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Tanta affluenza, a Parigi si respira un clima nuovo

A Premi?re Vision i pratesi fanno scorta di ottimismo per il futuro. E? bastato varcare i confini italiani ed entrare al Parc d’Expositions per respirare un?aria nuova dove l?incertezza si dirada per lasciare spazio a una ritrovata fiducia. L?affluenza nei corridoi ? tanta. Gli stand dei pratesi sono affollati di clienti internazionali. Se l?aspettava Luigi Guarducci del Lanificio Europa che all?edizione invernale del salone parigino arriva con una valigetta carica di stoffe (primavera-estate 2015) e aspettative.
Del resto, per quelli come lui che non fanno della lana la produzione regina della collezione, questa ? la stagione di punta. ?Il peggio ? passato gi? dall?anno scorso ? afferma – e speriamo di confermare il trend positivo intrapreso dalla nostra azienda. Per essere il primo giorno le cose stanno andando bene. Da stamattina abbiamo visto diversi clienti, molti dei quali stranieri, in particolare europei, asiatici e americani, ma non mancano nemmeno gli italiani.
L?atmosfera che si respira ? di ritrovato ottimismo, che poi trova conferma negli ordini che stanno arrivando anche se partiti un po? in ritardo?. Ma in fiera tra pratesi in trasferta a Parigi non si parla solo di collezioni, la politica ? diventata uno degli argomenti che rimbalza di pi? da uno stand all?altro.
?La cosa pi? importante ? far ripartire i consumi; ? inutile parlare di sgravi fiscali alle imprese per assumere personale se poi manca il lavoro?. Non in fiera, dove non si scorge ombra di crisi (?? iniziata bene: ci hanno fatto visita clienti qualitativamente ben posizionati e non ci sono stati perditempo?) anche se ?qui si respira un?aria diversa da quella che poi si vive in fabbrica quando arrivano gli ordini?, sottolinea Benelli.
?Altro che giaguari o dinosauri ? esclama facendo riferimento alla polemica innescata da Maselli nei giorni scorsi a Milano – noi siamo degli eroi?. ?C?? stato movimento ? afferma Andrea Cavicchi, presidente dell?Unione industriale pratese e presente a Premi?re Vision con la Furpile ? all?estero il clima ? pi? positivo. Adesso ci aspettiamo che le cose cambino anche in Italia e che venga data priorit? all?industria e al lavoro. Il provvedimento pi? urgente in questo momento sarebbe la riduzione del cuneo fiscale?.
Soddisfazione anche allo stand del lanificio Bellucci, azienda che sulla fiera di Parigi conta molto, come le altre. ?? anche quella dove si lavora meglio?, parola di Francesco Bellucci, che ha ricevuto clienti da tutto il mondo soprattutto da Stati Uniti, Inghilterra e Francia.
?Gli italiani sono stati pochissimi ? dice ? ma quelli interessati sono gi? venuti a Milano?. ?E a differenza degli anni scorsi ? aggiunge ? la qualit? dei buyers ? migliorata, nel senso che ci sono meno perditempo. La crisi ha selezionato anche la clientela: quelli che abbiamo visto a Parigi quest?anno non sono venuti per curiosare. A determinare questa situazione ha contribuito anche il fatto che le aziende investono meno nelle manifestazioni mandando in trasferta meno persone che sono quelle veramente interessate alle collezioni?.
Allo stand del lanificio Sarti il boom di affluenza c?? stato in giornata. ?La mattinata ? partita a rilento, ma dalle prime ore del pomeriggio non ci siamo fermati un attimo?, racconta Maurizio Sarti, che si lascia andare a un cauto ottimismo. ?Ci sono stati anni in cui anche in fiera si respirava aria di pessimismo, adesso non ? pi? cos?, ma da qui a dire che gli ordini sono soddisfacenti, ? presto?.
Cosa succeder? dipender? anche dall?andamento della situazione nazionale verso la quale c?? molta incertezza che poi pesa sui risultati. ?Basti guardare la provenienza degli ordini ? dice ? la maggior parte dei quali arriva dall?estero, per quanto ci riguarda da Francia, Inghilterra, Giappone, Corea e America. E dai gruppi italiani che lavorano con l?estero?.

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19 febbraio 2014

Questo post è stato scritto da: ireali

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