1 0 Archive | giugno, 2017
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Pitti Filati, torna la fiducia tra i pratesi. Bilancio positivo della manifestazione

Firenze pitti filati

C’è chi come Raffaella Pinori di Pinori Filati è riuscita a lavorare molto bene anche di venerdì, terzo e ultimo giorno di Pitti Filati. «Chi l’avrebbe mai detto? Sarà stata l’interruzione dei voli da Firenze». Battute a parte, è con il sorriso sulle labbra che tanti produttori pratesi di tessuti hanno archiviato l’edizione numero 81 di Pitti Filati, un’edizione delicata perchè caratterizzata dagli ultimi, negativi, dati che pesano su tutto il comparto, a livello locale come nazionale. «Abbiamo respirato un’aria frizzante grazie anche al ritorno di alcuni visitatori dall’estero, in primis giapponesi», sottolinea Raffaella Pinori che coordina i produttori di filati della sezione moda di Confindustria Toscana Nord. Filati ad aria, fili fantasia con effetto microstampa sono stati i prodotti più quotati della collezione Pinori mentre allo stand della Manifattura Igea hanno fatto bella figura le lane superfini con i filati garzati e soffici di mohair e alpaca. E hanno fatto capolino anche gli americani, oltre ai giapponesi e ai russi. «Pitti Filati rafforza la sua vocazione internazionale – sottolinea Stefano Borsini di Igea – mentre si registra un calo progressivo di visitatori italiani che ci richiedono sempre più stock service di filati per clienti piccoli e per l’e-commerce. In generale, il clima è di fiducia». Dal 28 al 30 giugno, alla Fortezza da Basso sono arrivati i migliori compratori da tutto il mondo per scoprire le novità, la ricerca e le nuove tendenze racchiuse nelle collezioni delle filature top del panorama internazionali, oltre una trentina quelle pratesi. Il bilancio dell’affluenza è di 5350 presenze, con tanti compratori esteri (2900 circa le presenze internazionali) e con mercati in crescita come Giappone (+9%), Russia (+50%), Cina (+16%), Hong Kong (+15%), Turchia (+13%) e Corea del Sud (+27%). Numeri stabili invece dagli Stati Uniti anche se gli americani si sono visti parecchio nei paraggi dello stand di laria Manifatture Lane. L’asso nella manica sfoderato in occasione del cinquantesimo anniversario dell’azienda, il superkid mohair più sottile al mondo, ha fatto breccia in tanti compratori provenienti dai quattro angoli del globo. «Il clima è moderatamente più ottimista rispetto ai numeri della corrispondente edizione del 2016 – sottolinea il patron di Ilaria Manifattura Lane  Giampaolo Bruni – L’occhio del visitatore si è fermato di più sulle collezioni, non per guardarle ma per vederle».
Il finale di Pitti Filati è stato anche l’occasione per decretare il vincitore del concorso “Feel The Yarn” promosso dal Cpf – Consorzio Promozione Filati. Tra le creazioni dei 22 studenti, selezionati tra i più prestigiosi istituti di moda internazionali, si è distinta quella di Yuan-Lung Kao (Royal College of Art), a cui è stato assegnato il premio messo a disposizione da Biella Yarn mentre il premio speciale messo a disposizione da Banana Republic è andato a Rebecca Holmes della Kingston University di Londra.
(ma.la)

30 giugno 2017
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La prima volta a Pitti Filati della pettinatura Lagopolane

Firenze pitti filati fam gorini

C’è sempre una prima volta a Pitti Filati, anche se sei un’azienda che ha quasi sessant’anni di storia e non hai certo bisogno di farti conoscere La pattuglia dei produttori pratesi alla Fortezza da Basso vede una new entry, la pettinatura Lagopolane del Macrolotto, filatura a ciclo completo che dà lavoro a 64 persone, specializzata in filati pettinati per maglieria. «Non avevamo bisogno finora di questa vetrina – sottolinea Giovanni Gorini, uno dei soci di Lagopolane – ma indubbiamente Pitti Filati ci potrebbe dare quella visibilità in più che fa poi aumentare i numeri. E le premesse, stando alla prima affluenza dei visitatori allo stand, sono buone». Un momento complicato per i filatori pratesi, riflesso di un mercato in profonda trasformazione. «Le collezioni di filati cambiano anche cinque volte in un anno con il lavoro che si stagionalizza sempre di più – lamenta Gorini – I terzisti del nostro distretto non ce la fanno ad andare avanti».
Maria Lardara

30 giugno 2017
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Cinquant’anni di Filpucci, grande festa al teatro della Pergola

cena ok

Sul palco del Teatro della Pergola, davanti a una platea di clienti e collaboratori, è avvenuto il passaggio di testimone da Leandro Gualtieri al figlio Federico, da mercoledì al timone di Filpucci, l’azienda di filati che proprio in occasione di Pitti Filati ha festeggiato il traguardo del mezzo secolo di attività. Passaggio già annunciato nei giorni scorsi e ufficializzato durante la cena offerta da Gualtieri alla Pergola, dove l’evento è stato spostato a causa del maltempo (in origine era previsto al Forte Belvedere).
In un breve discorso davanti alla platea, Leandro Gualtieri ha ringraziato i presenti e ha detto che, nonostante il cambio alla guida dell’azienda lui rimarrà comunque a lavorare. «E continuerò a “rompere” a tutti», ha aggiunto tra le risate. Ai tavoli sistemati in platea e sul palco molti rappresentanti delle professioni e dell’imprenditoria, ma soprattutto clienti di Filpucci, con folte rappresentanze di giapponesi e americani, ai quali il figlio Federico ha tradotto in inglese il discorso del padre in quella che è stata la sua prima uscita pubblica dopo la nomina a presidente della Filpucci, un’eredità pesante, tenuto conto dello spessore imprenditoriale del padre, che però almeno per i primi tempi darà una mano al figlio per ambientarsi nel nuovo ruolo. Al termine della serata ai partecipanti è stato donato un volume che ripercorre per immagini il mezzo secolo di vita dell’azienda.

29 giugno 2017
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Giovani stilisti crescono con il “Talents Lineapiù”

Alessandro Bastagli_7I7C8605-1

Metti uno stilista, fagli utilizzare un filato Lineapiù e lancialo nel firmamento della moda. Non capita mica tutti i giorni lavorare con un big dei filati di questo calibro. Nasce così il contest “Talents Lineapiù”, bandito dalla Fondazione facente capo all’azienda di Capalle per sostenere i talenti della moda in maglia. Non studenti freschi di scuole ma stilisti già attivi con un proprio marchio e una propria distribuzione. Il vincitore del premio potrà così usufruire di una borsa triennale che gli garantirà per sei stagioni la sponsorizzazione tecnica dei filati Lineapiù e Filclass per il proprio campionario: dal canto suo, il candidato s’impegnerà a utilizzare solo filati Lineapiù.
«Vogliamo dare un’opportunità ai giovani stilisti che verranno selezionati da una giuria composta da addetti ai lavori», spiega Alessandro Bastagli di Lineapiù, aziende che crede molto nel valore aggiunto delle persone, visto che ne ha assunto cinquanta in più in organico negli ultimi due anni grazie anche all’investimento della nuova filatura a due passi dagli uffici centrali di via Brunelleschi, a Capalle. Le iscrizioni per il concorso “Talents Lineapiù” si apriranno il prossimo 15 luglio sul sito www.lineapiu.com. Intanto sono quattro le fibre pregiate che l’azienda di Capalle ha utilizzato per le collezioni dell’autunno-inverno 2018/2019: mohair dal Sudafrica, baby alpaca dal Perù, cammello baby dagli altipiani della Mongolia, yak baby dalle montagne sacre del Tibet. Quattro materiali nobili che diventano anche storie di popoli, di luoghi suggestivi ed evocativi che raccontano il rapporto tra l’uomo e la natura, intrecciando antiche tradizioni tessili, vero filo conduttore di questa edizione di Pitti Filati che chiuderà i battenti venerdì 30 giugno.
Maria Lardara

29 giugno 2017
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A Pitti Filati è di scena il mohair più sottile al mondo

pitti filati

Lo sguardo più fiero è quello di Giampaolo Bruni, patron di Ilaria Manifattura Lane mentre accarezza il suo superkid mohair più sottile al mondo, prodotto in occasione del cinquant’anni dell’azienda. Quando si dice l’importanza della materia prima: c’è voluto un viaggio in Sudafrica per accaparrarsi quella balla di 250 chilogrammi di mohair a un’asta speciale a Port Elizabeth. Pesa 50 Nm, come gli anni dell’azienda. E il prezzo è top secret. «Per questo filato, il più fine al mondo, abbiamo dovuto modificare la capacità filante delle macchine», ci racconta Bruni dal suo stand di Pitti Filati. Edizione numero 81 per la kermesse che vede schierati in prima linea trenta produttori pratesi. E la flessione dei filati che tutte le analisi di Smi e Confindustria fotografano, a livello locale come nazionale? C’è ma non si sente, almeno in fiera. Le filature nostrane hanno spalle robuste per non piegarsi a quel -2,7% che insidia i fatturati della filatura italiana nel 2016. “Annus horribilis” per le produzioni pratesi, il primo dopo tante stagioni positive. «Del resto, non si poteva pensare che la crescita sarebbe durata per sempre», ammette Raffaella Pinori di Pinori Filati. L’orologio segna le 9.30, fuori la fila al desk per la registrazione s’allunga e fa ben sperare.
Le tendenze. Si colorano con le tonalità della terra, strizzando l’occhio alla natura selvaggia e al gusto animalier, le collezioni che entreranno nel guardaroba dell’autunno-inverno 2018-2019: “The human edition” è il filo conduttore di questa edizione di Pitti Filati, che rimette al centro l’uomo e una nuova idea di “Umanesimo”. Soffici nuvole di filati esclusivi puntano a emozionare combinando cashmere e seta. In scena filati pettinati in cashmere per un aspetto pelliccia elegante, soft al tatto. Mohair e alpaca, i veri must della stagione che verrà. E poi filati sostenibili, amici dell’ambiente. E pazienza se le tendenze moda in questo momento penalizzano i filati fantasia per maglieria, cavallo di battaglia del distretto. «A fare un prodotto classico e basico non ci provo neanche». Parola di Stefano Borsini della Manifattura Igea, uno che alla sostenibilità ci tiene. «Abbiamo un impianto fotovoltaico sui tetti del nostro stabilimento di Tavola, siamo sensibili al tema. I nostri filati “Astro” e “Astro Melange” sono realizzati con un importante abbattimento di Co2». I fili Igea diventano anche un’opera d’arte nel duplice richiamo alle radici della terra e a quelle di un’azienda storica di Prato. A dare il benvenuto ai visitatori spunta infatti un’installazione dell’artista lucchese Emy Petrini, “Natura, madre”. Tocco di vintage invece per l’allestimento di Pecci Filati che ha scelto di abbinare a vecchi orologi le nuove proposte. «Richiamo alle collezioni che sono sempre meno stagionali», sottolinea Roberta Pecci.
Gli investimenti. Chi ci ha già pensato, chi ce l’ha in programma per i prossimi mesi. Investire è l’imperativo di Alessandro Bastagli, patron di Lineapiù pronto a mettere mano al portafoglio per modernizzare tra il 2017/2018 il reparto tintoria. «Completato l’investimento nella nuova filatura aperta due anni fa, ora è il momento della tintoria dove vogliamo ricostruire il parco vasche». Un investimento da 2 milioni di euro per migliorare l’efficacia della tenuta colore dei filati. Tempo d’investimenti anche in casa Pinori Filati dove sono stati acquistati macchinari ad aria di ultima generazione per rendere più soffici i filati, idem all’Industria Italiana Filati che ha archiviato il fatturato 2016 con un +7%. «Abbiamo anche adottato la politica di appoggiare i macchinari nelle ditte di terzisti di nostra fiducia», aggiunge Francesco Lucchesi di Industria Italiana Filati.
I mercati. Sostenibile è bello. La “New Mill” di Stefano Milanesi è fra le sei filature pratesi che l’anno scorso decisero di aderire al protocollo “4sustainability” (Filpucci, Industria Italiana Filati, Lanificio dell’Olivo, Pecci, Pinori Filati e New Mill). «La scelta della sostenibilità paga a lungo termine – fa notare Milanesi – I clienti spagnoli la richiedono, gruppo Inditex in testa. Con i tedeschi è più difficile». Ma la vera incognita sono gli americani, praticamente assenti nel primo giorno di Pitti Filati. In compenso, tanti visitatori provenienti dai paesi asiatici.
Maria Lardara

28 giugno 2017
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È made in Prato il cashmere rigenerato Re.Verso™ che piace a Stella McCartney

federico leandro gualtieri

Cinquanta candeline per l’azienda pratese Filpucci, leader mondiale per la produzione di filati creativi d’alta gamma da maglieria, che festeggia l’anniversario a Pitti Filati presentando mercoledì 28 giugno la pubblicazione intitolata “Cinquant’anni di Filpucci-History tells the future”: l’appuntamento è nella sala riunioni area monumentale (1° piano) con Raffaello Napoleone, amministratore delegato di Pitti Immagine, il presidente e il vice di Filpucci Leandro e Federico Gualtieri (nella foto).
Una vocazione costante per valori di nuova generazione passando attraverso un processo produttivo affidabile, tracciabile e trasparente, come dimostra la supply chain Re.VersoTM, ad economia circolare, di cui Filpucci è membro e riferimento esclusivo nell’ambito di filati high-end/low impact del knitwear con la collezione Ninetyfive. Fili lussuosi, avvolgenti e soffici in cashmere low impact ad alto contenuto tecnologico, per ridurre consumi, con un occhio vigile alle risorse ambientali e una filosofia focalizzata sulla reingegnerizzazione della materia che, nella proposta di fili in cashmere Re.VersoTM, viene rafforzata, rappresentando parte integrante della nuova collezione.
Autorevoli marchi internazionali hanno selezionato la collezione cashmere Ninetyfive Re.VersoTM per le loro realizzazioni di maglieria di alta qualità. Da Stella McCartney ad Eileen Fisher a Filippa K, fino a Patagonia, molte autorità del fashion system hanno inserito i filati rigenerati Re.VersoTM by Filpucci, condividendo una nuova filosofia di fare business, per un approccio consapevole e responsabile, che non rinuncia al contenuto estetico ma lo eleva ben oltre le tendenze e lo stile. In occasione del 50esimo compleanno, Filpucci ha ampliato ancora di più la proposta dei suoi prodotti Re.Verso™ proponendo due tipologie: il filato Baby Camel Re.VersoTM prodotto con baby camel Re.Verso™ e in mischia al 50% con extrafine merino Wool, un filato delicato, ricco e super soft, dal tatto indescrivibile, che mantiene intatte le proprietà naturali e propone sofisticate nuance. E poi il nuovo articolo Divette che sottolinea ancora una volta l’avanguardia di una realtà industriale volta ad offrire pettinati e ritorti suggestivi e fantasiosi, soffici e serici sempre e comunque innovativi, di molteplici finezze. Filato sofisticato particolarmente soffice e caldo, realizzato con fibre Re.Verso™ di cashmere mischiate a lane super fini, consente di realizzare filati più sottili e funzionali con ampie possibilità di impiego. La collezione Re.VersoTM diventa dunque espressione di un made in Italy che nell’etica trova il suo valore aggiunto e si espande sui mercati.

27 giugno 2017
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L’ottava edizione di “Feel The Yarn” intreccia fili pratesi

Feel the Yarn

Giovani stilisti crescono a Pitti Filati e si fanno le ossa intrecciando le loro creazioni di maglieria con il meglio dei filati “made in Italy” in vetrina alla Fortezza da Basso.
È questo lo spirito di “Feel The Yarn”, il concorso organizzato dal CPF – Consorzio Promozione Filati, Pitti Immagine ed Elementi Moda giunto all’ottava edizione che seleziona gli studenti provenienti dalle 13 più importanti scuole di fashion design del mondo: a metà strada tra progetto formativo e concorso, in occasione di “Feel the Yarn” si sfideranno a Pitti Filati 22 studenti sotto la guida della curatrice del concorso Ornella Bignami.
“Feel The Yarn” coinvolge 22 aziende tra le filature più creative presenti a Pitti Filati: Alpes Manifattura Filati, Biella Yarn By Südwolle, Botto Giuseppe, E. Miroglio, Fabifil, Filati Biagioli Modesto, Filitaly-Lab, Filmar, Filpucci, Gi.Ti.Bi. Filati, Ilaria Manifattura Lane, Industria Italiana Filati, Lanificio Dell’Olivo, Linsieme Filati, Manifattura Igea, Manifattura Sesia, New Mill, Pecci Filati, Pinori Filati, Tollegno 1900, Toscano, Zegna Baruffa Lane Borgosesia. Sarà una giuria molto qualificata, insieme ai voti espressi dai visitatori, ad assegnare il premio messo a disposizione da Biella Yarn (Südwolle Group) per consentire ai migliori fashion designer di andare avanti con la propria formazione. Un altro premio, stavolta offerto da Banana Republic, sarà assegnato al talento che saprà interpretare in modo migliore la creatività dei filati italiani. Durante la tre giorni di Pitti Filati gli studenti avranno la possibilità di presentare una serie di capi realizzati con il filato fornito da qualificate manifatture toscane, sfoderando così le proprie abilità creative e tecniche.

 

 

 

 

27 giugno 2017
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Tutto pronto per Pitti Filati. Ma le tendenze moda penalizzano le aziende pratesi

28-30 giugno: suona la carica dei produttori di filati in vetrina alla Fortezza da Basso per l’anteprima delle collezioni invernali 2018-2019. Conto alla rovescia per Pitti Filati, la vetrina che detta le nuove tendenza moda e lifestyle, appuntamento internazionale di riferimento del settore dei filati per maglieria a due passi da Prato.
La pattuglia dei pratesi presenti in fiera è composta da trenta aziende, con un aumento del 20% rispetto all’ultima edizione dello scorso gennaio. Tutti pronti a stupire con le loro collezioni per i freddi che arriveranno, quando ormai le tendenze moda della stagione invernale suggeriscono filati più leggeri, meno grossolani e indicati per temperature meno rigide. Complessivamente, sono 132 i marchi in totale a questa edizione, di cui 24 provenienti dall’estero. Gli occhi sono puntati sullo Spazio Ricerca di Pitti Filati, laboratorio di creatività del salone e osservatorio sperimentale delle tendenze ispirato al tema “The Human Edition”: in un clima generale segnato dalla mancanza di direzioni chiare, dove tutto appare possibile, l’inverno 2018-2019 porterà al centro dell’attenzione l’uomo e le sue necessità più naturali. La direzione artistica è affidata al fashion designer Angelo Figus e all’esperta in maglieria Nicola Miller, l’allestimento a cura di Alessandro Moradei. Scelte artistiche che riflettono anche il clima di incertezza che avvolge il comparto dei filati, che nel distretto pratese conta poco meno di 80 aziende finali con circa 1300 addetti diretti, sostenuto da una filiera molto specializzata di filature, ritorciture, tintorie e rifinizioni. La produzione pratese è costituita per circa la metà da filati per maglieria, il 25% per tessitura ortogonale e jacquard, il 15% per arredamento e il rimanente per cucirini, ricamo, aguglieria. Quasi il 70% della produzione di filati pratesi è concentrata sulla stagione invernale e il giro d’affari del settore è stimato intorno ai 500 milioni di euro di cui più del 40% viene venduto all’estero.
Non sono rose e fiori in questo periodo per le filature nostrane: dal punto di vista congiunturale, i filati pratesi stanno vivendo un momento di forte sofferenza. A puntare una lente d’ingrandimento sui bilanci delle aziende è il centro studi di Confindustria Toscana Nord che fa emergere come nel periodo 2009-2015 la crescita dei ricavi abbia visto un +40% e +90% del valore aggiunto. La parabola discendente inizia nella seconda metà del 2016 chiuso a -2,2% in linea con il dato nazionale. E anche i primi mesi del 2017 vedono un -11,6% di produzione industriale rispetto al primo trimestre 2016. «A penalizzare le produzioni pratesi sono state soprattutto tendenze moda non favorevoli ai filati fantasia per maglieria – commenta Raffaella Pinori, coordinatrice del gruppo produttori di filati della sezione moda di Confindustria Toscana Nord – E’ la specializzazione più tipica dei filati pratesi, la stessa che ha contribuito in maniera determinante alle buone prestazioni del comparto negli ultimi anni. Il nostro settore, così come tutta la moda, è esposto a queste oscillazioni, dovute alle mutevoli tendenze dei consumi». Tendenze moda più favorevoli a filati classici spiegano anche l’andamento dei singoli mercati, con l’Europa che rimane pressoché stabile (-0,8%), mentre la piazza asiatica, che rappresenta il 24,0% dei mercati esteri, è diminuita del -17,8%. Dietro la performance negativa dei paesi asiatici si può leggere la contrazione della domanda dagli Stati Uniti di alcune tipologie di filati più tipicamente pratesi.

26 giugno 2017