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L?eBook ?Il Grande Biscotto?. Scaricalo gratis

L?eBook ?Il Grande Biscotto?, dedicato all?Europeo 2004 degli azzurri si chiude con un capitolo inedito. Il racconto di quella spedizione attraverso le parole di uno dei protagonisti,Stefano Fiore, centrocampista dai piedi buoni (classe 1975) che ha vestito le magli di Cosenza, Parma, Chievo, Padova, Udinese, Lazio, Valencia, Fiorentina, Torino, Livorno, Mantova e di nuovo Cosenza. Vi offriamo un?anticipazione del racconto, il resto potrete trovarlo sul nostro eBook.

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Colloquio con Stefano Fiore
di Alessandro Bernini
La mente inquieta, le gambe alla ricerca della palla, la mente che vagava, gli occhi spesso rivolti alla panchina dove c?erano pi? auricolari che parastinchi. Stefano Fiore era uno degli undici titolari in campo quel 22 giugno 2004, il giorno del dramma sportivo azzurro e dell'eutanasia sportiva di chi difendeva i valori delle squadre nordiche. L?Italia batte 2-1 il Portogallo, ma Svezia e Danimarca si vogliono cos? tanto bene da regalarsi un bel 2-2 che qualifica entrambe e fa fuori gli azzurri.

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Stefano Fiore c?era. Classe 1975, calabrese di Cosenza, 38 presenze e due reti con la maglia azzurra, nel suo palmares non solo l?argento agli Europei del 2000 ma anche due Coppe Uefa con la maglia del Parma e una Supercoppa Uefa con quella del Valencia. Ha appeso le scarpe al chiodo nel 2011 nella sua Cosenza e da qui ? partita la sua avventura di direttore sportivo.
Classe cristallina, cervello che viaggiava a velocit? doppia rispetto alla palla. Nasce 10 e diventa 8, ?perch? avevo capito ? confida ? che i trequartisti spesso erano visti come fumo negli occhi dagli allenatori. Per il pubblico erano i pi? bravi a regalare la giocata, per i tecnici quasi un lusso insopportabile. E cos? ho fatto un passo indietro, cercando di diventare un giusto mix tra fantasista e mediano?.
Parli di Euro 2004 ed ? impossibile non ripartire da quel 22 giugno e da una vigilia travagliata, ricca di speranza e soprattutto brutti pensieri legati a Svezia-Danimarca. ?In albergo ? racconta ? ne parlavamo, certo. C'erano diverse linee di pensiero, qualcuno per la verit? temeva il pareggio di Svezia e Danimarca perch? alla fine tutto il mondo ? paese. Per? dentro di noi non volevamo crederci, anche perch? era l?unico modo per restare carichi e scendere in campo con l'atteggiamento giusto per battere il Portogallo. E poi insomma, un conto ? uno 0-0, un conto dover fare 2-2? Anche Trapattoni ci diceva di pensare solo alla nostra partita, per? in campo i compagni si informavano. Durante l?intervallo c?erano diversi sguardi bassi, anche perch? per tutta la settimana c?erano state crociate per evitare il biscotto delle altre e poi eravamo noi a perdere 1-0 con la Bulgaria?.
Si va avanti tra illusioni e colpi al cuore, con la beffa finale del 2-1 segnato da Cassano che prima esulta e poi sprofonda in un diluvio di lacrime. ?In campo qualcuno sapeva del 2-2 tra Danimarca e Svezia ma non tutti. Ricordo che guardare la palla di Cassano e voltarsi verso la panchina fu un tutt?uno. Ma da quella panchina non arrivarono gli sguardi che cercavamo. Il Trap ci disse di non mollare, anche perch? comunque c?era sempre la speranza che qualcosa cambiasse. Anche se, a essere onesti, negli ultimi istanti c?era pi? che altro rassegnazione?.
Rassegnazione motivata. A Oporto finisce a tarallucci e vino, agli azzurri tocca un biglietto solo-ritorno destinazione Roma. ?A posteriori ? racconta Fiore ? ognuno si ? disegnato la propria verit? su questa storia. Comunque io mi porter? sempre dietro la certezza di aver subito un torto. Dico di pi?: riviste le immagini e scoperti alcuni retroscena come le parole pronunciate in campo tra giocatori, penso che Danimarca e Svezia non siano neanche state brave a fare questo biscotto. In che senso? Secondo me sono state sin troppo spudorate??.
Anche se l?Italia ci aveva messo del suo (...)
(il resto nell?eBook)

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L?eBook ?Il rigore maledetto?, della collana ?Romanzo azzurro?, ? stato curato da Stefano Tamburini con contributi di Aldo Agroppi, Mario Carta, Maurizio Di Giangiacomo, Stefano Edel, Paolo Fizzarotti, Antonio Led?, Sandro Lulli, Wainer Magnani e Davide Portioli. La copertina e il progetto grafico sono di Federico Deidda, la realizzazione tecnica ? a cura di Fabio Di Donna.

?RIPRODUZIONE RISERVATA

2 maggio 2013

Questo post è stato scritto da: redazione