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Pratoexpo.com, scatta la fase due per il portale dei tessuti

roberto rosati

C’era una volta la fiera “Prato Expo”, uno spazio fisico con gli stand dei più brillanti lanifici del distretto allestito alla Fortezza da Basso, poi trasferito per un breve periodo sotto “l’ombrello” di Milano Unica. Sono passati tanti anni, come minimo dieci. Ma ora è il momento di pratoexpo.com, la vetrina virtuale dei tessuti pronti promossa dal Consorzio Pratotrade. In realtà, il progetto della fiera on line con magazzino e materiali di pronta consegna dei lanifici va avanti da un anno e mezzo e ultimamente sta portando proficui frutti con l’adesione ormai di oltre trenta aziende, metà delle quali aderenti a Pratotrade. Non solo. Il MarketPlace con i tessuti acquistabili anche in stock service che in un anno e mezzo è stato visitato da 55mila clienti (potenziali e non) strizza l’occhio sempre più al mondo dell’innovazione digitale e tecnologica, non per nulla scontata in un distretto come Prato.
«Entro l’estate apriremo una nuova sezione sul portale, entrando nella seconda fase del progetto in cui saranno le aziende a presentarsi con un filmato, uno storytelling e una selezione delle proprie collezioni – fa sapere Roberto Rosati, presidente di Pratotrade e contitolare del lanificio Fortex di Montemurlo (nella foto) – Si parte con un primo nucleo di ditte per poi via via arricchire il portale».  Del resto, la frontiera del futuro è quella delle fiere virtuali e da qui passa anche il nuovo corso di “Pratoexpo”. Il marchio dell’antica fiera tessile che teneva alta la bandiera del distretto pratese viaggia in rete perché, per dirla con le parole del presidente di Pratotrade, «esiste una buona fetta di clienti di fascia medio-alta che vive in diverse zone del mondo e che non ha accesso alle fiere: lo strumento virtuale diventa l’unico modo per intercettarle». La nuova sezione del portale farà emergere così le eccellenze del distretto, che si sveleranno una ad una, all’interno di una veste grafica comune. Ogni azienda comunque adotterà la propria politica commerciale scegliendo di puntare su varie tipologie di articoli della propria collezione, magari prodotti di stock service oppure produzioni di punta. Non solo dunque un canale per la vendita on line di tessuti ma un vero e proprio palcoscenico virtuale in cui le aziende si presentano ai potenziali clienti. «Abbiamo quasi duemila iscritti alla newsletter – conclude Rosati – Numeri in fondo minuscoli perché siamo partiti un anno fa mantenendo un profilo basso, senza farsi troppa pubblicità. Il progetto ora entra nel vivo».
Maria Lardara

 

 

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14 luglio 2017

Questo post è stato scritto da: marialardara

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