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I Campionati Italiani Lions open tornano sulla neve di Abetone

Si ? aperta?gioved? sera,?con la cerimonia ufficiale tenuta nello storico Palazzo dei Capitani di Cutigliano, la 33? edizione dei Campionati Italiani di sci alpino e nordico Lions open, organizzati ogni inverno dal Lions Club Abetone e Montagna Pistoiese in collaborazione con altri Lions club d?Italia e che quest?anno, dopo 8 anni di trasferta, rientrano nella loro localit? d?origine: la montagna pistoiese.

Gli organizzatori del Lions locale hanno lavorato sodo, assieme alla Saf Abetone e all?associazione Sci montagna pistoiese, per predisporre le piste per le gare e la migliore accoglienza ai partecipanti: circa 400 persone da tutta Italia che per 4 giorni soggiornano nelle strutture ricettive di Abetone e dei paesi vicini. I soci Lions sono arrivati in montagna mercoled? e gi? da?gioved? si sono allenati in previsione della gare di sci di fondo e slalom parallelo a squadre che si sono svolte ieri sulle piste Maiori e Zeno 3 di Abetone, seguite oggi da una gara di slalom riservata ad amici e familiari. Questa sera ? prevista la cena di gala all?Ovovia di Abetone che chiuder? la manifestazione con l’arrivederci al 34? Campionato Italiano Lions Sci Vallecamonica 2015 . ?A me quest’anno l’onore e responsabilit? dell’organizzazione dei 33i Campionati Italiani? ha dichiarato il presidente del Lions Club Montagna Pistoiese, Guido Nesti ? nel 1971 i Giochi Invernali Lions italiani si svolsero per la prima volta all?Abetone, fondati dal mio club e da quello di Pavullo nel Frignano. Negli anni il service si ? ampliato, con l?ingresso dei club di Bormio, Fiemme e Fassa, Trento Host e Val Trompia fino all?attuale Pool a 9, e lo scorso anno ha ricevuto il riconoscimento della Federazione internazionale. Lo spirto resta quello di rinsaldare i vincoli di amicizia e stima reciproca fra persone che amano lo stesso sport e sono legate con dedizione al motto We serve. Trionfi l?amicizia e vinca il migliore?. Il ricavato sar? devoluto per due ?service? alla casa famiglia di Maresca (centro accoglienza per anziani non convenzionato Asl) e al Centro Lions Toscana disabili. Alla cerimonia sono intervenuti anche Giulio Scalet, presidente del comitato club organizzatori e Rolando Galli, presidente di Apm e Saf Abetone. Il sindaco di casa Carluccio Ceccarelli ed il sindaco di Piteglio Claudio Gaggini, nelle doppia veste di amministratori e soci Lions, hanno ricordato l?ottima e proficua collaborazione che il club da sempre intrattiene con le istituzioni e con le scuole del territorio. Esempio pi? recente fra tanti, il contributo di 1000 euro elargito per l?opera di illuminazione del Ponte sospeso.

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A Cutigliano il primo Biostudio della Toscana

“Il Biostudio ? prima di tutto un progetto, un sentire comune. ? lo spazio dedicato allo svolgimento ottimale delle attivit? di Bioginnastica. Il Biostudio ? un centro che accoglie la persona e la conduce in un percorso di ascolto e di educazione, attraverso il corpo, verso la salute ed il benessere. L’obiettivo ? quello di creare una sinergia, nell’ottica della Bioginnastica, sull’evoluzione dello studio della postura con particolare attenzione alle varie patologie e alla loro prevenzione”.

E’?stato?inaugurato questo pomeriggio il nuovo Biostudio aperto da Barbara Petrucci nella sede dello Studio ginnico di Ponte Sestaione (Cutigliano) da lei fondato nel 1990 ed ampliato nell?ottobre 2011 con una nuova palestra. Il ?Biostudio ginnico? funziona in realt? da quasi due anni, ma solo ora che tutto ? definito Barbara, diplomata Isef ed istruttore tecnico di ginnastica acrobatica, si ? detta pronta per l?inaugurazione ufficiale nell?ambito di una tre giorni di stage residenziale guidato dall?ideatrice della Bioginnastica, Stefania Tronconi. I biostudi, ambienti ottimali per le sedute di bioginnastica, sono ancora rari: quello di Cutigliano ? l?unico in tutta la Toscana ed uno dei 6 finora aperti a livello nazionale. ?La Bioginnastica ? nata negli anni ?90 ? spiega Barbara Petrucci ? attraverso un lavoro sul corpo permette di riportare la persona verso se stessa facendole trovare il naturale equilibrio psico-fisico e dunque uno stato di benessere e salute. Qualche anno fa ? prosegue ? regnava la moda del fitness con la sola esecuzione di esercizi per migliorare l?aspetto estetico. Oggi in palestra si ricerca l?ambiente accogliente in cui poter staccare la spina dalla vita frenetica e recuperare l?armonia con se stessi. Biostudio vuol dire anzitutto sentirsi a casa propria?. Dopo tre anni di corso di formazione alla scuola di Faenza, Barbara ? divenuta operatore di Bioginnastica. ?Conobbi la Bioginnastica a Rimini Wellness nel 2004 ? ricorda Barbara ?era una disciplina ancora agli albori. Non capivo i benefici finch?, dopo la seduta, mi sentii sazia e piena di energia come non mai?. Oggi Barbara ? socio fondatore dell?associazione nazionale di Bioginnastica e conduce corsi sia individuali che di gruppo. Il Biostudio ha un ruolo cardine nell?accogliere gli allievi col calore di un tappeto a terra, le luci soffuse, le tonalit? tendenti all?azzurro che mutano durante la seduta. Cromoterapia, musica, profumi e l?ausilio di una ?biopalla? stimolano l?uso consapevole di tutti i sensi. Ogni luned? fino a fine febbraio si terr? l?Open day in cui gli interessati potranno assistere e provare i corsi attivi presso lo Studio ginnico.

Per info 3407718061

 

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Le azzurre di Coppa del Mondo si allenano all’Abetone

Da ieri sera sono arrivate sulla Montagna pistoiese le atlete della squadra nazionale italiana femminile di sci alpino, in procinto di partire per Sochi (in Russia) dove dal 7 al 23 febbraio si disputeranno le Olimpiadi invernali 2014.

La prima atleta azzurra ad arrivare sulle nostre montagne ? stata Denise Karbon -sciatrice alpina originaria di Bressanone, vincitrice nel 2008 della Coppa del Mondo di slalom gigante. Da oggi chi si trover? a sciare ad Abetone potr? capitare di imbattersi in Federica Brignone, Manuela Moelgg, Chiara Costazza o Michela Azzola, le quattro atlete di Coppa del Mondo costantemente seguite nei loro allenamenti dal preparatore atletico della nazionale Ruggero Muzzarelli, oltre ad alcune sciatrici della squadra B. Per Abetone ? come fare un tuffo nel passato, ai tempi d?oro, quando era proprio la localit? appenninica, patria di Zeno Col?, Celina Seghi, Paride Milianti e tanti altri celebri sciatori, a sfornare i campioni del mondo della cosiddetta “valanga azzurra”.

 

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L’AUTORE

UN BUON INIZIO ANNO

I DUE SCRICCIOLI DEL MONTE LIVATA




di Federico Pagliai
?

Primo gennaio: ero a met??salita, diretto verso la cima del Balzo Nero, quando mi rimbalz??in testa la notizia dei due bimbi e della loro mamma dispersi sul Monte Livata, vicino a Subiaco. Un pensiero cos?, affiorato dal niente, come di sovente capita a chi cammina in montagna. Sembra che quei pensieri ti aspettino: vicino a un albero, dietro un sasso, sulla punta di un filo di paleo.
In montagna io, in montagna loro, in montagna tanti altri. Tutti a fare i conti con la mutevolezza del tempo e la pendenza, unit?? di misura impietosa e democratica, purtroppo come la malattia o la morte. Il pensiero per quei bimbi, due scriccioli di quattro e cinque anni, mi si era incollato addosso.Temevo il peggio. Speravo che la clemenza della montagna mettesse a tacere la spietatezza della pendenza. Che, per una volta, montagna volesse dire riparo, attesa, culla, sosta, tranquillit?, sopravvivenza, vita, e non dirupo, scivolata, paura, ansia, morte, corpi di bimbi dilaniati dagli urti contro le rocce.

Ho cercato nell?orizzonte la sagoma del Rondinaio, piramide di neve e ghiaccio. Era lass?, attorniato di nuvole. Quel crinale non riesce quasi mai a stare da solo: o ha nubi, oppure rondini. Lui sa perch?? lo dovevo cercare. Io ricordo, anno 2004, e quindi sapevo perch?? cercarlo.

Mi son detto: ??Chiss??se tra crinali si parlano, se il Rondinaio pu??suggerire qualcosa a quel Monte Livata.?? Quello vicino a Subiaco dove, da qualche parte, stavano i due bimbi con quella loro madre che? le cronache del giorno dopo ci hanno poi informato essere distante dai figli. Bimbi, di nome Manuel e Nicole che, in quei momenti difficili, di genitori ne avevano diversi: babbo, mamma?ma anche gli stessi? soccorritori. Quando sparisce un bimbo in montagna si ??tutti genitori. Anche chi di bimbi non ne ha. Talvolta, anche la stessa montagna pu??esserlo.

Ho proseguito il mio giro con un nuovo e insensato sentimento di fiducia e speranza. Insensato perch??quando la pendenza si allea con il gelo ??dura poi raccontarla.

Tornato a casa ho subito acceso la televisione. Pensavo al peggio ma confidavo nel meglio. E ho saputo! Erano vivi, interi, sani?Addirittura, beata incoscienza infantile, fieri di raccontare quanto era accaduto. Forse l?et??li ha addirittura favoriti, come quando si impara da piccolissimi a sciare: si ha meno paura, pi??fiducia e innato senso di naturalit?. La montagna e la paura: senza una non esiste l?altra, senza paura non ci sarebbe vita. Per??deve esserci nella giusta misura. La paura ti ??amica solo quando se ne sente le avvisaglie, quando ?l??intelligenza istintuale????sempre attiva. Come quella degli animali e, forse, anche dei bimbi. Se la paura diventa eccessiva, invece, si insinua nel sangue, nella pelle. A quel punto, sei gi??morto. I bimbi, rimasti soli, hanno attinto a quella intelligenza istintuale. Si sono consegnati alla montagna, hanno avuto fiducia nella montagna ed essa rispetto per loro. Si sono accucciolati come piccoli di volpe in un anfratto nella roccia, una culla di pietra grattata alla pendenza. E l??hanno atteso i soccorsi.? E??andata bene?

E adesso, al di l??dei giudizi sulle scelte fatte dal genitore, cerchiamo di trarre il positivo da questa storia, sorridiamo a un destino non avverso. Non esiste una montagna cattiva e una montagna buona: esistono destini diversi, indipendentemente da dove ci troviamo e quanti anni abbiamo.

Per?, il destino lo si pu?, anche, non dico gestire, ma influenzare nei suoi esiti, quello si. E allora ripenso a quanto siano importanti gli incontri che il Cai Montagna Pistoiese e la Stazione Appennino Toscano del CNSAS organizza, di comune accordo con la Preside e gli insegnanti, da molti anni nelle scuole elementari e medie di tutto il comprensorio della Montagna Pistoiese.

Tempo speso bene! Si chiama ??Montagna Sicura?: ore di addestramento alla montagna con una parte teorico- ludica in classe e successive uscite in montagna, laddove la curiosit??infantile trova libero ma guidato sfogo. Incontri tra scolaresche e istruttori Cai assieme a tecnici soccorritori del Cnsas che vertono sulla conoscenza ed educazione alla montagna, ai suoi rischi oggettivi, soggettivi, alle norme comportamentali da seguire per evitare incidenti oppure smarrimenti, a come allertare la macchina dei soccorsi qualora, per fato o errore umano, accada l?incidente e a cosa fare e non fare nei minuti successivi all?evento.

E tornando a quei bimbi, mia personalissima opinione, sarebbe un bel gesto simbolico che qualche adulto li facesse immediatamente soci Cai. Perch??nessuno ha fatto amicizia pi??di loro con la montagna. E viceversa.

E??stato davvero un buon primo dell?anno.