l’Ambiente sono una cose serie e bisogna ricordare a tutti che il TVR del Picchianti rispetta tutti i più alti standard di sicurezza ed ambientali, le BAT (Best Avaible Technologies) di oggi e non quelli del 1973, e inoltre nel 2003 ha goduto di un profondo revamping, in sostanza la machina è nuova, ed è un ottimo affare!!!
Ma se proprio vogliamo giocare con la metafora, possiamo dire che chi vuole spegnere il Termovalorizzatore nel 2023 costringerebbe Livorno a tornare indietro di secoli, perché i rifiuti accolti dal nostro impianto dovranno essere trattati per poi finire in discarica, che non è certo il metodo moderno per chiudere il ciclo integrato dei rifiuti.
Quindi chi equipara il nostro impianto alla Fiat 126, nei fatti vorrebbe far tornare Livorno al barroccio…..

Giovanni Golino
segretario generale FP-CGIL provincia di Livorno

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PRONTO SOCCORSO E CALDO RECORD, TERRENI (SPI-CGIL): “L’ASL INTRODUCA UN CODICE ARGENTO PER ANZIANI E PERSONE DEBOLI”

Dopo le dichiarazioni odierne del dottor Francesco Franceschi dell’ospedale Gemelli di Roma circa possibili pericoli di malori dovuti al caldo canicolare che tenacemente persiste, rinnoviamo la proposta affinchè l’Asl allestisca all’interno del pronto soccorso di Livorno un “codice argento”, ossia una corsia preferenziale per favorire in tempi rapidi la visita di anziani e delle persone più deboli.

Roberto Terreni
delegato di comunità Spi-Cgil quartieri nord di Livorno

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TERMOVALORIZZATORE, PROROGARE L’AIA PER SALVAGUARDARE L’AMBIENTE, I CITTADINI, I LAVORATORI E LE LORO FAMIGLIE

In riferimento all’articolo apparso sulle cronache locali in data odierna sul termovalorizzatore di Livorno, le scriventi OO.SS. fanno notare alcune imprecisioni e pongono all’attenzione dell’Amministrazione comunale, dell’Amministratore unico di Aamps, dell’Assessora all’Ambiente Regionale Monia Monni, alcune riflessioni inerenti al percorso partecipativo che la Regione Toscana ha adottato per addivenire al nuovo Piano Regionale dei Rifiuti.
Sappiamo benissimo che il termovalorizzatore di Livorno avrà bisogno di interventi per proseguire la sua operatività, ovviamente questi saranno in relazione alla durata dell’autorizzazione, ai quantitativi di rifiuti e agli scopi che avrà l’impianto .

Le questioni sono ben altre, il Termovalorizzatore è l’unico impianto che chiude il ciclo integrato in RetiAmbiente ed è previsto nel Piano d’ambito, riceve i rifiuti trattati di tutte e quattro le province che ne fanno parte Livorno, Pisa, Lucca, e Massa Carrara. È inoltre fondamentale per il conferimento dei rifiuti Covid19 . Il termovalorizzatore tratta circa 70mila tonnellate ed occupa attualmente circa 40 lavoratori diretti Aamps (ai quali se ne deve aggiungere un’altra quarantina dell’indotto). Senza contare il personale impegnato in manutenzioni, pulizie, etc. Senza questo impianto tutti questi lavoratori rischiano di perdere il posto.

Il termovalorizzatore produce energia elettrica, che serve in parte per auto alimentarsi, e la maggior parte dell’energia viene venduta al sistema di distribuzione, che solo in questi due mesi estivi ha portato nelle casse di Aamps circa 1,5 milioni di euro. In merito alla scadenza dell’Aia (autorizzazione integrata ambientale ) va detto che è pur vero che la scadenza è ottobre 2023, ma vi sono delle procedure che a livello tecnico giuridico vanno fatte entro il 10/09/2022.
Si rischia di far decadere l’impianto, così, senza neanche presentarsi all’appuntamento, con relative conseguenze per la tutela dell’ambiente, per i cittadini serviti da RetiAmbiente, dei lavoratori e le loro famiglie.

Altro aspetto è:
1) dove andranno i rifiuti trattati dall’intero ambito territoriale ? Fuori Regione ? O in discarica, visto che già oggi in Regione va in discarica il 34% dei rifiuti urbani ?

Visto che il Piano Nazionale dei Rifiuti parla di autosufficienza delle Regioni e di portare al massimo il Recupero ed il Riciclo.
2) la Tari sicuramente aumenterà;
3) poiché il Termovalorizzatore incide non poco sul bilancio di Aamps, quali ripercussioni ci saranno sui conti visto che l’azienda è appena uscita dal concordato ?
4) questo scostamento di bilancio, verrà ripartito all’interno di RetiAmbiente fra tutti e 100 comuni soci ?
5) anziché presentarci i dati oggettivi volti al presente, perché non ci dicono quello che potrebbe accadere senza il Termovalorizzatore ?

Quindi chiediamo a tutti gli interessati: Sindaco di Livorno, Assessore all’ambiente del Comune, RetiAmbiente, Amministratore Unico di Aamps, Ato Toscana Costa, Assessora Regionale Monia Monni di convocarci per avere un confronto diretto ed immediato. Il nostro non è un pregiudizio ideologico, è la vita reale, di tutti i giorni, fatta di cittadini di lavoratori e delle loro famiglie, di carne umana, emozioni e sofferenze, di tutta una vita, che davanti a certe affermazioni non possono girarsi dall’altra parte.

Ben vengano i nuovi impianti all’avanguardia, che sicuramente saranno innovativi, ma va anche detto che al momento siamo alle ipotesi dei progetti.
I progetti dovranno diventare esecutivi, si dovrà trovare i luoghi dove costruire tali impianti, sottoporre i progetti a tutte le autorizzazioni previste per legge. Solo dopo questi passaggi i progetti vedranno la luce.

In pratica ci vorranno tra i 5 ed i 10 anni, perchè tali impianti diventino operativi, se va tutto bene. Noi chiediamo semplicemente, che sia prorogata l’Aia al termovalorizzatore, in modo che ci sia tutto il tempo necessario per salvaguardare l’ambiente, i cittadini, i Lavoratori e le loro famiglie.

Questa è VITA REALE, NON UNA SOAP OPERA.

IL COORDINAMENTO GRUPPO RETIAMBIENTE

FP CGIL
Giovanni Golino
Mauro Basile

FIT CISL
Luca Mannini
Tomas Furia

UILTRASPORTI
Antonio Andreozzi
Mario Giovannelli

FIADEL
Filippo Ferrari
Marco Niccoli

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RSA AUTOLINEE TOSCANE: “NEI CONFRONTI DEGLI AUTISTI SEMPRE PIU’ FREQUENTI AGGRESSIONI VERBALI E FISICHE”

Le scriventi RSA di Autolinee Toscane sono a denunciare i sempre più frequenti atti di malcostume, aggressioni verbali e fisiche che gli Operatori di Esercizio devono subire durante lo svolgimento del proprio lavoro. Gia durante il periodo invernale erano state individuate e segnalate corse specifiche, sulle quali gruppi di giovani utenti tenevano comportamenti inqualificabili.
Negli ultimi mesi ci sono state frequenti segnalazioni sulle linee 102 (da Cecina per Livorno) e 104 (da Livorno per Collesalvetti) del tardo pomeriggio, in cui, gruppi di giovanissimi di ritorno dal mare, tengono comportamenti inaccettabili e che rendono di fatto impossibile per gli autisti lavorare in sicurezza. Per questo motivo, oltre ad aver segnalato le problematiche ai responsabili aziendali, siamo a richiedere controlli mirati da parte delle forze dell’ordine, per evitare che bus e capolinea diventino terra di nessuno, dove tutto è permesso.

Le RSA di Autolinee Toscane

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APPALTO BERTANI, SALTA IN EXTREMIS L’INTESA CON SINTRA. GUCCIARDO (FILT-CGIL): “BEFFA INACCETTABILE: I 25 LAVORATORI SIANO INTERNALIZZATI”

I 25 ex dipendenti della MT Logistica non saranno purtroppo riassunti da Sintra. L’intesa tra la committente Bertani Autotrasporti e l’azienda che avrebbe dovuto rilevare l’appalto (movimentazione auto) gestito fino allo scorso dicembre dalla MT Logistica è infatti saltata in extremis. Per i 25 lavoratori ex MT Logistica (in Naspi dallo scorso dicembre) si tratta di una vera e propria beffa. Sintra avrebbe infatti dovuto iniziare ad essere operativa presso i piazzali di via Firenze a partire dal prossimo 1 settembre.

La trattativa tra Bertani Autotrasporti e Sintra era in stato avanzato: a quanto ci risulta mancava solo la firma. Nei prossimi giorni avremmo dovuto siglare un accordo quadro con Sintra per la riassunzione degli ex dipendenti MT Logistica. Ieri è arrivata invece la doccia fredda: l’appaltatore ci ha infatti comunicato che non sussistono le condizioni per chiudere l’intesa con il committente. Secondo Sintra ci sarebbero infatti ancora troppe incongnite sulla sostenibilità dell’appalto. A peggiorare la situazione – sempre secondo l’azienda – ci sarebbe anche la pesante crisi del settore automotive. Il timore dei lavoratori però è che Bertani Autotrasporti non si sia impegnata fino in fondo per cercare di arrivare all’intesa e che si sia solo trattato di una strategia per placare proteste e polemiche.

La situazione adesso è tornata drammatica. Ai 25 ex dipendenti della MT Logistica la Naspi scadrà infatti a fine anno: il rischio concreto è che essi a fine 2022 si possano ritrovare senza reddito. Della delicatezza della questione abbiamo già informato anche il Prefetto. I lavoratori sono sempre più intenzionati a ricorrere alle aule giudiziarie per far valere i propri diritti nei confronti del committente.

Come Filt-Cgil ci appelliamo ancora una volta a Bertani Autotrasporti affinchè dimostri il proprio senso di responsabilità nei confronti del territorio e di chi ormai da molti anni lavora in appalto sui piazzali di via Firenze: i 25 ex dipendenti Mt Logistica devono essere internalizzati.

Giuseppe Gucciardo

segretario generale Filt-Cgil provincia di Livorno

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TERMOVALORIZZATORE AAMPS, GOLINO (FP-CGIL): “LA CLASSE OPERAIA NON ABBIA PAURA DI GOVERNARE LA COMPLESSITA’”

Noi lavoratori, nel nostro costante rivendicare migliori condizioni di lavoro o per difenderci da chi le vuole peggiorare, abbiamo molteplici difficoltà, tra queste la mancanza di informazione e una conoscenza limitata del contesto generale, sono tra le più ardue da superare e per questo tra le maggiori responsabili di sconfitte dei lavoratori.
 
Nella mia modesta esperienza di sindacalista, ho constatato che l’intelligenza dei lavoratori non è seconda a quella del “padrone”, e se messi a conoscenza delle stesse informazioni in mano al datore di lavoro, i lavoratori hanno più forza nella lotta e hanno più strumenti per conquistare salario e diritti.
 
Il ciclo integrato dei rifiuti, come tutti gli spazi lavorativi, è complesso, e per fare sindacato per questi lavoratori bisogna studiare, comprendere in profondità il lavoro che viene svolto e ogni aspetto del contesto industriale in cui è inserito, compresi gli effetti sull’ambiente.
 
Se non si fa questo si è costretti ad utilizzare, come in questo comunicato, vuoti slogan, e frasi ad effetto prive di contenuto, che ovviamente lasciano i lavoratori nell’ignoranza.
 
In questo comunicato di Le Radici del Sindacato (Democrazia e Lavoro Livorno), non c’è un dato sull’impatto ambientale del termovalorizzatore di Livorno, non c’è un’analisi del contesto industriale, di quali sono le alternative alla chiusura del ciclo dei rifiuti, se sono più o meno inquinanti dell’impianto pubblico del Picchianti, delle conseguenze sulla TARI che pagano i livornesi, e non dice nulla dei lavoratori, ma probabilmente i lavoratori sono una fissazione dei “romantici” del sindacato (io sicuramente lo sono).
 
Come detto innumerevoli volte, evidentemente non abbastanza bene, il TVR di Livorno è un’eccellenza italiana per le sue emissioni, tutte amplissisimamente sotto i limiti di Legge, e tutte dentro i valori indicati dalle BAT (best available technologies) , con misurazione dei dati 24 ore al giorno e 7 giorni su sette, e ancora di più, le centraline ARPAT di misurazione della qualità dell’aria certificano che nelle vicinanze del Picchianti l’aria è migliore di altre zone della città, e chi parla di tumori legati al TVR dovrebbe rivolgersi immediatamente alla magistratura e non abbandonarsi a slogan che procurano falsi allarmi fra la popolazione.
 
Ad oggi esiste una sola alternativa alla termovalorizzazione: la discarica, che è più inquinante perché maggiore produttrice di gas climalteranti, con l’aggravante che questo maggiore inquinamento comporterà anche un aggravio dei costi per i cittadini. Le cifre fatte circolare per convincere la città della necessità di chiudere l’impianto sono riferite ad un contesto passato e irripetibile.
 
Le future alternative al TVR saranno pronte non prima del 2026/2028, ecco perché come FPCGIL Livorno stiamo chiedendo di allungare la vita dell’impianto sino a questa data, perché così si difende l’ambiente, la città e i lavoratori (spero di non esagerare col romanticismo). Ovviamente, ripeto, siamo a disposizione per un confronto dettagliato su emissioni, impatto ambientale, costi dell’impianto e delle alternative, livelli occupazionali.
 
Infine, una domanda, chi scrive questo comunicato lo fa da sindacalista o no? Come può un sindacato dire che non si può cambiare un impegno elettorale? Io lo trovo un errore gravissimo!
Se Giorgia Meloni vincesse le prossime elezioni, la CGIL dovrebbe silenziarsi perché il voto ha sancito che Fratelli d’Italia deve governare per 5 anni e tutti zitti? Anche durante i Governi Berlusconi, cosa doveva fare la CGIL? Acconsentire a leggi sbagliate promulgate dalla maggioranza parlamentare?
Allo stesso modo, penso che il programma del PD di Livorno fosse sbagliato sul termovalorizzatore, e da sindacalisti, in FPCGIL Livorno stiamo lottando contro una scelta sbagliata e dannosa per l’ambiente, la città e i lavoratori (lo so sto esagerando col citare i lavoratori, ma questa è l’ultima volta).
 
Inutile dire che questo comunicato invece arreca gravissimo danno e disorientamento fra i lavoratori (ci sono ricascato, è più forte di me, scusate…) e a tutta Livorno, e prima esprimere certe posizioni sarebbe meglio studiare e confrontarsi, la categoria è a vostra disposizione.
 
Giovanni Golino
segretario generale Fp-Cgil provincia di Livorno

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