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Cotone con lana e fibre di carta. A trionfare a Pitti filati ? il verde

Pitti filati Firenze

Pitti filati Firenze

Chi di verde si veste della sua belt? troppo si fida. Un proverbio declinato in modi diversi che la prossima primavera sembra, per?, destinato a passare di moda. O perlomeno ci proveranno i guru del fashion internazionale che, all?edizione di Pitti filati in corso alla Fortezza da Basso, l?hanno messo in ogni cartella colori degna di nota. Dal verde cipresso al verde salvia passando per il verde acqua marina onnipresente nelle collezioni fin oltre la fine dell?estate 2017. Se i colori fluo, stravisti a Pitti Uomo, sembrano destinati a esaurirsi alla prossima stagione, non sar? cos? per i vari verdi, verdini, verdolini e verdoni che dovranno andare a braccetto con le vetrine dei negozi almeno fino alla primavera estate 2018.
VERDE MA NON SOLO Gli stilisti sanno benissimo che verde ?chiama? blu, giallo e viola e allora gi? tra qualche mese, se aspiriamo a fare acquisti destinati ad avere un appeal pi? lungo di una stagione sar? bene non farsi affascinare dai gialli e fucsia dai toni fluo ma scegliere i colori delle pietre preziose in un valzer di turchesi, lapislazzuli e zaffiri. In caso di dubbio lasciarsi ispirare dai colori del mare, meglio se le acque sono quelle delle Maldive o della Sardegna. Lasciamo l?Oceano, insomma, ad altri momenti. Verde, blu ma anche tanto giallo. In questa tonalit? meglio farsi ammaliare dai colori caldi e non dalle nuances pastello. Bene si strizza l?occhio anche all?arancio che vedremo gi? tra qualche settimana nei negozi. Perfette anche le scalature del beige che nella versione molto chiara sostituir? il bianco e l?ormai stravisto grigio che, purtroppo, rimane nei nostri armadi anche se nella versione lucida. BASTA CHE IL VESTITO BRILLI Qualunque sia il colore scelto per gli acquisti primaverili l?importante ? che non si scelgano abiti dai colori opachi. Obbligatorio circondarsi di lurex perch? come suggerisce l?imprenditore di filati Stefano Milanesi ?si deve far finta di essere in tempi di grande ricchezza e quello che luccica inganna?. Anche abiti a buon prezzo ma lucidissimi, con effetti iridescenti. Attenzione invece a non farsi abbagliare dai classici argento e oro destinati a diventare out in pochissimi mesi.
ABITI PER TUTTE LE STAGIONI Tempi duri per i proverbi: il mondo della moda manda in soffitta anche il classicissimo ?non ci sono pi? le mezze stagioni? e lo traduce in ?sono tutte mezze stagioni?. Una tendenza a cui assisteremo sar? infatti quella di avere capi che si possono indossare in ogni periodo dell?anno. E non si tratta ancora una volta di ?quel che copre dal freddo copre anche dal caldo? ma del lancio, gi? avvenuto sulle fasce alto di mercato, di ?mischie? di fibre opposte. ?Alpaca con cotone e lino con cachemire?, ci viene in aiuto Roberta Pecci, non una stilista nota al grande pubblico ma ingegnere e titolare di una storica azienda di filati che la moda la costruisce a partire dalla fibra. Una tendenza moda facile perch? tutti i tessuti, di qualunque materiale siano, saranno leggerissimi e molto fini.
DALLA CARTA AI MINERALI Chi pensa che gli abiti debbano essere realizzati con cotone, lana e lino cominci ad aggiornarsi. Ormai addosso ci mettiamo di tutto. L?azienda Lineapi? ha presentato un nuovo filato realizzato con l?85% di carta. Una carta giapponese fatta a mano, la washi, e i tecnici tessili che l?hanno realizzata giurano che si possa lavare. Al tatto si tratta di stoffe simili al tessuto non tessuto mentre nell?aspetto richiamano le canottiere piene di ricami e onde dall?aspetto inamidato indossate negli anni Sessanta. Accanto alla carta non manca la plastica grazie al riciclo delle bottiglie e agli effetti gommati molto utilizzati nell?abbigliamento sportivo. Poi ci sono i minerali le cui polveri vengono utilizzate per garantire effetti cromatici originali, con colori che non risultano eccessivamente brillanti come quelli chimici, ma delicati, tenui e rilassanti. Le materie prime (pigmenti minerali gialli, rossi, bruni, neri, bianchi) vengono ridotte in polvere con rudimentali pestelli d’ossa o di ardesia e poi impastati con acqua e grassi animali: ciprie che vengono utilizzate pi? frequentemente per la cosmesi o per il restauro di dipinti e arazzi.

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26 gennaio 2017

Questo post è stato scritto da: ireali

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