Vita da cani & C. Niki Bau Bau

Un caro amico ci ha lasciati

Molto attento alla questione animale, l’oncologo Umberto Veronesi, scomparso l’8 novembre a 91 anni, ha avuto il coraggio di mettere in discussione i tradizionali metodi di ricerca fondati sui test in vivo. Nel 2010, insieme con l’allora ministro Michela Vittoria Brambilla, ha dato vita al movimento “la coscienza degli animali” assicurando il suo autorevole contributo di scienziato e di intellettuale alle “giornate nazionali” di riflessione organizzate dal movimento. “Noi pensiamo – disse a Milano in occasione della prima giornata – che nella scala evolutiva c’è una progressiva evoluzione del dolore, una progressiva evoluzione della sofferenza e gli animali evolvendo nelle varie condizioni arrivano a un tipo di situazione neuropsichica molto vicina a quella dell’uomo. Certo, gli animali non possono parlare, ma c’è un linguaggio, un linguaggio non verbale, con cui riusciamo a capire la loro gioia, il loro dolore, la loro sofferenza, la loro gelosia, il loro senso di abbandono, il loro bisogno di affetto. Quindi, possiamo dire che gli animali ormai, o una parte degli animali, sono molto vicini a noi come sensibilità e quindi è giusto che noi trasferiamo a loro gli stessi diritto dell’uomo”. Anche per questa ragione, Veronesi era un convinto vegetariano ed ha sempre considerato negativamente il consumo di carne: per motivi etici, per rispetto dell’ambiente e perché lo considerava pericoloso per la salute, ben prima della sanzione ufficiale dell’Organizzazione mondiale della Sanità sulle carni lavorate. Con la sua scomparsa gli animali hanno perso un grande amico che li ha sempre considerati e difesi, scontrandosi spesso con chi invece ha  cercato solo di sfruttarli, considerandoli oggetti senza emozioni.
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • Twitter