1 0 Archive | gennaio, 2014
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Munich fabric Start, 900 espositori al via. Primo appuntamento per i tessuti

Tessuti, ancora tessuti ma non solo tessuti. Entriamo nel vivo delle fiere tessili che, dai prossimi giorni a marzo, terranno banco in Europa e in Asia. Si comincia con Monaco di Baviera, dove, dal 4 al 6 febbraio, Munich Fabric Start presenterà le ultime novità e tendenze del settore, naturalmente rivolte alla stagioe primavera / estate 2015. Non mancheranno, di solito in pattuglia abbastanza nutrita, i produttori di tessuti pratesi.
In tutto, in Baviera, sono attesi circa 900 selezionati espositori provenienti da 35 paesi, con un vasto assortimento di collezioni: circa 700 espositori presenti con le loro collezioni e 190 imprese, definite addizionali, che presenteranno le loro innovazioni tessili, frutto di ricerca sui materiali sia canonici che innovativi.
Con cifre iniziali di questo tipo, gli organizzatori guardano con ottimismo a una tre giorni che definiscono “fiera dell’ispirazione”, dove sarà possibile ancora una volta trovare un un mix di soluzioni per le collezioni di fascia alta che vengono presentate su 45.000 metri quadrati.
La tendenza costantemente positiva a cui gli organizzatori tedeschi hanno assistito in pre-stagione, con una crescita o ripresa costante in larga parte del settore tessile e accessori produttori (pur sempre rispetto all’anno precedente) sembra tra l’altro continuare e costituire la migliore premessa per quanto potranno ottenere sia gli espositori che gli stessi buyer che si recheranno alla Munich Fabric Start. Che una ripresa sull’anno passato ci sia, è dimostrato – sottolinea una nota dell’organizzazione della fiera bavarese – anche dall’aumento, previsto e già visto lo scorso anno, di visitatori. In Germania si rallegrano inoltre per l’aumento dell’internazionalità. Del resto, con circa 20.000 visitatori professionali internazionali, Munich Fabric Start è capace di un sempre maggiore appeal per i visitatori provenienti dai paesi stranieri.
«Con un portafoglio selezionato e aree di mercato rilevanti, Munich Fabric Start continua ad affermarsi e rafforzare la sua posizione di fiera internazionale. La data iniziale della fiera è stata scelta per renderla la rassegna inaugurale della stagione – osserva il direttore della fiera, Wolfgang Klinder – Di sottofondo, troviamo inoltre la base solida del forte mercato tedesco che è un ulteriore fattore che contribuisce alla crescente importanza internazionale di Monaco di Baviera come occasione di informazione precoce sulle collezioni tessili».

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Filatura, un fatturato da 3,5 miliardi di euro

Pitti Immagine Filati ha rappresentato l’occasione per dare uno sguardo al bilancio preconsuntivo 2013 della filatura italiana redatto da Sistema Moda Italia.  Al gravoso risultato accusato nel 2012 (-7,8%), per l’industria italiana della filatura (in questa accezione comprensiva della produzione di filati lanieri, cotonieri e lanieri) fa seguito nel 2013 un rallentamento del ritmo di caduta, stimato, secondo le elaborazioni preliminari effettuate da SMI, nella misura del    -2,1% su base annua. Il fatturato di comparto dovrebbe, pertanto, passare a 3,5 miliardi di euro circa.
La dinamica settoriale negativa, ma in decelerazione rispetto alle performance del 2012, accomuna sia la filatura laniera (con una variazione attesa migliore rispetto alla media di comparto), sia la filatura cotoniera; al contrario,  quella laniera, che nel 2012 aveva confermato l’evoluzione positiva, vede archiviare nel 2013 una flessione non marginale, stimata nell’intorno del -10%.
Anche il valore della produzione italiana (variabile questa che si propone di stimare il valore della sola produzione italiana al netto della commercializzazione dei filati importati), dovrebbe evidenziare un ridimensionamento del calo, segnando un -2,8%.
Come emerge dall’analisi del bilancio settoriale, la performance della filatura risente dell’andamento evidenziato sia dalla domanda interna intra-filiera (intercettata dal consumo apparente) sia dalla domanda estera, che in corso d’anno hanno sperimentato entrambe una progressiva decelerazione del decremento.
In particolare sul fronte italiano, il consumo apparente, che nel 2012 aveva ceduto oltre il 14%, conterrebbe il calo al -2,9%.
Con riferimento al mercato estero, invece, nel 2013 l’export settoriale dovrebbe frenare, secondo le previsioni, al -1,8%. Complessivamente, pertanto, il fatturato estero settoriale dovrebbe restare al di sopra dei 900 milioni di euro.
Parallelamente l’import, dopo il crollo accusato nel 2012 (-20,3%), è stimato in flessione del -2%, corrispondente a poco più di 830 milioni di euro. Fatta eccezione per il filato di lino (che sperimenta un deterioramento), del resto tutte le merceologie in esame assistono ad un rallentamento del ritmo di decremento, con il filato di lana cardato già tornato positivo.
A fronte del suddetto andamento dell’interscambio con l’estero, il saldo commerciale della filatura si conferma positivo, assestandosi a 78 milioni di euro. Tuttavia, il risultato è da ascrivere in primis al filato cardato in lana (seguito da quello per aguglieria); viceversa, come di seguito dettagliato con riferimento ai primi nove mesi del 2013, il filato di cotone presenta un deficit con l’estero, così come il filato di lino.
A differenza delle altre merceologie esaminate dal rapporto di Sistema moda Italia, i filati cardati di lana registrano già nel periodo monitorato un ritorno alla crescita dell’import dall’estero, nella misura del +4,9%. La Lituania, primo supplier, archivia un aumento del +4,4%, superando così la Cina che, del resto, cede ancora un        -17,7% (dopo il -25,2% accusato lo scorso anno nel medesimo periodo). Anche l’import da Regno Unito, Polonia e Ungheria risulta positivo.
L’import di filato pettinato conferma il trend negativo, segnando una flessione del -7,2%. Tradizionale primo partner (con una quota scesa però al 19,4%) resta la Germania, che accusa, tuttavia, un pesante cedimento (-33,8%). Calano anche le importazioni da Bulgaria e Polonia (-1%), mentre quelle provenienti dalla Repubblica Ceca mostrano un incremento del +7,5%; si rileva inoltre un ‘mini-boom’ (+39%) con riferimento alla Romania.
Nel caso dei filati misti chimico/lana, l’import perde il -2,1% a valore, mentre il     -4,6% a volume. La Romania, pur confermandosi primo partner con una quota del 46% circa, accusa ancora, come nel 2012, una decisa flessione, pari al         -17,8%. Di contro, Bulgaria e Turchia, secondo e terzo supplier di filati misti chimico/lana, risultano interessate da dinamiche molto positive, rispettivamente pari al +15,9% e al +67,3% (dato quest’ultimo che compensa il cedimento del           -39,8% rilevato lo scorso anno). Altra performance positiva riguarda l’import dall’India (+53%).
Con riferimento ai filati di cotone, l’import si mantiene complessivamente stabile sui livelli dello scorso anno (-0,4%), anche se l’approvvigionamento dalle aree extra-UE (che assicurano l’89,7% dell’import di questo filato) evidenzia già un’inversione di tendenza, archiviando una variazione positiva pari al +2,5% a valore e al +6,1% a volume. Tra i principali partner, si segnala l’aumento dell’import dalla Turchia (+1,3%), ma soprattutto dalla Cina (+17,2%) e dal Pakistan (+31,1%). Risultano, invece, cedenti l’Egitto, che fa registrare un calo del -2,3%, e l’India, che perde il -7%.
Se lo scorso anno la filatura italiana, pur confermando il trend negativo, ha sperimentato un progressivo miglioramento delle performance di mercato, sembra ragionevolmente lecito attendersi per il 2014 un cambio di passo, in grado di riportare il comparto, tradizionalmente ‘anticipatore’ della congiuntura come i restanti anelli del ‘monte’ della filiera, in territorio positivo.

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Pitti filati, tanti stranieri e soprattutto clienti di qualità

Meno male che ci sono i compratori stranieri. La settantaquattresima edizione di Pitti Immagine Filati si è chiusa all’insegna dell’ expor: a visitare gli stand dei pratesi soprattutto compratori americani, russi e giapponesi, pochi gli italiani, qualche tedesco e francese. “I tre giorni di Pitti Immagine Filati – spiega Francesco Lucchesi presidente del Consorzio Filatori – hanno registrato, come ci auspicavamo, l’interesse dei mercati esteri soprattutto Urss, Giappone e Usa”. La strategia dell’ internazionalizzazione extra Europa è sicuramente vincente. “Il mercato italiano e in parte quello europeo sono fermi,– continua Lucchesi – abbiamo avuto visite di tedeschi e qualche francese, del resto greci, portoghesi e spagnoli era prevedibile che non venissero”. Assenza prevista anche quella degli italiani.”Nonostante quello che vogliono farci credere, la ripresa non è in atto. Il mercato interno e fermo e le aziende italiane non sono affidabili soprattutto per quanto riguarda i pagamenti, del resto le banche continuano a non assistere le imprese e il tessile continua a soffrire come tutti i settori”. Cresce, quindi, nel Far East l’interesse verso i filati italiani e la manifestazione fiorentina. “Pitti Filati – spiega Raffaella Pinori, presidente di Pinori Filati- resta un happening molto importante soprattutto per poi articolare meglio le collezioni. Visitatori però non è sinonimo di compratori sebbene possono dare spunti per una riflessione”. Anche Pinori Filati ha registrato un aumento di visitatori stranieri in particolari di giapponesi. “I mercati orientali sono in forte crescita e aumenta l’interesse verso il prodotto italiano, per questo con il Consorzio Filatori andremo anche a Shanghai, per dare la possibilità a chi non è venuto a Firenze di visionare le nostre collezioni”. Un giudizio quindi positivo sull’ affluenza. “Sicuramente inferiore rispetto a luglio – puntualizza Pinori – ma del resto abbiamo presentato i filati estivi”, ma non solo. “Una manifestazione- conclude Lucchesi – che ha dimostrato più che la quantità la qualità dei visitatori. Un dato decisamente interessante”. (Alessandra Agrati)

25 gennaio 2014
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Premiere Vision: 25 nuovi espositori per il salone del 18-20 febbraio 2014

Con numerosi visitatori (44 000 nel febbraio 2013/ 53 000 nello scorso settembre), di cui il 73% di internazionali
e di qualità, Première Vision,  il primo salone mondiale dei tessuti per abbigliamento rimane un valore sicuro per quelli che
desiderano scoprire i più importanti protagonisti del settore e i grandi marchi internazionali.
L’obiettivo di Première Vision non è di intensificare le proposte ma di privilegiare la qualità e la creatività dell’offerta
presentata. Un’offerta completa che esprime la sua ricchezza nell’innovazione, la creazione e la diversificazione.
La prossima edizione accoglierà 25 nuovi espositori. 15 tessitori provenienti da: Italia, Francia, lTurchia, Corea del
Sud, Giappone e Portogallo; 4 filatori e maglifici esperti della maglieria rettilinea creativa, presentati presso la
piattaforma Knitwear Solutions; e 6 atelier dai savoir-faire e dalle tecniche eccezionali presenti nell’ambito
esclusivo di Maison d’Exceptions.
Questo conferma anche il ruolo federatore e motore del salone, da notare il ritorno, dopo diverse stagioni di
assenza, dei tessitori italiano e francese, Fasac Spa e Tissage des Chaumes, e dell’atelier francese di tessitura
artigianale esperto nella lavorazione delle piuma, Janaïna Milheiro (presso Maison d’Exceptions).
Il 18, 19 e 20 febbraio prossimo. Premiere Vision registrerà un numero stabile di espositori superando
leggermente i 734 espositori di febbraio 2013 che rappresentavano già un aumento considerevole rispetto agli
anni precedenti.

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Investimenti, le aziende acquistano macchinari

L’imprenditrice Raffaella Pinori

La prima giornata di Pitti filati non si è distinta per grandi voli. Nè verso l’alto nè verso il basso. La situazione tra gli imprenditori è sostanzialmente serena e la sensazione è quella che il comparto dei filati stia navigando verso acque tranquille. La gran parte delle aziende pratesi ha preso la strada giusta e si dirige verso un potenziamento delle esportazioni e verso i prodotti di alta gamma. In quasi tutte le aziende si registrano investimenti nei macchinari in modo da garantire prodotti sempre nuovi con l’obiettivo di non farsi prendere dalla Turchia che in questo settore cresce a vista d’occhio.  Oltre alla Filpucci hanno investito in macchinari, tra le altre, la Industria Italiana filati-l’Accademia e Pinori. Da Ilaria manifattura lane si è potenziata la fase di campionario mentre grossi investimenti sono stati portati avanti sia nella tintoria sia nella filatura di Lineapiù Italia, in questo caso con investimenti di oltre 2 milioni di euro.

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Filpucci potenzia la filatura e assume

Leandro Gualtieri

È tempo di investimenti per le grandi aziende di filati di Prato. Più imprenditori stanno acquistando macchinari per produrre sempre nuovi filati e rimanere accattivanti e innovativi sul mercato.  Una delle aziende che ha deciso di anticipare le tendenze moda potenziando i reparti di produzione è la Filpucci di Leandro Gualtieri che ha comprato tre nuove macchine per realizzare i “cordonetti”, una lavorazione che va benissimo per i filati per l’aguglieria.  “È necessario fare ricerca Costantemente -sostiene Leandro Gualtieri  – e per farlo è necessario fare investimenti e crescere”. Con l’acquisto delle nuove macchine saranno assunti 5 operai che andranno a sommarsi agli attuali 40 del reparto.

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Polo, Liu Jo: ecco i clienti che “tornano” in Italia

I filati stanno vivendo, a differenza dei tessuti, un buon periodo. Diversi clienti, anche importanti, hanno deciso di lasciare i paesi orientali per la produzione per tornare ad acquistare in Italia. Tra questi ci sono, per fare un paio di nomi aziende  Liu Jo e Polo che già per la gamma alta si stanno affidando all’Italia perché anche in Cina è cresciuto il prezzo della manodopera
«L’export del settore – è sempre Lucchesi a parlare – sta crescendo a due cifre e dalle ultime riunioni fatte tra noi è risultato che prevediamo un 2014 piuttosto sereno. Le collezioni sono andate bene e ci aspettiamo gli ordini dopo Pitti».
A dar fastidio all’esportazione c’è il cambio con il dollaro che avrebbe potuto aiutare molto di più trasformando il 2014 nell’anno della ripresa. «Il dollaro a 1,37 non ci aiuta ne crescere nelle esportazioni come avremmo potuto.
Se avessimo avuto un cambio, ad esempio, ad 1,25  ci sarebbe stata tutta un’altra storia e le vendita con l’estero avrebbero raggiunto dei livelli assolutamente ottimi».

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Il Consorzio dei filatori si apre alle aziende biellesi

Venerdì prossimo è una data importante per i filatori. E non solo perché è in fase di chiusura Pitti Filati (dal 22 al 24 gennaio) ma perché c’è il taglio del nastro ufficiale per l’apertura del Consorzio di promozione filati alle altre realtà imprenditoriali italiane.

Non solo quindi un consorzio di aziende pratesi ma del made in Italy.Un rapporto quello dei filatori che va avanti già da un po’ di tempo e che si è rafforzato con l’organizzazione della fiera del settore in Cina aperta sia ai pratesi sia agli altri. «Una collaborazione – spiega il presidente del Cpf   Francesco Lucchesi – che ci ha dato modo di organizzare dei progetti insieme e che oggi vogliamo stringere aprendo il nostro consorzio anche agli altri».
Si sa già che un parere positivo l’hanno espresso Divè, Zegna Baruffa e Cariaggi solo per fare alcuni nomi ma che entro settembre dovranno aderire anche tutti gli altri, coloro almeno che partecipano alla fiera in Cina. Con questa nuova alleanza saremo il primo consorzio di filati di livello nazionale – aggiunge Lucchesi – e questo ci permetterà di poter promuovere molto meglio e con più forza i nostri prodotti».