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Filati ?sostenibili? e ?metallici?, grandi attese per Pitti Immagine

PRATO. ? l’ora di gomitoli, rocche e lane. Rigorosamente leggere, ideali per la stagione che andr? in scena tra gli stand dell’edizione numero 80 di Pitti Filati. ? l’ora del riscatto, della voglia di ricominciare dopo anni di crisi nera, con l’occhio speranzoso verso il meteo che condiziona la moda e le strategie dei buyers. La pattuglia pratese dei 24 produttori di filati ? pronta a stupire con le proprie collezioni alla Fortezza da Basso dal 25 al 27 gennaio.? In vetrina i filati per maglieria che vestiranno la moda per la primavera-estate 2018, una stagione che non ? propriamente nelle corde dei pratesi visto che il 70% della loro produzione privilegia l’invernale. Poco importa, lo spirito resta alto. ?La tendenza a uno scavalcamento delle stagioni, con l’utilizzo sempre pi? frequente del cotone negli articoli invernali, va nella direzione di assecondare i negozi che oggi hanno bisogno di approvvigionarsi sempre pi? velocemente?, sottolinea Raffaella Pinori di Pinori Filati. Flessibilit? ? la sua parola d’ordine in questo primissimo scorcio del 2017. ?Dobbiamo essere pronti a rispondere subito agli ordinativi?, incalza l’imprenditrice strizzando l’occhio ai filati ecologici e sostenibili, forte anche del protocollo di sostenibilit? firmato un anno fa con Filpucci, Pecci, Lanificio dell’Olivo, Italiana Filati. Alla collezione di filati per jeans riciclati si aggiunge ora un’altra novit? in casa Pinori: si tratta della linea “Recy” a base di cotone e poliestere riciclato dalle bottiglie di plastica.? Chi ha il sentore che non si prospetti una cattiva annata ? Stefano Borsini della Manifattura Igea. ?Mi parlano di magazzini vuoti e giacenze esaurite ma bisogna essere prudenti visto che veniamo da un 2016 un po’ deludente nella seconda met? dell’anno?. E dire che nel quartier generale di Igea in via delle Polliative non si ? badato a spese con un investimento di 1 milione di euro per rinnovare il parco macchinari. A Pitti Igea porter? una collezione di filati “bagnati” con l’utilizzo di speciali viscose e lurex metallico.? Grandi attese per Filpucci che produce 200mila chili di filato estivo all’anno: reduce da un lieve calo di fatturato nel 2016 rispetto al 2015 (-5%), la storica azienda punta sul binomio vincente di qualit? e quantit?. ?Presentiamo una collezione improntata alla voglia di fare volumi importanti con filati basici di viscosa stretch? ammette l’imprenditore Federico Gualtieri.? Ed ? il Consorzio Promozione Filati (un settore, quello dei filati, che a Prato impiega 1200 addetti distribuiti su 80 aziende) a tracciare un quadro del 2016 e un pronostico per il 2017, anno che rester? all’insegna dei buoni affari sui mercati asiatici. Bene l’export con Giappone e Corea del sud (pi? 25% nei primi nove mesi del 2016), difficili invece i rapporti con Cina e Hong Kong che hanno subito una battuta d’arresto perdendo oltre un quarto del valore rispetto al 2015. Prestazioni ok con Spagna, Bulgaria, Russia e Polonia. Il mercato interno si conferma di grande rilevanza con un aumento di ricavi del 140% tra il 2009 e il 2015, secondo l’indagine del Centro studi di Confindustria Toscana Nord. Una flessione si ? registrata tra gennaio e settembre 2016 con una flessione nell’export del 2,4%.? Ecco i nomi dei pratesi presenti a Pitti Filati: C.t.f. srl, Casa del filato srl, Cofil srl, Ecafil Best spa Industria filati, Fabifil srl, Filati Be.mi.va. spa, Filati Borgioli Modesto spa, Filati naturali srl, Filati Riccio srl, Filatura a pettine P3 srl, Filitaly – Lab srl, Filpucci spa, Gi.ti.bi filati srl, Ilaria srl manifattura lane, Industria italiana filati spa, Lanificio Dell’Olivo, Lineapi? Italia spa, Linsieme filati, Manifattura Igea spa, Mister Joe srl, New Mill spa, Pecci Filati spa, Pinori filati spa, Toscano srl.

Maria Lardara

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24 gennaio 2017

Questo post è stato scritto da: ireali

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