«Era una gara difficile, siamo entrate in pedana con molta responsabilità sulle spalle, forse fra tutte eravamo quelle più sotto pressione, con tre mondiali vinti. Si sperava un po’ di più, ma alla fine siamo contente». Nelle parole di Elisa Santoni, la capitana, sta tutta l’ambivalenza del bronzo vinto ieri dalle farfalle della ginnastica ritmica. E’ un podio che riscatta la beffa di Pechino, ma il terzo posto sta stretto e lascia la bocca se non proprio amara, almeno agrodolce.
Cos’è successo? Che l’oro si è confermato fuori portata, un po’ per il valore obbiettivo della Russia e un po’ per la sudditanza delle giurie verso le russe, campionesse olimpiche per la quarta volta consecutiva. L’argento però poteva e forse doveva essere preso: le azzurre erano seconde dopo le eliminatorie e ancora seconde, con discreto margine, dopo il primo esercizio di ieri. E’ stato fatale, purtroppo, un errore nel secondo esercizio, quando un nastro è caduto a terra, rimbalzando 20 cm al di fuori dal tappeto: inevitabile la penalizzazione e con essa il sorpasso – di un’inezia: 55.500 punti contro 55.450 – della Bielorussia, che pur proponendo un esercizio meno ricco e complesso di quello italiano, ha avuto il merito di saperlo portare in fondo senza sbavature, e alla fine è stata premiata per l’esecuzione pulita da una giuria che comunque ha confermato di amare poco l’Italia.
«Siamo venute ai Giochi pensando che ci aspettassero al varco, e in effetti era davvero così. Essere riuscite a strappare una medaglia resta comunque una grande soddisfazione», conferma senza mandarla a dire l’allenatrice-capo Emanuela Maccarani, che pure ammette l’errore «grosso», commesso dalla squadra nel corso dell’esecuzione dei tre nastri e due cerchi. Resta il fatto che le farfalle (Elisa Santoni, Elisa Blanchi, Angelika Savrayuk, la pratese Marta Pagnini, Romina Laurito e Andreea Stefanescu) sono andate comunque sul podio, cancellando la vergognosa beffa con relativa medaglia di legno del 2008. Non è poco: prossima tappa Rio, per almeno tre di queste ragazze.