Vita da cani & C. Niki Bau Bau

Mi chiamo Salvo e vengo da Palermo

A Natale si raccontano tante storie. Io voglio raccontarvi la mia di storia, un percorso fatto di sofferenza, di dolore ma anche di tanta voglia di vivere e alla fine di amore. Una storia che avete già letto tempo fa nella rubrica Amici Animali del giovedì, quando magrissimo e spaventato ero appena arrivato a Livorno nella mia nuova famiglia. Ora, come potete vedere dalla foto, sono rifiorito e scrivo queste righe per dire grazie a chi ha deciso di salvarmi e darmi amore… Mi chiamo Salvo e sono un cagnolino che un uomo dal camice bianco ha definito “di circa un anno”. Non so con precisione quando sono nato perché il tempo per me è sempre trascorso troppo lentamente, quando chiuso in un bagno di un appartamento di Palermo ho combattuto con tutte le mie forze per rimanere vivo. Ignoro il perché della mia segregazione e del mio essere stato abbandonato ad un triste destino e non ricordo ,forse a causa della debolezza, i visi dei mie aguzzini che probabilmente indossavano un cappello e vestivano di scuro. Ecco perché ogni qual volta incontro un umano vestito di scuro abbaio con tutta la rabbia che ho nel corpo. Son cresciuto in questo bagno, tra gli stracci, le scope, la sporcizia, accucciato in un angolo, giorno dopo giorno, notte dopo notte, guardando sempre verso la porta, in attesa di qualcosa o di qualcuno che mi liberasse da un incubo. Ho percepito con le mie orecchie grandi e appuntite, proprie del “cirneco dell’etna”, tutti i rumori, da quelli più forti a quelli minimi, le voci, le parole e i passi di chi una volta al mese mi portava un pezzo di pane: lo divoravo con voracità e bevevo l’acqua di un grande recipiente bianco che dicono si chiami “water”. Ho convissuto con i miei bisogni, con il sudicio, con i miei lamenti, con il mio abbaiare e con il mio piangere la notte, perché, in fondo, ero ancora un cucciolo! (altro…)

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