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Pitti Filati, torna la fiducia tra i pratesi. Bilancio positivo della manifestazione

Firenze pitti filati

C’è chi come Raffaella Pinori di Pinori Filati è riuscita a lavorare molto bene anche di venerdì, terzo e ultimo giorno di Pitti Filati. «Chi l’avrebbe mai detto? Sarà stata l’interruzione dei voli da Firenze». Battute a parte, è con il sorriso sulle labbra che tanti produttori pratesi di tessuti hanno archiviato l’edizione numero 81 di Pitti Filati, un’edizione delicata perchè caratterizzata dagli ultimi, negativi, dati che pesano su tutto il comparto, a livello locale come nazionale. «Abbiamo respirato un’aria frizzante grazie anche al ritorno di alcuni visitatori dall’estero, in primis giapponesi», sottolinea Raffaella Pinori che coordina i produttori di filati della sezione moda di Confindustria Toscana Nord. Filati ad aria, fili fantasia con effetto microstampa sono stati i prodotti più quotati della collezione Pinori mentre allo stand della Manifattura Igea hanno fatto bella figura le lane superfini con i filati garzati e soffici di mohair e alpaca. E hanno fatto capolino anche gli americani, oltre ai giapponesi e ai russi. «Pitti Filati rafforza la sua vocazione internazionale – sottolinea Stefano Borsini di Igea – mentre si registra un calo progressivo di visitatori italiani che ci richiedono sempre più stock service di filati per clienti piccoli e per l’e-commerce. In generale, il clima è di fiducia». Dal 28 al 30 giugno, alla Fortezza da Basso sono arrivati i migliori compratori da tutto il mondo per scoprire le novità, la ricerca e le nuove tendenze racchiuse nelle collezioni delle filature top del panorama internazionali, oltre una trentina quelle pratesi. Il bilancio dell’affluenza è di 5350 presenze, con tanti compratori esteri (2900 circa le presenze internazionali) e con mercati in crescita come Giappone (+9%), Russia (+50%), Cina (+16%), Hong Kong (+15%), Turchia (+13%) e Corea del Sud (+27%). Numeri stabili invece dagli Stati Uniti anche se gli americani si sono visti parecchio nei paraggi dello stand di laria Manifatture Lane. L’asso nella manica sfoderato in occasione del cinquantesimo anniversario dell’azienda, il superkid mohair più sottile al mondo, ha fatto breccia in tanti compratori provenienti dai quattro angoli del globo. «Il clima è moderatamente più ottimista rispetto ai numeri della corrispondente edizione del 2016 – sottolinea il patron di Ilaria Manifattura Lane  Giampaolo Bruni – L’occhio del visitatore si è fermato di più sulle collezioni, non per guardarle ma per vederle».
Il finale di Pitti Filati è stato anche l’occasione per decretare il vincitore del concorso “Feel The Yarn” promosso dal Cpf – Consorzio Promozione Filati. Tra le creazioni dei 22 studenti, selezionati tra i più prestigiosi istituti di moda internazionali, si è distinta quella di Yuan-Lung Kao (Royal College of Art), a cui è stato assegnato il premio messo a disposizione da Biella Yarn mentre il premio speciale messo a disposizione da Banana Republic è andato a Rebecca Holmes della Kingston University di Londra.
(ma.la)

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30 giugno 2017

Questo post è stato scritto da: marialardara

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