Vita da cani & C. Niki Bau Bau

Paco, l’abbandono e la rinascita

Fra decine di notizie sugli abbandoni di animali, su ingiustizie nei loro confronti, sui soprusi, ogni tanto arrivano in redazione storie a lieto fine. Come quella di Paco, il barboncino vecchio e malandato, trovato dai volontari dell’Associazione “Animali per amici” di Donoratico davanti al cimitero di San Vincenzo, mentre, alla disperata ricerca del padrone, girava continuamente su se stesso, stremato e disorientato. Ebbene, dopo pochi giorni, grazie all’interessamento degli stessi volontari, che lo hanno raccolto con amore, segnalandone il caso anche al nostro giornale ( ne abbiamo scritto in questa stessa rubrica il 12 settembre), le risposte non si sono fatte attendere e la povera bestiola oggi ha una famiglia, a cui non importa se lui è giovane o vecchio, bello o brutto, con pedigree o senza; che ha deciso di adottarlo, per fargli trascorrere dignitosamente il suo tramonto. “Era il solito giorno pieno di faccende da sbrigare- racconta Antonella Cucinotta – quando mio marito Massimo ( Maletta n.d.r), che fa il tassista a San Vincenzo, mi parlò del cane. Conoscevo già la storia: l’avevo seguita sul web, ma speravo che si trattasse solo di uno smarrimento; e anche Massimo lo aveva sperato, perché tutti e due non riuscivamo a immaginare come un umano potesse abbandonare senza pietà un animaletto indifeso vecchio e malato”. La scelta di adottare il barboncino è stata condivisa da tutta la famiglia di Antonella “anche da Simone, otto anni, nostro figlio, che da tempo avrebbe voluto un cucciolo, ma che quando gli abbiamo detto di Paco, ha deciso che gli andava bene anche un vecchietto”. Spevano tutti e tre che non sarebbe stato facile, ma ognuno di loro avrebbe fatto il possibile per regalare alla povera bestiola ancora giorni felici. “Così- spiega Antonella- abbiamo detto ai volontari che volevamo adottarlo e siamo andati a prenderlo…Simone aveva paura di accarezzarlo, il cane era magrissimo, deambulava a stento e quando lo prendevamo in braccio le sue ossa scricchiolavano… Noi non siamo la famiglia del “Mulino bianco”, ma piuttosto di quella di “Senti chi parla”. Così ci siamo stretti insieme alle nostre paure, facendoci forza. E queste, con il passare dei giorni, si sono esorcizzate”. “Ora Paco è un coccolone, adora dormire in braccio, ricevere carezze e attenzioni: ha una fame da lupi ma è educatissimo e, da alcuni atteggiamenti, ipotizziamo che sia vissuto con una persona molto anziana, ora scomparsa, e che i suoi parenti abbiano voluto disfarsene ritendolo un ingombro”. Oggi comunque il barboncino- che abita con i suoi nuovi padroni a San Carlo, in mezzo al verde-, a parte gli acciacchi dell’età è un animaletto felice. Grazie a chi l’ha trovato e gli ha prestato le prime cure. “Paco deve la vita ai volontari delle associazioni di tutela degli animali che si trovano sul territorio- afferma la sua padrona- e all’attenzione scaturita su di lui a mezzo stampa…Per questo, a nome suo vogliamo ringraziare tutti quelli che hanno contribuito alla salvezza del vecchio barboncino, che girava su se se stesso in cerca d’amore”.

 

 

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Arriva un figlio e si butta il cane

Da quando gli è nato il figlio, che oggi ha un anno, ha mollato completamente il cane, lasciandolo in un recinto senza acqua né cibo. E’ accaduto a un ” signore” di Livorno che avrebbe dichiarato di non aver più soldi ma neppure tempo da dedicare alla povera bestiola, prima facente parte della famiglia ( mi piacerebbe sapere come) e poi buttata come un ferro vecchio, o peggio ancora abbandonata in un angolo, denutrita e assetata, priva di una carezza e di un qualunque gesto che la facesse sentire ancora viva.  Non è la prima volta che fatti simili accadono: si  prende il cane come passatempo, come sostitutivo di un figlio, a volte lo si fa perfino dormire nel proprio letto, e poi, quando arriva il bebè, si mette da parte: quando va bene Bobi, viziato e coccolato a volte oltre misura, passa dal letto alla cuccia sul balcone o in giardino. Quando va male finisce in un canile o sulla strada, a volte, peggio ancora, resta ma è come se non ci fosse, e non ha più diritto  a nulla, solo a dare meno noia possibile… Suvvia qante storie!  Dopotutto si tratta solo di un cane ( o di un gatto o di qualunque alto animale che, fra l’altro, al bambino, dal punto di vista psicologico, non potrebbe che far bene). E accade così che chi ha riempito i nostri vuoti con tanto amore, si ritrova all’improvviso nel vuoto dell’abbandono. Senza colpe, solo perché dichiarato “in esubero”…E li chiamano umani!

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Condannato a morte!

Se si chiude un pastore tedesco per nove anni  nella galera di un recinto e poi si lascia anche la porta del recinto accessibile a una bambina di tre anni che, incustodita da chi dovrebbe invece porle attenzione, entra inconsapevolmente nello spazio del cane mentre la povera bestiola mangia e vieneaggredita dallo stesso, è giusto condannare a morte il cane? O è più “corretto” affidarlo a un’associazione come Earth che vuole affidarlo a educatori cinofili per rieducarlo? Noi optiamo per la seconda opzione e chiediamo a tutti i cinofili di fare altrettanto. Ma chiediamo anche a chi tiene un cane o più cani in questo modo di desistere. Un animale relegato in un recinto non ha proprietari, non ha amici: ha solo un “padrone”, che magari non gli fa neppure una carezza o gli dice una parola.  Ha solo qualcuno che gli porta da mangiare, e che magari, se va bene, qualche volta lo lascia uscire un po’ dalla sua prigione per sgranchirsi le zampe. Un padrone che non sa neppure cosa significhi avere un cane e che adesso sceglie la via più semplice, quella della soppressione. I cani non sono oggetti immobili che fanno solo polvere ma esseri con reazioni diverse, anche talvolta e in certe situazoni, molto aggressive. Dimenticarlo è da incoscienti, così come è da incoscienti pensare che l’aggressività riguardi solo certe razze, perché non è così, le cronache ce lo ricordano ogni giorno e ad  andarci di mezzo sono quasi sempre animali e  bambini, vittime ignare dell’ignoranza umana.

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Morire di fedeltà

Fanny, cane di razza rottweiler, mansueta e dolce, ha difeso la casa dei suoi padroni dagli intrusi. E questo le è costato la rottura dell’osso del collo da parte di chi cercava di introdursi nel suo giardino in assenza dei proprietari. Trovata così dal padrone, un veterinario di Perignano,ha dovuto essere soppressa dallo stesso suo ” amico”. Ha pagato così la fedeltà, qualità rara nell’uomo ma molto frequente negli animali, spesso disposti a farsi massacrare pur di difendere i  loro tesori: l’amico uomo e la sua casa.

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Daniza è stata uccisa

Non ci sono parole per commentare questa morte. Il cuore di Daniza non ha retto alla narcosi,ma forse non avrebbe retto neppure alla progonia. In questa lettera l’associazione gabbie vuote grida il suo sdegno, che è anche un po’ il nostro. Forse si potevano trovare altre soluzioni! Spetiamo almeno che si salvino i cuccioli e che possano crescere non in gabbia…

LETTERA APERTA

 

L’orsa Daniza è stata uccisa.

E’ finita nel peggiore dei modi la vita dell’orsa e dei suoi cuccioli.Abbiamo fatto quello che noi umani siamo capaci di fare molto bene: uccidere.Uccidiamo in guerre assurde, nella caccia, uccidiamo nei macelli, nei laboratori. Uccidiamo per religione, per interesse, per sopraffazione, per conquista, per superbia. Anche per semplice piacere.Impariamo a farlo fin da piccoli, nessuno ci educa alla tolleranza, alla pace, all’accettazione, al rispetto delle altre vite.Lo facciamo e basta. La cultura, l’intelligenza, quell’ “umanità” di cui ci vantiamo come attributo insito alla nostra specie è in realtà la negazione di ciò che intende dire, anzi, il suo opposto. Non esiste brutalità maggiore di quella dell’essere umano.Daniza, un animale tutelato da leggi inconsistenti pronte a tradirlo al primo urlo di faziosità, un animale che tenta di vivere la propria vita possibilmente lontano dal suo principale nemico, innocente e abitante di questa Terra, hà subìto la sorte che noi sappiamo ben riservare a chi è debole, diverso, indifeso. Senza santi in Paradiso. Solo Francesco. Ma chi se ne ricorda?Che fine faranno i cuccioli?  Quale risarcimento potranno avere dalla brutalità dell’uomo?Che la maggioranza di noi umani abbia comunque voluto la salvezza di Daniza e dei suoi figli non ha avuto effetto alcuno. Lo strapotere di pochi il loro assoggetamento alla violenza, l’ignoranza assoluta che li guida nei confronti di una valutazione etologica delle altre specie viventi, ha vinto.Come succede in tutte le società del mondo.Il potere vive come un parassita sul corpo degli altri, la democrazia è una parola vuota come umanità.Daniza e i suoi cuccioli rappresentano il  nostro sepolcro imbiancato.

Mariangela Corrieri
Presidente Associazione Gabbie Vuote Firenze

 

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Se il padrone è un torturatore

Apprendo con sdegno che un padrone, indegno, ha tenuto per mesi, esposto al caldo e al freddo nonostante le gravi condizioni di salute il suo  pastore tedesco. Un cane che per sette anni ha creduto in lui e che, forse, purtroppo  ci crede ancora.

E dico ” grazie” all’Enpa che ha portato la povera bestiola via da quell’inferno ( ma perché i vicini di casa dell’uomo, un quarantacinquenne italo-tedesco, non hanno avvisato prima le guardie zoofile, rendendosi complici di tanta barbarie?)…Forse il pastore tedesco ( chè è in condizioni gravissime per le condizioni in cui è stato tenuto) si riprenderà, forse troverà anche un altro padrone, ma nei suoi occhi avrà per sempre impressa la delusione per aver creduto in un ” animale” a due zampe, che come scusa al suo comportamento, a dir poco incivile, ha dichiarato di trovarsi in condizioni economiche precarie a causa della crisi. Condizioni che in ogni caso non giustificano il fatto di lasciare un cane, di mole notevole come il pastore tedesco, su un balcone talmente piccolo da impedirgli perfino di rigirarsi per sgranchirsi un po’ le zampe.  Spero soltanto che questo ” torturatore” abbia la giusta punizkione dalla legge e che, soprattutto, gli venga vietato di tenere in futuro altri cani, di qualsiasi molte e qualunque razza: di danni ne ha già fatti parecchi e non è ilcaso di fargliene fare altri!

 

 

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Bianca è stata ritrovata

Bianca, la barboncina, fuggita dai nuovi padroni che l’avevano salvata dal canile adottandola (perché spaventata e disorientata a causa della sua situazione passata), è stata ritrovata stanca e affamata, dopo la mobilitazione di molti volontari, vicino alla spiaggia della Conchiglia a San Vincenzo. Ora è a casa tenuta affettuosamente sotto controllo e sta ricominciando la sua nuova vita, finalmente in una famiglia che le vuole bene e le darà senza dubbio grande amore.
Naturalmente noi quattro zampe ma anche i nostri “amici” umani che hanno tifato per lei, siamo felici di questo lieto fine che in un’estate di grandi abbandoni è davvero una bella notizia.

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Ancora ricerche per la barboncina Bianca

Urgentissimo si e’ persa a San Vincenzo, nei pressi del bivio per Campiglia, zona industriale, da ieri mattina alle 5. La cagnolina e’ spaventatissima, non si fida di nessuno, ma non e’ aggressiva, se cercate di prenderla e’ possibile che scappi, forse si e’ nascosta, ma avrà’ fame e sete se la vedete contattate Simona Foti al 3426665331

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Cercasi Bianca disperatamente

Bianca, una barboncina dolce e spaventata, è sparita e i suoi nuovi padroni la cercano dappertutto. La cagnolina non ha ancora il microchip perché i proprietari l’hanno presa al canile da poco ed essendo stata maltrattata dai precedenti padroni, è molto stressata e psicologicamente ancora molto fragile. “Lo psicologo a cuil’abbiamo fatta vedere-dice Paolo Foti il nuovo proprietario di Bianca- ci ha consigliato di non metterglielo per non traumatizzarla e noi lo abbiamo ascoltato”. Nonostante le cure e le attenzioni della famiglia che l’ha accolta con amore, Bianca è scappata approfittando di un momento di distrazione e del cancello di casa aperto. “Con mia moglie l’abbiamo cercata tutta la notte- spiega Foti-e poi ancora il giorno dopo, insieme a dei volontari che ci hanno dato una mano. Ma, nonostante vari avvistamentivsegnalatici, non siamo riusciti a trovarla”. Bianca è stata vista era nei pressi del bivio della strada che, da San Vincenzo porta a Campiglia Marittima, ma stamattina l’hanno vista in via Matteotti a San Vincenzo, direzione Donoratico. E’ un esserino spaventato e non saprebbe cavarsela da sola, perciò i suoi padroni confidano che qualcuno l’abbia tenuta con sè pensandola abbandonata. Chi avesse sue notizie può telefonare al numero verde del Tirreno di Piombino 800010404 o andare sul profilo facebook del proprietario Paolo Foti.Grazie in anticipo per l’aiuto che darete a Bianca e ai suoi disperati padroni, che dopo averla salvata non vogliono saperla un’altra volta in pericolo.

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Vittime ignare di una guerra disumana

Guardo alla Tv i telegiornali di guerra. Muoiono uomini, donne, bambini. Sciami di disperati sfidano il destino nel deserto e tra le macerie.
Nessuno parla di noi animali fatti a pezzi o impazziti dal fragore delle esplosioni: cani, gatti, agnelli e, ultimamente, anche centinaia di razze senza vita affiorate sul mare.
In mezzo all’orrrore di tante morti non c’è tempo per pensare a noi, né per una parola di pietà per chi non è umano, per chi da sempre non ha colpa. Anche questi sentimenti negati sono il frutto di un imbarbarimento di cui non si vede la fine,

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