1 0 Archive | gennaio, 2017
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Milano Unica, pi? iscrizioni nel comparto donna

ercole-botto-poala-1Al via Milano Unica, il salone italiano del tessile e accessori? di ?casa? nel quartiere fieristico di Rho, dove si ? trasferito lo scorso settembre. La nuova edizione si svolger? nei giorni 1,2,3 febbraio con le collezioni della primavera-estate 2018, ma la svolta cominciata nel 2016 proseguir? con l?anticipo delle date per l?appuntamento dedicato all?autunno-inverno: non pi? a settembre, ma nei giorni 11,12,13 luglio 2017.

Presidente Botto Poala, Milano Unica ? un brand sinonimo di made in Italy, che ha l?ambizione di diventare sempre pi? internazionale. In che modo intende coniugare queste due anime del salone?? ?Proseguendo quello fatto fino a ora. Dove vediamo un?opportunit?, come ? stato qualche anno fa in Cina, facciamo squadra all’estero. Se incontriamo delle eccellenze nel mondo, le invitiamo a Milano Unica, come con gli Osservatori Giappone e Corea. Spostare la data a luglio crediamo ci porter?, nel tempo, un aumento di espositori, al momento gi? evidente dalle domande di iscrizioni che ci sono pervenute, in particolare del mondo ?donna? e, di conseguenza, ci aspettiamo un aumento della clientela di qualit? a Milano Unica. Non tralasceremo, inoltre, il fronte americano continuando il nostro speciale rapporto con il Council of Fashion Designers of America, che ho incontrato personalmente nei giorni scorsi. Aggiungo anche, che l’esperimento con la piattaforma digitale Sundar potrebbe essere una forma nuova nell?era della digitalizzazione per essere internazionali a costi molto ridotti. In particolare, la vedo come un’opportunit? per chi per dimensione fa fatica a raggiungere tutti i mercati?.

Dopo l?ultimo scossone al calendario delle fiere, a luglio ci sar? la prima edizione di Milano Unica con date anticipate. In vista di questa nuova sfida, cosa si aspetta dagli imprenditori e dai clienti degli espositori??? ?Come dicevo, vediamo gi? un aumento delle domande di iscrizione di espositori dei tessuti per donna sulla data di luglio; dall’uomo, invece, mi aspetto che, compatto, sostenga l’anticipo. Per quanto riguarda i clienti, cercheremo, con l’aiuto anche delle istituzioni, di fare tutto il possibile per convincerli a venire a incontrare i nostri espositori nell?occasione?.

La sua strategia per Milano Unica, ribadita in pi? occasioni, ? di fare sinergia con altre fiere. A che punto ? questo suo progetto?? ?Grazie al fatto che siamo seduti tutti intorno al tavolo della moda abbiamo la possibilit? di avere visioni, sia delle strategie di livello nazionale sia delle necessit? di ognuna di loro. Per cui, dove troveremo possibilit? di sinergia come con Linea Pelle ed Origin, continueremo a farlo?.

(Barbara Burzi)

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Filati e stoffe brillanti nelle collezioni pratesi: al via il valzer delle fiere tessili

PREMIERESi chiude la stagione dei filati e si apre quella dei tessuti, nel rispetto del calendario della moda. Via dunque al ?tour? delle fiere, con appuntamenti imprescindibili per chiunque voglia conoscere le ultime tendenze. Oro, rame, azzurro, viola, rosso, turchese sono i colori della primavera-estate 2018 secondo Milano Unica, il salone del tessile italiano in programma nei giorni 1-2-3 febbraio nel quartiere fieristico di Rho, dove si ? trasferito dalla scorsa edizione di settembre.? L?appuntamento meneghino apre l?agenda fieristica dei produttori di tessuto pronti a mettere in mostra le stoffe delle ultime collezioni, che saranno svelate proprio durante i tre giorni di salone. L?edizione di febbraio 2017 si aprir? all?insegna della qualit? e dell?internazionalit?, binomio che, nel corso del tempo, ha portato la manifestazione tessile a brillare nel panorama mondiale delle fiere del settore.? Si tratta di un anno, quello appena iniziato, che proseguir? nel segno del cambiamento, dato che dalla prossima edizione dedicata all?invernale, le date della fiera saranno anticipate: MU non si svolger? pi? a settembre come in passato, bens? a luglio, in accordo con le richieste di tanti imprenditori – soprattutto pratesi – che avevano insistito in questa direzione per andare incontro alle necessit? del mercato e della clientela globale.

Ben 41 sono i marchi pratesi che esporranno a Milano. Ecco i nomi degli espositori: Accenti srl; Arche? srl; Be.mood srl; Ciabatti srl tessuti a maglia; Delfi srl; Dinamo contemporary fabrics; Duemilagori; Emmetex; Fabbrica; Fabrica tessuti srl; Fordiani Riccardo & c. sas; Inseta srl; Inwool jersey; Inwool jersey srl; Lanificio becagli srl; Lanificio Breschi; Lanificio Cangioli 1859 spa; Lanificio Europa sas di Piero e Luigi Guarducci & c; Lanificio f.lli? Balli spa; Lanificio Faisa srl; Lanificio Fortex spa; Lanificio Roma srl; Leomaster – Capritex tess; Lineaesse lds; Luigi Ricceri; Manteco spa; Marini Industrie spa; Masterloom Black; Milior ; My way international spa; O’jersey srl; Faliero Sarti; Simjersey srl; Stampa textyl srl; Stamperia toscana srl; Stylem Italia? srl – edizione limitata? Como collection; Sushi shirt; Target srl tessuti a maglia; Tessilgodi spa; Trendytex srl; Vallombrosa.

Molti degli espositori presenti a Milano arriveranno direttamente dalla Germania, dove nei giorni 31 gennaio e 1 febbraio, al Moc di Monaco di Baviera, andr? in scena la 42esima edizione di Munich fabric start, salone tessile rivolto soprattutto al mercato tedesco.? wpid-20140211_142044.jpgCon Premi?re Vision Parigi – dal 7 al 9 febbraio al Parc des Espositions e appuntamento centrale della stagione fieristica – i produttori potranno avere il polso esatto del gradimento della collezione da parte della clientela di tutto il mondo, che proprio nella capitale francese si riunisce per scoprire le ultime novit? in fatto di trame, materiali e colori. Per i compratori d?Oltreoceano che non verranno in Europa c?? stata un?anticipazione con PV New York, una due giorni (17-18 gennaio) dedicata al mercato americano, una delle fette pi? importanti dell?export del distretto.

(ba. bu.)

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?Non vedo la luce in fondo al tunnel?: nuovo allarme dell?imprenditore Renato Cecchi

L'imprenditore Renato Cecchi

L’imprenditore Renato Cecchi

Il suo pensiero ? sempre rivolto ai terzisti, senza i quali ?il tessile morir??. Parole che Renato Cecchi, decano degli imprenditori tessili, non si stanca mai di ripetere, con la speranza che finalmente arrivino alle orecchie dei committenti della produzione. ?Purtroppo – dice – non c’? peggior sordo di chi non vuol sentire?.
La questione ? legata al futuro del distretto, che rischia di non sopravvivere a lungo senza l’integrit? di una filiera costituita da una fitta rete di lavorazioni da cui dipende l’intera produzione. Lo sa bene Renato Cecchi che, in oltre mezzo secolo di attivit? alla guida della rifinizione Santo Stefano, il distretto lo ha visto cambiare pelle tante volte e superare tante difficolt?.
?Adesso per? non vedo pi? la luce in fondo al tunnel?, dice con amarezza. ?Per certi settori non c’? pi? remunerazione – continua – di conseguenza, anche le fasi pi? importanti della lavorazione del prodotto rischiano di chiudere. Sinceramente non vedo pi? futuro nel tessile, e non lo dico da ora: lo sostenevo gi? negli anni Novanta, quando mi accorsi che il mondo stava cambiando e in Italia siamo rimasti una nicchia?.
Qual ? il problema? La sopravvivenza delle aziende del distretto. ?In Italia le regole non sono uguali per tutti e ogni difficolt?, quando ci sono, ricade sempre su di noi. I committenti non sono mai stati sensibili nei confronti dei terzisti. Questo sta distruggendo la filiera, di conseguenza anche i giovani si allontano dal tessile. Le nuove generazioni non ne sono pi? attratte e questo rende pi? difficile il reperimento di risorse per le aziende che ancora resistono?. Non ha ricette da dispensare, ma soltanto un messaggio da dare e su cui chiede di riflettere. ?Committenti, se tenete al futuro del distretto e dei vostri figli, pensate ai terzisti. Loro hanno bisogno di voi e voi di loro. Il nostro ? un sistema basato sulla rete di imprese e Ricceri – voglio fare anche i nomi – ? l’unico che pu? fare a meno degli altri perch? ? l’unico ad avere una struttura verticalizzata. Finch? non si capir? questo, non ci sar? futuro. Io ormai sono un pensionato, vado avanti perch? 150 persone dipendono da me, ma il tessile, cos? com’?, non mi entusiasma pi??.
(Barbara Burzi)

28 gennaio 2017
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Cotone con lana e fibre di carta. A trionfare a Pitti filati ? il verde

Pitti filati Firenze

Pitti filati Firenze

Chi di verde si veste della sua belt? troppo si fida. Un proverbio declinato in modi diversi che la prossima primavera sembra, per?, destinato a passare di moda. O perlomeno ci proveranno i guru del fashion internazionale che, all?edizione di Pitti filati in corso alla Fortezza da Basso, l?hanno messo in ogni cartella colori degna di nota. Dal verde cipresso al verde salvia passando per il verde acqua marina onnipresente nelle collezioni fin oltre la fine dell?estate 2017. Se i colori fluo, stravisti a Pitti Uomo, sembrano destinati a esaurirsi alla prossima stagione, non sar? cos? per i vari verdi, verdini, verdolini e verdoni che dovranno andare a braccetto con le vetrine dei negozi almeno fino alla primavera estate 2018.
VERDE MA NON SOLO Gli stilisti sanno benissimo che verde ?chiama? blu, giallo e viola e allora gi? tra qualche mese, se aspiriamo a fare acquisti destinati ad avere un appeal pi? lungo di una stagione sar? bene non farsi affascinare dai gialli e fucsia dai toni fluo ma scegliere i colori delle pietre preziose in un valzer di turchesi, lapislazzuli e zaffiri. In caso di dubbio lasciarsi ispirare dai colori del mare, meglio se le acque sono quelle delle Maldive o della Sardegna. Lasciamo l?Oceano, insomma, ad altri momenti. Verde, blu ma anche tanto giallo. In questa tonalit? meglio farsi ammaliare dai colori caldi e non dalle nuances pastello. Bene si strizza l?occhio anche all?arancio che vedremo gi? tra qualche settimana nei negozi. Perfette anche le scalature del beige che nella versione molto chiara sostituir? il bianco e l?ormai stravisto grigio che, purtroppo, rimane nei nostri armadi anche se nella versione lucida. BASTA CHE IL VESTITO BRILLI Qualunque sia il colore scelto per gli acquisti primaverili l?importante ? che non si scelgano abiti dai colori opachi. Obbligatorio circondarsi di lurex perch? come suggerisce l?imprenditore di filati Stefano Milanesi ?si deve far finta di essere in tempi di grande ricchezza e quello che luccica inganna?. Anche abiti a buon prezzo ma lucidissimi, con effetti iridescenti. Attenzione invece a non farsi abbagliare dai classici argento e oro destinati a diventare out in pochissimi mesi.
ABITI PER TUTTE LE STAGIONI Tempi duri per i proverbi: il mondo della moda manda in soffitta anche il classicissimo ?non ci sono pi? le mezze stagioni? e lo traduce in ?sono tutte mezze stagioni?. Una tendenza a cui assisteremo sar? infatti quella di avere capi che si possono indossare in ogni periodo dell?anno. E non si tratta ancora una volta di ?quel che copre dal freddo copre anche dal caldo? ma del lancio, gi? avvenuto sulle fasce alto di mercato, di ?mischie? di fibre opposte. ?Alpaca con cotone e lino con cachemire?, ci viene in aiuto Roberta Pecci, non una stilista nota al grande pubblico ma ingegnere e titolare di una storica azienda di filati che la moda la costruisce a partire dalla fibra. Una tendenza moda facile perch? tutti i tessuti, di qualunque materiale siano, saranno leggerissimi e molto fini.
DALLA CARTA AI MINERALI Chi pensa che gli abiti debbano essere realizzati con cotone, lana e lino cominci ad aggiornarsi. Ormai addosso ci mettiamo di tutto. L?azienda Lineapi? ha presentato un nuovo filato realizzato con l?85% di carta. Una carta giapponese fatta a mano, la washi, e i tecnici tessili che l?hanno realizzata giurano che si possa lavare. Al tatto si tratta di stoffe simili al tessuto non tessuto mentre nell?aspetto richiamano le canottiere piene di ricami e onde dall?aspetto inamidato indossate negli anni Sessanta. Accanto alla carta non manca la plastica grazie al riciclo delle bottiglie e agli effetti gommati molto utilizzati nell?abbigliamento sportivo. Poi ci sono i minerali le cui polveri vengono utilizzate per garantire effetti cromatici originali, con colori che non risultano eccessivamente brillanti come quelli chimici, ma delicati, tenui e rilassanti. Le materie prime (pigmenti minerali gialli, rossi, bruni, neri, bianchi) vengono ridotte in polvere con rudimentali pestelli d’ossa o di ardesia e poi impastati con acqua e grassi animali: ciprie che vengono utilizzate pi? frequentemente per la cosmesi o per il restauro di dipinti e arazzi.

26 gennaio 2017
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Montagne russe per l’export pratese

Pitti filati Firenze

Pitti filati Firenze

La sensazione ? quella delle montagne russe. I numeri e le previsioni per le esportazioni dei filati sono tutte ripidissime salite e discese mozzafiato con l?impossibilit? di capire cosa accadr?. I filatori pratesi, come la gran parte degli imprenditori italiani, hanno tutti gli occhi rivolti agli Stati Uniti e al ciclone Trump. Le previsioni, per la prima volta, da anni, semplicemente non si riescono a fare. Si pu? solo sperare e stare a guardare. Al momento si pu? solo scommettere su una ripresa pi? strutturata del mercato russo. L?anno dei filati gira intorno alle decisioni e ai comportamenti dei consumatori di Russia, Cina e Stati Uniti. Tre paesi su cui ? davvero difficile fare scommesse.
Jacopo Bruni della manifattura Ilaria ha vissuto per un anno in Cina seguendo gli affari dell?azienda di famiglia nell?ufficio di Shanghai e oggi vive per una settimana al mese tra New York e Los Angeles. ?Stiamo tutti a guardare cosa far? Trump – commenta l?imprenditore – perch? dalle sue decisioni dipenderanno anche quelle delle nostre aziende. Sono per? certo che la Cina reagir? a questo irrigidimento americano cercando di strutturare meglio il mercato interno. I ragazzi cinesi frequentano le migliori scuole del mondo e con l?influenza dei coreani stanno gi? affinando la loro creativit?. Non ? escluso che la nuova America accelerer? questo aspetto?.
Il 2016 non a caso ? stato un anno con due risultati opposti nel primo e nel secondo semestre. Un esempio su tutti quello di Filpucci che a fine giugno registrava un pi? 20% di esportazioni e a fine dicembre ha chiuso l?anno con meno 5%. Cambiano i numeri ma le performance sono pi? o meno le stesse per tutti. E soprattutto nessuno ? riuscito a fare un?analisi lucida e certa su ci? che ha determinato il capovolgimento dei risultati. ?Prevedere i risultati – interviene Raffaella Pinori di Pinori Filati – ? impossibile. Stiamo tutti navigando a vista. L?unica cosa che possiamo fare ? cercare di essere veloci e flessibili in modo da non perdere nessuna opportunit??. Da Lineapi? denunciano una flessione minima: dell?1%. ?Abbiamo perso 13.000 chilogrammi di filato nelle esportazioni verso la Cina. Ma per noi sono poca cosa?, commenta l?imprenditore Alessandro Bastagli. ?Una flessione dovuta in realt? a quanto sta succedendo negli Stati Uniti. Trump, ? innegabile, ci preoccupa?. Pu? giovare invece ai filatori italiani l?asse con Mosca e la crescita di qualit? di brand tipo Zara che stanno investendo nelle strade del lusso e che, secondo Bastagli, porter? a un aumento degli ordini nelle aziende italiane. Anche Francesco Lucchesi di Industria Italiana filati ? ?in attesa di sviluppi e eventi dagli Stati Uniti? perch? ? convinto che la situazione ?possa andare o bene bene o male male?. ?Di positivo c?? un primo segnale di ripartenza con la Russia – commenta – che potrebbe crescere ancora con la politica che sta portando avanti Trump e allo stesso tempo potremmo avere benefici dalla reazione della Cina. Allo stato attuale va detto che non abbiamo alcuna certezza e, a onor del vero, non siamo neppure riusciti a capire cosa abbia fatto fermare le esportazioni a fine 2016 se non una sofferenza comune a tutti i paesi del mondo, dalla Cina al Giappone passando per l?Italia. Poi il caso Trump?.
Stefano Milanesi di New Mill ? tra i pi? ottimisti. ?Se Trump toglie i dazi alla Russia anche l?Europa sar? costretta a toglierli e non riacquisteremo uno dei mercati centrali. Se poi vuol davvero riportare la manifattura negli Stati Uniti significa che anche noi potremmo farlo e mettere tasse per chi produce all?estero compresi dazi in entrata per la merce che arriva dalla Cina . Una politica protezionista sono convinto aiuterebbe tutti, noi compresi. Sar? un discorso populista ma non possiamo far finta di non vedere che la classe media si sta impoverendo ovunque ed ? necessario ridare capacit? di acquisto nei vari paesi altrimenti non c?? futuro. Solo se la gente guadagna acquista?. Da Bemiva invece, come spiega Laura Benesperi, ancora non si sono visti effetti negativi sulle esportazioni. Cos? come alla Pecci. ?Abbiamo fatto piccoli passi – sottolinea Roberta Pecci – per cui al momento non abbiamo subito oscillazioni serie?.

25 gennaio 2017
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Lineapi? Italia presenta il primo ?Filato di carta?

Si tratta di una novit? assoluta nel mondo dei filati, ancora una volta una ?rivoluzione? firmata Lineapi?, che ? riuscita a trasferire in un filato la mano, le sensazioni, le propriet?, e l?estetica tipica dell?arte giapponese di lavorare la carta washi. Due i filati di carta proposti in collezione: ?Carta?, un autentico filo

filato "Mars"

filato “Mars”

di carta ritorto assieme a un filo di poliammide per generare effetti origami in maglia e ?Mars?, nastro di ?carta? di nylon spalmato con colori a pigmento che imita l?effetto delle pennellate ad acquerello, in un?unione tra artigianale e tecnologico.

filato "Carta"

filato “Carta”

Il filato di carta della gamma ?Paper knit?, trae origine dalla millenaria tradizione giapponese della carta washi, portando nel mondo della maglieria le lavorazioni che pi? caratterizzanti come origami, pittura e collage. Realizzato in un mix di carta e fibra poliammidica, il filato restituisce un effetto organza, tipico della carta washi: aprendo alla maglieria una gamma di nuove sensazioni tattili, visive e tecniche. Essendo per sua natura una fibra, la carta pu? essere filata e quindi lavorata a maglia. Lineapi? Italia ha sviluppato un progetto di ricerca che si ? dapprima concentrato sull?analisi delle fibre e poi sulle tecniche di trattamento del filato comportando la rettifica di macchinari per la filatura e ritorcitura. Il risultato ?, ancora una volta, un filato che amplifica le opportunit? per l?industria della moda – di particolare leggerezza, dalla mano peculiare e distintiva – che innova nella tecnica e detta nuove linee nell?estetica.

Alessandro Bastagli, presidente di Lineapi? Italia

Alessandro Bastagli, presidente di Lineapi? Italia

?La storia di Lineapi? Italia ? da sempre legata all?innovazione, tecnica ed estetica ? afferma Alessandro Bastagli, presidente della societ? ? siamo quindi fieri di essere riusciti, una volta ancora, a dare forma a nuovi concetti materici che si pongono al servizio della moda?.

La carta giapponese. Erroneamente definita carta di riso, la carta washi ? tradizionalmente fatta a mano, di buona consistenza, resistente e traslucida, utilizzata in molte applicazioni, come nelle arti tradizionali giapponesi, l?origami, la scrittura e i dipinti a china.La carta inizialmente fu portata in Giappone dalla Cina circa nel 610 d.c. dai monaci buddisti che la utilizzavano per scriverci i sutra. Nel IX secolo d.c. i giapponesi erano gi? diventati esperti nella manifattura di carta di qualit? eccelsa e nel corso dei secoli l’arte della produzione ? stata tramandata nelle famiglie da una generazione all’altra, tanto che nel tempo, la lavorazione della washi divenne la specializzazione di molte localit? del Giappone. Oggi, ne esistono migliaia di tipi, che si differenziano in variet? e raffinatezza.

24 gennaio 2017
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Filati ?sostenibili? e ?metallici?, grandi attese per Pitti Immagine

PRATO. ? l’ora di gomitoli, rocche e lane. Rigorosamente leggere, ideali per la stagione che andr? in scena tra gli stand dell’edizione numero 80 di Pitti Filati. ? l’ora del riscatto, della voglia di ricominciare dopo anni di crisi nera, con l’occhio speranzoso verso il meteo che condiziona la moda e le strategie dei buyers. La pattuglia pratese dei 24 produttori di filati ? pronta a stupire con le proprie collezioni alla Fortezza da Basso dal 25 al 27 gennaio.? In vetrina i filati per maglieria che vestiranno la moda per la primavera-estate 2018, una stagione che non ? propriamente nelle corde dei pratesi visto che il 70% della loro produzione privilegia l’invernale. Poco importa, lo spirito resta alto. ?La tendenza a uno scavalcamento delle stagioni, con l’utilizzo sempre pi? frequente del cotone negli articoli invernali, va nella direzione di assecondare i negozi che oggi hanno bisogno di approvvigionarsi sempre pi? velocemente?, sottolinea Raffaella Pinori di Pinori Filati. Flessibilit? ? la sua parola d’ordine in questo primissimo scorcio del 2017. ?Dobbiamo essere pronti a rispondere subito agli ordinativi?, incalza l’imprenditrice strizzando l’occhio ai filati ecologici e sostenibili, forte anche del protocollo di sostenibilit? firmato un anno fa con Filpucci, Pecci, Lanificio dell’Olivo, Italiana Filati. Alla collezione di filati per jeans riciclati si aggiunge ora un’altra novit? in casa Pinori: si tratta della linea “Recy” a base di cotone e poliestere riciclato dalle bottiglie di plastica.? Chi ha il sentore che non si prospetti una cattiva annata ? Stefano Borsini della Manifattura Igea. ?Mi parlano di magazzini vuoti e giacenze esaurite ma bisogna essere prudenti visto che veniamo da un 2016 un po’ deludente nella seconda met? dell’anno?. E dire che nel quartier generale di Igea in via delle Polliative non si ? badato a spese con un investimento di 1 milione di euro per rinnovare il parco macchinari. A Pitti Igea porter? una collezione di filati “bagnati” con l’utilizzo di speciali viscose e lurex metallico.? Grandi attese per Filpucci che produce 200mila chili di filato estivo all’anno: reduce da un lieve calo di fatturato nel 2016 rispetto al 2015 (-5%), la storica azienda punta sul binomio vincente di qualit? e quantit?. ?Presentiamo una collezione improntata alla voglia di fare volumi importanti con filati basici di viscosa stretch? ammette l’imprenditore Federico Gualtieri.? Ed ? il Consorzio Promozione Filati (un settore, quello dei filati, che a Prato impiega 1200 addetti distribuiti su 80 aziende) a tracciare un quadro del 2016 e un pronostico per il 2017, anno che rester? all’insegna dei buoni affari sui mercati asiatici. Bene l’export con Giappone e Corea del sud (pi? 25% nei primi nove mesi del 2016), difficili invece i rapporti con Cina e Hong Kong che hanno subito una battuta d’arresto perdendo oltre un quarto del valore rispetto al 2015. Prestazioni ok con Spagna, Bulgaria, Russia e Polonia. Il mercato interno si conferma di grande rilevanza con un aumento di ricavi del 140% tra il 2009 e il 2015, secondo l’indagine del Centro studi di Confindustria Toscana Nord. Una flessione si ? registrata tra gennaio e settembre 2016 con una flessione nell’export del 2,4%.? Ecco i nomi dei pratesi presenti a Pitti Filati: C.t.f. srl, Casa del filato srl, Cofil srl, Ecafil Best spa Industria filati, Fabifil srl, Filati Be.mi.va. spa, Filati Borgioli Modesto spa, Filati naturali srl, Filati Riccio srl, Filatura a pettine P3 srl, Filitaly – Lab srl, Filpucci spa, Gi.ti.bi filati srl, Ilaria srl manifattura lane, Industria italiana filati spa, Lanificio Dell’Olivo, Lineapi? Italia spa, Linsieme filati, Manifattura Igea spa, Mister Joe srl, New Mill spa, Pecci Filati spa, Pinori filati spa, Toscano srl.

Maria Lardara

24 gennaio 2017