Vita da cani & C. Niki Bau Bau

Green Hill i controllori non controllavano

Dopo la sentenza di condanna ai gestori di Green Hill, la Procura di Brescia ha aperto un nuovo fascicolo: nel mirino sono finiti i   controlli alla struttura, fra cui un veterinario dell’Asl di Lonato, iscritto nel registro degli indagati per falso ideologico,       maltrattamenti e animalicidio in concorso con gli amministratori dell’allevamento.
Questo perché per molti anni i ” lager” sulla collina di Montichiari sono usciti indenni dalle verifiche delle autorità competenti. Era sempre “tutto in regola”, con controlli lampo da parte di chi  avrebbe dovuto farli accuratamente. La perquisizione del luglio 2012, invece, impegnò lo stesso pm e la Forestale dalle 9 del mattino alle 4 del giorno successivo. E dalla corrispondenza con i gestori risulta che questi ultimi erano sempre avvisati degli imminenti controlli e a volte si limitavano a barrare dei moduli a crocetta rispondendo alle domande dei funzionari. Insomma, quanto basta per ipotizzare un “patto di non aggressione” tra i vertici dell’allevamento e chi avrebbe dovuto ” controllare”. A farne le spese naturalmente i poveri beagle.

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Anche Fido avrà una tomba

Approvata all’unanimità dal Consiglio Regionale Toscano la legge regionale per la realizzazione di cimiteri dedicati agli animali di affezione, soddisferà molte esigenze di padroni che vorranno collocare i loro ” amici” in un luogo dove andarli a piangere. La legge, presentata dal consigliere Pd Lucia De Robertis, comprende un provvedmento di 4 articoli, che regolamentano le modalità per la realizzazione e il funzionamento di tali cimiteri, ne definiscono la localizzazione e realizzazione, una volta avuta l’autorizzazione comunale e il parere della competente azienda di unità sanitaria locale. Ma indicano anche le norme di attuazione, con regolamento regionale approvato dalla Giunta entro centottanta giorni dall’entrata in vigore.In questo modo, se il progetto andrà in porto, anche i nostri Bobi e Micio avranno  finalmente una tomba con tanto di foto, nome, data di nascita e morte. Proprio come accade a noi umani.

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Tutti al cinema per Italo cane gentiluomo

È diventata un film-giovedì 15 gennaio sarà nelle sale cinematografiche-la storia di “Italo”, un meticcio di Labrador, che ha meritato per la sue gesta la cittadinanza onoraria di Scicli, località turistica in provincia di Ragusa. Conosciuto da tutti per la sua spiccata socialità – il quattrozampe  era solito andare a messa, ma anche guidare i turisti alla scoperta dei monumenti della città siciliana; e conquistò gli “onori della cronaca” salvando una giovane donna da un’aggressione notturna. Da lì l’amore di tutti i cittadini – in  passato ossessiontati da gruppi di cani radagi pericolosi- e la decisione di tenere Italo fino alla sua morte dedicandogli poi addirittura, dopo la sua norte avvenuta nel 2011, un monumento nella Villa Comunale della cittadina,

La pellicola di Alessia Scarso, racconta le gesta dell’eroe a quattro zampe ed è distribuita da Notorious Pictures. Protagonisti Marco Bocci (l’eroe televisivo di Squadra Antimafia), Barbara Tabita, Elena Radonicich. Partner del progetto è anche l’Ente Nazionale Protezione Animali che al lancio del film ha abbinato iniziative di sensibilizzazione e prevenzione del randagismo. Iniziative di cui è “portabandiera” la mascotte di peluche “Italo” che in cambio di una piccola offerta è stata proposta dai volontari delle Sezioni Enpa, presenti in numerosi cinema di tutta Italia il  10 gennaio, in occasione dell’anteprima del film.

«Una iniziativa che vuole avvicinare i cittadini alle varie tematiche che ci troviamo ad affrontare nei diversi contesti geografici e che spesso rimangono sconosciute», ha detto Marco Bravi, responsabile comunicazione e sviluppo iniziative di Enpa. «La storia vera di Italo, che da “problema” è diventato una vera e propria istituzione della piccola cittadina siciliana di Scicli – ha aggiunto Bravi – potrebbe essere la stessa di molti animali che invece, per superficialità, degrado o semplicemente per ignoranza, anziché essere rispettati vengono maltrattati, abbandonati, dimenticati. Per chi vedrà il film, dimenticare Italo sarà impossibile. E se, nell’attesa, un piccolo peluche scalderà il cuore e aiuterà i volontari a meglio prendersi cura dei nostri protetti, sarà un miracolo in più che il cane Italo avrà compiuto.

 

 

 

 

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Quei cani di padroni protetti dalla legge

Uno Shar Pei è stato abbandonato in una stazione ferroviaria di una città della Scozia, insieme a una valigia che conteneva le sue ciotole e la sua coperta; un pastore tedesco è stato trovato denutrito e disidratato, lasciato solo senza cibo né acqua in una villetta di Legnano, dai padroni che sono partiti per non si sa dove; molti gatti sono presi ogni giorno a sassate da ragazzini annoiati; un cucciolo di cane a Grosseto è stato torturato e usato come giocattolo da sollevare in aria e prendere a calci da una coppia di fidanzati anche loro evidentemente annoiati, per usare un eufemismo ( e a sua difesa per fortuna è insorto facebook)… Ma quanti padroni indegni di animali  scoprono ogni giorno le cronache? E invece di punire questi ” umani bestiali” la depenalizzazione voluta dal Governo Renzi e dal ministro della Giustizia Andrea Orlando voleva  fare una specie di marcia indietro, cancellando quel poco che, in tema di maltrattamento di animali, dopo tante battaglie, si è riusciti ad avere. Questo per ottenere ( dicono i promotori) l’avvio di giudizi complessi e dispendiosi laddove la sanzione penale non risulti necessaria”. Gli animali cari politici non hanno facoltà di farsi le proprie ragioni ai giudici, né possono, in vece loro ogni volta  costituirsi parte civile associazioni animaliste, che proprio per questo hanno  chiesto al Governo di modificare lo schema di decreto per salvaguardare la funzione della 189/2014 ( legge che prevedeva pene adeguate e anche il carcere per chi infieriva su cani, gatti & C). Molte sono state anche le segnalazioni dei cittadini, non solo mossi dall’ amore per gli animali, ma consci dell’importanza di custodire una funzione deterrente, educativa contro la violenza sui più indifesi. Sembra che il Governo ci abbia ripensato. Anche se non è ancora detta l’ultima parola….

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Grazie ai sindaci anti botti

Capodanno è passato e per fortuna quest’anno ci sono stati pochi disastri sia per gli umani che per noi animali. Io che, come tanti miei ” colleghi” a quattro zampe sono terrorizzata dai botti, mi sono sentita davvero felice quando ho saputo che sindaci inteligenti e civili, come ad essempio quelli di Suvereto  e Piombino, hanno impedito- creandosi non pochi nemici fra i maniaci dei petardi-,  ai loro cittadini di fare il solito capodanno all’insegna del rumore. Siamo stati tutti bene, nessuno di noi ha rischiato la vita per infarti da paura e i Pronto Soccorso umani hanno avuto meno lavoro e meno feriti. Tutto è bene quel che finisce bene dunque. E speriamo che l’esempio venga preso ad esempio, dimostrando che ci si può divertire anche senza fare gli incoscienti. Bau bau, grazie e tanti auguri dalla vostra Niki

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Cane e gatto in viaggio? Con Bla bla car è meglio

Volete vaggiare con cane e gatto senza dover lottare con i divieti e fare nello stesso tempo anche nuovi amici? In vostro aiuto arriva  BlaBlaCar, la piattaforma di ride sharing che mette in contatto guidatori con posti liberi a bordo della propria auto con passeggeri che vogliano viaggiare nella stessa direzione, soprattutto nei fine settimana e nelle feste in cui, in tanti, rientrano presso le proprie famiglie di origine. Una soluzione che sta prendendo piede anche nel nostro paese sia perché molti cuccioli sono abitudinari e amano spostarsi nell’auto del proprio padrone, sia perché altri mezzi di trasporto come il treno e l’aereo possono essere complicati o costosi e certamente meno comodi di un’automobile. L’hanno scelta senza pentirsene una ragazza che si sposta da Milano, dove abita, a Venezia, dove vive la sua famiglia, con il cane Poffy che sonnecchia per tutto il viaggio – a meno che qualche passeggero non gli stia particolarmente simpatico; c’è una donna che si reca spesso a Pordenone in auto col suo micio nero, facendo la gioia di molti passeggeri che addirittura insistono per tenere il trasportino sulle ginocchia; o un’altra che attraversa l’Italia (dalla Lombardia alla Toscana alle Marche…) con un meticcio di 50 kg che una volta, in puro spirito di ride sharing, ha condiviso il viaggio persino con un gatto: e un altro viaggiatore che porta sempre con sé la cagnolina nei suoi spostamenti tra Varese e Ancona e ci sono tanti conducenti accettano a bordo della loro auto passeggeri cucciolomuniti. Viaggiate dunque anche voi con Bla Bla Car: avrete meno problemi e conoscerete persone che la pensano come voi.

 

 

 

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Piombino dice no a botti e abusi sugli animali

Botti e spettacoli pirotecnici. Piombino dice no. E’ quanto emerge da un post su facebook di Maria Cristina Biagini, alla guida di “La casa di Margot”, l’associazione animalista piombinese, che ha al suo interno molti volontari e opera in modo concreto per la salvaguardia di cani gatti &. Spiega Biagini: “Permetteteci di essere soddisfatte, MOLTO soddisfatte. Avevamo chiesto all’assessore Stefano Ferrini una campagna di sensibilizzazione contro i petardi, e ci sara’ intanto un articolo congiunto su Piombino oggi. Avevamo chiesto un NO allo spettacolo pirotecnico e, udite udite, non ci sara’. Avevamo chiesto di non consentire mai piu’ vendite ambulanti di animali vivi e I’ll consiglio comunale ha approvato un ordine del giorno.Che dire? Siamo felici di avere amministratori che sanno ascoltare e ragionare. E siamo altrettanto felici di averle fatte noi quelle proposte, finalmente prese in considerazione e accolte. Piombino dinque ama gli animali o perlomeno cerca di evitare violenze nei loro confronti,come possono essere i fuochi d’artificio e lo scoppio di petardi che ogni anno,sia a Capodanno che a Carnevale causano non solo lo spavento di cani e e gatti ma a volte ne provocano addirittura la morte,magari di animali spaventati, chiusi in recinti da dove non possono fuggire e costretti a combattere inutilmente con le loro paure che in alcuni casi, per il loro cuore, sono fatali. Noi ci auguriamo che l’esempio della citta promontorio possa invogliare altri amministratori a prendere misure a tutela di esseri indifesi, spemdendo magari i soldi impiegati per i giochi pirotecnici in modo più intelligente.

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A caccia di cardellini con albero finto

Un finto albero per la cattura di uccelli. Una trappola vergognosa scoperta dalle guardie zoofile dell’Enpa in località Il Ferrone, nei pressi di Greve in Chianti, in provincia di Firenze, realizzata con un telaio metallico, adornato da vegetazione e cosparsa di collante per la cattura di topi. Solo che invece dei topi catturava uccelli rari. Ci sono volute ore di appostamenti da parte della guardie zoofile del nucleo investigativo speciale per la tutela animali del distaccamento Chianti-Valdarno della Protezione animali fiorentina, per cogliere sul fatto un cinquantenne del luogo, che preparava la trappola e aveva due gabbie nel cui interno c’erano come richiamo due cardellini, appartenuti a una specie protetta a rischio estinzione. Il falso albero, i due cardellini e un terzo uccellino che era in casa del cacciatore sono stati sequestrati. L’uomo ha cercato di giustificarsi confessando la sua passione sfrenata per il loro canto, ma nessuno gli ha creduto. E’ stato denunciato per maltrattamento, attività illegale di uccellagione, detenzione di mezzi vietati e detenzione di uccelli selvatici protetti e non cacciabili. Il fatto si commenta da solo. Noi ci limitiamo a dire che la madre degli incivili purtroppo è sempre incinta e ringraziamo le guardie zoofile per l’ottimo lavoro fatto.

 

 

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Il gatto Sebastian ha trovato casa

Grazie a un articolo uscito gioved’ì 20 novembre nell’inserto Amici Animali del Tirreno, intitolato ” Sebastian e il diritto alla felicità”, un trovatello, l’ultimo di 26 gatti sequestrati nell’aprile 2013 da un gruppo di volontari che- grazie ad alcune segnalazioni, avevano scovato in una villetta della Valdinievole un vero e proprio lager, ha trovato una casa e tanto affetto. Sebastian era in stallo al canile Hermada di Montecatini, perché, nonostante la buona volontà che ormai si erano al gatto,  nessuno dei visitatori si era mai accorto di lui. E invece dopo il nostro appello ha trovato finalmente una casa e una famiglia disposta ad adottarlo, dandogli quel calote che, per lungo tempo, gli era stato negato.

Qui di seguito la mail di ringraziamento dell’Associazione Amici degli Animali che è stata subissata di richieste. Una mail che ci ha reso felici, perché ci siamo sentiti in qualche modo utili. Ciao Sebastian, che il tuo viaggio verso la nuova casa sia un viaggio meraviglioso come meriti per quello che hai sofferto, anche se la tua, come molti diranno,è soltanto una sofferenza “bestiale”. Noi che consideriamo ogni essere vivente in pieno diritto di vivere al meglio la propria esistenza, siamo davvero soddisfatti di averti potuto aiutare.

 

“L’Associazione Amici degli Animali ringrazia per l’appello pubblicato per Sebastian, ultimo di 26 gatti sequestrati. Sebastian é stato adottato e questa domenica partirà alla conquista del suo primo divano, della sua prima vera famiglia. Il vostro articolo ha scatenato una pioggia di chiamate, tutti volevano Sebastian. Da gatto arrivato ultimo é diventato il primo nel cuore di tante persone che prima non conoscevano la sua storia, tantissimi vostri lettori, da Grosseto, Pisa e provincia, Viareggio e Lucca. Siamo rimasti colpiti, profondamente commossi. Chiamano ancora anche per sapere semplicemente come sta. E, grazie a lui altri due gatti adulti abbandonati hanno trovato casa.Grazie da parte di tutti i volontari, Sebastian vi invia un mondo di fusa é grazie al Tirreno se ha trovato famiglia. I tramonti li vedrà da una casa a Terricciola e non  più da una gabbia

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Paco, l’abbandono e la rinascita

Fra decine di notizie sugli abbandoni di animali, su ingiustizie nei loro confronti, sui soprusi, ogni tanto arrivano in redazione storie a lieto fine. Come quella di Paco, il barboncino vecchio e malandato, trovato dai volontari dell’Associazione “Animali per amici” di Donoratico davanti al cimitero di San Vincenzo, mentre, alla disperata ricerca del padrone, girava continuamente su se stesso, stremato e disorientato. Ebbene, dopo pochi giorni, grazie all’interessamento degli stessi volontari, che lo hanno raccolto con amore, segnalandone il caso anche al nostro giornale ( ne abbiamo scritto in questa stessa rubrica il 12 settembre), le risposte non si sono fatte attendere e la povera bestiola oggi ha una famiglia, a cui non importa se lui è giovane o vecchio, bello o brutto, con pedigree o senza; che ha deciso di adottarlo, per fargli trascorrere dignitosamente il suo tramonto. “Era il solito giorno pieno di faccende da sbrigare- racconta Antonella Cucinotta – quando mio marito Massimo ( Maletta n.d.r), che fa il tassista a San Vincenzo, mi parlò del cane. Conoscevo già la storia: l’avevo seguita sul web, ma speravo che si trattasse solo di uno smarrimento; e anche Massimo lo aveva sperato, perché tutti e due non riuscivamo a immaginare come un umano potesse abbandonare senza pietà un animaletto indifeso vecchio e malato”. La scelta di adottare il barboncino è stata condivisa da tutta la famiglia di Antonella “anche da Simone, otto anni, nostro figlio, che da tempo avrebbe voluto un cucciolo, ma che quando gli abbiamo detto di Paco, ha deciso che gli andava bene anche un vecchietto”. Spevano tutti e tre che non sarebbe stato facile, ma ognuno di loro avrebbe fatto il possibile per regalare alla povera bestiola ancora giorni felici. “Così- spiega Antonella- abbiamo detto ai volontari che volevamo adottarlo e siamo andati a prenderlo…Simone aveva paura di accarezzarlo, il cane era magrissimo, deambulava a stento e quando lo prendevamo in braccio le sue ossa scricchiolavano… Noi non siamo la famiglia del “Mulino bianco”, ma piuttosto di quella di “Senti chi parla”. Così ci siamo stretti insieme alle nostre paure, facendoci forza. E queste, con il passare dei giorni, si sono esorcizzate”. “Ora Paco è un coccolone, adora dormire in braccio, ricevere carezze e attenzioni: ha una fame da lupi ma è educatissimo e, da alcuni atteggiamenti, ipotizziamo che sia vissuto con una persona molto anziana, ora scomparsa, e che i suoi parenti abbiano voluto disfarsene ritendolo un ingombro”. Oggi comunque il barboncino- che abita con i suoi nuovi padroni a San Carlo, in mezzo al verde-, a parte gli acciacchi dell’età è un animaletto felice. Grazie a chi l’ha trovato e gli ha prestato le prime cure. “Paco deve la vita ai volontari delle associazioni di tutela degli animali che si trovano sul territorio- afferma la sua padrona- e all’attenzione scaturita su di lui a mezzo stampa…Per questo, a nome suo vogliamo ringraziare tutti quelli che hanno contribuito alla salvezza del vecchio barboncino, che girava su se se stesso in cerca d’amore”.

 

 

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