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Snow running e sci alpinismo ad Abetone

Un sabato sera?sulle piste dell’Ovovia per vivere la neve in modo diverso dal consueto sci alpino.

Sabato 15 febbraio sar? una giornata all’insegna degli sport alternativi sulla neve all’Ovovia di Abetone dove l’associazione Sci Montagna pistoiese organizzer? due manifestazioni aperte sia agli agonisti che ai turisti.

Il programma si aprir? con la 2? edizione della Snow Run, una vera e propria corsa podistica con la peculiarit? di un tracciato costituito in parte da neve, quella battuta delle piste da sci. I partecipanti potranno scegliere fra due percorsi: uno turistico di 3,5 Km e l’altro agonistico di 6,5 Km. Il primo con partenza dall’Ovovia si snoda lungo via del Pescinone per giungere fino al Municipio di Abetone e relativo ritorno, mentre quello agonistico proseguir? risalendo la pista Zeno 2 fino ad immettersi sotto il tracciato dello skilift per risalirlo fino in cima e poi rientrare sulla pista Zeno 3 con l’arrivo a valle. Le iscrizioni saranno aperte dalle 16 alla partenza dell?Ovovia e l?inizio gara ? previsto per le 17.15.

In giornata verr? recuperata anche la gara di sci alpinismo “3? Ski…volando” rinviata lo scorso gennaio a causa del maltempo. La manifestazione, che da quest’anno fa parte del circuito “Dolomiti sotto le stelle” (33 manifestazioni a carattere agonistico di cui 31 sulle Dolomiti) prevede 4 categorie: agonistica e agonistica “FISI”, turistica e snowboard con percorsi differenziati fra chi vorr? gareggiare e chi opter? per una semplice ?passeggiata? con gli sci. La partenza ? prevista per le 19 dall’Ovovia. Gli agonisti percorreranno due volte la pista Zeno, i turisti una soltanto.

Entrambe le manifestazioni si svolgeranno in notturna e gli atleti dovranno essere muniti di pila frontale e, per lo sci alpinismo, anche di casco. Finite le due gare, atleti e familiari potranno cenare al self service dell’Ovovia dalle 20:30.

Hanno collaborato all’organizzazione il Comune di Abetone, la societ? impiantistica Saf, lo sponsor principale “La sportiva”, il Soccorso Alpino Toscano, la Polizia di Stato, il Gruppo Radioamatori, gli Alpini di Abetone e Cutigliano, i Maestri di sci ed il Servizio cronometraggio (ADSCOST)?.

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I Campionati Italiani Lions open tornano sulla neve di Abetone

Si ? aperta?gioved? sera,?con la cerimonia ufficiale tenuta nello storico Palazzo dei Capitani di Cutigliano, la 33? edizione dei Campionati Italiani di sci alpino e nordico Lions open, organizzati ogni inverno dal Lions Club Abetone e Montagna Pistoiese in collaborazione con altri Lions club d?Italia e che quest?anno, dopo 8 anni di trasferta, rientrano nella loro localit? d?origine: la montagna pistoiese.

Gli organizzatori del Lions locale hanno lavorato sodo, assieme alla Saf Abetone e all?associazione Sci montagna pistoiese, per predisporre le piste per le gare e la migliore accoglienza ai partecipanti: circa 400 persone da tutta Italia che per 4 giorni soggiornano nelle strutture ricettive di Abetone e dei paesi vicini. I soci Lions sono arrivati in montagna mercoled? e gi? da?gioved? si sono allenati in previsione della gare di sci di fondo e slalom parallelo a squadre che si sono svolte ieri sulle piste Maiori e Zeno 3 di Abetone, seguite oggi da una gara di slalom riservata ad amici e familiari. Questa sera ? prevista la cena di gala all?Ovovia di Abetone che chiuder? la manifestazione con l’arrivederci al 34? Campionato Italiano Lions Sci Vallecamonica 2015 . ?A me quest’anno l’onore e responsabilit? dell’organizzazione dei 33i Campionati Italiani? ha dichiarato il presidente del Lions Club Montagna Pistoiese, Guido Nesti ? nel 1971 i Giochi Invernali Lions italiani si svolsero per la prima volta all?Abetone, fondati dal mio club e da quello di Pavullo nel Frignano. Negli anni il service si ? ampliato, con l?ingresso dei club di Bormio, Fiemme e Fassa, Trento Host e Val Trompia fino all?attuale Pool a 9, e lo scorso anno ha ricevuto il riconoscimento della Federazione internazionale. Lo spirto resta quello di rinsaldare i vincoli di amicizia e stima reciproca fra persone che amano lo stesso sport e sono legate con dedizione al motto We serve. Trionfi l?amicizia e vinca il migliore?. Il ricavato sar? devoluto per due ?service? alla casa famiglia di Maresca (centro accoglienza per anziani non convenzionato Asl) e al Centro Lions Toscana disabili. Alla cerimonia sono intervenuti anche Giulio Scalet, presidente del comitato club organizzatori e Rolando Galli, presidente di Apm e Saf Abetone. Il sindaco di casa Carluccio Ceccarelli ed il sindaco di Piteglio Claudio Gaggini, nelle doppia veste di amministratori e soci Lions, hanno ricordato l?ottima e proficua collaborazione che il club da sempre intrattiene con le istituzioni e con le scuole del territorio. Esempio pi? recente fra tanti, il contributo di 1000 euro elargito per l?opera di illuminazione del Ponte sospeso.

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In Val di Luce, campioni di vita e di sci … seduto

Ventisei ragazzi e ragazze scendono con gli sci sulle piste innevate della Val di Luce, seduti. Sono gli allievi dello Ski tour, il corso itinerante di sci per disabili promosso dall?associazione Freerider sport events che ilo scorso fine settimana ha fatto tappa nella stazione sciistica della Val di Luce, oramai divenuta meta fissa dello Ski tour che ogni anno tocca 12 stazioni della Penisola.

Gioved? 23 gennaio?il gruppo dei 26 allievi Freerider ? arrivato in Val di Luce, accompagnato da maestri, tecnici, dimostratori seduti, amici e familiari. Circa 130 persone che per tre notti hanno soggiornato al Val di Luce Resort, struttura che si contraddistingue per la completa accessibilit? dei suoi spazi. Da venerd? per gli allievi ? stato allenamento sul monosci o il dual ski, attrezzi formati da un guscio per la seduta fissato sopra uno o due sci. Anche quest?anno ad occuparsi dell?organizzazione logistica ? stata l?Unit? spinale di Firenze, presieduta da Massimiliano Banci. La Polizia di Stato ? presente con la pattuglia della Val di Luce guidata dall?assistente capo Samuele Morganti, parte della pattuglia dell?Abetone e due uomini inviati dal Centro addestramento alpino di Moena? il Corpo Forestale (abilitato Cip) ed i volontari della Croce Viola hanno dato man forte, prestando assistenza ai disabili in pista. ?Dal 1996 seguiamo i disabili visivi, per il cui accompagnamento il Ministero ci ha riconosciuto una specifica abilitazione ? spiegano il sovrintendente Alberto Dellantonio e l?assistente capo Andrea Necchi della Polizia di Moena? dal 2009 collaboriamo con Freerider e dal 2013 abbiamo l?abilitazione per l?accompagnamento dei disabili motori. Riuscire a sciare come quando potevano utilizzare le gambe o addirittura come non avevano mai fatto prima ? una grande vittoria per le persone con handicap. Per noi che le assistiamo, una gioia ancora maggiore?. ?Quest?anno ? spiega Nicola Busata, responsabile tecnico di Freerider? ci sono 8 principianti. Questo corso ? stato il loro primo approccio allo sci, tra l?altro con ottimi risultati. Un ringraziamento all?unit? spinale di Firenze, al direttore della Val di Luce, Andrea Formento, al Resort, alle forze dell?ordine e ai volontari per la loro ospitalit??. Quanto alla Val di Luce, si riconferma una delle stazioni sciistiche pi? all?avanguardia d?Italia per lo sci seduto, capace di fornire al disabile piste ed impianti ben raggiungibili dal parcheggio a pochi metri, uno spogliatoio accessibile e riscaldato?a bordo pista dove cambiarsi e indossare il monosci,?attrezzature per lo sci seduto (monosci, dualski e stabilizzatori),?maestri brevettati per insegnare lo sci seduto e?personale ski team specializzato?per assistere i disabili nella salita e discesa dagli impianti di risalita.???Dal 2005, grazie a Freerider, abbiamo il piacere di ospitare questa manifestazione ? spiega il direttore Formento ? un arricchimento reciproco e soprattutto capace di risvegliare un senso di umanit? fra gli utenti delle piste da sci. Il nostro sogno ? di istituire, tramite la collaborazione con Freerider ed i contatti gi? intessuti con altre stazioni all?avanguardia su questo fronte come Madesimo, Folgaria e Roccaraso, un marchio di qualit? che identifichi le stazioni sciistiche prive di barriere architettoniche e capaci di offrire servizi ai disabili?.

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Si ? acceso il Ponte Sospeso sopra il torrente Lima

Sotto lo sguardo stupito delle autorit? e dei visitatori presenti, si ? acceso sabato il nuovo impianto di illuminazione a led installato sul Ponte Sospeso, la passerella pedonale sospesa sul torrente Lima?inserita nel Guinness dei primati poich? la pi? lunga al mondo nel suo genere fino al 2006. Adesso il ponte, una delle attrazioni turistiche pi? visitate e fotografate della Montagna Pistoiese ed inserito nella rete dell’Ecomuseo, sar? ben visibile anche di notte con uno spettacolare effetto Brooklyn circondato dal verde delle montagne.

Ci?sono voluti?mesi di lavoro fra progettazione, burocrazia ed installazione, ma finalmente, alle 17.30 di sabato 18 gennaio,?le 80 lampade a led installate lungo i 227 metri di lunghezza del ponte si sono finalmente accese. La pioggia battente non ? riuscita a rovinare la sentita, seppur breve, cerimonia del taglio del nastro avvenuto addirittura a tre mani. A fianco del sindaco di Piteglio, Claudio Gaggini, e dell?attuale sindaco di San Marcello, Silvia Maria Cormio – che ha ereditato con entusiasmo il progetto – ha impugnato le forbici, invitata dalla stessa Cormio, anche l?ex primo cittadino di San Marcello Carla Strufaldi che assieme a Gaggini concep? l?idea dell?illuminazione, poi sviluppata a livello progettuale dall?architetto Alessandro Bernardini. C?erano Giordano Toni, responsabile di zona per Enel Produzione – presente sul territorio con la centrale idroelettrica di Sperando dalla potenza installata di 11 MW? che ha fornito il materiale impiantistico. C’erano i Carabinieri, il consigliere Rita Monari in rappresentanza della Provincia di Pistoia,?vari amministratori comunali di Piteglio, San Marcello e Cutigliano. Presenti molti soci del Lions Club Montagna Pistoiese, associazione?che ha finanziato per 1000 euro l?opera di valorizzazione del ponte, con in prima fila l?attuale presidente Guido Nesti e l?ex presidente Manlio Mucci. La Ditta G.M. Impianti di Gavinana ha provveduto al rinnovo della cartellonistica (aggiornata anche nella dizione), la Ditta AS Elettroimpianti di Pistoia e gli operai del Comune di Piteglio all?installazione, mentre gli operai di San Marcello hanno reso gradevole l?area circostante. Le lampadine, quasi invisibili di giorno, si accendono al sopraggiungere del buio. Essendo alimentate per met? da pannelli fotovoltaici (installati sul lato del Comune di Piteglio) si stima che il consumo energetico non superer? i 40 euro l?anno.

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L’AUTORE

UN BUON INIZIO ANNO

I DUE SCRICCIOLI DEL MONTE LIVATA




di Federico Pagliai
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Primo gennaio: ero a met??salita, diretto verso la cima del Balzo Nero, quando mi rimbalz??in testa la notizia dei due bimbi e della loro mamma dispersi sul Monte Livata, vicino a Subiaco. Un pensiero cos?, affiorato dal niente, come di sovente capita a chi cammina in montagna. Sembra che quei pensieri ti aspettino: vicino a un albero, dietro un sasso, sulla punta di un filo di paleo.
In montagna io, in montagna loro, in montagna tanti altri. Tutti a fare i conti con la mutevolezza del tempo e la pendenza, unit?? di misura impietosa e democratica, purtroppo come la malattia o la morte. Il pensiero per quei bimbi, due scriccioli di quattro e cinque anni, mi si era incollato addosso.Temevo il peggio. Speravo che la clemenza della montagna mettesse a tacere la spietatezza della pendenza. Che, per una volta, montagna volesse dire riparo, attesa, culla, sosta, tranquillit?, sopravvivenza, vita, e non dirupo, scivolata, paura, ansia, morte, corpi di bimbi dilaniati dagli urti contro le rocce.

Ho cercato nell?orizzonte la sagoma del Rondinaio, piramide di neve e ghiaccio. Era lass?, attorniato di nuvole. Quel crinale non riesce quasi mai a stare da solo: o ha nubi, oppure rondini. Lui sa perch?? lo dovevo cercare. Io ricordo, anno 2004, e quindi sapevo perch?? cercarlo.

Mi son detto: ??Chiss??se tra crinali si parlano, se il Rondinaio pu??suggerire qualcosa a quel Monte Livata.?? Quello vicino a Subiaco dove, da qualche parte, stavano i due bimbi con quella loro madre che? le cronache del giorno dopo ci hanno poi informato essere distante dai figli. Bimbi, di nome Manuel e Nicole che, in quei momenti difficili, di genitori ne avevano diversi: babbo, mamma?ma anche gli stessi? soccorritori. Quando sparisce un bimbo in montagna si ??tutti genitori. Anche chi di bimbi non ne ha. Talvolta, anche la stessa montagna pu??esserlo.

Ho proseguito il mio giro con un nuovo e insensato sentimento di fiducia e speranza. Insensato perch??quando la pendenza si allea con il gelo ??dura poi raccontarla.

Tornato a casa ho subito acceso la televisione. Pensavo al peggio ma confidavo nel meglio. E ho saputo! Erano vivi, interi, sani?Addirittura, beata incoscienza infantile, fieri di raccontare quanto era accaduto. Forse l?et??li ha addirittura favoriti, come quando si impara da piccolissimi a sciare: si ha meno paura, pi??fiducia e innato senso di naturalit?. La montagna e la paura: senza una non esiste l?altra, senza paura non ci sarebbe vita. Per??deve esserci nella giusta misura. La paura ti ??amica solo quando se ne sente le avvisaglie, quando ?l??intelligenza istintuale????sempre attiva. Come quella degli animali e, forse, anche dei bimbi. Se la paura diventa eccessiva, invece, si insinua nel sangue, nella pelle. A quel punto, sei gi??morto. I bimbi, rimasti soli, hanno attinto a quella intelligenza istintuale. Si sono consegnati alla montagna, hanno avuto fiducia nella montagna ed essa rispetto per loro. Si sono accucciolati come piccoli di volpe in un anfratto nella roccia, una culla di pietra grattata alla pendenza. E l??hanno atteso i soccorsi.? E??andata bene?

E adesso, al di l??dei giudizi sulle scelte fatte dal genitore, cerchiamo di trarre il positivo da questa storia, sorridiamo a un destino non avverso. Non esiste una montagna cattiva e una montagna buona: esistono destini diversi, indipendentemente da dove ci troviamo e quanti anni abbiamo.

Per?, il destino lo si pu?, anche, non dico gestire, ma influenzare nei suoi esiti, quello si. E allora ripenso a quanto siano importanti gli incontri che il Cai Montagna Pistoiese e la Stazione Appennino Toscano del CNSAS organizza, di comune accordo con la Preside e gli insegnanti, da molti anni nelle scuole elementari e medie di tutto il comprensorio della Montagna Pistoiese.

Tempo speso bene! Si chiama ??Montagna Sicura?: ore di addestramento alla montagna con una parte teorico- ludica in classe e successive uscite in montagna, laddove la curiosit??infantile trova libero ma guidato sfogo. Incontri tra scolaresche e istruttori Cai assieme a tecnici soccorritori del Cnsas che vertono sulla conoscenza ed educazione alla montagna, ai suoi rischi oggettivi, soggettivi, alle norme comportamentali da seguire per evitare incidenti oppure smarrimenti, a come allertare la macchina dei soccorsi qualora, per fato o errore umano, accada l?incidente e a cosa fare e non fare nei minuti successivi all?evento.

E tornando a quei bimbi, mia personalissima opinione, sarebbe un bel gesto simbolico che qualche adulto li facesse immediatamente soci Cai. Perch??nessuno ha fatto amicizia pi??di loro con la montagna. E viceversa.

E??stato davvero un buon primo dell?anno.