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Meno rischi produrre qui: i clienti tornano in Europa

Numeri positivi per il distretto tessile pratese in particolare per l’export. La fiera italiana esce dal centro e va a Rho: tutti in attesa degli esiti

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PRATO. Se fosse una canzone, il titolo sarebbe quello di un famoso brano di Caparezza. Fuori dal tunnel, o quasi. Certo, l’epoca delle vacche grasse ? finita da tempo e questo ormai lo sanno tutti. Ma in questi anni, complessivamente, il distretto ha dimostrato di saper reggere a costo di perdere per strada realt? produttive anche importanti. Ora dal cilindro dell’osservatorio di Confindustria Toscana Nord (Lucca, Pistoia e Prato), spuntano numeri positivi per il distretto pratese, soprattutto sul fronte dell’export. La crisi ? alle spalle? ?La verit? ? che Prato rimane ancora una realt? industriale, in assenza di altri settori trainanti – sottolinea Marcello Gozzi, direttore di Confindustria Toscana Nord – E il peggio ? passato?.
I numeri. Sotto la lente d’ingrandimento, l’export manifatturiero: rispetto agli altri capoluoghi di provincia, a livello regionale Prato registra la variazione migliore nel primo trimestre 2016 (+9,5%) rispetto allo stesso periodo del 2015, secondo gli ultimi dati pubblicati a luglio sul sito di Confindustria Toscana Nord. ?A fronte di un rallentamento dell’export in tutto il paese, Prato e la Toscana conoscono un miglior andamento – sottolinea il direttore Gozzi – anche se, a dire il vero, per il tessile-abbigliamento il primo trimestre 2016 ? andato meglio del secondo. Rimane il fatto che questo rimane un anno positivo, gli indicatori economici fotografano una stabilizzazione. Certamente non ci assistiamo pi? ai volumi di 15 anni fa ma si pu? affermare che il peggio ? passato?. Incognite e incertezze non mancano comunque e non fanno fare sonni tranquilli ai produttori di tessuti, a partire dall’ombra della Brexit con gli effetti sull’export italiano e pratese in particolare (l’Europa incide per il 70% sulla destinazione dei prodotti pratesi.
Il “reshoring” che fa bene a Prato. Dall’estero arrivano segnali positivi per le produzioni italiane e pratesi: sono in atto alcuni fenomeni di reshoring che investono le grandi catene, vale a dire il ritorno alla produzione in Europa per accelerare i tempi di consegna delle collezioni (l’ultima, in ordine di tempo, ? il colosso del fast-fashion ?Mango?). L’Italia con i suoi distretti tessili potrebbe acquistare un peso maggiore nell’elenco dei principali paesi fornitori di questi big della grande distribuzione.Difficile fare comunque previsioni per gli ultimi mesi del 2016 perch?, per dirla con il direttore di Confindustria Toscana Nord, ?per Prato il problema ? sempre stato quello della tenuta e della continuit??.
Si riparte da Milano. I venti positivi che soffiano sull’export pratese, migliori che altrove, bastano a ricaricare le batterie per affrontare al meglio l’ultimo scorcio del 2016 La stagione delle fiere, ?Milano Unica? in primis, rappresenta il primo banco di prova per i lanifici pratesi dopo le vacanze.
Un salone all’insegna della novit? quello che aprir? i battenti il 6 settembre, a partire dalla location tutta rinnovata (non pi? al Portello ma a Fieramilano Rho) che promette di valorizzare maggiormente la presenza dei pratesi rispetto agli altri distretti di Como, Biella e Varese. Dopo tanti anni la fiera italiana pi? rappresentativa del tessile volta dunque pagina: nuova location (anche se obiettivamente pi? difficile da raggiungere), abbinamento con altri saloni dell’abbigliamento (The Micam e Mipel) che chiudono i battenti proprio quando inizia ?Milano Unica? nell’ottica di fare rete, nuova suddivisione delle aree espositive con l’eliminazione dei vincoli tra un padiglione e l’altro ma senza comunque la logica di una fiera generalistica. ?Questa sar? l’edizione numero zero che segna il nuovo corso di ?Milano Unica? – ammette il presidente della fiera Ercole Botto Poala – Siamo curiosi di conoscere la reazione degli espositori?.
Come digeriranno la novit? i lanific pratesi? Appuntamento dal 6 all’8 settembre a Rho.
(Maria Lardara)

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5 settembre 2016

Questo post è stato scritto da: ireali

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