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Pitti Filati, imprenditori soddisfatti: “E’ andata bene”

Pitti filati Firenze

Pitti filati Firenze

La soddisfazione c?? e non la nascondono. Gli imprenditori pratesi dei filati hanno l?atteggiamento fiducioso di chi guarda? al bicchiere mezzo pieno: la situazione internazionale appare instabile e preoccupante, ma ? anche vero che dopo tanto tempo la morsa della crisi sembra aver allentato la sua presa.? Un?ulteriore conferma del ritrovato appeal arriva da una tre giorni di Pitti Filati che ha regalato agli espositori pratesi grandi soddisfazioni in termini di interesse verso le nuove collezioni della primavera estate 2017, presentate alla Fortezza da Basso di Firenze.

Pitti filati raccontato in dieci scatti/LE FOTO

?Dal nostro punti di vista la fiera ? andata molto bene ? commenta l?imprenditore Stefano Milanesi dell?azienda montemurlese New Mill ? le collezioni hanno avuto un buon riscontro ei visitatori non sono mancati.? Quello che semmai non ? pi? all?altezza della manifestazione ? l?immobile. La struttura ? diventata fatiscente e questo crea non pochi disagi agli espositori, ma per arrivare alla ristrutturazione completa ci vorranno degli anni. La verit? ? che non ? possibile chiuderla per facilitare e velocizzare i lavori? perch? non c?? un altro posto dove andare?. Le paure maggiori sono quelle riguardanti lo scenario internazionale che rischia di compromettere la fiducia nel momento, nonostante il trend positivo. ?Ci sono situazioni a livello geopolitico che non possiamo controllare e che avranno sicuramente delle ripercussioni sul nostro settore -? continua – ma noi imprenditori possiamo farci ben poco. Tra gli effetti? di questa fase geopolitica non ho riscontrato nessuna paura di viaggiare. Qualcuno per? bisognerebbe che ce l?avesse -? ironizza ? cos? smetterebbe di andare a comprare in Cina??.
?La situazione ? potenzialmente positiva, ma straordinariamente pericolosa: nell?aria soffiano venti di guerra – aggiunge Giampaolo Bruni di Ilaria manifattura Lane ? sono tra gli imprenditori pi? esperti e in tanti anni non ho mai visto niente del genere. Riguardo a Pitti, questa edizione ? stata migliore della precedente della stessa stagione estiva. C?? un accenno di ripresa, ma la situazione ? straordinariamente preoccupante, non possiamo far finta di nulla. Si viaggia di meno ed ? tutto pi? ristretto. Allora viene da chiedersi se l?interesse dimostrato per la presentazione della collezione in questa fiera trover? conferma nei consumi. Non staremo a guardare, anzi, siamo ancor pi? impegnati a far s? che il nostro distretto non perda posizioni.? Abbiamo cambiato i macchinari e continueremo a farlo per avere un?offerta sempre pi? ampia. Tantissime le novit? della nuova collezione: dai fosforescenti ai filati dall?effetto bagnato, fino al filato realizzato con la stampante 3d . Non ci fermeremo, ma ? inevitabile non guardarsi intorno?.

Pitti filati in dieci ritratti di azienda/LE FOTO

La Mister Joe raccoglie i frutti di un?annata positiva, soprattutto nell?ultima parte dell?anno. ?La fiera ? andata bene -? racconta l?imprenditore Giuseppe Natali ? l?interesse per i prodotti c?? stato e l?affluenza? superiore alla precedente edizione. Per quanto ci riguarda la stagione estiva ? meno importante di quella invernale, ma i risultati hanno superato le aspettative. I presupposti sono buoni: come azienda, nell?ultima parte del 2015 abbiamo avuto una crescita, che ha trovato conferma anche nel mese di gennaio. C?? una prospettiva pi? positiva rispetto a qualche anno fa, non so dire per? quanto le dinamiche internazionali influenzeranno l?andamento del settore?

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29 gennaio 2016
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Bilancio New York, 530 buyer per 325 aziende

IMG_20160124_131920Mentre alla Fortezza da Basso di Firenze ? in corso Pitti Filati per la presentazione delle collezioni primavera estate 2017, a New York si ? conclusa la fiera targata Milano Unica dedicata ai buyer americani. Quella che si ? chiusa marted? 25 gennaio era la seconda edizione, il cui esito ? stato condizionato dal maltempo che ha coinciso proprio con l?apertura del salone. In base al bilancio degli organizzatori l?afflusso di visitatori nel primo giorno non c?? stato, ma ? risalito in parte nei due giorni successivi: 530 buyer (80% Usa, 8% Canada, il restante 12% da vari Paesi), in rappresentanza di 325 aziende di altissimo livello.  Apprezzate l?area Trend e l?area Sintesi allestite per la prima volta in questa piazza. 

?Trattandosi della prima edizione a NY dedicata alla primavera/estate non possiamo fare raffronti e ogni considerazione ? falsata da quanto accaduto. Non possiamo essere soddisfatti, ma si tratta di situazioni imprevedibili che non possono essere controllate dagli organizzatori, bisogna accettare l?accaduto e guardare avanti. Noi imprenditori siamo pronti ad affrontare difficolt? di ogni genere, soprattutto quando non sono dettate da fattori di mercato. Sappiamo, e ne abbiamo discusso il secondo giorno con importanti esponenti della Fashion community Usa, che il mercato ci stava aspettando, che le nuove opportunit? sono innumerevoli, che l?interesse per il tessile-accessori made in Italy ? pi? che mai alto? dichiara Ercole Botto Poala, al suo esordio come presidente di Milano Unica.  

Durante il secondo giorno, si ? svolta l?iniziativa ?Why Italian Fabrics?, un?occasione di confronto su innovazioni Tessili/Accessori e l?importanza che questo asset italiano ricopre nella comunit? internazionale della moda con personaggi dello spessore di Italo Zucchelli, direttore Creativo di Calvin Klein Uomo; Katharine Zarrella, fondatrice e direttore di Fashion Unfiltered; Josh Peskowitz, fondatore di Magasin e Joseph Abboud, direttore creativo di Men?s Wearhouse Inc., moderati da Burak Cakmak, preside della Parsons School of Design e con la partecipazione di Steven Kolb, a.d. di CFDA, (Camera della Moda Usa) di Maurizio Forte, direttore di Agenzia ICE New York e di Ercole Botto.   I metodi tradizionali di produzione assieme all?innovazione e alla ricerca hanno suscitato interessanti commenti a conferma che il mercato Usa ha necessit? del prodotto italiano, soprattutto per soddisfare la variabilit? del modello di cliente, anche da parte di chi fa del new business il proprio mestiere. La sostenibilit? ha ricevuto l?enfasi che produttori italiani e mercato Usa gi? mettono sull?argomento.

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28 gennaio 2016
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Al via Milano Unica New York: la neve paralizza la Grande Mela, ma la fiera tessile si far

Anche New York, come Washington si ferma per il maltempo, 23 gennaio 2016. A partire da mezzogiorno ora locale il sindaco Bill de Blasio ha infatti deciso di sospendere il servizio degli autobus a causa dell'intensa precipitazione di neve e ghiaccio che da ore sta interessando la citt?, rendendo le strade pericolose. Strade che appaiono deserte, mentre decine sono le auto e i mezzi rimasti intrappolati a causa del manto scivoloso. ANSA/FABIO RUSSOMANDO

New York chiude per neve, ma il business non conosce ostacoli. Voli cancellati in arrivo e in partenza e stop alla circolazione di auto e mezzi pubblici: la citt? ? ferma a causa di una bufera di dimensioni storiche che da ore si sta abbattendo su tutta la Grande Mela e l?East Coast degli Stati Uniti, ma nonostante le temperature sotto zero e i disagi provocati dalla tempesta Jonas, la fiera tessile organizzata da Milano Unica aprir? i battenti alle 9 di oggi, come previsto (qui saranno circa le 15 del pomeriggio). Gli imprenditori arrivati a New York per incontrare potenziali buyers americani, dunque, non hanno nulla da temere. E anche per Pitti Filati al momento non ci sarebbero problemi cancellazioni di prenotazioni aeree per Firenze. Sono 61 le aziende tessili che hanno aderito alla seconda edizione di Milano Unica New York, al via oggi – fino al 26 gennaio – al Jacob Javits Center di Manhattan, sulle sponde dell?Hudson, in uno dei distretti di moda pi? importanti al mondo, dove la comunit? fashion americana potr? entrare in contatto diretto con l?eccellenza manifatturiera italiana. Le produzioni di alta gamma provengono da Bergamo (2), Biella (16), Bolzano (1), Brescia (2), Como (12), Firenze (1), Milano (2), Monza (1), Novara (1), Prato (4: Leomaster – Capritex tessuti; Lyria; Manteco e Mapel, oltre alla fiorentina Faliero Sarti) Sondrio (2), Treviso (1), Varese (8), Vercelli (4), Vicenza (3), Verona (1). L?intento degli espositori ? quello di replicare i successi della prima edizione, lanciata a luglio 2015 (grazie al supporto del Ministero dello Sviluppo economico, con la collaborazione di Sistema Moda Italia e Ice ) registrando un ottimo risultato di presenze: pi? di 1.300 clienti di alto livello invitati a partecipare, in rappresentanza di quasi 700 aziende. I riflettori di questa tre giorni newyorchese si accenderanno sulle collezioni della primavera estate 2017: i tessuti esposti comprendono una gamma di materiali che coprono le innumerevoli tipologie di produzione, di gusto, di qualit? per i visitatori della fiera. La sperimentazione, il gusto del bello e un occhio sempre attento all?ecologia e alla sostenibilit? sono gli asset principali dei materiali nobili super-lusso reinterpretati in chiave tecnologica, dei tessuti high-performance, perfino della seduzione in chiave artigianale nei ricami e nella proposta esclusiva delle stampe. ?Dopo la start up che ha riscosso un soddisfacente successo avendo visto partecipi in fiera tutti i pi? importanti brand della moda newyorkese, ora stiamo puntando fortemente sul coinvolgimento anche dei brand di alta gamma di altre aree geografiche Usa: California, Texas, Massachusetts?, spiega Ercole Botto Poala, neo-presidente di Milano Unica. ?Saranno una sessantina gli espositori esclusivamente italiani che presenteranno la primavera/estate 2017 in quest’edizione, che manterr? il format d’esordio, ovvero l’accesso su invito. Un numero in leggero calo rispetto alla prima edizione, dovuto anche alla diversa stagionalit?. Obiettivo della manifestazione, spiega il Presidente della fiera italiana del tessile, ?? approcciare questo mercato a 360?, puntando non solo ai clienti tradizionali come i grandi retailer, o i designer, ma anche alle nuove tipologie di cliente che in Nord America stanno dimostrando grandi potenzialit??. ?Siamo convinti che gli Usa rappresentino uno sbocco molto interessante per le imprese italiane?, sottolinea Maurizio Forte, direttore Ice New York e coordinatore Uffici Ice rete Usa. ?I dati dell?export del tessile italiano verso gli Stati Uniti, che segnano un +17,2% per i primi nove mesi del 2015, rispetto allo stesso periodo del 2014, confermano la crescita del settore e la validit? del mercato?.

(b.b)

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