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L’appello di Cavicchi: “Basta metterci all’asta”

Andrea Cavicchi

Il mondo della moda, quello dove girano i soldi veri e la redditivit? delle imprese, ? troppo lontano da Prato. A sostenerlo ? Andrea Cavicchi dalla posizione privilegiata di neo presidente del Centro per la moda. L’imprenditore tessile e presidente degli industriali della Toscana Nord non ha dubbi, Prato deve cambiare modo di approcciarsi e deve soprattutto essere consapevole del suo valore.
?Questa esperienza cominciata pochi mesi fa come presidente del Centro per la moda – commenta Andrea Cavicchi – mi ha fatto capire quanto noi aziende pratesi siamo distanti dal mondo dei nostri clienti. Conoscere pi? da vicino dov’? la ricchezza e come si muovono le grandi case di moda ci fa capire quanto siamo portatori di valore per un brand. Conoscere quel mondo ci aiuta a capire fino in fondo il nostro valore commerciale?.
Conoscere il proprio valore significa anche non mettersi all’asta. ?Essere consapevoli dell’importanza delle nostre stoffe e dei nostri filati aiuta a dire che ?no, non ci dobbiamo mettere all’asta? ma che dobbiamo avere un modo di relazionarsi con i clienti pi? paritario. Cos? ha fatto il settore della pelle riuscendo a combattere la concorrenza dei paesi orientali. “Noi siamo una cosa diversa, se volete qualit? dovete passare da noi”: ? il messaggio che hanno veicolato e che ? passato. E quello che anche il nostro distretto deve fare proprio?.
Accanto a una revisione dei rapporti serve a Prato e alle sue aziende tessili anche un cambiamento organizzativo. Almeno per Cavicchi.
?I marchi stanno aumentando come numero, c?? una realt? molto vivace tra chi produce e crea i prodotti finiti, lo abbiamo visto in modo molto chiaro anche a Pitti Uomo?, spiega il presidente. ?Ma – mette in evidenza – si tratta di aziende piccole che non hanno bisogno di grandi quantitativi di tessuto per realizzare i propri prodotti. I volumi sono diminuiti e solo Zara oggi fa quantit?, e quindi ordini, di grosse dimensioni. Gli altri considerati grossi, come Mango ed H&M, hanno ridimensionato le richieste, mentre tutti gli altri fanno ordini contenuti, basati su riassortimenti continui. E’ evidente che quindi noi pratesi dobbiamo lavorare su parametri diversi. Penso al servizio, alla ricerca, alla sostenibilit? e come si dice in questi casi alla qualit??.
Non sono le solite parole che si ripetono da anni ma sostanza. ?Le aziende di moda chiedono pi? attenzione. So che ? difficile dire a Prato puntate sulla qualit? e non sulla quantit?. Sento gi? i titolari delle rifinizioni che mi rispondono di provare a tenere in piedi le loro aziende senza ordini importanti e che le macchine devono girare ma credo non si possano avere alternative, almeno secondo me. Dovremo riuscire a salvare il nostro indotto facendoci pagare quello che facciamo senza metterci all’asta e creando un sistema che tuteli le fasi intermedie?.
Cavicchi parla di un settore della pelle dell?area fiorentina e pisana, che si ? salvato cos?. ?Oltre a questo – conclude – credo sia importante anche lavorare sulle dimensioni aziendali. Siamo oggettivamente troppo piccoli, si devono creare delle collaborazioni per aumentare la dimensione aziendale?.
Ilenia Reali

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Manifattura Ilaria lancia il “pronto moda” dei filati

Jacopo Bruni di Ilaria Manifattura Lane

PITTI FILATI. Scorte di tutti i colori pronte in magazzino per garantire riassortimenti continui della merce, nell?ottica di un servizio sempre pi? attento alle esigenze dei clienti. Ilaria Manifattura Lane lancia in occasione di Pitti Immagine, in corso alla Fortezza da Basso di Firenze, il “pronto moda” dei filati per la collezione primavera-estate 2016.? A parlare, dallo stand della sua azienda, ? Jacopo Bruni, giovane titolare della filatura: ?A partire da questa stagione avremo tutti i filati della collezione almeno in sei colori stock service e sei tipi di filato disponibili in tutta la gamma di colori proposta in cartella?.

(Barbara Burzi)