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John fra gli stand, tornano gli americani. Il designer Varvatos fra gli stand pratesi

coda

Lo hanno accolto a braccia aperte allo stand della Dinamo e della Fortex dove ? entrato per dare una sbirciatina alle collezioni. In tutta la mattinata, la prima dell’edizione numero 25 di Milano Unica, lo hanno visto fare su e gi? lungo tutto il padiglione 16 dove ? dislocato lo zoccolo duro degli espositori pratesi presenti a Milano Unica fino a gioved? 13 luglio. “Hi, John” e tante strette di mano per dare il bentornato a lui, il famoso designer americano John Varvatos, che s’? materializzato in carne e ossa dopo tanti anni per la gioia dei lanifici pratesi. Tradotto: si rifanno vivi gli americani al salone italiano del tessile che sta assumendo una vocazione sempre pi? internazionale. Che la scelta dell’organizzazione fieristica di anticipare Milano Unica a luglio sia stata azzeccata? Del resto, l’avevano caldeggiata fortemente i pratesi con il consorzio Pratotrade in testa. A Rho Fiera il morale ? alto, in qualche caso l’affluenza agli stand ? talmente alta da non permettere agli imprenditori di concedersi una pausa pranzo.
Succede alla Manteco di Montemurlo, azienda in crescita che macina utili e fatturato al punto da mettere in cantiere nuovi investimenti sulla struttura aziendale. Ma c’? anche l’altra faccia della medaglia. Lanifici storici che fanno i conti con ristrutturazioni interne e riduzione di personale ma continuano a far brillare come gioielli quegli articoli che hanno segnato la loro fortuna. ? la storia del denim del lanificio Guarducci che soffre la spietata concorrenza asiatica sui prodotti di jeanseria basic.
MANTECO S’ALLARGA. Lo chiamano “Logistic Warehouse” per materie prime e filati ed ? un nuovo stabilimento in via di completamento alle spalle del quartier generale del lanificio, in via della Viaccia a Montemurlo. In quegli spazi di 6500 metri quadrati pronti a settembre, frutto di un recupero di archeologia industriale dalle ceneri di un’ex filatura, sorger? una nuova sede per la logistica. “Porter? pi? velocit? ai processi produttivi e sposteremo l? anche una parte della produzione secondo un nuovo modello di business”, annuncia Marco Mantellassi mentre accarezza i tessuti proposti a Milano Unica, mix di nuovi materiali e alto concetto.

luigi gurducci
IL LANIFICIO EUROPA NON S’ARRENDE. Diversificare ? l’imperativo di Luigi Guarducci (sopra, nella foto). Le macchine non girano pi? come un tempo e mandare avanti una grande fabbrica a ciclo completo non ? facile. “Nei tempi d’oro producevamo 10 milioni di tessuto all’anno, ora si viaggia sui 3-4 milioni l’anno. Sul jeans il calo del basic ? dovuto alla massiccia concorrenza asiatica dopo che sono stati eliminati i dazi doganali all’indomani dell’alluvione in Bangladesh”. Guarducci, uno degli industriali senior del distretto, non ? uno che ama piangersi addosso. “Si ? vero, stiamo per presentare la richiesta di omologa del concordato al tribunale ma rialzeremo la testa”. Il lanificio Europa punta al servizio, a vendere non solo pi? tessuti ma anche capi finiti in jeans con la consegna al cliente entro due settimane. “Per recuperare i margini perduti sul mercato – ammette Guarducci – dobbiamo essere vincenti sul servizio”.

ciardi tempestini
DINAMO: RITORNO ALLE ORIGINI. Dal primo luglio, la Dinamo dell’imprenditore Sandro Ciardi ritrova il “vecchio” socio Emiliano Tempestini, tecnico dei tessuti, che ? rientrato in azienda detenendo il 20% delle quote. Dimessosi dalla Pontetorto, Tempestini riannoda i fili dell’avventura imprenditoriale che nel 2003 lo vide a fianco di Ciardi fondando la Dinamo. Stessa parabola di Ciardi che a fine 2016 lasci? il lavoro da dipendente della Emmetex per riprendere le redini della “sua” Dinamo (sopra, nella foto: Sandro Ciardi e Emiliano Tempestini).
TESSUTI…. DA MANGIARE. Metti una pezza al Campari, alla cedrata o alla Coca Cola. Sembra impossibile ma l’inventiva pratese qualche volta non ha limiti. Ci prova la Pulcra di Montemurlo che ha optato per una tintura a base dicoloranti alimentari sulle sue collezioni tessute con filati biologici certificati. “Usciamo con una piccola campionatura vediamo come reagisce il mercato”, fa sapere il contitolare Stefano Marsili. Tripudio di colori e creativit?.
Maria Lardara

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12 luglio 2017

Questo post è stato scritto da: marialardara

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