Vita da cani & C. Niki Bau Bau

Raccontateci il vostro ” amico” scomparso

Questa ? una bella storia raccontata al Tirreno dall’imitatrice e conduttrice piombinese Gianna Martorella- ideatrice dell’Accademia Le Muse che sta aiutando tanti giovani talenti ad emergere- quando Sheila, la sua bretoncina era, se pur vecchietta e con qualche acciacco, ancora in forma. Questa mattina – 16 agosto 2015- Sheila se n’? andata per sempre. A diciassette anni non ce l’ha fatta pi? e si ? unita a Niki il cane di questo blog di cui abbiamo ampiamente? scritto. Ma anche al bretoncino che ha fatto sparire la paura del cani a Gianna, che ora piange la sua “amica malandata” ma nonostante tutto amata intensamente.

Per lei e per tutti gli altri cani, gatti & C che hanno lasciato per sempre i loro padroni, vorremmo raccogliere in questo blog tante storie di ” amicizia”animale. Quelle continuate indissolubili fino all’ultimo, con grande amore e tanta dedizione. Per far sapere a tutti, anche a quelli che non capiscono o non vogliono capire, cosa si prova a perdere un essere che ci ? stato accanto fedele, rallegrando la nostra esistenza anche con la sola presenza. Ci aiutate a raccoglierle? Aspettiamo tante mail. E i vostri racconti che saranno bellissimi!

Avevo il terrore dei cani poi arriv? un bretoncino…

Gianna Martorella, piombinese, racconta la sua bella storia con Shaft Ora in casa ha un micetto, Pallina, e una breton di quindici anni, Sheila

 

19 dicembre 2013

?Gli animali? Sono molto, ma molto meglio degli umani?, afferma l’imitatrice piombinese Gianna Martorella raccontandoci il suo rapporto con cani e gatti, ma soprattutto la sua storia d’amore con un cane speciale, che oltre a farle passare la paura che la bloccava ogni volta quando per strada si trovava davanti un quattro zampe, le ha dato amore fino all’ultimo dei suoi giorni. ?Attualmente in casa mia ci sono un gatto di un anno e mezzo, razza meticcia, di nome Pallina, e una breton di quasi quindici anni, Sheila, un po’ malandata come tutti i vecchietti, ma con ancora tanta voglia giocare?, spiega la Martorella.

Il racconto continua: ?Quando ero una ragazzina avevo il terrore dei cani. Una paura immotivata, perch? non ricordo di aver subito mai traumi in tal senso, che mi condizionava non poco la vita, perch? non appena vedevo un cane, anche se era dall’altra parte della strada, mi agitavo, cercando in tutti i modi di mettermi al sicuro, con l’incubo che la bestiola potesse raggiungermi e farmi del male. Sarei andata avanti cos? per tutta la vita, se una volta diventata adulta, per una serie di circostanze che la vita mi ha messo davanti, non mi fossi ritrovata a dover accudire un bretoncino di due anni, appartenente a una persona cara, impossibilitata per un lungo periodo a tenerlo in casa?

Quando questa persona mi chiese se avrei potuto sostituirla per un po’ accanto al suo beniamino, risposi che dovevo pensarci un po’ prima di darle la mia disponibilit?. Poi per? decisi per il s? e portai a casa mia il cane, cercando, fra una paura e l’altra, di abituarmi alla sua presenza. Avere cura di quell’esserino, dargli da mangiare, portarlo a spasso e attaccarmici in modo quasi morboso ? stato praticamente un tutt’uno. E anche la paura, giorno dopo giorno, ? sparita, al punto che, una volta arrivato il momento della riconsegna, mi sono ritrovata con le lacrime agli occhi a chiedere al proprietario, con stupore mio ma soprattutto suo, di lasciarmelo per sempre. Da quel momento il mio “amico”, ha vissuto con me altri dieci splendidi anni, di immenso amore e grande intesa, inspiegabili per una che temeva i cani…

L’ho assistito nella malattia e ho pianto disperatamente la sua scomparsa. Come non avrei mai immaginato fosse possibile.

Shaft, cos? si chiamava il mio cagnolino dalle orecchie lunghe e dagli occhi buoni, mi ha insegnato moltissimo, aprendomi verso un mondo che prima di allora non conoscevo. Un mondo fatto di dedizione e affetto incondizionato.

Lui mi ascoltava quando ce l’avevo con il mondo, capiva se ero triste, e giocava con me fino allo sfinimento quando invece ero allegra. Gli confidavo i miei segreti, lo portavo con me ovunque fosse possibile e, se rientravo a casa dopo essermene allontanata qualche giorno, mi accoglieva sul pianerottolo, girando su se stesso freneticamente per la felicit?.Martorella e Sheila

Quando se n’? andato, sentendomi come risucchiata in un vortice di profonda disperazione, ho voluto adottare Sheila, stessa razza, stesso carattere. Ma la sua presenza, che ancora oggi mi conforta, non ha eguagliato l’intesa che avevo con Shaft. Lui – conclude Gianna Martorella – ? stato il mio primo cane e avr? sempre il primo posto nel mio cuore.

  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • Twitter

Un commento 8

  • Euroitalia pet scrive:

    Testimonianza davvero bella, soprattutto nell’ottica di una paura iniziale e immotivata, che viene spazzata via non appena Gianna ha modo di occuparsi di un quattro zampe. E di storie del genere ce ne sono davvero tante..

  • Lascia un commento