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Milano Unica, buona la prima. La fiera piace ai pratesi

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Il doppio rispetto all’edizione del settembre 2016, il triplo di aziende rispetto al luglio di un anno fa quando and? in scena la fiera delle precollezioni con Prima Milano Unica. Il quartier generale dei pratesi a Rho ? il padiglione 16, dove ? pi? massiccia la pattuglia dei lanieri. Qualcuno, come la Emmetex, espone sotto l’egida di Idea Biella, altri pi? specializzati nel jersey si raccolgono alla spicciolata al padiglione 12. Organizzata e allestita cos? Milano Unica piace. E in fondo in fondo, un po’ di meriti i pratesi vorrebbero prenderseli. Sullo sfondo, l’eterna dialettica con gli altri distretti come Biella. Il presidente del consorzio Pratotrade Roberto Rosati lo rivendica: “Se non c’eravamo noi a premere l’anticipo delle date difficilmente sarebbe avvenuto”.
L’anno scorso c’era anche Pratotrade sul palco dei big in occasione della cerimonia inaugurale di Milano Unica, quest’anno no. “Fare impresa significa anche rischiare, gettare il cuore oltre l’ostacolo”, ha tuonato il presidente di Milano Unica Ercole Botto Poala. L’anticipo di date ha sicuramente fatto convergere gli interessi dei diversi distretti che compongono le varie anime di Mu. “Ognuno ha fatto un passo indietro e questo risultato ? il frutto di un lavoro di sintesi”, ha aggiunto il presidente del Sistema Moda Italia Claudio Marenzi. Un’industria, quella moda, che ? stata “benedetta” anche dal sottosegretario Ivan Scalfarotto che ha ricordato come il salone del tessile abbia avuto dal 2005 a oggi “14 milioni di euro di aiuti statali, di cui dieci arrivati negli ultimi quattro anni”. Di sicuro Milano Unica ha battuto sul tempo l’eterna rivale Premi?re Vision rimandata a dopo la pausa estiva (settembre), giocando in anticipo la partita della collezioni invernali. “Era il momento giusto di cambiare per non trovarsi poi eventualmente a rincorrere Parigi – ha sottolineato Andrea Cavicchi dell’azienda Furpile e numero uno della sezione moda di Confindustria Toscana Nord – E poi i brand ormai puntano a chiudere le collezioni sempre prima”.
Gli fa eco Maurizio Sarti del lanificio Faliero Sarti, vice presidente di Pratotrade: “Una parte della nostra clientela, soprattutto i brand pi? grandi, parte prima con le collezioni”. L’anticipo di date ha convinto alcuni big del distretto a tornare in fiera, come Pontetorto che approda per la prima volta a Rho. “Ci aspettiamo molto clienti stranieri, soprattutto asiatici – spiega Luigi Banci – Ci stiamo affacciando ora a quel mercato vista anche la nostra sinergia con i nuovi soci giapponesi”.
Camminando tra i corridoi, non c’? niente in fiera che ricordi la presenza del distretto pratese: niente stand per il consorzio Pratotrade, nessun riferimento fra i contatti sfogliando le pagine della guida al salone.
L’assessora allo sviluppo economico del Comune di Prato, Daniela Toccafondi, sdrammatizza. “Essere parte di un distretto ? gi? un elemento vincente di comunicazione: le collezioni delle nostre aziende si raccontano da sole con il loro potenziale di novit? e creativit?”.
Maria Lardara

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11 luglio 2017

Questo post è stato scritto da: marialardara

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