1 0 Archive | settembre, 2013
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Stilisti in tour tra le aziende pratesi di Fashion Valley

La catena produttiva della Fashion Valley ingrana la marcia ed ? pronta ad offrire un nuovo servizio a brand e aziende del settore moda che vogliono realizzare una collezione. Si tratta dell?organizzazione di tour produttivi personalizzati, grazie ai quali i creativi avranno la possibilit? di essere accompagnati e guidati da personale specializzato tra le aziende del territorio. In questo modo saranno aiutati a produrre i propri capi in un?area limitata, quella della Fashion Valley, con notevole risparmio di tempo e con la possibilit? di vedere esauditi in modo puntuale i propri bisogni.

?Fashion Valley sta incontrando un forte interesse da parte delle imprese del territorio, che sono alla ricerca di nuove forme di collaborazione ? commenta Luca Giusti, presidente della Camera di Commercio di Prato ? Presentarsi come un territorio in grado di rispondere in maniera coordinata alle richieste dei marchi della moda ? un passo in avanti per la promozione del distretto?.

Proprio per venire incontro a questa esigenza, i tour produttivi sono la nuova opportunit? offerta dal progetto Fashion Valley ai creativi della moda. L?iniziativa sar? presentata a Premi?re Vision, la manifestazione internazionale dedicata al tessile che si svolger? da ?marted? 17?a?gioved? 19 settembre?a Parigi, all?interno dello stand informativo curato dalla Camera di Commercio di Prato (5D8 5E7).?L?esperienza di Fashion Valley ? promossa dalla Camera di Commercio di Prato con la collaborazione di Unione Industriale Pratese e Rete Imprese Italia.

 

 

 

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Un esercito di 120 imprese pratesi a Premi?re vision

Riccardo Marini all’aeroporto

Conto alla rovescia per l’apertura di Premi?re Vision, il salone tessile pi? importante del mondo. A presentare le loro proposte saranno 753 aziende di cui quasi la met? rappresentanti del Made in Italy. Prato ? partita alla volta di Parigi con un esercito di 120 aziende. ? non mancano le new entry: su 50 imprese che per la prima volta parteciperanno alla kermesse di Parc des exposition quattro sono “nostre” (manifattura Premi?re, Bolognini srl, Pooltrend e lanificio Supermoda).
Un poker di aziende mescolato in un elenco di nomi prevalentemente turchi, indiani e coreani, tanto per far capire chi sono gli astri nascenti del tessile mondiale. Se infatti l’Italia tiene ancora abbondantemente la pole position della presenza a Premi?re, i padroni di casa – i francesi – sono poco pi? di novanta contro la posizione delle aziende turche, quest’anno oltre settanta.
“A Parigi si vanno a cercare spazi sul mercato estero – commenta Luca Rinfreschi presente in fiera con la sua “Rinfreschi srl” e presidente nazionale di Federmoda – anche perch? il mercato interno ? in questo momento fermo. Anche se Confindustria e il Governo sostengono si sia alle porte di una ripresa per le piccole aziende ancora non c’? alternativa a allargare i propri orizzonti. Ora ad esempio ? imprescindibile lavorare con Francia, Germania e Belgio sperimentando rapporti anche con i paesi del Nord come la Norvegia. Ovviamente contraddistinguendosi rispetto agli altri per la nostra creativit?”.
Un sorriso a 32 denti quello di Riccardo Marini in partenza per Parigi. “Milano Unica – sottolinea – ? andata benissimo e a Parigi ci andiamo convinti di avere conferme. Per le aziende di dimensioni pi? grandi che hanno saputo strutturarsi ritengo possa essere un buon anno”.

E che i risultati in tema di qualit? ci siano per Prato lo dimostrano le nomination per il premio di eccellenza di Premi?re Vision: tra 92 tessuti selezionati 14 sono di aziende pratesi.

Ecco le 92 aziende che hanno avuto la nomination per il Premiere vision Awards.
Albiate 1830 – Alibi – Aspesi Federico – Alberto Bardazzi S.P.A. – Beste Spa – Binicocchi Srl – Lanificio Bisentino – Botto Giuseppe & Figli Spa – C.O.T.O. by Takisada-Osaka Co., Ltd. – Canepa SpA – Lanificio Luigi Colombo Spa – Lanificio Corti Marcello Srl – Debs Corporation – Duca Visconti Di Modrone Spa Div.Velvis – Duksung Co., Ltd – Dutel Cr?ation – Emmebi Smart Yard Spa – Esse-Elle – Europ-Marchini – Flag Div Duca Visconti Di Modrone Spa – Free Style Srl – Frizza Spa – Furpile Idea Spa – Laurent Garigue Partnership – GdA SpA – Gentili Srl – Gratacos SA – Albert Guegain Broderies – HOH Hoferhecht Stickereien – Iluna Group Spa – Imago-Rola Textile & Fashion Di Ric. Rola Srl – Tessiture Imperiali S.P.A. – Infinity Srl – Inseta Srl – ITS Artea Srl – Jackytex – Tessuti A Maglia Spa – Komatsu Seiren Co Ltd – Ricamificio Levi Srl – Lochcarron Of Scotland – Ludia Co., Ltd. – Lusi Ricamificio Srl – Lyria Spa – M.T.T. Spa Manifattura Tessile Toscana – Malhia Kent – Marini & Cecconi Srl – Mariocucchetti Tessuti – Menta Collezioni Srl – Mich?le Lemaire Pour Tissus – Milior SpA – Mitsuboshi Keito – Monotex-Shinheung Corporation – New Concepts – Nanjing Hg- Nice Gain Fabric Co., Ltd. – Nikke – The Japan Wool Textile Co., Ltd – Ricamificio Paolo – Premium Linen By Tamurakoma & Co. – Preview – Profilo Di Marengo Bruno & C. S.N.C. – Lanificio Rafanelli Spa – Ratti Spa (Marzotto Group) : Div. Donna, Uomo – Lanificio Luigi Ricceri Srl – Riechers Marescot SA – Samuel Tweed Fabrics – Lanificio Faliero Sarti – Jakob Schlaepfer – Sfate & Combier – Showa Co., Ltd. – Solstiss SAS – Lanificio Stelloni Andrea Srl – Lanificio Subalpino Srl – Taipyung Textile Co. – Top Project – Top2wooltessuti Srl – Tsuboyoshi Orimono ? Ventures – Stephen Walters & Sons – Zibetti Orsini.

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L’imprenditore Guarducci racconta la nuova vita della Trt

ll patron della Trt e del lanificio Europa Luigi Guarducci con gli ?eredi? Isabella, Stefano e Jacopo

Il 18 aprile ha acquistato la Trt, la tintoria rifinizione inserita nel crack del gruppo Sasch. Un’azienda coinvolta nel fallimento dell’azienda di abbigliamento e che, fin dall’inizio, si sosteneva immeritatamente. Insieme alle altre realt? produttive inglobate nella Go-fin era tra quelle aziende che meno avrebbe dovuto pagare le spese del naufragio del colosso commerciale patron di Miss Italia.
Trt era un’altra cosa. E da subito l’imprenditore Luigi Guarducci si era fatto avanti con i soci del sindaco Roberto Cenni, i fratelli Giuseppe e Gianluca Giovannelli, che delle aziende produttive erano l’anima. Un progetto che ? andato in porto prima della presentazione dei concordati e da allora non solo l’azienda ha continuato a lavorare ma sono state anche assunte tre persone in pi? arrivando a un totale di sessanta dipendenti.
L’acquisizione dopo due anni di affitto. L’imprenditore Luigi Guarducci non ha mai voluto parlare pubblicamente dell’argomento. Del resto si trattava di una storia delicata in cui sono coinvolti altri imprenditori con cui da tempo aveva ottimi rapporti di lavoro tanto da aver instaurato un rapporto inscindibile.
?Non potevamo permettere che la Trt chiudesse?, spiega infatti Luigi Guarducci dal suo stand di Milano Unica. ?In quell’azienda era custodita una parte importante del saper fare del nostro gruppo e l? venivano fatte lavorazioni che difficilmente avrebbero potuto farci altri. In quella fase sarebbe stato arduo trasferire quel rapporto di lavoro in un?altra tintoria rifinizione. ? per questo motivo che abbiamo investito nell’azienda rilevandola e salvandola?.
Ma non solo. ?Credo fortemente – mette in luce Guarducci – che la nostra forza sia nella filiera e nella capacit? di lavorare proprio come ha detto durante l’inaugurazione di Milano Unica Angela Missoni. E per questo consiglierei a tutti i colleghi di investire nella filiera per non perdere quanto abbiamo di buono nel distretto. Ascoltando la Missoni che diceva di valorizzare la parte produttiva della moda e la tradizione delle aziende, credevo mi leggesse nel pensiero tanto la pensavamo allo stesso modo. Prova ne ? la campagna di promozione che ho nello stand dove racconto proprio il nostro modo di fare azienda?.
Per quel che riguarda la Trt l’esperienza ? stata pi? che positiva per Guarducci. ?? un’azienda che abbiamo aiutato anche a crescere. Essendo coinvolti direttamente infatti vi abbiamo investito ottenendo risultati. Al mercato piacciono molto i capi innovativi che hanno nel loro background molta ricerca. In alcuni casi si tratta di lavorazioni che facciamo solo noi?.
Uno spirito che ha portato il lanificio Europa a reggere con determinazione alla crisi riuscendo ad alzare la testa, prima rispetto a molti altri. “Quest’anno – ? sempre Guarducci a parlare – abbiamo aumentato il fatturato del 15-20% e speriamo di fare ancora meglio nel prossimo futuro. Anzi. Vorremmo assumere nuovi lavoratori sia in Trt sia nelle altre aziende?.

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“Non vado a concordato perch? voglio camminare a testa alta”

L’imprenditore Franco Miliotti

?Hai visto Franco? S?, sta proprio bene. Sembra davvero sereno?. Il Franco della conversazione tra i due imprenditori pratesi in fiera a Milano ? Franco Miliotti, 67 anni, 50 trascorsi nell?azienda della sua famiglia, uno dei gruppi tessili pi? grandi di Prato. Tanto per capire: 120 dipendenti, 95 milioni di fatturato nel 2001. Numeri per? che appartengono al passato. Oggi per parlare del Gruppo Milior non si pu? prescindire dalla ristrutturazione del debito (100 milioni di euro, comprendendo anche le aziende dell?immobiliare) cominciata ormai tre anni fa.
Oggi Miliotti ? in fiera a Milano Unica. E questo ? un evidente segnale per gli addetti ai lavori: l?azienda andr? avanti senza concordati. E il viso sereno di Miliotti ne ? la riprova.
?Sono qui e gi? vuol dire qualcosa?, commenta lui dallo stand della fiera italiana del tessile Milano Unica in programma da ieri a gioved?.
?L?azienda – cede all?insistenza delle domande – si pu? dire che ? salva ma quanto ci ho messo: milioni e milioni di euro. Cos? tanti soldi che ho paura a dire la cifra?. Una cifra enorme servita per evitare di ricorrere a un concordato e necessaria per portare avanti i rapporti con le banche nell?ambito del progetto di ristrutturazione del credito.
?Sono stato caparbio. Non ho voluto mai fare quello che mi consigliavano un po? tutti i professionisti. Fare un concordato significava non rimetterci cos? tanti soldi ma anche mettere sul lastrico tanta gente. E poi a ripartire beh, ci sarebbe voluto coraggio?.
Il coraggio di non provare vergogna. ?L?azienda – spiega l?imprenditore – esiste dal 1890 e fu fondata dal nonno di mio padre. Quando a venti anni, dopo il Buzzi, arrivai mi facevano fare un po? di tutto. Ed ero io, nell?azienda che non aveva certo la penetrazione sul mercato raggiunta dopo, che andavo dai terzisti. A volte capitava di chiedere di fare il nostro ordine prima di altri e, pi? volte, mi sono sentito rispondere ?s? ti si fa prima degli altri ma solo perch? ti chiami Miliotti e i tuoi genitori sono sempre stati corretti e onesti??.
Una considerazione che rendeva il giovane Miliotti orgoglioso. E una frase che non ha potuto cancellare quando si ? trovato a fare delle scelte. ?Ho scelto di poter continuare a camminare a testa alta. E ai miei figli, in questi ultimi anni cos? difficili, continuavo a ripetere questo: adesso facciamo sacrifici enormi ma poi, se riusciremo a tenere in piedi l?azienda, potremo essere orgogliosi di come ci siamo comportati. Si possono sempre prendere le scorciatoie ma quando sacrifichi le persone che hai avuto a fianco perdi la credibilit? e il rispetto. E per me questo conta molto?.
Miliotti racconta della sua scelta di non smettere di dare ossigeno – soldi – al gruppo tessile come un?esigenza propria. Nessun riferimento ai colleghi che invece si sono comportati in modo diverso. ?Non parlo degli altri perch? li capisco. Proprio perch? ci sono passato. Capisco chi non se la sente e preferisce fare in un altro modo. Io per andare a Roma avevo due strade: una pianeggiante, l?altra impervia e piena di rischi. Come si pu? criticare chi sceglie la via pi? facile??.?Non posso certo mettermi in cattedra: semmai devo ringraziare tutte quelle aziende che ci hanno dato credito nei momenti pi? difficili?.

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21.600 presenze alla fiera Milano Unica

Il Salone milanese del tessile? ? stato visitato da oltre 21.600.visitatori, un numero in crescita (+6,55%) rispetto all?edizione di Settembre 2012 che rappresenta un importante segnale di inversione della fase negativa delle attivit? del comparto che ha caratterizzato i primi mesi dell?anno.

Ancora una volta la presenza di visitatori internazionali (+14%) si ? dimostrata il valore aggiunto di Milano Unica. Da segnalare, per?, anche la ripresa delle presenze italiane (+3%). Per la seconda volta, dopo l?edizione di Febbraio, il numero di visitatori e di aziende presenti ? risultato in crescita. Tra le presenze straniere, significativamente in crescita, in valori percentuali e assoluti, sono da segnalare quelle di: Gran Bretagna (+69%), Belgio (+31%), USA (+28%), Federazione Russa (+26%), Svezia (+25%), Corea del Sud (+22%),? Francia (+21%), Cina (+14%) e Giappone (+4%).

Segnali importanti, dunque, in controtendenza rispetto all?andamento della Tessitura italiana nel primo semestre del 2013, che tuttavia ha visto un arresto in questi ultimi mesi.
?L?andamento delle presenze – sostiene il Presidente di Milano Unica, Silvio Albini ? ? sicuramente il motivo di maggior soddisfazione. La maggior presenza di buyer provenienti dai nostri pi? tradizionali mercati esteri, che in questi anni erano stati, per noi, motivo di preoccupazione, ? sicuramente un importante segnale di conferma che davvero la fine del tunnel della crisi ? vicina. Un segnale che ? reso ancor pi? incoraggiante dalle presenze di buyer provenienti dai nuovi mercati, come quello cinese, dove, peraltro, saremo fra poco pi? di un mese?.

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La stagista Eva in fiera a Milano con l’azienda

La stagista Eva Ciapini con Roberto e Francesco Marini

Eva Ciapini, 18 anni, studentessa del liceo artistico di Montemurlo, in fiera a Milano ? nello stand della Marini e Cecconi. Per lei lo stage di una settimana vinto con un concorso per creativi ? andato ben oltre l’attesa. “Durante lo stage ha realizzato un abito con le nostre stoffe che abbiamo scelto per la vetrina dello stand. Ci ha fatto quindi portarla con noi in fiera per farle fare un po’ di esperienza e vedere come funziona il nostro lavoro prima del suo rientro a scuola”.

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Marini: “Lasciare MU fu un errore: dobbiamo tornare indietro”

Riccardo Marini

Prato non fa pi? Parte di Milano Unica. Ed e’ un dato di fatto. Al di la’ dei sorrisi e delle strette di mano, dalla cartellonisti a concup? ? tappezzato il Portello si evince chiaramente che i toscani adesso sono ospiti. Una situazione che i pratesi hanno voluto rompendo qualche anno fa il sodalizio con i lombardi e gli altri colleghi del tessile Made in Italy.

L’imprenditore Riccardo Marini, gi? presidente di PratoTrade e dell’Unione industriale non riesce a digerire questa “assenza”. “Prato non fa parte di Milano unica e mi dispiace moltissimo. Fu deciso durante la presidenza del collega Alessandro Benelli ma io ero tra coloro che avrebbe voluto rimanere dopo tutti gli sforzi fatti per arrivare a una fiera unica”.
“Si tratta di una manifestazione che va avanti mentre le altre chiudono e sar? secondo me sempre pi? strategica per il Made in. A livello di visibilit? poi non esistiamo e i sa che adesso l’ immagine conta parecchio. Noi siamo il pi? grande distretto tessile d’Europa e nonostante questo qui non siamo nella stanza dei bottoni”.

Adesso, per esempio, Milano Unica sta organizzando la fiera di Shanghai. “E anche li’- mette in evidenza Marini – partecipiamo senza aver voce in capitolo. ? in Cina chi comanda conta. Si sa bene con i biglietti da visita”.

Quando Prato era tra gli organizzatori i rapporti non erano facili, si ricorder? dei suoi scontri con Paolo Zegna? “Eccome se mi ricordo. Ci dicevamo chiaramente le opinioni ma il rapporto era costruttivo. Ed e’ rimasto anche adesso un rapporto di stima”.

Ormai per? quel che ? fatto ? fatto.

“Io invece mi impegnerei per rimettere insieme il sistema che c’era. Non possiamo essere fuori dal sistema del tessile nazionale. Al Consorzio ne parliamo spesso e ora ? arrivato il momento di fare sul serio”.

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No, non vado in pensione. Non riesco a lasciare l’azienda


Mario Maselli compir? 69 anni il 7 ottobre. E’ un uomo sano, ancora piacevole nell’aspetto e nei modi. E’ uno degli imprenditori pi? noti di Prato e ha ricoperto cariche associative assai importanti. In azienda con lui lavorano gi? i suoi figli. Laureati, gi? inseriti nelle varie attivit?. Competenti e pronti a prendere in mano le redini dell’azienda. Mario Maselli sembra anche tranquillo nel lasciare loro molte competenze. Eppure, dopo 50 anni di lavoro, non ci pensa proprio di godersi la meritata pensione. Avrebbe energia, una situazione economica tranquilla e tutte le caratteristiche per coltivare mille interessi.Eppure.

Recentemente Marino Gramigni ha lasciato e ha annunciato di volerlo fare anche Renato Cecchi. Certo, loro hanno ottant’anni passati ma la domanda ? d’obbligo.
Mario, non ha voglia di godersi un po’ di riposo con la mente sgombra dal lavoro? Di solito gli imprenditori tergiversano nello spiegare i motivi.
Maselli no. Lo spiega con semplicit?. “Dopo 50 anni non potrei vivere senza l’azienda. E’per me come un figlio. E’ come un grande sportivo quando cessa l’attivit? lo sente, soffre”.
Una forma di dipendenza che ha le sue origini nella storia delle aziende pratesi. “L’ho aperta io e l’ho portata avanti io. Mi ha dato tante soddisfazioni e quando le cose non andavano c’erano i figli che davano una gran forza di andare avanti. Ora anche se mi arrabbio spesso beh, mi d? adrenalina”.
“Guardo a Renato Cecchi come a un modello: vorrei che anche a me capitasse un giorno di sentirmi stanco e poter dire “domani non vengo”.

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Energia e tessitura: le priorit? del vice ministro

La parola tessitura ? tornata spesso nell’intervento del vice ministro Carlo Calenda a Milano Unica. E ai rappresentanti delle imprese tessili del made in ha chiesto di mettergli in mano un progetto con delle richieste per aiutare questo comparto produttivo. “Se il Governo va avanti ho intenzione di mettere le aziende come le vostre tra le priorit?”.
Una richiesta presa al balzo dai presidenti delle Confindustrie “tessili” che hanno deciso di preparare insieme un vademecum per il vice ministro che si ? detto disponibile anche a risolvere i problemi legati al consumo dell’energia. “So che molte aziende tessili – ha aggiunto – sono rimaste fuori perch? non fanno i consumi richiesti. Fatemi avere dei dati in modo da poter aggiustare i parametri”.
Non ? escluso che i distretti chiedano di poter accedere agli sgravi non come singole aziende ma come gruppi di acquisto.

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I coreani tornano, Prato apre loro le braccia


Tutti gli sguardi sono rivolti all?Oriente. E? l? infatti che c?? da lavorare per conquistare (o riconquistare) dei mercati. Va da s? che Germania, Francia e Stati Unit giocano una partita a s?. A parte va trattato anche il mercato della Cina. Se vendi l?, hai gi? fatto molto. E anche qualcosa in pi?.
Il proprio portafoglio clienti deve essere per? diversificato e le aziende devono sempre di pi? guardare ai mercati esteri.
Il primo posto tra i paesi da non sottovalutare assolutamente ? il Giappone. Facile, tolto un periodo di crisi di questo paese negli ultimi anni da sempre ? uno sbocco importante per le aziende che fanno tessuti di qualit?. Ora il Giappone ? in fase di ripresa e potrebbe tornare tra i mercati pi? importanti per le aziende pratesi
Poi per? viene un paese negli ultimi anni quasi dimenticato, la Corea.
Un mercato che negli anni Novanta dava delle grandi soddisfazioni a Prato in termini di richiesta. ?Erano giapponesi della Corea?, commenta l?imprenditore Mario Maselli per dire che avevano le stesse caratteristiche dei ?vicini? di casa. Sceglievano cio? prodotti di grande qualit? ed erano disposti a pagare il prezzo giusto.
Poi per? travolti da una crisi mostruosa erano spariti.
Adesso stanno tornando. Si rivedono tra gli stand delle fiere. Hanno inoltrato nuovi ordini. Ecco quindi che Prato strizza loro l?occhio e va con il Consorzio a fare un workshop a Seoul a fine ottobre. ?Un interesse dimostrato dal fatto – riferisce Sandro Ciardi, presidente di Prato Trade – che abbiamo gi? 12 aziende iscritte?.

10 settembre 2013