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? una sorta di magia, veder ogni volta quella fiaccola che accende un fuoco speciale, che non arde solo dentro lo stadio ma anche nell?animo e nei cuori di chi osserva il tumulto di emozioni, di occhi, di sguardi che parlano pi? di mille parole. L?Olimpiade ? un romanzo che quasi si scrive da solo, ? un libro di pagine bianche che si riempiono mentre assisti a gioie e dolori, un diario dei sogni e delle leggende.

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di Stefano Tamburini

L?Olimpiade di Londra ? che si apriva proprio oggi, un anno fa ? ? stato tutto questo ? anche molto altro; ha visto nascere e morire sentimenti di stupore, di incredulit?, ha avuto una lunga coda del ?dopo? che ha cambiato alcuni fra gli scenari pi? solidi. A partire dalle inchieste sul doping e dal terreno bruciato intorno ai grandi velocisti con i dubbi che inevitabilmente ? sia pur senza riscontri di qualsiasi genere ? arrivano fino al principe dello show, Usain Bolt. E c?? poi la magica storia di Oscar Pistorius, il ragazzo che corre senza le gambe; una storia che neanche nelle favole sarebbero riusciti a concepire cos? bella, romantica, appassionante pi? di mille amori che ti avvolgono quando meno te lo aspetti. Lui che riesce a vincere la battaglia di sentirsi normale, di correre con tutti gli altri, nelle gare che regalano le vere medaglie. E pazienza se viene eliminato in semifinale, tutti gli spettatori sono in piedi e lo applaudono; lui si commuove ed esce con il cuore gonfio di gioia. Neanche un anno pi? tardi quel cuore sar? gonfio di sentimenti opposti, dopo i colpi di pistola contro la fidanzata e una sfida ben pi? ardua da vincere. Per Oscar abbiamo dovuto fare un?eccezione ed estendere il racconto anche al post-Olimpiade: la sua storia non pu? esaurirsi ai giri di pista e, comunque vada a finire il processo che lo vede accusato di omicidio, quella battaglia per far correre insieme chi ha le gambe e chi no non potr? mai essere cancellata. Cos? come le emozioni allo stadio e davanti ai televisori.
Questo e molto altro, goccia dopo goccia, ? un oceano di emozioni che proviamo a raccontarvi di nuovo ripercorrendolo attraverso le parole di allora, utilizzando gli scritti di chi ha vissuto le emozioni in diretta; scritti ancora intrisi di quelle emozioni e legati con un filo sottile di una voce narrante che ricuce tutto insieme e vi guida in mezzo al bello e al brutto di questa immensa foresta dagli effluvi di leggenda ma ? proprio come ogni savana ? anche con qualche trappola, con qualche amarezza.
Ognuno di noi avr? dentro di s? una classifica di emozioni e delusioni. Le seconde sono ben rappresentate dal clamoroso caso di doping del marciatore altoatesino Alex Schwazer, preso con le mani nella marmellata alla vigilia di una gara che ci avrebbe potuto regalare una medaglia truccata. Meglio cos?, meglio saperlo prima e imprecare contro questo ragazzo che sembrava volare passeggiando, lieve e sicuro e che invece stava uccidendo i nostri sogni.
C?? anche la bella favola di Josefa Idem, che resta tale anche se il dopo (da ministro si ? dovuta dimettere per un peccato fiscale) non ? stato cos? bello. Lei che a 48 anni sfila pagaiando sull?acqua della sua ottava Olimpiade consecutiva, a caccia di un?altra medaglia che non arriva per soli tre decimi. Sulla gradinata davanti alla linea del traguardo sono tutti in piedi per lei che non ha vinto ma ? come se lo avesse fatto. Le tre atlete sul podio la guardano come se fosse una marziana quando va a salutarle prima della cerimonia. E sembrano pi? felici per quell?abbraccio che per le medaglie che stanno per ricevere.
Vi abbiamo preparato un diario di questi sogni, giorno dopo giorno, partendo con un pizzico di anticipo per raccontarvi anche il ?prima?, il sapore dell?avvicinamento a quei momenti magici che anche chi non ? sportivo pu? e sa apprezzare. Ci sono tante storie di atleti che praticano discipline che vanno in letargo o quasi per tre anni, undici mesi e dieci giorni e che poi diventano magicamente di tutti. L?Italia raccoglie molte medaglie grazie a questi visionari cresciuti a pane, sudore e fatiche solitarie, talvolta anche sacrifici extra come quello del canoista Daniele Molmenti che per andare ad allenarsi in fiumi lontani da casa ha dovuto vendere la moto da corsa. E vederlo mentre piange di gioia per la medaglia pi? bella giunta nel giorno del compleanno ? una cosa che fa veramente bene, che aiuta, d? fiducia. Cos? come le lacrime faticosamente ricacciate indietro da Tania Cagnotto, tuffatrice derubata della medaglia da una giuria non troppo limpida. Lei, davanti al microfono, che fa una fatica tremenda per non piangere e che tenta di fare coraggio a tutti quelli che le dicono che ? un?ingiustizia. Vien da piangere per lei e infatti molti lo fanno. Come quando i pallavolisti azzurri vanno sul podio a ricevere la medaglia di bronzo e portano anche la maglia di un loro ex compagno morto sul campo per un malore mentre si apprestava a battere. Un modo per estendere la gioia e non dimenticare chi c?? stato e adesso ? come se ci fosse ancora.
Sono storie stupende, di quelle che non si riescono a scrivere neanche inventandole. ? un romanzo in diretta, che poi svanisce fino a che non ne viene scritto un altro, quattro anni dopo. In attesa del prossimo vogliamo aiutarvi a rivivere quei batticuori, quelle emozioni genuine che solo quando lo sport ? a cinque cerchi sanno essere cos? forti da restare dentro ognuno di noi.

Twitter: @s_tamburini
?RIPRODUZIONE RISERVATA

Ecco tutte le firme del libro olimpico

L?eBook ?Emozioni olimpiche? ? stato curato da Stefano Tamburini con il contributo di Nicola Baldo, Valentino Beccari, Carlo Bellotto, Paolo Carletti, Cristina Chinello, Fiammetta Cupellaro, Andrea Gabbi, Maurizio Di Giangiacomo, Vittorio Emiliani, Antonio Frigo, Claudio Malvicini, Marco Marangoni, Antonella Mattioli, Pietro Oleotto, Alessandro Taraschi e Maria Rosa Tomasello. Copertina di Federico Deidda, realizzazione tecnica di Fabio Di Donna.

26 luglio 2013

Questo post è stato scritto da: redazione