Vita da cani & C. Niki Bau Bau

Gioia ha trovato casa e ringrazia

Gioia, la femmina di Labrador ( meticcia ma che importa?) di cui abbiamo scritto due giorni fa nel nostro blog, ha trovato casa anche grazie ai lettori del Tirreno. Siamo felici per lei ma preoccupati per tutti gli animali abbandonati che non avranno la stessa fortuna. E che, magari comprati o adottati a Natale da mettere sotto l’albero, sono già stati buttati al primo problema. Se volete un cane o un gatto o un altro animale, riflettete bene prima di decidere. Ma quando avete deciso per il sì, non cambiate idea al primo intoppo e cercate di prendervi le vostre responsabilità: da uomini.

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Mi chiamo Gioia ma sono tanto triste

Salve, mi chiamo Gioia, sono un labrador femmina di 9 mesie sono tanto triste. Ho il mantello color miele, gli occhi dolci e un carattere stupendo, come quasi tutti i cani della mia razza. Lo so che di animali abbandonati ce ne sono tanti e che non devo essere egoista, ma la mia è una storia disperata, di quelle che fanno venire la pelle d’oca; di quelle disumanamente umane, che purtroppo spesso restano impunite. Mi hanno sottratto a un padrone che conosce solo laviolenza e che mi ha preso probabilmente per capriccio. La mia vita con lui è stata un inferno ma per fortuna non ha inciso minimamente sulla mia educazione. Adesso sono in casa di una volontaria che mi coccola ma non può tenermi a lungo e in canile non mi ci vogliono mandare, perché dicono che ne morirei. Cerco perciò urgentemente un padrone che mi sappia amare facendomi dimenticare il male che ho ricevuto fino a ora. Sono disposta a un’assoluta fedeltà e starò buona buona anche in un appartamento, pur se un giardino mi renderebbe più felice. Vorrei restare in una zona fraCecina-  San Vincenzo-Campiglia- Piombino- Follonica Grosseto. Qualcuno mi vuole? Aspetto con ansia una risposta. E al solo pensiero di trovare finalmente un po’ di pace, la mia coda si muove all’impazzata!

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Anche i gechi vanno dal medico

 

Un geco di pochi centimetri di lunghezza e di  due grammi di peso è stato operato alla Clinica per animali esotici di Roma. Ora l’animaletto sta bene ed è  in procinto di tornarsene nel suo ambiente. Grazie al veterinario Nicola Di Girolamo, che con Paolo Selleri è intervenuto su di lui. Affetto da onfalite- infiammazione dell’ombelico dovuto a un residuo del ‘sacco vitellino’, simile al cordone, il  piccolo paziente che ha un elevato valore economico, ma soprattutto è importante per la conservazione della specie: se l’infezione fosse andata avanti sarebbe morto. E invece, grazie al laser, tutto si è risolto nel migliore dei modi e il piccolo rettile tornerà presto nel suo ambiente.

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L’assurda minaccia del cacciatore

“Dovete andare via. Non mi interessa quello che state facendo: se non ve ne andate giro il fucile e vi sparo”. Questa la frase pronunciata, anzi urlata un cacciatore di Treviso a dei volontari che passeggiavano insieme a un gruppo di ragazzi affetti da sindrome di Down. iL “gentiluomo”, tenendo sempre in braccio la doppietta con il colpo in canna ha anche minacciato di scaricare addosso a loro tutti i pallini. Il vergognoso episodio di intolleranza e inciviltà, segnalato  dall’Associazione italiana persone Down (e avvenuto nelle campagne di villa Paoletti a Mareno di Piave) mette in luce ancora una volta l’inciviltà dell’essere umano, che dovrebbe andare a scuola di bon ton dagli animali, per imparare cosa sia il rispetto.

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Cani abbaioni e turisti intolleranti

Can che abbaia non morde, recita un vecchio proverbio, ma a volte il nostro amico a quattro zampe può disturbare e allora occorre trovare una mediazione tra il diritto dell’animale al suo mezzo di espressione e quello delle persone a trascorrere nella tranquillità il periodo del riposo e delle vacanze. Da qualche tempo il tema è all’attenzione dell’amministrazione comunale di Campiglia Marittima, sul cui territorio da anni è attivo un campeggio,il Blucamp, campeggio collinare  sorto verso la fine negli anni Settanta, in una vallata ai piedi delle colline appena fuori dal centro. Ma, se per alcuni la particolare posizione del camping è un valore aggiunto, per altri, l’aperta campagna con i suoi rumori, può essere fonte d’irritante fastidio, cusato appunto dall’abbaiare dei cani. Così, attraverso il web, c’è chi ha manifestato il proprio disappunto sui maggiori siti di promozione, influenzando negativamente – come testimonia la proprietà – l’andamento delle presenze. Per questo motivo l’amministrazione comunale, raccolte le istanze dei proprietari del campeggio – aperto fra l’altro anche ai cani- in accordo  con i confinanti della struttura, ha avviato una serie d’incontri alla presenza di tutte le autorità competenti, per approfondire la vicenda e adottare i mezzi opportuni affinché sia il relax degli ospiti, che la libertà di convivere con Bobi, vengano tutelati. Un percorso questo lungo mesi, che ha impegnato gli uffici comunali nella ricerca di una strada difficile da percorrere, viste le legittime richieste di entrambe le parti e un quadro normativo intricato e complesso atto a garantirle. Tale percorso ha prodotto come risultato una maggiore sensibilizzazione, che consentirà, grazie alla collaborazione dei proprietari dei cani, più tranquillità a tutti gli ospiti del campeggio.

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Cerco padrone che non mi butti via

SETTER

Era in piazza della Repubblica a Campiglia Marittima e non aveva tatuaggio né microchip. E’ stato trovato martedì 22 settembre, è un bel cane di razza setter bianco e nero, maschio, senza microchip né tatuaggio.
Come prevede la procedura il microchip dell’anagrafe canina è stato applicato dalla dottoressa Bisaro del servizio veterinario della Asl 6. In questi giorni il cane è in custodia ed accudito dal personale del comune di Campiglia nella struttura dei magazzini comunali.
Chi avesse smarrito il cane ( ma permetteteci di avere dei dubbi su questa eventualità) o chi volesse dare la propria disponibilità ad adottarlo, può mettersi in contatto con il personale del magazzino comunale di Campiglia, tel. e fax 0565839310 e-mail.
magazzino@comune.campigliamarittima.li.it dal lunedì al venerdì dalle 7.30 alle 13.30. Un suggerimento: non prendetelo se non siete più che convinti che anche lui come tutti i cani, di razza o no,  invecchierà, si ammalerà, un giorno morirà. Sarà una grande compagnia ma anche un grande impegno. Darà moltissimo al suo nuovo padrone ma non può sopportare un altro abbandono. Perciò se siete padroni responsabili fatevi avanti e date un po’ di gioia a questo ” amico”. Se invece lo volete solo per capriccio lasciate stare. I canili e le strade sono pieni di cani, gatti & C adottati solo per soddisfare il desiderio di un attimo e poi abbandonati senza scrupoli.

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Le due facce dell’essere umano

La vita è davvero un continuo controsenso e l’essere umano ne è la prova. Le cronache di ieri riportano due notizie terribili, che ci fanno capire, ognuna in modo diverso, quanto l’uomo possa essere unico nella sua meraviglia ma anche nel suo orrore. Il proprietario di un cane, un tedesco che viveva in Italia a Masotti, nel pistoiese, è morto travolto da un treno, sui binari dove si era buttato per salvare l’amico a quattro zampe che era sfuggito dal suo controllo. Nello stesso giorno tre “bestie”di Gallicano  hanno ucciso a martellate un povero cane malato, tenuto in condizioni disasastrose da chi avrebbe dovuto occuparsene e reo di occupare un piccolo spazio in un fondo che il ” suo” padrone ( proprietario purtroppo anche della “sua” vita ) doveva vendere. Commentare queste due notizie ci è impossibile, tale è la rabbia che proviamo noi che gli animali cerchiamo di proteggerli e amarli anche da vecchi, anche da malati, anche da scomodi.  Resta la pietà per la persona morta per amore del suo cane e l’ORRORE per le tre “bestie” che peggio di qualsiasi animale feroce ( di solito gli animali tutti uccidono solo per fame e per difesa), si sono accanite vigliaccamente su un povero essere che nulla avrebbe potuto fare per difendersi dalla loro violenza. La giustzia farà il suo corso? Ce lo auguriame se no che gente saremmo?

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Educhiamo i padroni per il nostro bene

Cani anche giganti e di razze ” imponenti”, lasciati liberi di girare senza guinzaglio e museruola, lungo le strade,i  parchi, le spiagge.  In qualche caso protagonisti di incidenti, inconsapevoli vittime dell’ignoranza dell’uomo che ci tratta come se fossimo soprammobili, senza un briciolo di responsabilità. Poi quando accade il “prevedibile” ( di un cane non si può mai dire che non fa niente e chi lo dice non è un buon padrone) allora la colpa ricade su di noi e fa sì che chi già non ci ama ci accetti ancora meno o addirittura ci odi. Perciò ” amici” a quattro zampe, uniamoci ed educhiamo i nostri padroni a educarci e a educarsi. Per il bene di tutti ma soprattutto di noi.

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Raccontateci il vostro ” amico” scomparso

Questa è una bella storia raccontata al Tirreno dall’imitatrice e conduttrice piombinese Gianna Martorella- ideatrice dell’Accademia Le Muse che sta aiutando tanti giovani talenti ad emergere- quando Sheila, la sua bretoncina era, se pur vecchietta e con qualche acciacco, ancora in forma. Questa mattina – 16 agosto 2015- Sheila se n’è andata per sempre. A diciassette anni non ce l’ha fatta più e si è unita a Niki il cane di questo blog di cui abbiamo ampiamente  scritto. Ma anche al bretoncino che ha fatto sparire la paura del cani a Gianna, che ora piange la sua “amica malandata” ma nonostante tutto amata intensamente.

Per lei e per tutti gli altri cani, gatti & C che hanno lasciato per sempre i loro padroni, vorremmo raccogliere in questo blog tante storie di ” amicizia”animale. Quelle continuate indissolubili fino all’ultimo, con grande amore e tanta dedizione. Per far sapere a tutti, anche a quelli che non capiscono o non vogliono capire, cosa si prova a perdere un essere che ci è stato accanto fedele, rallegrando la nostra esistenza anche con la sola presenza. Ci aiutate a raccoglierle? Aspettiamo tante mail. E i vostri racconti che saranno bellissimi!

Avevo il terrore dei cani poi arrivò un bretoncino…

Gianna Martorella, piombinese, racconta la sua bella storia con Shaft Ora in casa ha un micetto, Pallina, e una breton di quindici anni, Sheila

 

19 dicembre 2013

«Gli animali? Sono molto, ma molto meglio degli umani», afferma l’imitatrice piombinese Gianna Martorella raccontandoci il suo rapporto con cani e gatti, ma soprattutto la sua storia d’amore con un cane speciale, che oltre a farle passare la paura che la bloccava ogni volta quando per strada si trovava davanti un quattro zampe, le ha dato amore fino all’ultimo dei suoi giorni. «Attualmente in casa mia ci sono un gatto di un anno e mezzo, razza meticcia, di nome Pallina, e una breton di quasi quindici anni, Sheila, un po’ malandata come tutti i vecchietti, ma con ancora tanta voglia giocare», spiega la Martorella.

Il racconto continua: «Quando ero una ragazzina avevo il terrore dei cani. Una paura immotivata, perché non ricordo di aver subito mai traumi in tal senso, che mi condizionava non poco la vita, perché non appena vedevo un cane, anche se era dall’altra parte della strada, mi agitavo, cercando in tutti i modi di mettermi al sicuro, con l’incubo che la bestiola potesse raggiungermi e farmi del male. Sarei andata avanti così per tutta la vita, se una volta diventata adulta, per una serie di circostanze che la vita mi ha messo davanti, non mi fossi ritrovata a dover accudire un bretoncino di due anni, appartenente a una persona cara, impossibilitata per un lungo periodo a tenerlo in casa…

Quando questa persona mi chiese se avrei potuto sostituirla per un po’ accanto al suo beniamino, risposi che dovevo pensarci un po’ prima di darle la mia disponibilità. Poi però decisi per il sì e portai a casa mia il cane, cercando, fra una paura e l’altra, di abituarmi alla sua presenza. Avere cura di quell’esserino, dargli da mangiare, portarlo a spasso e attaccarmici in modo quasi morboso è stato praticamente un tutt’uno. E anche la paura, giorno dopo giorno, è sparita, al punto che, una volta arrivato il momento della riconsegna, mi sono ritrovata con le lacrime agli occhi a chiedere al proprietario, con stupore mio ma soprattutto suo, di lasciarmelo per sempre. Da quel momento il mio “amico”, ha vissuto con me altri dieci splendidi anni, di immenso amore e grande intesa, inspiegabili per una che temeva i cani…

L’ho assistito nella malattia e ho pianto disperatamente la sua scomparsa. Come non avrei mai immaginato fosse possibile.

Shaft, così si chiamava il mio cagnolino dalle orecchie lunghe e dagli occhi buoni, mi ha insegnato moltissimo, aprendomi verso un mondo che prima di allora non conoscevo. Un mondo fatto di dedizione e affetto incondizionato.

Lui mi ascoltava quando ce l’avevo con il mondo, capiva se ero triste, e giocava con me fino allo sfinimento quando invece ero allegra. Gli confidavo i miei segreti, lo portavo con me ovunque fosse possibile e, se rientravo a casa dopo essermene allontanata qualche giorno, mi accoglieva sul pianerottolo, girando su se stesso freneticamente per la felicità.Martorella e Sheila

Quando se n’è andato, sentendomi come risucchiata in un vortice di profonda disperazione, ho voluto adottare Sheila, stessa razza, stesso carattere. Ma la sua presenza, che ancora oggi mi conforta, non ha eguagliato l’intesa che avevo con Shaft. Lui – conclude Gianna Martorella – è stato il mio primo cane e avrà sempre il primo posto nel mio cuore.

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Snoppy non vuole vendetta ma giustizia

Dopo l’uccisione del povero Snoppy da parte di un vicino che non sopportava il suo abbaiare e che ha sparato “solo per spaventarlo” ( ma se invece di una bestiola colpiva un umano, magari un bambino?), ci sono stati tanti commenti fra cui qualcuno da ” dagli all’untore!” e una manifestazione piuttosto accesa a Livorno. Il problema però resta. Come resta la gravità di un cittadino che possa tranquillamente tenere in casa un’arma- magari carica- e usarla al posto della parola- o della legge- per farsi le sue ragioni. In America ognuno può avere un’arma e spesso accadono tragedie enormi per la facilità con cui questa viene usata. Per le donne ci sono perfino le pistole colorate, che fanno pendant con l’abito! E noi, che dagli americani impariamo solo il peggio, arriveremo a questo orrore in un periodo non molto lontano. Ma la violenza porta solo altra violenza e nel caso di Snoppy non serve certo a farlo rivivere. Al contrario bisogna che le legge venga applicata seriamente da chi ne ha l’arduo ma non impossibile compito. Per far sì che chi compiecon facilità gesti inconsulti si prenda le sue responsabilità, fino in fondo. Senza bisogno di manifestazioni o frasi velenose, che non fanno alro che creare altro odio. Snoppy che, come tutti cani, è per il perdono, non ne sarebbe contento. Mentre approverebbe per una volta almeno, che la legge fosse fatta rispettare: senza se e senza ma. Dagli uomini. Che ormai sono sempre più spesso ( ma forse lo sono sempre stati in ogni epoca) fra gli animali più feroci del Pianeta.

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