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Montagne russe per l’export pratese

Pitti filati Firenze

Pitti filati Firenze

La sensazione ? quella delle montagne russe. I numeri e le previsioni per le esportazioni dei filati sono tutte ripidissime salite e discese mozzafiato con l?impossibilit? di capire cosa accadr?. I filatori pratesi, come la gran parte degli imprenditori italiani, hanno tutti gli occhi rivolti agli Stati Uniti e al ciclone Trump. Le previsioni, per la prima volta, da anni, semplicemente non si riescono a fare. Si pu? solo sperare e stare a guardare. Al momento si pu? solo scommettere su una ripresa pi? strutturata del mercato russo. L?anno dei filati gira intorno alle decisioni e ai comportamenti dei consumatori di Russia, Cina e Stati Uniti. Tre paesi su cui ? davvero difficile fare scommesse.
Jacopo Bruni della manifattura Ilaria ha vissuto per un anno in Cina seguendo gli affari dell?azienda di famiglia nell?ufficio di Shanghai e oggi vive per una settimana al mese tra New York e Los Angeles. ?Stiamo tutti a guardare cosa far? Trump – commenta l?imprenditore – perch? dalle sue decisioni dipenderanno anche quelle delle nostre aziende. Sono per? certo che la Cina reagir? a questo irrigidimento americano cercando di strutturare meglio il mercato interno. I ragazzi cinesi frequentano le migliori scuole del mondo e con l?influenza dei coreani stanno gi? affinando la loro creativit?. Non ? escluso che la nuova America accelerer? questo aspetto?.
Il 2016 non a caso ? stato un anno con due risultati opposti nel primo e nel secondo semestre. Un esempio su tutti quello di Filpucci che a fine giugno registrava un pi? 20% di esportazioni e a fine dicembre ha chiuso l?anno con meno 5%. Cambiano i numeri ma le performance sono pi? o meno le stesse per tutti. E soprattutto nessuno ? riuscito a fare un?analisi lucida e certa su ci? che ha determinato il capovolgimento dei risultati. ?Prevedere i risultati – interviene Raffaella Pinori di Pinori Filati – ? impossibile. Stiamo tutti navigando a vista. L?unica cosa che possiamo fare ? cercare di essere veloci e flessibili in modo da non perdere nessuna opportunit??. Da Lineapi? denunciano una flessione minima: dell?1%. ?Abbiamo perso 13.000 chilogrammi di filato nelle esportazioni verso la Cina. Ma per noi sono poca cosa?, commenta l?imprenditore Alessandro Bastagli. ?Una flessione dovuta in realt? a quanto sta succedendo negli Stati Uniti. Trump, ? innegabile, ci preoccupa?. Pu? giovare invece ai filatori italiani l?asse con Mosca e la crescita di qualit? di brand tipo Zara che stanno investendo nelle strade del lusso e che, secondo Bastagli, porter? a un aumento degli ordini nelle aziende italiane. Anche Francesco Lucchesi di Industria Italiana filati ? ?in attesa di sviluppi e eventi dagli Stati Uniti? perch? ? convinto che la situazione ?possa andare o bene bene o male male?. ?Di positivo c?? un primo segnale di ripartenza con la Russia – commenta – che potrebbe crescere ancora con la politica che sta portando avanti Trump e allo stesso tempo potremmo avere benefici dalla reazione della Cina. Allo stato attuale va detto che non abbiamo alcuna certezza e, a onor del vero, non siamo neppure riusciti a capire cosa abbia fatto fermare le esportazioni a fine 2016 se non una sofferenza comune a tutti i paesi del mondo, dalla Cina al Giappone passando per l?Italia. Poi il caso Trump?.
Stefano Milanesi di New Mill ? tra i pi? ottimisti. ?Se Trump toglie i dazi alla Russia anche l?Europa sar? costretta a toglierli e non riacquisteremo uno dei mercati centrali. Se poi vuol davvero riportare la manifattura negli Stati Uniti significa che anche noi potremmo farlo e mettere tasse per chi produce all?estero compresi dazi in entrata per la merce che arriva dalla Cina . Una politica protezionista sono convinto aiuterebbe tutti, noi compresi. Sar? un discorso populista ma non possiamo far finta di non vedere che la classe media si sta impoverendo ovunque ed ? necessario ridare capacit? di acquisto nei vari paesi altrimenti non c?? futuro. Solo se la gente guadagna acquista?. Da Bemiva invece, come spiega Laura Benesperi, ancora non si sono visti effetti negativi sulle esportazioni. Cos? come alla Pecci. ?Abbiamo fatto piccoli passi – sottolinea Roberta Pecci – per cui al momento non abbiamo subito oscillazioni serie?.

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25 gennaio 2017

Questo post è stato scritto da: ireali

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