1 0 Archive | settembre, 2016
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Prato innamorata di Parigi. Gli imprenditori: “Qui c’è tutto, qualità e quantità”

E’ un amore dichiarato e sincero quello che Prato nutre per Parigi. I produttori di tessuto che in questi giorni si trovano nella capitale francese per Première Vision non hanno niente di cui lamentarsi. “Qui è tutto meraviglioso”, afferma Francesco Bellucci, imprenditore alla guida del lanificio di famiglia14292357_10209418952102942_8241815992464378972_n Mario Bellucci, sgombrando così il campo dal dubbio che sia possibile rinunciare all’appuntamento parigino per privilegiare la fiera di Milano in nome del “made in Italy”. “Première vision si conferma la fiera di riferimento del settore”, dice l’imprenditore Maurizio Sarti del Lanificio Faliero Sarti. Il motivo è comprensibile. “Qui c’è tutto il mondo – spiega Sarti – è la fiera più internazionale che ci sia, in qualunque altra manifestazione i visitatori sono prevalentemente nazionali, mentre Parigi rappresenta un’occasione unica per incontrare clienti provenienti da tanti paesi diversi in una volta sola”. Una fiera, dunque, all’altezza delle aspettative degli imprenditori. Anche a livello organizzativo. Volendo trovare proprio il pelo nell’uovo, va detto che “il primo giorno faceva eccessivamente caldo”. A parte questo inconveniente, dovuto probabilmente all’aria condizionata, la soddisfazione degli imprenditori durante la manifestazione parigina andata in scena dal 13 al 15 settembre, non è paragonabile a nessun altro evento di settore. Dello stesso avviso anche Sandro Ciardi (disegnatore e addetto commerciale per Masterloom) che dal quartiere fieristico Parco delle esposizioni Paris Nord Villepinte riferisce, in attesa dei dati definitivi sull’affluenza, di essere molto soddisfatto “sia per la quantità sia per la qualità dei visitatori”. “Temevamo che l’allarme terrorismo ancora alto in questo periodo comportasse qualche rinuncia – dice – ma evidentemente ci siamo sbagliati: la voglia di andare avanti e lavorare bene ha superato ogni paura. Ci sono stati anche tanti giapponesi e americani”. Da Parigi gli imprenditori pratesi non se ne andranno mai. PV è un appuntamento troppo ghiotto per rinunciarvi. E nell’ottica di una riduzione del numero di fiere l’orientamentIMG-20160914-WA0009o semmai è quello di unificare le date di Milano per dare vita a un unico appuntamento a luglio. “Per noi anche il salone di Milano è importante, ma soprattutto per il mercato interno – aggiunge Sarti – se invece vogliamo incontrare una fetta di clientela più ampia e variegata come nazionalità Première Vision è più adatta”. L’imprenditore Bellucci non nasconde infine che Parigi offre anche un contesto favorevole a chi, come nel suo caso, ha scelto di investire tutto sul servizio e l’attenzione al cliente. “Qui si fanno ottime pubbliche relazioni – ammette- non solo durante la fiera, ma anche dopo: ci sono posti piacevoli per fare aperitivi e invitare i clienti a cena come siamo soliti fare. Li portiamo nei migliori locali e ristoranti della città. Per l’azienda è un investimento perché crediamo molto nel rapporto personale con il cliente”. (Barbara Burzi)

 

15 settembre 2016
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Un pratese sull’home page di PV. Marini: “Ne sono orgoglioso”

Quasi duemila espositori, ma solo uno si è meritato la copertina. È l’azienda Marini Industrie quest’anno a occupare un posto d’onore sulla homepage del sito di Première Vision, la manifestazione fieristica a carattere internazionale, che si svolge a Parigi, nel polo di Paris Nord Villepinte, dove si danno appuntamento compratori di tutto il mondo per ammirare il meglio della produzione tessile europea. Un evento imprescindibile per chi opera nel settore e che ha sempre messo d’accordo tutti. E quando si è trattato di prendere una posizione, l’imprenditore Marini non ha mai messo in dubbio la propria partecipazione alla fiera d’Oltralpe. Una stima reciproca, quella tra l’azienda pratese e gli organizzatori, che quest’anno si è consolidata con l’opportunità offerta a Marini Industrie di presentarsi sulla piattaforma web del sito della manifestazione per offrire ai visitatori un assaggio della vetrina del salone parigino. «E’ un riconoscimento importante di cui siamo molto orgogliosi – commenta l’imprenditore – ma i benefici sono reciproci: siamo un’azienda conosciuta nel mercato, che ha tanta esperienza nel settore e da sempre si è distinta per la qualità dei prodotti e la creatività». Testimonial della campagna è proprio Ricardo Marini, molto conosciuto nell’ambiente anche per i suoi incarichi istituzionali, a cui è stato affidato il compito di illustrare “live” al pubblico degli internauti i trend della nuova stagione autunno-inverno 2017-18 in mostra all’edizione PV di settembre. «Sono aperto ai nuovi strumenti di comunicazione, ma devo ammettere che non mi sarei mai aspettato che per vendere le pezze avrei dovuto mettermi a fare video… – ironizza – detto questo sono disponibile a sperimentare, mi piace essere un pioniere in quello che faccio». Intanto Marini non fa mistero di ciò che pensa nei confronti di chi si ostina a mettere in competizione due eventi come Milano Unica e PV, considerati strategici per le aziende del settore, in nome del made in Italy. «Non ci dimentichiamo che lo scopo delle fiere è quello di creare le condizioni migliori per chi deve usufruirne – dice l’imprenditore – per questo sarebbe auspicabile maggiore dialogo con gli organizzatori delle due manifestazioni invece di mettersi gli uni contro gli altri. Detto ciò – conclude – fosse per me avrei sistemato le cose da tempo, ovvero: va bene rimanere uniti e non separarsi, ma tutti insieme per un’unica fiera a luglio». (Barbara Burzi)

 

 

11 settembre 2016
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Al via Première Vision. Olearo (direttore Pv): “Stabilito il calendario di Blossom”

Conto alla rovescia per la prossima edizione di Première Vision, l’evento mondiale più atteso da chi compra e vende i tessuti per abbigliamento. L’appuntamento è fissato al Parco delle Esposizioni Paris Nord Villepinte dal 13 al 15 settembre con le tendenze dell’autunno inverno 2017-18 interpretate dai produttori del settore. La kermesse internazionale agisce da termometro del comparto proprio per la ricchezza dell’offerta messa a disposizione dalla manifestazione che raggruppa in un unico quartiere fieristico sei saloni: filati, tessuti, pellame, disegni, accessori, confezioni per un totale di 1.898 espositori. «Le imprese pratesi saranno 129 la settimana prossima a Première Vision Paris – dice Guglielmo Olearo, direttore dei saloni PV – un dato che conferma una volta di più lo stretto legame tra il nostro salone e il distretto»

Sempre più aziende pratesi sembrano preferire PV rispetto alla fiera italiana. Secondo lei quanto ha inciso l’esperienza di “Blossom”? A suo avviso, questa tendenza potrebbe aprire la strada a nuove forme di collaborazione con le aziende del distretto di Prato? «La collaborazione pluridecennale si é concretizzata nelle scorse edizioni in azioni puntuali volte a sostenere e promuovere la creatività delle aziende pratesi all’interno della nostra manifestazione. La prima edizione di Blossom che si é svolta lo scorso luglio ha visto la partecipazione di 13 aziende del distretto sulle 64 presenti che hanno potuto constatare con soddisfazione la pertinenza del concetto Blossom, ovvero di un salone destinato alle offerte di tessuti e accessori alto di gamma, alle precollezioni dei marchi del lusso e dell’alto di gamma creativo. La formula dell’ultraselettività degli espositori, scelti in base alla loro capacità a creare un’offerta specifica per le precollezioni é stata accolta con un plebiscito, sia dagli espositori presenti che dai marchi che hanno visitato il nostro salone. È nostra intenzione conservare tale formula, nonostante le diverse domande di partecipazione che riceviamo in questi giorni».

Milano sta prendendo tempo sulla fiera di precollezione. Cosa intende fare Parigi nel 2017? «La decisione di lanciare Blossom é stata presa dopo un’attenta analisi di mercato e indagine sul timing delle collezioni, che ha evidenziato un vero bisogno di un’offerta creativa per le aziende del lusso e alto di gamma in due momenti specifici dell’anno: luglio e dicembre. L’impegno di Première Vision con Blossom é di rispettare tale calendario, quindi avremo una seconda edizione il 13 e 14 dicembre di quest’anno dedicata alle precollezioni pimavera-estate con l’arricchimento dell’offerta, grazie alle concerie espositrici a “PV Leather”. Abbiamo stabilito anche il calendario del 2017: Blossom si terrà il 4 e 5 di Luglio 2017 e il 12-13 Dicembre 2017, sempre al Palais Brongniart nel centro di Parigi».

Quali sono in questa fase i mercati più appetibili per i produttori di tessuto? «Il mercato mondiale della moda vive da qualche mese una fase delicata: l’atonia dei consumi, le tensioni geopolitiche e una certa incertezza finanziaria fanno sì che tutta la filiera abbia perso quelle certezze che avevano costruito la propria crescita nel recente passato. Mercati emergenti come Russia, Brasile e Cina, che avevano probabilmente ‘dopato’ la moda, offrono sicuramente oggi, per diverse ragioni, minori sbocchi, ma non ininteressanti. Penso ad esempio alla Cina e alla nuova generazione di stilisti formatisi in Europa che lanciano nuovi marchi e utilizzano tessuti europei per le loro collezioni. Le aziende capaci di dialogare, accompagnarli e sostenerli facendo prova anche di pazienza in un mercato che si deve ancora costruire (penso alle difficoltà logistiche, comunicazione e alle barriere di entrata) avranno interessanti opportunità di sviluppo futuro».

 

11 settembre 2016
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Il tessile italiano in “tour”. Ecco il calendario delle fiere

La fine delle vacanze estive coincide quasi sempre con l’inizio della stagione delle fiere. Per gli imprenditori pratesi la pausa di agosto è solo una breve sosta per riprendere fiato dalle fatiche fatte per arrivare in tempo all’appuntamento con le precollezioni di luglio e ripartire con l’energia necessaria per affrontare gli appuntamenti fieristici in calendario nel mese di settembre. Nel giro di una ventina di giorni il tour tocca tutte le più importanti città del sistema moda: da Monaco a Milano passando per Parigi e New York. Nelle valigie dei produttori ci sono i tessuti delle nuove collezioni dell’autunno inverno 2017-18. L’obiettivo è quello di catturare l’attenzione di compratori di tutto il mondo da sempre attratti e affascinati dalla creatività e lo stile italiano che, nel caso dei lanifici del distretto, è frutto di ricerca e saper fare tipico del made in Prato. La prima tappa è stata Monaco di Baviera, dove nei giorni 30 e 31 agosto si è svolta Munich Fabrich Start, la manifestazione che apre il calendario con un’anteprima sulle nuove collezioni. Con il salone italiano di Milano Unica, quest’anno nella nuova location di Milano Rho Fiera, si è appena concluso uno degli eventi clou della stagione, che proseguirà con un altro degli appuntamenti più attesi dai produttori del comparto tessile: il salone di Première Vision, in programma martedì 13 settembre al Parc des Expositions Nord Villepinte di Parigi, dove rimarrà aperto fino a giovedì 15 settembre.

Non solo mercati europei per gli imprenditori tessili italiani, anche se la capitale francese rappresenta un’opportunità per incontrare anche molti compratori di altri continenti che arrivano da Stati Uniti e i paesi asiatici per avere una panoramica completa sulle nuove collezioni. C’è però chi non vuole rischiare e preferisce incontrare i potenziali buyer a casa loro e, con l’occasione, conoscerne di nuovi. In questa logica nei giorni 11, 12 e 13 ottobre il salone del tessile italiano andrà a Shanghai per un evento targato Milano Unica e orientato ai clienti di fascia medio-alta del mercato asiatico. (Barbara Burzi)

 

10 settembre 2016
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Cappe e mantelle i must have del prossimo inverno

Di che colore si tingeranno i nostri guardaroba l’anno prossimo? Che sia bianco, beige o grigio mélange non importa, basta che nell’armadio ci sia almeno un capo in una nuance naturale, sofisticata ed elegante come il cashmere e la seta, due fibre protagoniste del prossimo inverno e molto richieste perché «la qualità e la preziosità dei materiali giustificano l’acquisto, quindi stimolano le vendite». Parola di Francesco Marini, disegnatore di tessuti per l’azienda di famiglia, che prova a raccontarci in pillole le linee dettate dalle tendenze per la stagione invernale 2017-18. Intramontabile e sexy, non mancherà il classico nero, anche se «sempre meno presente nelle proposte moda» che suggeriscono una palette di colori da indossare declinata in tinte soft con l’aggiunta di «rosso coccio, marrone scuro, blu in tutte le sue sfumature e qualche accenno di turchese sui dettagli e gli accessori». Ottime alternative al cappotto, cappa e mantella saranno i veri must have della stagione coi loro tessuti lanosi, ma più leggeri per linee morbide e destrutturate. Altro pezzo forte dei guardaroba invernali delle donne, l’abito inteso come capo leggero, molto fluido e arricchito da «contrapposizioni di materiali eseguite a regola d’arte con inserzioni nel tessuto, in patchwork o acciaio ad esempio, per un contrasto visivo finale d’effetto».

E’ ancora presto per sapere quali proposte riscuoteranno successo, ma nell’interpretazione che il disegnatore Sandro Ciardi ha dato dei trend moda sparisce addirittura il concetto di maschile e femminile per fare spazio ad articoli che non hanno più una stagione né, tantomeno, un’appartenenza di genere. In altre parole non ci saranno più distinzioni neanche per giacche e cappotti, tessuti da uomo e da donna, per camicia o pantalone: a fare la differenza sarà solo la pesantezza lasciando che ogni tessuto trovi la sua destinazione in base al peso, alla composizione e alla mano. La parte più casual della collezione, racconta Ciardi nel suo nuovo video, è volutamente non stirata: «Stoffe lasciate naturali, volutamente fluide e non impacchettate con nessun tipo di finissaggio. Dark royal e coccio, i colori più accesi della stagione».

 

10 settembre 2016
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Dal panno di Francesco Datini alla Mod’App

MILANO. Dal panno di Francesco Datini passando per la nuova App per la gestione aziendale nello stand di Prato a Milano Unica. C’è il tessile pratese e l’innovazione applicata alla sua commercializzazione, rappresentati da Pratotrade e dal portale pratoexpo.com; c’è la storia del distretto e lo studio della sua evoluzione tecnica, con la presenza del Museo del tessuto; c’è la proiezione verso un futuro sempre più ICT, con l’applicazione Mod’App della società Multidata. Tutto questo nello stand “Prato: Heritage & Innovation” che, dopo molti anni di assenza, segna a Milano Unica la presenza del distretto tessile pratese.

“Abbiamo voluto che Prato fosse presente a Milano Unica non solo con le numerose imprese espositrici ma anche con un profilo collettivo e comune – spiega il presidente di Pratotrade Roberto Rosati – Da qui l’idea di uno spazio, che l’organizzazione della fiera ha avuto la cortesia di riservarci, dedicato al tessile di Prato di ieri, di oggi e di domani. Dal panno di Francesco Datini alle vendite on line di pratoexpo.com e a Mod’App intercorrono secoli in cui Prato ha saputo evolvere in linea con i tempi, ampliare la gamma delle sue produzioni e renderle sempre più fashion

 

Lo stand copre idealmente sei secoli di tessile pratese. Il passato è rappresentato dalla riproduzione del mantello rosso scarlatto e della veste blu di Francesco di Marco Datini.

Potrebbe essere definita un’operazione di archeologia sperimentale tessile, condotta dal Museo del tessuto di Prato, dal consorzio Pratotrade e dall’Associazione degli Ex Allievi dell’Istituto Buzzi – spiega Francesco Marini, che del Museo del tessuto è il presidente – Il progetto di ricostruzione del panno medievale dimostra concretamente quanto il patrimonio storico di un distretto tessile possa, se opportunamente valorizzato, fornire conoscenze e stimoli importanti all’industria contemporanea. Tradizione e innovazione, infatti, non sono due concetti antitetici, anzi la loro interazione genera prodotti di grande qualità”.

La proiezione verso il futuro è invece  rappresentato dall’applicazione Mod’App realizzata da Multidata.

 

Mod’App – spiega Andrea Australi di Multidata – è una delle nostre ultime realizzazioni:  si tratta di un’applicazione che automatizza il processo di vendita, rendendo disponibili in ogni momento e in ogni luogo informazioni essenziali per una efficace relazione con il cliente, come il catalogo prodotti, l’anagrafica clienti, la situazione finanziaria, lo storico ordini e la disponibilità di magazzino. Mod’App si integra con qualsiasi sistema informativo e ha un’estrema semplicità d’uso”. distretti, in particolare Biella e Como, proprio grazie alla sua estrema flessibilità e all’utilizzo di interfacce standard di comunicazione”.Manichini

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L’eterna guerra delle date tra Première Vision e Milano Unica

milano unicaDalla nostra inviata Ilenia Reali

MILANO. Passano gli anni, cambiano le sedi ma alla fiera del tessile del “made in Italy” il nemico è sempre lo stesso: i francesi. Il nome di Premiere Vision ovviamente non si pronuncia ma tutta la programmazione delle fiere del settore guarda a cosa faranno i concorrenti di Oltralpe. PV, quest’anno, ha giocato d’anticipo e ha già pubblicato le date della fiera di precollezione, Blossom, per il 13 e il 14 dicembre. E anche il calendario per il 2017 è pubblico. L’Italia invece è assai più indietro. Con gli imprenditori della moda a discutere se è meglio scegliere luglio o settembre, se una sola fiera o due. Il presidente di Milano Unica Ercole Botto Poala i puntini sulle “i” li ha messi. Dal palco ha dato anche una scadenza per la decisione. “Entro fine settembre sarà deciso quale sarà la data per la presentazione dell’invernale. E su una cosa non ho dubbi, sarà una fiera unica e non due. Luglio o settembre. Con la certezza già da ora che scontenterò la metà dei nostri imprenditori”.

Biellesi e pratesi si guardano in cagnesco.

Poi, Botto Poala, ha guardato i colleghi in platea e ha chiesto di non andare avanti da soli dividendosi in distretti, al di là di quello che succederà. “Secondo me siamo masochisti”, ha sottolineato. “Questa è la nostra fiera perché non solo promuove i nostri tessuti ma anche la nostra etichetta del made in. Noi cosa facciamo? Discutiamo sulle date e poi vanifichiamo le scelte andando la settimana prima a Monaco, quella successiva a New York. E in mezzo cosa facciamo? Diciamo che da noi non vengono i tedeschi e non ci sono gli americani. Ma va…”

Ecco quindi che Botto Poala ha chiesto più coraggio e più lungimiranza. “Chiedo di non separarci, di rimanere uniti. Non ha senso farsi del male da soli”.

Da Prato contrariamente al solito la verve polemica è a livelli inferiori. La sensazione del resto è che potrebbero veder esaurita la loro richiesta, quella di un’unica fiera a luglio. “Ne stiamo parlando. Vediamo cosa accadrà. I rapporti con Milano Unica sono più collaborativi rispetto al passato”, commenta il pratese Andrea Cavicchi, presidente di Confindustria Toscana Nord e del Centro per la moda.

Del resto ad esprimersi in modo diretto sull’opzione di luglio c’è stato anche Claudio Marenzi, presidente di Sistema Moda. Anche lui lo fa dal palco e in modo diretto. “Sono per un’unica fiera di luglio. A settembre i giochi nelle case di moda sono già fatti. Non è bello lavare i panni in pubblico ma è necessario affrontare con coraggio questa situazione”.

A spostare invece l’asse su un’unica data a settembre è il sottosegretario allo sviluppo economico Ivan Scalfarotto che riporta all’attenzione il tema della continuità degli eventi legati alla moda. “Un obiettivo importante è quello di creare un sistema moda collegato che detti agli altri le proprie date”, commenta garantendo la vicinanza del Governo e facendo riferimento alla vicinanza di eventi che da anni si sta cercando di creare con le sfilate di Milano nel tentativo di ostacolare l’avanzata delle passerelle di Londra.

I pratesi sono sostanzialmente schierati tutti per luglio. Il motivo non è però in linea con quanto sottolineato dagli organizzatori di Milano Unica ma dalla volontà di ridurre il numero delle fiere: aprendo la stagione a luglio (a Milano) per chiuderla a settembre (a Parigi).

L’imprenditore Riccardo Marini non la manda a dire. “Scordiamoci di far fuori Premiere Vision. Per le nostre aziende è un evento centrale”. E’ tra i pochi che era presente ad entrambe le pre collezioni di luglio e che dopo Milano, anche adesso, andrà a Parc des Exposition. Una posizione, la sua, che gli è valsa la copertina del sito di Premiere Vision.

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Si parte con la “tradizionale” a Milano Unica. E tornano i dubbi sulla “Precollezione”

Il presidente di Milano Unica Ercole Botto Poala con il presidente di Confindustria Toscana Nord

Il presidente di Milano Unica Ercole Botto Poala con il presidente di Confindustria Toscana Nord

PRATO. Due versioni di “Milano Unica” a luglio e settembre? No, grazie. Il 2017 potrebbe far sfumare l’esperienza di “Prima Milano Unica”, con buona pace di quei lanifici pratesi che avevano caldeggiato un momento di presentazione delle pre-collezioni.
«Sì ma poi tanti di quelli che vengono a luglio non si vedono a settembre, preferiscono andare a “Première Vision”…». Prende tempo Ercole Botto Poala, presidente di Milano Unica, alla vigilia di una ventitreesima edizione che si presenta con un concept tutto nuovo a partire dagli spazi – per la prima volta il salone si terrà nei padiglioni di Fieramilano Rho – fino ai criteri di invito dei clienti e selezione delle aziende.
Nuova location, operazione di restyling e sguardo alle strategie fieristiche future.
Presidente, qual è il motivo di questa titubanza rispetto a una possibile terza edizione di “Prima Milano Unica? Non sarà per la concomitanza con la preview estiva di Première Vision?
« Il fatto è che di due date così ravvicinate per “Milano Unica”, una a luglio e una a settembre, non si sente la necessità: il rischio è che chi sceglie la fiera delle pre-collezioni a settembre non torni poi a Milano. Subito dopo il salone decideremo se replicare “Prima MU” nel luglio 2017, mantenendo sempre il dialogo con gli espositori e ben sapendo che una scelta del genere molto probabilmente accontenterà alcuni ma scontenterà altri perché le necessità degli espositori, comprensibilmente, sono diverse. Il vero problema è che per tante aziende contano sempre e solo le date».
E invece?
«Gli imprenditori non devono guardare a “Milano Unica” solo come a un mezzo per ottenere un ritorno di fatturato e attirare clienti nuovi. Le uniche fiere che portano nuova clientela sono all’estero, in Cina e negli Stati Uniti. Vorrei che gli imprenditori capissero che “Milano Unica” è la loro fiera, un’occasione per crescere come azienda e dare un contributo a quel “made in Italy” che è il motivo per cui il settore del tessile-moda sta ancora in piedi in Italia, non certo per la competitività del Paese».
Prato, Como e Biella: come si dialoga con questi distretti?
«Sono le nostre eccellenze del “made in Itay” ma è incredibile come all’interno di queste tre realtà si assista a una diversificazione. Pochi capiscono l’importanza dello spirito di gruppo. Dobbiamo fare in modo che l’identità del campanile non prevalga sull’identità paese: per farlo occorre presentarsi come sistema per valorizzare meglio ciò che sappiamo fare bene.
E quindi si ritorna al concetto di “made in Italy”
«Esattamente. A “Milano Unica” non c’interessa vendere abbigliamento ma promuovere creatività e cultura, creare un valore aggiunto intorno all’esposizione del tessuto. “Made in Italy” è un concetto che si declina in tanti modi e che fa la differenza. Non è un caso che quest’anno all’interno del salone avremo un ristorante Tre Stelle Michelin a disposizione dei clienti…»
(Maria Lardara)

5 settembre 2016
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Meno rischi produrre qui: i clienti tornano in Europa

Numeri positivi per il distretto tessile pratese in particolare per l’export. La fiera italiana esce dal centro e va a Rho: tutti in attesa degli esiti

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PRATO. Se fosse una canzone, il titolo sarebbe quello di un famoso brano di Caparezza. Fuori dal tunnel, o quasi. Certo, l’epoca delle vacche grasse è finita da tempo e questo ormai lo sanno tutti. Ma in questi anni, complessivamente, il distretto ha dimostrato di saper reggere a costo di perdere per strada realtà produttive anche importanti. Ora dal cilindro dell’osservatorio di Confindustria Toscana Nord (Lucca, Pistoia e Prato), spuntano numeri positivi per il distretto pratese, soprattutto sul fronte dell’export. La crisi è alle spalle? «La verità è che Prato rimane ancora una realtà industriale, in assenza di altri settori trainanti – sottolinea Marcello Gozzi, direttore di Confindustria Toscana Nord – E il peggio è passato».
I numeri. Sotto la lente d’ingrandimento, l’export manifatturiero: rispetto agli altri capoluoghi di provincia, a livello regionale Prato registra la variazione migliore nel primo trimestre 2016 (+9,5%) rispetto allo stesso periodo del 2015, secondo gli ultimi dati pubblicati a luglio sul sito di Confindustria Toscana Nord. «A fronte di un rallentamento dell’export in tutto il paese, Prato e la Toscana conoscono un miglior andamento – sottolinea il direttore Gozzi – anche se, a dire il vero, per il tessile-abbigliamento il primo trimestre 2016 è andato meglio del secondo. Rimane il fatto che questo rimane un anno positivo, gli indicatori economici fotografano una stabilizzazione. Certamente non ci assistiamo più ai volumi di 15 anni fa ma si può affermare che il peggio è passato». Incognite e incertezze non mancano comunque e non fanno fare sonni tranquilli ai produttori di tessuti, a partire dall’ombra della Brexit con gli effetti sull’export italiano e pratese in particolare (l’Europa incide per il 70% sulla destinazione dei prodotti pratesi.
Il “reshoring” che fa bene a Prato. Dall’estero arrivano segnali positivi per le produzioni italiane e pratesi: sono in atto alcuni fenomeni di reshoring che investono le grandi catene, vale a dire il ritorno alla produzione in Europa per accelerare i tempi di consegna delle collezioni (l’ultima, in ordine di tempo, è il colosso del fast-fashion “Mango”). L’Italia con i suoi distretti tessili potrebbe acquistare un peso maggiore nell’elenco dei principali paesi fornitori di questi big della grande distribuzione.Difficile fare comunque previsioni per gli ultimi mesi del 2016 perché, per dirla con il direttore di Confindustria Toscana Nord, «per Prato il problema è sempre stato quello della tenuta e della continuità».
Si riparte da Milano. I venti positivi che soffiano sull’export pratese, migliori che altrove, bastano a ricaricare le batterie per affrontare al meglio l’ultimo scorcio del 2016 La stagione delle fiere, “Milano Unica” in primis, rappresenta il primo banco di prova per i lanifici pratesi dopo le vacanze.
Un salone all’insegna della novità quello che aprirà i battenti il 6 settembre, a partire dalla location tutta rinnovata (non più al Portello ma a Fieramilano Rho) che promette di valorizzare maggiormente la presenza dei pratesi rispetto agli altri distretti di Como, Biella e Varese. Dopo tanti anni la fiera italiana più rappresentativa del tessile volta dunque pagina: nuova location (anche se obiettivamente più difficile da raggiungere), abbinamento con altri saloni dell’abbigliamento (The Micam e Mipel) che chiudono i battenti proprio quando inizia “Milano Unica” nell’ottica di fare rete, nuova suddivisione delle aree espositive con l’eliminazione dei vincoli tra un padiglione e l’altro ma senza comunque la logica di una fiera generalistica. «Questa sarà l’edizione numero zero che segna il nuovo corso di “Milano Unica” – ammette il presidente della fiera Ercole Botto Poala – Siamo curiosi di conoscere la reazione degli espositori».
Come digeriranno la novità i lanific pratesi? Appuntamento dal 6 all’8 settembre a Rho.
(Maria Lardara)

5 settembre 2016