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Il pagellone dei Toscani

Niccolò, Stefano e Baldo: perfetti Luca la sorpresa
9 CAMPRIANI
Il Botticelli del tiro, il Michelangelo del mirino. Un’Olimpiade perfetta, quella dell’ingegnere fiorentino maturato in America. Nella carabina da 10 metri si mangia l’oro agli ultimi colpi lasciando il trionfo al romeno, poi si allena nella finale dei 50 metri per esplodere, e trovare l’oro, nel giardino di casa sua, la tre posizioni. Renzi gli regala le chiavi della città, la Fiorentina lo invita allo stadio accanto a Della Valle, e in televisione dimostra che non tutti gli sportivi nascono banali. Un campionissimo, e ha solo 25 anni.
8,5 BALDINI
E’ tornato il d’Artagnan livornese, riemerso da quattro anni difficili come una scalata del Mortirolo. Aveva perduto Pechino per una storiaccia senza fondamento, ha lavorato come un matto per lucidare il suo fioretto, in silenzio, senza proclami. Medaglia di legno nell’individuale, dove si scioglie dopo una partenza-champagne. Oro regale a squadre dove chiude tutti gli assalti con nervi d’acciaio. Baldo is back, Livorno stappa lo spumante alla sua salute.
8,5 TEMPESTI
Nessun dubbio: è il gigante pratese il miglior portiere del torneo olimpico. Miracoli in serie, anche e soprattutto nella sfortunata finale contro la Croazia, e soprattutto un carisma e una solidità mentale che ha fatto sentire al sicuro tutto il Settebello. Ora ricarichi le pile e torni a fare i miracoli, da Stefanone d’argento non si può prescindere.
8 PAGNINI
Bravissima Marta la pratese, farfalla tra le farfalle della ritmica. Tre prove praticamente perfette assieme alle compagne, rotazioni piene di poesia e abilità che soltanto la giuria sembra non cogliere: infatti il bronzo dietro alla Bielorussia grida vendetta. Ma a questi Giochi i giudici quasi mai sono stati all’altezza. Marta torna a Prato con un bronzo che scintilla: a Rio sarà oro.
8 TESCONI
Dal poligono di Pietrasanta alla gloria a cinque cerchi: il ragazzo che studia arte e ammira Botero è stato il primo hurrà della spedizione azzurra a Londra. Chiuso nella sua bolla di concentrazione il versiliese ha crivellato di «dieci» il mirinoi con la sua pistola (anche questa prodotta min Versilia, a Camaiore). Un altro patrimonio del nostro sport, da conservare gelosamente. (continua…)

13 agosto 2012
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Sette medaglie per la Toscana

Due ori, tre argenti, due bronzi. Poco da dire, il contributo della Toscana al medagliere azzurro è sempre pesantissimo: sulle 29 medaglie portate via da Londra, un quarto (sette) si devono ai nostri ragazzi. A Londra sono andati a segno Niccolò Campriani nella carabina e Andrea Baldini nel fioretto a squadre, argenti per lo stesso Campriani, per il tiratore versiliese Luca Tesconi e per Stefano Tempesti nella pallanuoto, bronzi per Aldo Montano nella scherma e Marta Pagnini nella ginnastica ritmica. Bravissimi

13 agosto 2012
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Il Settebello corre per un tempo, poi si schianta contro il muro croato

Peccato, ma alla fine è giusto così. Poteva essere la ciliegina d’oro sulla torta olimpica degli azzurri, la medaglia forse più brillante perché sarebbe arrivata da uno sport importante nel quale l’Italia ha grande talento e grande tradizione, ed era piombata in finale con un crescendo imperioso, dopo un girone che invece aveva sollevato non pochi dubbi.
Il Settebello della pallanuoto invece non ce l’ha fatta, pensava fosse arrivato il momento di riprendersi la storia invece alla Water Polo Arena resta solo una consolazione agrodolce senza i galloni di prima della classe. La pallanuoto azzurra perde la finalissima contro la Croazia (8-6) battuta forse più dalla sue paure che da un avversario comunque più forte, soprattutto per via di una difesa muscolare e arcigna che si è rivelata insuperabile per tutta la parte centrale del match, quella decisiva. E soprattutto l’Italia perde contro il suo passato che ha le sembianze di Ratko Rudic, l’uomo che vent’anni fa inventò il Settebello di Barcellona ’92 olimpico: sono gli strani scherzi del destino. (continua…)

13 agosto 2012
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Le farfalle hanno le ali di bronzo

 «Era una gara difficile, siamo entrate in pedana con molta responsabilità sulle spalle, forse fra tutte eravamo quelle più sotto pressione, con tre mondiali vinti. Si sperava un po’ di più, ma alla fine siamo contente». Nelle parole di Elisa Santoni, la capitana, sta tutta l’ambivalenza del bronzo vinto ieri dalle farfalle della ginnastica ritmica. E’ un podio che riscatta la beffa di Pechino, ma il terzo posto sta stretto e lascia la bocca se non proprio amara, almeno agrodolce.
Cos’è successo? Che l’oro si è confermato fuori portata, un po’ per il valore obbiettivo della Russia e un po’ per la sudditanza delle giurie verso le russe, campionesse olimpiche per la quarta volta consecutiva. L’argento però poteva e forse doveva essere preso: le azzurre erano seconde dopo le eliminatorie e ancora seconde, con discreto margine, dopo il primo esercizio di ieri. E’ stato fatale, purtroppo, un errore nel secondo esercizio, quando un nastro è caduto a terra, rimbalzando 20 cm al di fuori dal tappeto: inevitabile la penalizzazione e con essa il sorpasso – di un’inezia: 55.500 punti contro 55.450 – della Bielorussia, che pur proponendo un esercizio meno ricco e complesso di quello italiano, ha avuto il merito di saperlo portare in fondo senza sbavature, e alla fine è stata premiata per l’esecuzione pulita da una giuria che comunque ha confermato di amare poco l’Italia.
«Siamo venute ai Giochi pensando che ci aspettassero al varco, e in effetti era davvero così. Essere riuscite a strappare una medaglia resta comunque una grande soddisfazione», conferma senza mandarla a dire l’allenatrice-capo Emanuela Maccarani, che pure ammette l’errore «grosso», commesso dalla squadra nel corso dell’esecuzione dei tre nastri e due cerchi. Resta il fatto che le farfalle (Elisa Santoni, Elisa Blanchi, Angelika Savrayuk, la pratese Marta Pagnini, Romina Laurito e Andreea Stefanescu) sono andate comunque sul podio, cancellando la vergognosa beffa con relativa medaglia di legno del 2008. Non è poco: prossima tappa Rio, per almeno tre di queste ragazze.

13 agosto 2012
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Le farfalle volano in alto: domani sarà oro o argento

Le farfalle della squadra azzurra di ginnastica ritmica volano alla finale a otto del Completo, nella quale domani (l’appuntamento è alle 14.30) salvo clamorose sorprese porteranno via come minimo l’argento.
Dopo la seconda rotazione, le campionesse del mondo – Elisa Blanchi, Elisa Santoni, Romina Laurito, Angelika Savrayuk, Marta Pagnini e Andrea Stefanescu – ieri hanno confermato la seconda posizione alle spalle della Russia, che ha un vantaggio abbastanza ampio ma recuperabile. Con il punteggio parziale di 27.700 nei tre nastri e due cerchi le aviere dell’Aeronautica Militare hanno brillantemente staccato il biglietto di ammissione alla finalissima, raggiungendo la quota complessiva di 55.800 punti, contro i 56.300 delle russe. Staccata la Bielorussia, terza forza con 54.750, mentre Bulgaria (54.750), Spagna (54.550) e Ucraina (54.150) galleggiano ai piedi del podio in una forbice di appena sei decimi; entrano fra le 8 anche Israele e Giappone .
«Aspettiamo il risultato di domani – frena saggiamente il presidente federale Riccardo Agabio – non abbiamo fatto ancora nulla, ci siamo soltanto qualificate, è chiaro però che c’è molta fiducia». «Ce la giochiamo eccome – spiega la capitana Elisa Santoni – margini di miglioramento ce ne sono, possiamo essere ancora più precise. Comunque, la partita è fra noi e la Russia».

11 agosto 2012
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La medaglia di Donato parla livornese

Alle Olimpiadi di Londra, il laziale Fabrizio Donato ha conquistato un grande bronzo nel salto triplo, salvando finora la spedizione italiana nell’atletica già ammaccata dal caso Schwazer, ma il merito di essere riusciti in tale impresa è anche da condividere con il suo tecnico, il livornese Roberto Pericoli, anch’esso ex triplista.
Classe 1958, Pericoli è cresciuto sportivamente fra le fila dell’Atletica Livorno e si è subito distinto sin dalle categorie giovanili per le sue buone qualità di saltatore. Al primo anno junior, nel 1976, era già capace di saltare 7.42 nel salto in lungo per dedicarsi poi più stabilmente al salto triplo.
Allenato dal professor Alberto Buonaccorsi, ha raggiunto i suoi massimi in carriera con 15.97 all’aperto, nel 1982, e 16.00 esatti nell’impianto indoor di Torino, nel 1984.
Per i suoi meriti sportivi, dall’Atletica Livorno si è trasferito a Roma, dove tuttora vive, entrando a far parte del gruppo sportivo delle Fiamme Gialle dove, dopo aver conseguito il diploma Isef, è rimasto anche come tecnico.
Dalle Fiamme Gialle è poi passato alla Federazione Italiana di atletica leggera dove ricopre da anni il ruolo di collaboratore tecnico dei salti in estensione presenziando le più grandi manifestazioni di atletica degli ultimi tempi. Insomma, è diventato un punto di riferimento fondamentale per i saltatori.
Il sodalizio tecnico fra Pericoli ed il saltatore laziale dura da sempre, in una specialità, come il triplo, dove le sollecitazioni a cui viene sottoposto il fisico dell’atleta inducono spesso carriere molto brevi.
Donato era già capace di saltare 17.60 nel 2000 ma a grandi misure aveva anche alternato incostanza di rendimento, dovuta in gran parte a problemi fisici, negandogli di conseguenza la possibilità di realizzare anche il grande risultato.
Dopo anni la cura tecnica di Pericoli e le capacità fisiche e mentali di Donato hanno finalmente dato i loro frutti consegnandogli dapprima il titolo europeo all’aperto conseguito ad Helsinki, con 17.53, in una piovosa e ventosa giornata di fine giugno e poi il bronzo olimpico di giovedì, realizzato con il balzo migliore a 17.48 ma con una strepitosa serie di salti validi.
Davvero una prestazione più che convicente che lo proietta a 36 anni nel panorama internazionale grazie anche all’ottimo lavoro di Pericoli.

11 agosto 2012
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9 agosto 2012
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9 agosto 2012
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8 agosto 2012
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Sensini chiude al nono posto «Mi dispiace aver finito così»

Il vento non aiuta Alessandra Sensini nell’ultima prova riservata al windsurf ai Giochi di Londra 2012.
La campionessa maremmana conclude la Medal Race all’ottavo posto, una posizione dietro alla francese Picon, e si deve accontare della nona posizione nella classifica finale, che ha visto assegnare l’oro alla spagnola Marina Alabau, che si è aggiudicata anche l’ultima regata, beffando l’ucraianaMaslivets, in vantaggio per tre quarti di gara.
La Medal Race di Weymouth ha consegnato anche l’argento alla finlandese Petaja ed il bronzo alla polacca Noceti-Klepacka. Fuori dal podio l’israeliana Korzis, finita solo nona ieri pomeriggio. (continua…)

8 agosto 2012