Vita da cani & C. Niki Bau Bau

Sono randagio e vado in Costa Rica

In Costarica, dove il sole splende 365 giorni all’anno, c’è un luogo dove oltre 900 cani vivono liberi correndo nei prati senza che nessuno faccia loro del male. E’il paradiso degli amici a quattro zampe, si chiama “La terra dei randagi” ed è un luogo fondato e gestito da volontari animalisti. Ogni singolo “ospite” naturalmente può essere adottato in qualsiasi momento, ha un nome e, soprattutto, i volontari hanno scritto per ciascun randagio un personalissimo pedigree in base alle caratteristiche e al carattere. La filosofia è quella dil valorizzare ogni animale abbandonato, con l’obiettivo di eliminare la logica secondo cui i cani con pedigree sono migliori dei meticci.cani randagi

 

  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • Twitter

Un commento 8

  • Giusy e Enzo scrive:

    In ricordo del nostro Paco.

    Poco tempo fa stavamo trascorrendo qualche giorno al mare a Marina di Grosseto in un campeggio in compagnia del nostro piccolo amico Yorkshire Terrier “Paco”.

    Ci è accaduto un fatto gravissimo.

    Al rientro dal mare, all’interno del campeggio, il nostro Paco è corso incontro a due Pastori Tedeschi ( maschio e femmina ) tenuti al guinzaglio in modo “maldestro” dal proprietario, senza museruola e come abbiamo poi saputo con la femmina in calore. Il maschio si è subito avventato su Paco azzannandolo e riducendolo in fin di vita. A nulla è valso la corsa a Grosseto da un Veterinario e la successiva corsa a Roma, presso un centro specializzato, il nostro Paco è morto a Roma nella notte.

    Sul momento noi eravamo talmente stravolti dal dolore da non capire le eventuali responsabilità e le implicazioni che un fatto del genere avrebbero potuto creare.

    Pensiamo che se al posto di Paco ci fosse stato un bambino sarebbe successa la stessa cosa. Vorremmo che la nostra dolorosa esperienza potesse servire a sensibilizzare i proprietari di cani di grossa taglia, fuori dalle loro proprietà private, ad applicare le elementari norme di comportamento tali da rendere sicuri sia gli animali che gli umani.

    Sicuramente, nel nostro caso, se i cani non fossero stati portati in coppia, con un guinzaglio lungo che gli ha permesso di muoversi a piacimento e la museruola, non sarebbe successo nulla.

    Con la nostra esperienza denunciamo la mancanza di controllo da parte delle autorità preposte e la negligenza dei proprietari di tali cani. Teniamo a ringraziare i proprietari del campeggio che ci hanno aiutato e supportato nella nostra tragedia. Non possiamo dire lo stesso dei proprietari dei Pastori Tedeschi che hanno dimostrato leggerezza e poca sensibilità nei nostri confronti e soprattutto nei confronti del nostro Paco, si sono dileguati appena possibile.

    Raccontando quello che è accaduto a Paco ci auguriamo che episodi del genere non si verifichino più e siamo certi che, persone che come noi vivono quotidianamente l’affetto degli amici a quattro zampe e non solo, capiscano il nostro stato d’animo perché noi abbiamo perso un componente importante della nostra famiglia per dei comportamenti superficiali di umani.

    Giusy Enzo

    Arezzo 20 Giugno 2016

    E-Mail e.toninelli@tin.it

  • Lascia un commento