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No, non vado in pensione. Non riesco a lasciare l’azienda


Mario Maselli compir? 69 anni il 7 ottobre. E’ un uomo sano, ancora piacevole nell’aspetto e nei modi. E’ uno degli imprenditori pi? noti di Prato e ha ricoperto cariche associative assai importanti. In azienda con lui lavorano gi? i suoi figli. Laureati, gi? inseriti nelle varie attivit?. Competenti e pronti a prendere in mano le redini dell’azienda. Mario Maselli sembra anche tranquillo nel lasciare loro molte competenze. Eppure, dopo 50 anni di lavoro, non ci pensa proprio di godersi la meritata pensione. Avrebbe energia, una situazione economica tranquilla e tutte le caratteristiche per coltivare mille interessi.Eppure.

Recentemente Marino Gramigni ha lasciato e ha annunciato di volerlo fare anche Renato Cecchi. Certo, loro hanno ottant’anni passati ma la domanda ? d’obbligo.
Mario, non ha voglia di godersi un po’ di riposo con la mente sgombra dal lavoro? Di solito gli imprenditori tergiversano nello spiegare i motivi.
Maselli no. Lo spiega con semplicit?. “Dopo 50 anni non potrei vivere senza l’azienda. E’per me come un figlio. E’ come un grande sportivo quando cessa l’attivit? lo sente, soffre”.
Una forma di dipendenza che ha le sue origini nella storia delle aziende pratesi. “L’ho aperta io e l’ho portata avanti io. Mi ha dato tante soddisfazioni e quando le cose non andavano c’erano i figli che davano una gran forza di andare avanti. Ora anche se mi arrabbio spesso beh, mi d? adrenalina”.
“Guardo a Renato Cecchi come a un modello: vorrei che anche a me capitasse un giorno di sentirmi stanco e poter dire “domani non vengo”.

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Questo post è stato scritto da: ireali

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