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Marini Industrie, la tracciabilità diventa la mappa di un viaggio

marini francesco

Tracciabile è bello, sempre di più. Lo sa bene il gruppo Marini Industrie che si presenta a Milano Unica con un’evoluzione del marchio “H2 Wool” divenuto ora “Traceable”. L’imprenditore Francesco Marini (nella foto) ce lo racconta sfogliando una mappa della metropolitana di Londra che diventa metafora del viaggio del tessuto su cui viene puntata una lente d’ingrandimento.
Tappa dopo tappa, si svela il percorso della tracciabilità dei tessuti, dall’approvvigionamento della materia prima in fattoria al luogo alle fasi del processo produttivo in cui la pezza viene filata, ordita, tessuta e rifinita fino al “bollino” Detox di Greenpeace. «Un investimento che crea un ulteriore valore aggiunto alle collezioni e invita il cliente all’educazione verso un consumo più consapevole grazie alla capacità di creare uno storytelling intorno al nostro prodotto», spiega Marini junior. Tracciabile e sostenibile, come piace ora a stuoli di stilisti e designer di tutto il mondo: dall’inglese Stella McCartney all’americano Helmut Lang. E i pratesi ancora una volta non si fanno trovare impreparati.
(m.l)

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12 luglio 2017

Questo post è stato scritto da: marialardara

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