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Tutto pronto per Pitti Filati. Ma le tendenze moda penalizzano le aziende pratesi

28-30 giugno: suona la carica dei produttori di filati in vetrina alla Fortezza da Basso per l’anteprima delle collezioni invernali 2018-2019. Conto alla rovescia per Pitti Filati, la vetrina che detta le nuove tendenza moda e lifestyle, appuntamento internazionale di riferimento del settore dei filati per maglieria a due passi da Prato.
La pattuglia dei pratesi presenti in fiera è composta da trenta aziende, con un aumento del 20% rispetto all’ultima edizione dello scorso gennaio. Tutti pronti a stupire con le loro collezioni per i freddi che arriveranno, quando ormai le tendenze moda della stagione invernale suggeriscono filati più leggeri, meno grossolani e indicati per temperature meno rigide. Complessivamente, sono 132 i marchi in totale a questa edizione, di cui 24 provenienti dall’estero. Gli occhi sono puntati sullo Spazio Ricerca di Pitti Filati, laboratorio di creatività del salone e osservatorio sperimentale delle tendenze ispirato al tema “The Human Edition”: in un clima generale segnato dalla mancanza di direzioni chiare, dove tutto appare possibile, l’inverno 2018-2019 porterà al centro dell’attenzione l’uomo e le sue necessità più naturali. La direzione artistica è affidata al fashion designer Angelo Figus e all’esperta in maglieria Nicola Miller, l’allestimento a cura di Alessandro Moradei. Scelte artistiche che riflettono anche il clima di incertezza che avvolge il comparto dei filati, che nel distretto pratese conta poco meno di 80 aziende finali con circa 1300 addetti diretti, sostenuto da una filiera molto specializzata di filature, ritorciture, tintorie e rifinizioni. La produzione pratese è costituita per circa la metà da filati per maglieria, il 25% per tessitura ortogonale e jacquard, il 15% per arredamento e il rimanente per cucirini, ricamo, aguglieria. Quasi il 70% della produzione di filati pratesi è concentrata sulla stagione invernale e il giro d’affari del settore è stimato intorno ai 500 milioni di euro di cui più del 40% viene venduto all’estero.
Non sono rose e fiori in questo periodo per le filature nostrane: dal punto di vista congiunturale, i filati pratesi stanno vivendo un momento di forte sofferenza. A puntare una lente d’ingrandimento sui bilanci delle aziende è il centro studi di Confindustria Toscana Nord che fa emergere come nel periodo 2009-2015 la crescita dei ricavi abbia visto un +40% e +90% del valore aggiunto. La parabola discendente inizia nella seconda metà del 2016 chiuso a -2,2% in linea con il dato nazionale. E anche i primi mesi del 2017 vedono un -11,6% di produzione industriale rispetto al primo trimestre 2016. «A penalizzare le produzioni pratesi sono state soprattutto tendenze moda non favorevoli ai filati fantasia per maglieria – commenta Raffaella Pinori, coordinatrice del gruppo produttori di filati della sezione moda di Confindustria Toscana Nord – E’ la specializzazione più tipica dei filati pratesi, la stessa che ha contribuito in maniera determinante alle buone prestazioni del comparto negli ultimi anni. Il nostro settore, così come tutta la moda, è esposto a queste oscillazioni, dovute alle mutevoli tendenze dei consumi». Tendenze moda più favorevoli a filati classici spiegano anche l’andamento dei singoli mercati, con l’Europa che rimane pressoché stabile (-0,8%), mentre la piazza asiatica, che rappresenta il 24,0% dei mercati esteri, è diminuita del -17,8%. Dietro la performance negativa dei paesi asiatici si può leggere la contrazione della domanda dagli Stati Uniti di alcune tipologie di filati più tipicamente pratesi.

26 giugno 2017
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Filpucci potenzia la filatura e assume

Leandro Gualtieri

È tempo di investimenti per le grandi aziende di filati di Prato. Più imprenditori stanno acquistando macchinari per produrre sempre nuovi filati e rimanere accattivanti e innovativi sul mercato.  Una delle aziende che ha deciso di anticipare le tendenze moda potenziando i reparti di produzione è la Filpucci di Leandro Gualtieri che ha comprato tre nuove macchine per realizzare i “cordonetti”, una lavorazione che va benissimo per i filati per l’aguglieria.  “È necessario fare ricerca Costantemente -sostiene Leandro Gualtieri  – e per farlo è necessario fare investimenti e crescere”. Con l’acquisto delle nuove macchine saranno assunti 5 operai che andranno a sommarsi agli attuali 40 del reparto.

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Polo, Liu Jo: ecco i clienti che “tornano” in Italia

I filati stanno vivendo, a differenza dei tessuti, un buon periodo. Diversi clienti, anche importanti, hanno deciso di lasciare i paesi orientali per la produzione per tornare ad acquistare in Italia. Tra questi ci sono, per fare un paio di nomi aziende  Liu Jo e Polo che già per la gamma alta si stanno affidando all’Italia perché anche in Cina è cresciuto il prezzo della manodopera
«L’export del settore – è sempre Lucchesi a parlare – sta crescendo a due cifre e dalle ultime riunioni fatte tra noi è risultato che prevediamo un 2014 piuttosto sereno. Le collezioni sono andate bene e ci aspettiamo gli ordini dopo Pitti».
A dar fastidio all’esportazione c’è il cambio con il dollaro che avrebbe potuto aiutare molto di più trasformando il 2014 nell’anno della ripresa. «Il dollaro a 1,37 non ci aiuta ne crescere nelle esportazioni come avremmo potuto.
Se avessimo avuto un cambio, ad esempio, ad 1,25  ci sarebbe stata tutta un’altra storia e le vendita con l’estero avrebbero raggiunto dei livelli assolutamente ottimi».

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Il Consorzio dei filatori si apre alle aziende biellesi

Venerdì prossimo è una data importante per i filatori. E non solo perché è in fase di chiusura Pitti Filati (dal 22 al 24 gennaio) ma perché c’è il taglio del nastro ufficiale per l’apertura del Consorzio di promozione filati alle altre realtà imprenditoriali italiane.

Non solo quindi un consorzio di aziende pratesi ma del made in Italy.Un rapporto quello dei filatori che va avanti già da un po’ di tempo e che si è rafforzato con l’organizzazione della fiera del settore in Cina aperta sia ai pratesi sia agli altri. «Una collaborazione – spiega il presidente del Cpf   Francesco Lucchesi – che ci ha dato modo di organizzare dei progetti insieme e che oggi vogliamo stringere aprendo il nostro consorzio anche agli altri».
Si sa già che un parere positivo l’hanno espresso Divè, Zegna Baruffa e Cariaggi solo per fare alcuni nomi ma che entro settembre dovranno aderire anche tutti gli altri, coloro almeno che partecipano alla fiera in Cina. Con questa nuova alleanza saremo il primo consorzio di filati di livello nazionale – aggiunge Lucchesi – e questo ci permetterà di poter promuovere molto meglio e con più forza i nostri prodotti».

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Pitti filati, bilancio positivo. Record di buyer inglesi e americani

Pitti filati si sta avviando alla conclusione con un andamento che conferma la tendenza già sperimentata per Pitti Uomo e Pitti Bimbo. Sono i numeri dei buyer internazionali a trainare – sui livelli della precedente edizione invernale, anzi in lieve crescita se si considera il numero delle ditte intervenute – mentre registrano un calo le presenze dei compratori italiani. Le prime stime dell’affluenza finale dicono che si dovrebbero raggiungere quota 3.700 compratori in totale (erano stati circa 4.000 un anno fa), dei quali 1.500 i compratori dall’estero. Tra le performance più significative quelle dei buyer da Gran Bretagna (+15%), Stati Uniti (+34%), Spagna (+24%), Turchia (+25%), Hong Kong (+75%), e raddoppiano i numeri dei compratori dalla Russia e dal Belgio.

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25 gennaio 2013
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La collana diventa cintura: il gadget di filo di Pinori spopola

Allo stand di Pinori Group, in mostra a Pitti Filati, spunta Galaxy, la collana che all’occasione diventa cintura. L’accessorio, il cui nome prende spunto dall’omonimo filato prodotto dall’azienda pratese di raffaella Pinori è realizzato a mano nell’unica versione color oro e fa il suo debutto con le collezioni primavera-estate 2014. Intanto il gadget spopola tra i visitatori e diventa subito trend.

Barbara Burzi

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Abiti alla moda per due primavere: ecco cosa scegliere

Da Pitti parte il filo della moda. E’ tra questi stand di filati che gli stilisti prendono ispirazione per creare le loro collezioni per la primavera-estate 2014. Le fiere non sono solo noia ma sono il gioco delle tendenze. Per gli stilisti ma perché no, anche chi gli abiti li compra, e sa bene che un acquisto ben fatto si può rivelare utilissimo anche per le stagioni a venire. E allora via. Questa primavera osiamo. Colori vivi e forti, sia lucidi sia opachi. E bianchi devono essere  irreali, con riflessi che richiamano l’oro, la madreperla o i marroni con nuance che creano delle ombre sui tessuti. Tessuti preziosi, comunque. Quindi cotoni leggerissimi e finissimi oppure al contrario che creano schemi, arabeschi, grafici. Lusso nella leggerezza, lusso nella struttura dei tessuti. Non si sbaglia neppure a scegliere il rosa e l’azzurro delle sfumature del cielo, all’alba. E mischiamo l’antico al moderno: le trine alle borchie.

Ilenia Reali

24 gennaio 2013
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Affluenza, bene il secondo giorno

Buona affluenza di visitatori nella seconda giornata di Pitti Immagine Filati. “Mercoledì – spiega Laura Benesperi della Be.Mi.Va. – qualche cliente a causa del maltempo non è riuscito ad arrivare a Firenze, ma oggi l’inconveniente è stato risolto e lo stand è sempre stato pieno.” La kermesse fiorentina resta un punto di riferimento importante per il settore, dove oltre a presentare le collezioni si consolidano anche le relazioni con la clientela. “Pitti è un momento fondamentale – spiega Benesperi – anche se la vera protagonista è la collezione, la nostra è particolarmente innovativa ed è il frutto di un lavoro di equipe fra l’ufficio marketing e quello stilistico.” Be.Mi.Va ha chiuso il 2012 con un fatturato pari a quello del 2011. “Siamo soddisfatti – conclude l’imprenditrice – anche se ci aspetta un altro anno impegnativo, i nostri sforzi si concentreranno sul servizio alla clientela, mantenendo sempre una collezione di qualità e realizzata esclusivamente in Italia.”

Alessandra Agrati

24 gennaio 2013
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Le collezioni potrebbero ispirare i pronto moda. Parola di Polimoda

L’altra faccia di Pitti Immagine Filati, quella dei visitatori, promuove la manifestazione, anche se muove una critica alla tempistica. “La fiera è sicuramente interessante – spiega il professor Moretti docenti del Polimoda  – ma non è facile riuscire a prevedere le tendenze della moda che indosseremo fra due estati, del resto si stanno concretizzando in questi giorni gli ordini della prossima stagione invernale.” Il rischio è di bruciare in parte gli input che potrebbero essere raccolti dal pronto moda addirittura per gli abiti della primavera estate 2013.

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24 gennaio 2013
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24 gennaio 2013