Vita da cani & C. Niki Bau Bau

E’ morto Bruno l’orso comunista

CAVRIGLIA (AR), EUTANASIA PER BRUNO L'ORSO IN CATTIVITÀ DA 36 ANNI

Bruno, l’orso del Parco di Cavriglia (Arezzo), secondo gli esperti uno dei maschi piuù vecchi della sua specie in cattività è morto a 36 anni, vissuti totalmente in gabbia. Era nato nel 1980 nel recinto situato nei boschi dell’ex comune delle miniere, da una coppia di orsi donati all’amministrazione comunale dallo zoo di Tallinn, in Estonia. L’orso comunista, come era stato definito dalla stampa (perché figlio di due esemplari provenienti dall’Urss), ha avuto una morte assistita, per l’aggravarsi delle sue condizioni di salute dovute all’età. Con i suoi 36 anni, infatti, secondo gli esperti di tutta Europa, era uno dei maschi più anziani fra quelli vissuti in cattività, perché in media questi esemplari vivono tra i 20 ed i 25 anni. Bruno sarà sepolto nello stesso bosco dove era nato e il comune ha richiesto che dopo la cremazione gli vengano restituite le ceneri per cospargerle simbolicamente in quegli stessi boschi del Parco di Cavriglia dove l’orso era venuto alla luce. Oggi, nella struttura che ha ospitato Bruno resta soltanto Arturo, il bisonte, che molto presto comunque verrà spostato in un ambiente più idoneo ai suoi ultimi anni di vita e, in nome di Bruno, prenderà il via un progetto di sensibilizzazione contro gli zoo. Lo rende noto la Leal, lega contro la vivisezione. che chiamerà il progetto #iostoconbruno. “Te ne vai da vincitore – si legge in una nota dedicata all’orso e diffusa dalla Leal – Grazie a te viene chiuso uno zoo e tanti animali sono usciti dalle gabbie. La tua storia, che ha toccato molti cuori, resterà nella memoria di chi ti ha conosciuto e di coloro che lottano perché ogni animale possa vivere in modo più dignitoso”.

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Giovedì cerca padrone migliore

cane-abbandonato2E’ stato abbandonato in un afoso giovedì di agosto: in quel giorno di piena estate, mentre tutti si godevano le ferie, i turisti affollavano le spiagge di Viareggio, una macchina si è fermata all’improvviso e ha gettato fuori un cagnetto cieco, molto magro, sui sei, sette anni di età. La scena è stata vista ma nessuno è riuscito a prendere il numero di targa dell’auto che così, indisturbata si è allontanata lasciando perdere le sue tracce. Se ne sono voluti sbarazzare vigliaccamente, non importava che fine potesse fare, investito dalle auto, o morto di fame e di sete, o ancora finito nelle grinfie di gente senza scrupoli. Invece Giovedì ( cosi lo vogliamo chiamare) è finito al canile: è ancora molto spaventato, non ha capito cosa sia successo , perché si ritrova in una gabbia, attorniato dall’abbaiare di tanti cani…Inutile dire che si tratta di un’adozione del cuore. C’è bisogno, infatti, di una persona che abbia tanta pazienza, per far riacquistare alla povera bestiola la fiducia negli umani. E basta guardare quel musetto triste per capire quanto dolore può provocare l’abbandono di chi non ci avrebbe abbandonati mai.

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Danilo Mainardi e l’urbana ecologia

9788860527394Gabbiani che aggrediscono colombi in piazza San Pietro a Roma e passerotti che alle prime luci dell’alba si avventano su qualche giovane geco inesperto, attardatosi sui muri degli antichi palazzi veneziani. Volpi che vivono stabilmente nel cuore di molte città europee, cinghiali che circolano liberi nel nostro Paese da nord a sud e, talvolta, persino lupi che abbandonano le zone collinari e montagnose per spingersi a ridosso dei centri abitati. È tanta ormai la zoologia presente nelle no-stre città. Mammiferi, anfibi, rettili, uccelli, invertebrati, pesci, compongono una fauna urbana che, insieme alla flora, ha creato una biodiversità ricca di specie entrata a far parte delle nostre vite. Animali selvatici e domestici, penetrati spontaneamente o introdotti in vario modo nelle nostre realtà metropolitane e periferiche, che hanno cambiato, oltre alle proprie abitudini, i nostri paesaggi e i nostri comportamenti. Con un linguaggio semplice e il consueto rigore di scienziato, l’etologo Danilo Mainardi nel libro ” La città degli animali” Cairo editore, ci spiega le ragioni di questa colonizzazione e si sofferma sugli adattamenti che i nostri coinquilini non umani acquisiscono con la loro nuova vita urbana; adattamenti che interessano il comportamento sociale, le modalità di riproduzione e di allevamento della prole, la dieta e il reperimento del cibo. Un libro da leggere per conoscere meglio gli animali e per educare l’uomo alla convvenza con loro. Un libro che dovrebbe essere introdotto anche nelle scuole per insegnare ai ragazzi a guardare con occhio attento la natura. ” Spero- scrive Mainardi nel suo libro- si ripensi alle realtà urbane andando oltre l’uomo e si alzi lo sguardo alle tante specie che compongono la biodiversità vegetale e animali delle città. Conoscere la biologia, l’ecologia, il comportamento aiuterebbe a gestirle. Educare i cittadini umani a relazionarsi con questi piccoli speciali concittadini favorirebbe la convivenza”.

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In ricordo di Angelo cane torturato

ANGELOOggi, 17 settembre, Animalisti Italiani Onlus di Walter Caporale, Iapl di Roberto Brognano e Andrea Cisternino saranno in diverse piazze italiane per ricordare il cane Angelo torturato e massacrato da quattro balordi a Sangineto in provincia di Cosenza il 24 giugno 2016.

Lo riporta nel suo notiziario ” La coscienza degli animali” che afferma: “È stato l’ennesimo episodio di brutale violenza sugli animali ancora considerati come esseri viventi privi di qualsiasi diritto fondamentale.”
Lo sdegno per il gesto compiuto è stato amplificato dalla diffusione del video girato da uno dei quattro assassini e poi diffuso sui social network; il video denuncia la crudeltà, la predeterminazione e la mancanza assoluta di compassione nei confronti di un cane buono e indifeso.

Un monumentale studio dell’FBI ripreso e approfondito dall’associazione LINK ITALIA dimostra incontrovertibilmente come gesti crudeli nei confronti di animali si traducano in gesti altrettanti violenti nei confronti degli umani. È dimostrato infatti che la maggior parte dei serial killer abbiano avuto un passato di torture nei confronti di poveri animali innocenti.

Roma, Torino, Modena ed Avezzano si uniranno per ricordare gli animali maltrattati dall’umana violenza, e per sensibilizzare opinione pubblica e istituzioni, al fine di chiedere e ottenere una seria legge che tuteli i diritti e il rispetto di tutti gli animali, e che preveda un significativo inasprimento delle pene attualmente previste per il reato di maltrattamento degli animali.
Perché è proprio dal modo in cui vengono trattati gli animali che si misura il grado di civiltà di un popolo.

La manifestazione di Roma è stata organizzata da Riccardo Manca, di Animalisti Italiani Onlus, che ha commentato così l’evento: “Angelo è uno dei tanti animali quotidianamente maltrattati e torturati nel nostro Paese. È fondamentale che diventi il simbolo di una battaglia di civiltà per il rispetto di tutte le forme di vita. Per questo vogliamo tenere vivo il suo ricordo, affinché la brutalità delle azioni di chi l’ha ucciso rimanga impressa nella mente di tutti e solleciti sia la società civile sia la politica a fare di più, e in fretta, per i diritti degli animali!”.

Questi i luoghi delle manifestazioni:

ROMA- Piazza del Popolo, angolo via del Corso dalle ore 14:30 alle 20:00;
TORINO- Piazza Castello Ang. Via Garibaldi dalle ore 14:30 alle 19.30;
AVEZZANO- Piazza Matteotti, dalle ore 14:30 alle 19:30;
MODENA – Parco Amendola dalle ore 15:00 alle 20:00 ( domenica 18/9/2016 ) c/o DOG DAY – stand Animalisti Italiani Onlus Sez. Modena

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Non trattateci da bambocci

Si chiama Prince and Princess ed è l’esclusiva boutique milanese di abbigliamento e accessori per quattro zampe mini- soprattutto cihuahua- che non paga del suo successo, ha aperto per l’estate un altro negozio da favola in Sardegna, nel cuore dello shopping di lusso della Promenade du Port di Porto Cervo,  dove in un luxory pet shop c’è una vastissima scelta di abbigliamento e accessori moda per cani e gatti della linea Prince and Princess, oltre che dei migliori brand internazionali e delle più pregiate creazioni del Made in Italy, hand made e su misura. Detto questo sorge spontanea una domanda: ” E’ proprio necessario trattare dei poveri cagnolini, che hanno la sola colpa di appartenere alla categoria degli animali da salotto, come dei giocattoli da vestire e agghindare, ridicolizzandoli davanti al mondo?

prince_princessPORTO ROTONDO

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Circo senza animali un piccolo passo

Avrà vita propria, in Parlamento, l’attuale art.34 del disegno di legge cinema, che contiene deleghe al governo sulla disciplina dello spettacolo dal vivo e, tra queste, la norma che prevede la “revisione delle disposizioni in tema di attività circensi, specificamente finalizzate alla graduale eliminazione dell’utilizzo degli animali nello svolgimento delle stesse”. Nei giorni corsi, infatti, la commissione Cultura del Senato ha approvato un emendamento al ddl che di fatto presuppone lo stralcio dell’art.34, come a suo tempo proposto dalla relatrice De Giorgi (Pd). Il sottosegretario Cesaro ha preannunciato che il Governo intende mantenere la natura di collegato, con la conseguente corsia preferenziale, anche per le disposizioni stralciate. Quest’ultima precisazione dovrebbe rassicurare rispetto ad eventuali tentativi di affossare una norma tanto attesa dagli animalisti, ma le associazioni restano vigili.

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La storia infinita dei cani maltrattati

Sequestrato dagli uomini del corpo forestale dello Stato un allevamento abusivo di cani di razza corso. e’accaduto a Campi Bisenzio (Firenze), dove venivano effettuati interventi chirurgici non autorizzati per il taglio delle orecchie e della coda degli animali a fini estetici. Il titolare e’ stato denunciato per maltrattamenti di animali ed esercizio abusivo della professione medica. Ai controlli hanno partecipato anche le guardie zoofile dell’Enpa. Secondo quanto emerso dalle indagini, gli interventi chirurgici, vietati da normative internazionali e nazionali, venivano documentati con false certificazioni mediche redatte da un veterinario risultato irreperibile. Nel corso delle perquisizioni nell’allevamento e nell’abitazione del proprietario, effettuate su delega della procura fiorentina, sono stati sequestrati medicinali per attivita’ chirurgiche, certificati medici ‘in bianco’ e documentazione relativa al commercio dei cani. Ancora una volta una violenza da parte dell’uomo nei confronti dei suoi amici animali. Una storia infinita di cui non si conoscono le dimensioni che per fortuna in questo caso ha avuto un lieto fine, ma che è ancora destinata a ripetersi.

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Solo una manciata di stelle

Rubacuori, per tutti Ruby, è un cane meticcio come tanti, o forse no. Per capirlo basta raccontare la sua storia. Ruby ha vissuto otto anni in canile senza mai uscire dal suo box finché, un giorno, una famiglia lo ha finalmente adottato. Ma non si è dimenticato delle difficoltà affrontate e ha deciso di mettersi in gioco. Dal 2008 è infatti presidente dell’associazione Secondazampa, che si occupa di animali in cerca di adozione. E, qualche mese fa, ha deciso di scrivere e auto pubblicare con inaspettato successo la sua autobiografia a titolo” Avevo solo una manciata di stelle”, Cane Rubydevolvendo parte dei proventi in beneficienza. Perché la vita, vista dai suoi 60 cm di altezza, adesso non è poi così male. Da leggere in vacanza ma anche in città.Per capire e amare di più i cani  ( ma anche i gatti e tutti gli animali), ma soprattutto per non pensare neppure per un attimo di abbandonarli per andare in vacanza più liberi.

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La vergogna dei viaggi della morte

Ogni anno almeno un miliardo fra polli e altre specie avicole e 37 milioni tra bovini, suini, pecore, capre ed equini sono trasportati attraverso le frontiere, all’interno dell’Unione Europea e verso paesi terzi. Milioni di animali allevati per l’alimentazione umana, che dopo una vita di reclusione subiscono l’ulteriore sofferenza dei “viaggi della morte”, dall’allevamento al mattatoio.
Poveri esseri sottoposti a trasporti su lunga distanza, animali “da reddito” che ogni anno affrontano viaggi su lunga distanza all’interno dell’Unione Europea. Un numero che sale a 8 milioni se si contano anche quelli trasportati dall’Europa verso Paesi terzi. Non è raro che il viaggio duri 30 ore o più e in più casi passano oltre 96 ore (ben quattro giorni!) prima che gli animali raggiungano la loro destinazione finale.
Con la campagna ” StopTheTrucks, Eurogroup for Animals”, il principale network animalista a livello europeo, di cui LAV è membro per l’Italia, chiede ai cittadini di scrivere al proprio Governo per sostenere un’iniziativa congiunta finalizzata ad aggiornare la normativa sui trasporti (Regolamento del Consiglio 1/2005) e, in particolare ad introdurre un limite alla durata massima dei viaggi, pari a 8 ore per i mammiferi e 4 ore per il pollame.
Per contribuire a sostenere l’iniziativa StopTheTrucks anche a livello nazionale, la LAV chiede agli italiani di fare sentire la propria voce a proposito, inviando una lettera al Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, chiedendo il limite di ore dei trasporti di animali da reddito ( più il viaggio è lungo più c’è rischio di malattie, come dicono i veterinari europei della FIVE, e il rischio aumenta drammaticamente con l’aumentare della durata del viaggio, tanto che già prima dell’approvazione del Regolamento, il Comitato Scientifico per la Salute e il Benessere degli Animali aveva formalmente raccomandato di limitare i tempi di trasporto. A questo va aggiunto il rischio sanitario, confermato dalla stessa FAO che definisce il trasporto di animali vivi come “ideale per la diffusione di malattie”.
I trasporti su lunga distanza espongono gli animali a gravi fatiche, disidratazione, ferite e perfino a morte, e questo aumenta il rischio di epidemie. Neanche i vecchi, i deboli o i cuccioli sono risparmiati: animali spossati, indeboliti dagli anni di produzione spesi in cella, con ossa fragili o fratturate, o giovani vitelli, lattanti, forzati a rimanere in piedi per ore e giorni in camion affollati, senza cibo, senza riposo. Tutti sono sottoposti allo stesso calvario. La normativa semplicemente non funziona, e gli sforzi fatti per garantirne l’applicazione sono minimi. Vengono effettuati pochissimi controlli e meno dell’uno per cento di tali controlli viene effettuato durante il trasporto su strada.
I fatti parlano chiaro e, anche grazie alle investigazioni condotte negli anni da molte associazioni, tra cui la LAV, i cittadini europei sono sempre più consapevoli delle condizioni in cui versano gli animali trasportati. Le loro richieste sono fino ad ora cadute nel vuoto ma finalmente qualcosa sta cambiando: Germania, Paesi Bassi e Danimarca, cui si è successivamente, con aggiunta della Svezia, hanno chiesto all’Unione Europea di modificare la normativa europea che regola il trasporto di animali vivi (Regolamento del Consiglio (CE) n.1/2005), in particolare limitando la durata dei viaggi.
Una nuova formulazione della normativa non solo ne faciliterebbe la corretta applicazione, ma permetterebbe di aggiornare le attuali regole in base alle ultime scoperte scientifiche relative alla salute degli animali, consentirebbe di imporre limiti alla durata dei viaggi, in base alle necessità etologiche di ciascuna specie, di stabilire requisiti più stringenti e specifici per il trasporto, di innalzare il livello della formazione per gli autisti e gli addetti ai trasporti.

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In piazza contro l’abbandono

ENPA, IL 2 E IL 3 LUGLIO IN PIAZZA CONTRO GLI ABBANDONI

Sabato 2 e domenica 3 luglio appuntamento in tutta Italia con la due giorni contro l’abbandono di animali, giunta quest’anno alla quarta edizione. Da Catania a Udine, da Torino a Taranto fino piu’ di 90 le Sezioni Enpa scendono in piazza per fare attivita’ di prevenzione nei confronti di questo terribile fenomeno che, stando ai dati del Ministero della Salute sugli ingressi nei canili sanitari, nel 2015 ha interessato almeno 100 mila animali. Il contrasto agli abbandoni, e dunque al randagismo, passa non soltanto attraverso la repressione di quello che- e’ bene ricordarlo- e’ un reato, ma, soprattutto attraverso la sensibilizzazione e la responsabilizzazione dei cittadini, proprietari di animali e non. Ed e’ proprio questo uno degli obiettivi della due giorni organizzata da Enpa, che vedra’, oltre al lancio della nuova campagna promossa per l’estate 2016 dall’associazione e realizzata gratuitamente dall’agenzia Itaca, la distribuzione di un utile “kit del viaggiatore bestiale” firmato dalla Record, azienda che ha da tempo legato il proprio nome all’evento. “Negli ultimi anni, il randagismo ha ‘cambiato pelle’. Se da un lato abbiamo registrato segnali circa una possibile diminuzione degli ingressi nei canili, dall’altro stiamo purtroppo riscontrando un incremento degli abbandoni di animali d’affezione appartenenti a specie diverse da quella canina e felina- spiega il responsabile Comunicazione e Sviluppo Iniziative e presidente del Consiglio Nazionale Enpa, Marco Bravi, presentando l’evento- Dunque nonostante gli indubbi progressi rispetto al passato, anche a livello culturale, il fenomeno continua a rappresentare un problema per il nostro Paese. E’ nostro dovere continuare a lanciare appelli e strutturare iniziative che possano far leva sulle coscienze etiche e morali delle persone, non solo dei potenziali ‘abbandonatori’, ma anche di chi ne e’ un possibile testimone. Quest’anno siamo giunti alla quarta edizione della due-giorni antiabbandono e sono un centinaio i banchetti che le sezioni locali allestiranno sabato 2 e domenica 3 luglio in tutta Italia. Inoltre e’ gia’ possibile scaricare, dal qr code apposito sulla campagna stampa, la ‘Guida per i viaggiatori a 6zampe’ e assicurarsi, durante l’evento del 2 e 3 luglio, anche l’utile ‘kit del viaggiatore bestiale’ firmato Record, azienda che ormai da alcuni anni  affianca l’iniziativa.

 

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