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Promossa a pieni voti Milano Unica: tanti visitatori stranieri

MILANO UNICA

Si spengono i riflettori in quel di Rho Fiera, cala il sipario su Milano Unica ma il grosso del lavoro per i lanifici pratesi inizia adesso. Sì perché l’aver presentato le collezioni invernali con quasi due mesi d’anticipo rispetto alla tabella di marcia li costringe a rimboccarsi le maniche prima della pausa d’agosto. Si torna in azienda, a spedire i primi campioni.
«Le prossime due settimane saranno fondamentali», prevede Francesco Bellucci, presidente del Lanificio Mario Bellucci che ha scelto di tornare a Milano Unica complice l’anticipo a luglio. «Una fiera utile anche se in questi giorni non s’è vista un’affluenza record: alcuni clienti arrivano con idee già chiare, altri ci danno appuntamento a settembre», aggiunge Bellucci che per l’occasione ha proposto una collezione molto esclusiva, frutto di un mix di fibre nobili e pregiate. «Abbiamo assunto uno specialista molto qualificato che da 15 anni fa questo lavoro», spiega l’imprenditore che ha raccolto la sfida della sostenibilità non solo aderendo al protocollo Detox ma anche puntando sulla stesura di una carta dei valori in azienda, una sorta di manifesto di etica e correttezza per i fornitori. L’anticipo del salone italiano del tessile convince anche la Milior presente nelle file di Idea Biella vista l’attitudine a produrre principalmente tessuti da uomo. «Abbiamo avuto l’8% di visitatori in più rispetto all’edizione dello scorso settembre – fa sapere il direttore generale Alessandro Bresci – I nomi importanti c’erano tutti. Per quanto riguarda l’estero, scarsa è stata la presenza dei tedeschi, ma si sono visti spagnoli, americani e cinesi». Azzeccata la scelta delle date anche per la Milior: «La modifica delle date costringe i pratesi a un cambio di mentalità: prima s’arrivava a settembre con il fiato sul collo, ora ci s’impone di avere di avere collezioni pronte prima di andare in ferie». Più prudente è l’approccio dell’imprenditore Franco Bini (Lineaesse – Lds) per il quale «la fiera è stata ben organizzata ma l’auspicio è che porti risultati e non sia controproducente». In che senso? Taglia corto Bini: «Beh, gli imitatori avrebbero più tempo per copiarci…». Ma non è l’eterno rebus delle date a preoccupare l’imprenditore pratese. «Va bene discuterne ma non dimentichiamo i problemi reali del nostro settore, dal calo dei consumi nell’abbigliamento alla scomparsa dei pezzi di filiera. Non vorrei che noi tessitori si facessero bellissime collezioni per poi rischiare di fare come Colette a Parigi». È di queste giorni la notizia della chiusura del famoso concept store parigino, per effetto della crisi del retail. I numeri della fiera interessano poco a Maurizio Sarti del lanificio Faliero Sarti. «Il livello della qualità della clientela s’è innalzato, il timore era se i nostri compratori venissero a luglio. E invece sono venuti apprezzando la nuova tempistica».
In generale, sono oltre seimila le aziende che hanno visionato le collezioni in mostra per l’autunno-inverno 2018/2019. Crescono le presenze internazionali: Olanda (+46%), Portogallo (42%), Germania (+32%), Federazione Russa (+32%), Spagna (+28%), Usa (+26%), Gran Bretagna (+20%), Francia (+15%) e Turchia (+11%). Raddoppiato il tempo di presenza in fiera dei buyer. «Abbiamo avuto coraggio e siamo stati premiati dal mercato – è il commento del presidente Ercole Botto Poala – Alla vigilia avrei sottoscritto come successo un calo del 10% delle presenze, mentre abbiamo riconfermato i risultati del settembre 2016. Il raddoppio dei tempi di permanenza in fiera dei buyer è stata la vera conferma dell’importanza strategica dell’anticipo della data».
Maria Lardara

13 luglio 2017
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-1 a Milano Unica. Il presidente Botto Poala: “Dai pratesi mi aspetto collezioni complete”

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I pratesi li aspetta al varco. Suona come una battuta ma nasconde un fondo di verità. Ai nostri espositori il presidente di Milano Unica chiese garanzie ben precise nell’autunno 2016, quando fu deciso di anticipare le date del salone italiano dei tessuti da settembre a luglio. «Più che altro mi aspetto collezioni complete», raccomanda Ercole Botto Poala alla vigilia della kermesse che porterà a Rho Fiera di Milano, dall’11 al 13 luglio, 64 espositori pratesi su un totale di 456 partecipanti. Sono 24 in più rispetto alla passata edizione di settembre per la preview mondiale dei tessuti e accessori che entreranno nel guardaroba dell’autunno-inverno 2018/2019.
Chissà se i nostri lanifici saranno all’altezza per gestire questa sperimentazione ma, numeri alla mano, sembra che la grande e coraggiosa scommessa dell’anticipo abbia già riscosso successo tra i pratesi. L’edizione imminente dà così un calcio alla tradizione e segna un corso nuovo che per il numero uno di Mu rappresenta prima di tutto «una scelta imprenditoriale».
Presidente Botto Poala, la pattuglia dei pratesi in fiera è notevolmente cresciuta. Che cosa si aspetta dagli espositori del distretto laniero?
Di sicuro che si presentino con collezioni complete altrimenti (sorride, ndr) andrò a prenderli uno ad uno. Mi farò pagare da loro una bistecca alla fiorentina, anzi meglio, un buon piatto di sedani alla pratese visto che dalle vostre parti si mangia così bene.
Battute a parte, quali impegni porta per le aziende il nuovo calendario fieristico?
Questo è un esperimento coraggioso, occorre rimodulare il proprio lavoro in funzione del nuovo calendario. Se le aziende riescono a consegnare le referenze prima delle ferie estive ci guadagnano tutti.
Ma le ferie estive sono dietro l’angolo…
Vede, solo in Italia abbiamo l’obbligo di fare vacanze lunghe ad agosto: nel resto del mondo non è così. Con lo spostamento di date abbiamo anticipato di un mese il processo del campionario con meno pressione all’ultimo minuto per le aziende. Del resto, non è che ci siamo svegliati una mattina per decidere di anticipare il salone: l’input è arrivato da tutti i distretti, Prato compresa.
Una scelta per assecondare le trasformazioni in atto nell’industria della moda?
Indubbiamente. Il mondo del retail sta soffrendo, dalla distribuzione ci arrivano segnali ben precisi, soprattutto dagli Stati Uniti.
Si riferisce al boom dell’e-commerce?
Non solo. Ormai abbiamo a che fare con canali di vendita alternativi come i servizi di Trunk Club molto apprezzati negli Usa che danno la possibilità di provare a casa un prodotto prima di acquistarlo. Cercare di connettere il nostro monte con il mondo a valle della filiera, ecco il prossimo step di Milano Unica.
Il valore aggiunto delle produzioni pratesi in una sola parola, secondo il presidente di Mu.
Creatività, senza dubbio. Ma mi preme sottolineare l’aspetto della continuità.
Che timori ha?
Bisogna credere in Milano Unica per più stagioni, non solo nell’edizione di luglio. Non si può fare squadra solo adesso e non a febbraio. La continuità è fondamentale per portare a casa i migliori risultati.
Maria Lardara

10 luglio 2017
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Prato Trade a Milano Unica con lo stand Look at the Clothes

Una festa di colori, di stili, di idee innovative applicate ai tessuti ed espresse dai capi di abbigliamento: è questo lo stand che si sta allestendo in questi giorni a Milano Unica sotto le insegne del progetto di Pratotrade Touch the Fabric. Il consorzio sarà presente alla fiera milanese con il consueto consistente plotone di imprese, sia “storiche” che di recente adesione, ed ha individuato in Touch the Fabric lo strumento per far conoscere ed apprezzare il distretto pratese nel suo complesso.

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La stagista Eva in fiera a Milano con l’azienda

La stagista Eva Ciapini con Roberto e Francesco Marini

Eva Ciapini, 18 anni, studentessa del liceo artistico di Montemurlo, in fiera a Milano è nello stand della Marini e Cecconi. Per lei lo stage di una settimana vinto con un concorso per creativi è andato ben oltre l’attesa. “Durante lo stage ha realizzato un abito con le nostre stoffe che abbiamo scelto per la vetrina dello stand. Ci ha fatto quindi portarla con noi in fiera per farle fare un po’ di esperienza e vedere come funziona il nostro lavoro prima del suo rientro a scuola”.

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Marini: “Lasciare MU fu un errore: dobbiamo tornare indietro”

Riccardo Marini

Prato non fa più Parte di Milano Unica. Ed e’ un dato di fatto. Al di la’ dei sorrisi e delle strette di mano, dalla cartellonisti a concupì è tappezzato il Portello si evince chiaramente che i toscani adesso sono ospiti. Una situazione che i pratesi hanno voluto rompendo qualche anno fa il sodalizio con i lombardi e gli altri colleghi del tessile Made in Italy.

L’imprenditore Riccardo Marini, già presidente di PratoTrade e dell’Unione industriale non riesce a digerire questa “assenza”. “Prato non fa parte di Milano unica e mi dispiace moltissimo. Fu deciso durante la presidenza del collega Alessandro Benelli ma io ero tra coloro che avrebbe voluto rimanere dopo tutti gli sforzi fatti per arrivare a una fiera unica”.
“Si tratta di una manifestazione che va avanti mentre le altre chiudono e sarà secondo me sempre più strategica per il Made in. A livello di visibilità poi non esistiamo e i sa che adesso l’ immagine conta parecchio. Noi siamo il più grande distretto tessile d’Europa e nonostante questo qui non siamo nella stanza dei bottoni”.

Adesso, per esempio, Milano Unica sta organizzando la fiera di Shanghai. “E anche li’- mette in evidenza Marini – partecipiamo senza aver voce in capitolo. È in Cina chi comanda conta. Si sa bene con i biglietti da visita”.

Quando Prato era tra gli organizzatori i rapporti non erano facili, si ricorderà dei suoi scontri con Paolo Zegna? “Eccome se mi ricordo. Ci dicevamo chiaramente le opinioni ma il rapporto era costruttivo. Ed e’ rimasto anche adesso un rapporto di stima”.

Ormai però quel che è fatto è fatto.

“Io invece mi impegnerei per rimettere insieme il sistema che c’era. Non possiamo essere fuori dal sistema del tessile nazionale. Al Consorzio ne parliamo spesso e ora è arrivato il momento di fare sul serio”.

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No, non vado in pensione. Non riesco a lasciare l’azienda


Mario Maselli compirà 69 anni il 7 ottobre. E’ un uomo sano, ancora piacevole nell’aspetto e nei modi. E’ uno degli imprenditori più noti di Prato e ha ricoperto cariche associative assai importanti. In azienda con lui lavorano già i suoi figli. Laureati, già inseriti nelle varie attività. Competenti e pronti a prendere in mano le redini dell’azienda. Mario Maselli sembra anche tranquillo nel lasciare loro molte competenze. Eppure, dopo 50 anni di lavoro, non ci pensa proprio di godersi la meritata pensione. Avrebbe energia, una situazione economica tranquilla e tutte le caratteristiche per coltivare mille interessi.Eppure.

Recentemente Marino Gramigni ha lasciato e ha annunciato di volerlo fare anche Renato Cecchi. Certo, loro hanno ottant’anni passati ma la domanda è d’obbligo.
Mario, non ha voglia di godersi un po’ di riposo con la mente sgombra dal lavoro? Di solito gli imprenditori tergiversano nello spiegare i motivi.
Maselli no. Lo spiega con semplicità. “Dopo 50 anni non potrei vivere senza l’azienda. E’per me come un figlio. E’ come un grande sportivo quando cessa l’attività lo sente, soffre”.
Una forma di dipendenza che ha le sue origini nella storia delle aziende pratesi. “L’ho aperta io e l’ho portata avanti io. Mi ha dato tante soddisfazioni e quando le cose non andavano c’erano i figli che davano una gran forza di andare avanti. Ora anche se mi arrabbio spesso beh, mi dà adrenalina”.
“Guardo a Renato Cecchi come a un modello: vorrei che anche a me capitasse un giorno di sentirmi stanco e poter dire “domani non vengo”.

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I coreani tornano, Prato apre loro le braccia


Tutti gli sguardi sono rivolti all’Oriente. E’ lì infatti che c’è da lavorare per conquistare (o riconquistare) dei mercati. Va da sè che Germania, Francia e Stati Unit giocano una partita a sè. A parte va trattato anche il mercato della Cina. Se vendi lì, hai già fatto molto. E anche qualcosa in più.
Il proprio portafoglio clienti deve essere però diversificato e le aziende devono sempre di più guardare ai mercati esteri.
Il primo posto tra i paesi da non sottovalutare assolutamente è il Giappone. Facile, tolto un periodo di crisi di questo paese negli ultimi anni da sempre è uno sbocco importante per le aziende che fanno tessuti di qualità. Ora il Giappone è in fase di ripresa e potrebbe tornare tra i mercati più importanti per le aziende pratesi
Poi però viene un paese negli ultimi anni quasi dimenticato, la Corea.
Un mercato che negli anni Novanta dava delle grandi soddisfazioni a Prato in termini di richiesta. «Erano giapponesi della Corea», commenta l’imprenditore Mario Maselli per dire che avevano le stesse caratteristiche dei “vicini” di casa. Sceglievano cioè prodotti di grande qualità ed erano disposti a pagare il prezzo giusto.
Poi però travolti da una crisi mostruosa erano spariti.
Adesso stanno tornando. Si rivedono tra gli stand delle fiere. Hanno inoltrato nuovi ordini. Ecco quindi che Prato strizza loro l’occhio e va con il Consorzio a fare un workshop a Seoul a fine ottobre. «Un interesse dimostrato dal fatto – riferisce Sandro Ciardi, presidente di Prato Trade – che abbiamo già 12 aziende iscritte».

10 settembre 2013
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Moda uomo: Londra dichiara guerra a Firenze, il Governo stanzia 1,5 milioni per Pitti

Gaetano Marzotto e Andrea Cavicchi

C’e’ una guerra che non si vede ma che ha chiamato in campo anche il Governo. È la guerra della moda che  Londra ha dichiarato a Pitti immagine. L’obiettivo non dichiarato ma evidente e’ quello di soffiare a Firenze, con la complicita’di Parigi e di New York, la leadership per la presentazione della collezione uomo costringendo la fiera. Le organizzazioni delle kermesse dei due paesi europei stanno infatti organizzando le loro sfilate costringendo Pitti a scegliere date impopolari per mantenere il legame con Milano.
Un problema non da poco perché poter contare su un Pitti immagine forte significa mantenere posizioni di leadership. Ed ecco che a Milano unica il viceministro Carlo Calenda ha annunciato di aver erogato un milione di euro (aumentabili a due) per finanziare un progetto di rilancio dell’immagine della moda italiana uomo. “Abbiamo già un progetto che consegneremo al Ministero nei prossimi giorni – ha detto Gaetano Marzotto, l’imprenditore che presiede Pitti Immagine – che punta a trasformare Firenze in capitale della moda. I contenuti sono per ora riservati”.
Si parla di iniziative con i più importanti stilisti italiani a cui Marzotto sta chiedendo la collaborazione. Iniziative che avranno anche una ripercussione su Prato. Lo sostiene Marzotto e lo conferma Andrea Cavicchi, presidente dell’Unione industriale pratese.”Sono previste -ha commentato Cavicchi – iniziative collaterali che ci riguardano. Prato e la capitale della produzione e la vicinanza con Firenze non potrà che agevolarci”.

Soprattutto se è vero, come ha sostenuto Angela Missoni, che il futuro del Made in Italy sta tutto nella capacità di comunicare eticità e valori di ogni fase di lavorazione.

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L’ottimismo di Andrea Cavicchi

Il presidente degli industriali di Prato ottimista sulle possibilità di ripresa del distretto tessile tra gli stand della fiera

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10 settembre 2013
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Un marchio di qualità italiana per i tessuti. È la proposta di Missoni

Un marchio di qualità italiano di cui possano usufruire anche i semilavorati, tessuti compresi. A lanciare (o rilanciare l’idea) è stata l’imprenditrice Angela Missoni ospite della cerimonia di apertura di Milano Unica. “Non dìamo per scontati i nostri valori – ha esordito – perché sono la nostra forza”.
Una proposta allettante per Prato anche perché Missoni ha esordito a ” non perdere il controllo della filiera e a comunicare al cliente tutte le verifiche fatte in accordo con gli stilisti. Raccontiamo al consumatore perché i nostri prodotti sono i migliori, fase dopo fase”.
È poi lavoriamo affinché tutte le case di moda vengano a scegliere le stoffe qui a Milano creando una fiera dove c’è tutta la produzione Dell’ eccellenza mondiale”.

10 settembre 2013